# Comitato 3 Ottobre

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# A Europe of Rights

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# A Europe of Rights

> “A Europe of Rights” è uni progetto della durata di dodici mesi, realizzato grazie al...

“**A Europe of Rights**” è uni progetto della durata di dodici mesi, **realizzato grazie al sostegno dei fondi otto per mille dell’[Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai](https://ottopermille.sokagakkai.it/)**, che vede il coinvolgimento diretto delle studentesse e studenti italiani ed europei.

L’evento, aperto a tutte/i, ha come target primario le **studentesse**e **studenti di 15 Regioni italiane e di 7 Paesi europei**. L’obiettivo del progetto è di promuovere nelle giovani generazioni europee occasioni di apprendimento – nella prospettiva dell’educazione interculturale – per favorire una cultura dell’accoglienza e della solidarietà al fine di contrastare intolleranza, razzismo e discriminazione e favorire processi d’ inclusione e inserimento sociale delle persone migranti. Tutte le iniziative sono finalizzate a rafforzare la consapevolezza e la conoscenza dei giovani in età formativa sui temi del fenomeno migratorio, dell’interdipendenza globale e dei diritti umani, dell’integrazione culturale e dell’accoglienza delle persone migranti, dei rifugiati e dei richiedenti asilo.

Il progetto A Europe of Rights prevede – nel corso dei dodici mesi – diverse azioni:

![Raccolta commemorativa nel progetto "A Europe of Rights" con persone che tengono cartelli con date e fiori.](https://www.comitatotreottobre.it/wp-content/uploads/2024/03/ale5423.jpeg)

#### **X GIORNATA DELLA MEMORIA E DELL’ACCOGLIENZA**

*Lampedusa 30 settembre 2023 – 3 ottobre 2023*

**“A EUROPE OF RIGHTS” ’**è stato realizzato anche in collaborazione con il Comune di Lampedusa e Linosa, sotto l’Alto Patronato del Parlamento Europeo ed ha avuto luogo a Lampedusa dal 30 settembre al 3 ottobre 2023 in occasione della X Giornata della Memoria e dell’Accoglienza per le vittime dell’immigrazione.

La storia di questi anni ultimi dieci anni (dal naufragio del 3 ottobre 2013) è stata testimone di un generalizzato atteggiamento di complice **indifferenza** *#10annidindifferenza*, se non di una vera e propria criminalizzazione di chi si mette in viaggio in cerca di una vita migliore e più sicura. Si è deciso di raccontare e offrire spunti di riflessione in merito a cosa sia accaduto dal 3 ottobre 2013 fino ad oggi. Dieci anni in cui è successo di tutto e solo una cosa non è cambiata: che ogni giorno nel Mediterraneo qualcuno muore. Si cercato di dare risposta a domande, che per troppo tempo, non hanno avuto risposta: “Perché le promesse di trovare una soluzione non emergenziale al fenomeno migratorio non sono mai state mantenute? Perché la commozione di dieci anni fa si è trasformata in indifferenza? Perché l’Operazione Mare Nostrum è stata archiviata sostituendola con missioni che avevano come principale obiettivo il controllo delle frontiere? Perché è iniziata la “guerra” alle Ong? Dalla cronaca alla politica, dalle arti alla musica, passando per i laboratori formativi la parola **indifferenza è stata al centro dell’evento.**Ne hanno parlato tanti ospiti: il gruppo musicale **Selton**, i cantautori **Sandro Joyeux** e **Gio Evan, Alessandro Ienzi**con lo spettacolo Porta della Vita, le giornaliste **Angela Caponnetto, Nancy Porsia, Eleonora Camilli, Alessandra Ziniti**. I giornalisti**Nello Scavo e Marco Tarquinio, Chiara De Paoli**Ufficio "8xMille" presso Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai. E ancora la Rappresentante per l’Italia e la Santa Sede di UNHCR **Chiara Cardoletti**, il portavoce dell’OIM **Flavio Di Giacomo**, l’attivista per i diritti umani **Milka Yemane**, la Presidente di Emergency **Rossella Miccio**, la Presidente di Medici Senza Frontiere Italia **Monica Minardi**, il procuratore della Repubblica Aggiunto di Agrigento **Salvatore Vella,**il vice Presidente della Commissione LIBE**Pietro Bartolo,**il Presidente dell’Unione dei Federalisti Europei**Domenc Devesa,** i **Sindaci** di Agrigento **Francesco Miccichè**, di Lampedusa e Linosa **Filippo Mannino**, di Legnano **Lorenzo Radice,**di Bologna**Matteo Lepore,** e di Pesaro **Matteo Ricci, Claudia Pratelli**assessora alla scuola formazione e lavoro di Roma Capitale con delega del Sindaco di Roma**, Assessore Miguel Gotor.** Assessore alla Cultura di Roma Capitale, con delega alla Memoria.****Il Prefetto di Agrigento**Filippo Romano,**l’Arcivescovo di Agrigento**Monsignor Alessandro Damiano,**l’Imam di****Catania **Kheit Abdelhafid.**

  ![](https://www.comitatotreottobre.it/wp-content/uploads/2024/03/youtube-TW4dRYmAQ5o.jpg) Play video

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Nella piazza principale di Lampedusa, **Piazza Castello**, hanno avuto luogo i ***Dialoghi***, gli incontri tra voci esperte sui temi fulcro dell’evento. **L’Istituto Luigi Pirandello ha ospitato** le ***Domande per pensare***, l’incontro con le **persone sopravvissute** ai naufragi insieme a **Tareke Brhane,**presidente del Comitato 3 ottobre e **Vito Fiorino**, mentre al **Museo della Fiducia e del Dialogo per il Mediterraneo**è stata inaugurata la mostra “**Tra volti e sguardi”**, a cura del Comitato 3 ottobre con immagini del fotografo Alessandro Viganò, che vede come protagonisti i volti delle persone sopravvissute al naufragio del 3 ottobre 2013. Presso le aule dell’Istituto Pirandello****hanno avuto luogo **oltre 20 laboratori formativi didattici con le maggiori organizzazioni non governative e agenzie delle Nazioni Unite:** *Amnesty International, Associazione Nazionale Vittime Civili di Guerra, ASCS – Agenzia Scalabriniana per la Cooperazione allo Sviluppo, ASGI, Centro Astalli, CISOM, Centro studi e ricerche IDOS**,**Euromed Rights****Istituto Labanof, Legambiente, Medici Senza Frontiere, OIM, UNICEF, UNHCR, Save The Children, Refugees Welcome, Scuola Sant’Anna di Pisa.*

Il 3 ottobre, in mattinata, è partita da Piazza Castello **la marcia**per dire BASTA MORTI MARE #10ANNIDINDIFFERENZA con arrivo alla **Porta d’Europa,** dove ha avuto luogo la **commemorazione interreligiosa**, a cui è seguita la **deposizione di una corona di fiori in mare** nel luogo in cui, davanti all’Isola dei Conigli, dieci anni fa avvenne il naufragio che causò la morte di 368 persone.

**RISULTATI OTTENUTI:**

- **11** REGIONI ITALIANE RAPPRESENTATE
- **6** PAESI EUROPEI RAPPRESENTATI
- **98** DOCENTI PRESENTI
- **356**STUDENTI/STUDENTESSE PRESENTI
- **42** ISTITUTI SCOLASTICI PRESENTI
- **24** LABORATORI DIDATTICI REALIZZATI
- **40**FORMATORI/FORMATRICI
- **18**ORGANIZZAZIONI NON GOVERNATIVE /ASSOCIAZIONI/AGENZIE UN
- **5**PATROCINI RICEVUTI
- **2** MEDIA PARTNERSHIP
- **28** RELATORI/RELATRICI
- **5** EVENTI D’ INTRATTENIMENTO SERALE
- **6** TAVOLE ROTONDE
- **4**COMUNICATI STAMPA DIFFUSI
- **150**USCITE STAMPA SU MEDIA NAZIONALI
- **10** USCITE STAMPA SU MEDIA INTERNAZIONALI
- **31.000.000** DI LETTORI/ LETTRICI RAGGIUNTI
- **2.287.678** IMPRESSIONS
- **178** POST SOCIAL MEDIA
- **568** STORIES SOCIAL MEDIA
- **9** DIRETTE FB
- **8** VIDEO REALIZZATI
- **1**MOSTRA FOTOGRAFICA
- **27** CITTÀ ITALIANE HANNO ADERITO ALLA CAMPAGNA #10ANNIDINDIFFERENZA ILLUMINANDO UN MONUMENTO SIMBOLO
- **1** PETIZIONE LANCIATA – 1756 FIRME RAGGIUNTE
- **39** VOLONTARI/VOLONTARIE PRESENTI
![Persone in protesta davanti al Parlamento europeo con striscioni che recitano "STOP MIGRANTS DEATH" e migliaia di giubbotti salvagente gialli a terra.](https://www.comitatotreottobre.it/wp-content/uploads/2024/07/ale1310.jpeg)

**EVENTO INTERNAZIONALE PRESSO IL PARLAMENTO EUROPEO A BRUXELLES**

*“Diritto d’identità” 6 marzo 2024*

Dopo l’esperienza di partecipazione attiva dell’ottobre 2023 in occasione degli eventi legati alla X Giornata della Memoria dell’Accoglienza a Lampedusa, studenti e studentesse europei sono stati i protagonisti di un **evento sul tema del diritto all’identificazione delle vittime dei naufragi**.

L’evento si è svolto a**Bruxelles all’interno del Parlamento europeo i**l 6 marzo 2024 alle ore 18.00 nella sala József Antall (4Q2). Prima della conferenza si è tenuto un ***flashmob*** davanti al Parlamento Europeo con l’obiettivo di sensibilizzare le Istituzioni comunitarie sulla necessità di salvaguardare la vita delle persone che migrano nel nostro continente.

Durante la tavola rotonda per la prima volta, si sono seduti uno accanto all’altro **esperti di fama internazionale** come il Prof. Danilo De Angeli, da anni impegnato nell’identificazione delle vittime dei naufragi in qualità di odontologo forense, e **chi in prima persona**ha vissuto la terribile esperienza di aver perso un proprio caro in un naufragio e dopo undici anni non può ancora mettere la parola fine.

Hanno partecipato al dibattito:

- *Video messaggio* di Maria Domenica Castellone, Vice Presidente del Senato della Repubblica Italiana
- **Vincenzo Cantafia**, Assessore del Comune di Lampedusa e Linosa
- **Daniela Di Capua**, Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai
- **Domenec Devesa**, Europarlamentare e Presidente dell’Unione Federalisti europei
- **Tareke Brhane**, Presidente Comitato 3 ottobre
- **Danilo De Angelis**, Professore associato di Medicina Legale, LabAnOF – Università di Milano
- **Pietro Bartolo,**Vice Presidente Commissione LiBE del Parlamento europeo
- **Andreas Kleiser**, Director of Policy and Cooperation – International Commission on Missing Persons (ICMP)
- **Hatem Shaban*****,***Medico e testimone diretto del naufragio dell’11 ottobre 2013
- **Adal Neguse Wedafrash,**Testimone del naufragio del 3 ottobre 2013
- **Maria Angela Danzi, E**uroparlamentare, già esperta ANCI in materia di protezione civile, membro della Commissione on Environment, Public Health and Food Safety (ENVI)
- Moderatrice: **Susan Dabbois**, Media officer Caritas Europa

**RISULTATI OTTENUTI:**

- **12** REGIONI ITALIANE RAPPRESENTATE
- **4** PAESI EUROPEI RAPPRESENTATI
- **58** DOCENTI PRESENTI
- **208**STUDENTI/STUDENTESSE PRESENTI
- **41** ISTITUTI SCOLASTICI PRESENTI
- **10** RELATORI/RELATRICI
- **1**COMUNICATOI STAMPA DIFFUSO
- **16**USCITE STAMPA SU MEDIA NAZIONALI
- **1.000.000** DI LETTORI/ LETTRICI RAGGIUNTI
- **356.439**IMPRESSIONS
- **11**POST SOCIAL MEDIA
- **36**STORIES SOCIAL MEDIA
- **1** DIRETTA FB
- **5** VIDEO REALIZZATI
- **18** VOLONTARI/VOLONTARIE PRESENTI
![Gruppo di persone sedute in prima fila durante un evento del progetto "A Europe of Rights", con bouquet di fiori sul palco.](https://www.comitatotreottobre.it/wp-content/uploads/2024/03/foto.jpeg)

**SEMI DI LAMPEDUSA**

*da ottobre 2023 a maggio 2024 [in corso]*

Semi di Lampedusa prevede un’attività itinerante di formazione e sensibilizzazione. Gli incontri sono volti a creare occasioni di confronto tra studenti e studentesse italiane ed europee con persone migranti, testimoni dei naufragi, formatori al fine di diffondere una conoscenza diretta del fenomeno migratorio. Gli obiettivi sono: a) formare in modo dinamico e partecipato giovani studenti e studentesse dell’Unione europea, attraverso laboratori formativi, proiezione di documentari, dibattiti, seminari e incontri con migranti, operatori del settore e testimoni privilegiati b) costruire una rete europea di scuole attive sul tema delle migrazioni, dell’accoglienza delle persone migranti e della lotta alla discriminazione. Gli incontri si sono svolti sia in modalità online sia in presenza, ma sempre con una modalità interattiva e partecipativa.

Il progetto prevede il coinvolgimento diretto di Istituti scolastici:

- Sicilia – Siracusa
- Puglia – Locorotondo
- Toscana – Firenze
- Olanda – Rotterdam
- Campania – Napoli
- Lazio – Roma
- Marche – Pesaro
- Liguria – La Spezia
- Abruzzo – Città Sant'Angelo
- Lombardia – Legnano
- Lombardia – Chiari
- Lombardia – Rho
- Piemonte – Cuneo
- Piemonte – Mondovì
- Piemonte – Torino
- Toscana – Siena
- Germania – Francoforte
- Francia – Parigi
- Belgio – Bruxelles
- Spagna – Madrid
- Veneto – Vicenza
- Trentino Alto Adige: Trento
- Emilia Romagna – Reggio Emilia
- Sardegna: Cagliari
- Umbria: Perugia
- Slovenia: Ljubljana

Al termine del percorso didattico verrà redatto e stampato un toolkit.


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# A Europe of Rights: Lampedusa 2023

URL: https://www.comitatotreottobre.it/a-europe-of-rights-lampedusa-2023/

# A Europe of Rights: Lampedusa 2023

> #10annidindifferenza “Lampedusa 2023” cercherà di rispondere a una domanda semplice:...

💡**Sono passati dieci anni dal naufragio del 3 ottobre 2013 e in questo 3 ottobre 2023, con il progetto A Europe of Rights, il Comitato vuole raccontare cosa è successo da allora fino ad oggi. Dieci anni in cui sono morte altre 27mila persone nel tentativo di attraversare il Mediterraneo.**     [19 Settembre 2023

## A Europe of rights: il programma

Scarica il programma del progetto "Europe of rights" che avrà luogo a Lampedusa dal 3o…](https://www.comitatotreottobre.it/articles/a-europe-of-rights-il-programma/)   [19 Settembre 2023

## A Europe of rights: i laboratori

Lista dei laboratori per studenti e studentesse del progetto Europe of rights, che…](https://www.comitatotreottobre.it/articles/a-europe-of-rights-i-laboratori/)

## [#10annidindifferenza](/articles/mare-indifferenza)

“Lampedusa 2023” cercherà di rispondere a una domanda semplice: come è possibile che oggi si verifichino ancora naufragi con centinaia di morti, con rimpalli di responsabilità e promesse che non verranno mantenute?

Come è possibile che la commozione di dieci anni fa si sia trasformata in indifferenza, se non in ostilità verso chi fugge da guerre e persecuzioni?

Come è possibile che l’Operazione Mare Nostrum sia stata archiviata, e Italia e istituzioni europee abbiano cercato solo di stipulare “patti con il diavolo”, pagando signori della guerra e capi di Stato/dittatori, perché “si tenessero” i profughi?

I decreti sicurezza, la “guerra” alle Ong che nel frattempo hanno varato le loro navi di soccorso in mare, gli improbabili processi ai presunti scafisti, la “donazione” di motovedette alla guardia costiera libica…

Dieci anni in cui è successo di tutto e solo una cosa non è cambiata: che ogni giorno nel Mediterraneo qualcuno muore.

Durante i tre giorni a Lampedusa verrà data voce alle persone sopravvissute ai naufragi, a chi fa soccorso in mare, ai parenti dei morti e a chi ha cercato di dare un nome alle salme, a chi si occupa dell’accoglienza.

     [6 Agosto 2023

### Campagna #10annidindifferenza

La Giornata della Memoria e dell’Accoglienza fu istituita nel 2016 in ricordo del 3…](https://www.comitatotreottobre.it/articles/mare-indifferenza/)   [21 Agosto 2023

### Storie dei testimoni dei naufragi

Le storie di chi è sopravvissuto ai naufragi del 3 e dell’11 ottobre 2013: chi ha perso i propri cari e la vita che hanno ricostruito dopo.](https://www.comitatotreottobre.it/articles/storie-sopravvissuto-naufragi/)     ![Logo progetto "aEUROPE of RIGHTS" con slogan "#10annidindifferenza", finanziato da Fondo Asilo Migrazione e Integrazione 2021-2027, codice progetto 271.](https://www.comitatotreottobre.it/wp-content/uploads/2023/07/cover-fami-scaled.jpeg)

### Lampedusa 2023

Dal 30 settembre al 3 ottobre 2023, in occasione del decennale della strage del 3 ottobre 2013 e della Giornata della Memoria e dell'Accoglienza, si terranno a Lampedusa le giornate del progetto A Europe of Rights organizzate dal Comitato 3 ottobre.

Parteciperanno all'evento 36 scuole superiori da 8 Paesi dell'Unione Europea, 7 organizzazioni non governative, 2 agenzie delle Nazioni Unite.

Per registrarsi è necessario compilare il form sotto e inviare a **scuole@comitatotreottobre.it** la liberatoria compilata (puoi **[SCARICARLA QUI](https://www.comitatotreottobre.it/wp-content/uploads/2026/08/C3O_Liberatoria.docx)**). La registrazione è OBBLIGATORIA per studenti e professori.


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# Calendario incontri con le scuole

URL: https://www.comitatotreottobre.it/calendario-incontri-con-le-scuole/

# Calendario incontri con le scuole

> Prenota un incontro nella tua scuola con i formatori del Comitato 3 ottobre. Le richieste vanno inviate almeno 15 giorni prima.

Compila il form per prenotare un incontro con i formatori del Comitato 3 ottobre. Gli incontri devono essere prenotati con un anticipo di almeno 15 giorni.

  Caricamento in corso...     Powered by [Booking Calendar](https://wpbookingcalendar.com)   18  - Disponibile   18  - Prenotato   18  - In attesa      · 18  - ﻿Parzialmente prenotato     Nome scuola*
     Nome referente*
     Email*
     Telefono
     Richieste TEMA e FASCIA ORARIA
     numero participanti*
     Città*
     Regione

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A seguito della prenotazione riceverete una mail di conferma. Per qualsiasi dubbio potete scrivere a: [scuole@comitatotreottobre.it](mailto:scuole@comitatotreottobre.it)


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# Chi siamo

URL: https://www.comitatotreottobre.it/chi-siamo/

# Chi siamo

> La storia del Comitato Scrivici infocomitato3ottobre@gmail.com Bilancio sociale Anno...

### **La storia del Comitato**

 💡Il Comitato 3 ottobre è un’organizzazione senza scopo di lucro che ha l’obiettivo di sensibilizzare l’opinione pubblica sui temi dell’inclusione e dell’accoglienza attraverso il dialogo con cittadinə, studentə e Istituzioni. Nato all’indomani del naufragio del 3 ottobre 2013 al largo delle coste di Lampedusa, in cui hanno perso la vita 368 persone migranti, il Comitato ha individuato nel 3 ottobre una data simbolica, non soltanto per commemorare le vittime di quel naufragio, ma per ricordare le migliaia di persone che regolarmente muoiono nel Mar Mediterraneo o restano bloccate ai confini orientali d’Europa.     [#### La mission

Il Comitato Tre Ottobre è un’organizzazione senza scopo di lucro cha ha l’obiettivo…](https://www.comitatotreottobre.it/la-mission/)   [#### I nostri numeri

Studenti e studentesse coinvolti Studenti, studentesse e insegnanti accolti a…](https://www.comitatotreottobre.it/i-nostri-numeri/)   [#### I nostri obiettivi

Gli obiettivi del Comitato 3 ottobre: educazione nelle scuole, banca dati europea del DNA, integrazione e vie di ingresso legali e sicure.](https://www.comitatotreottobre.it/i-nostri-obiettivi/)

### Scrivici

infocomitato3ottobre@gmail.com

### Bilancio sociale

**[Anno 2023](https://www.comitatotreottobre.it/wp-content/uploads/2026/08/Report-C3O_2023_01.pdf)**


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# Cosa facciamo

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# Cosa facciamo

> Le attività del Comitato 3 ottobre: memoria, educazione nelle scuole, identificazione delle vittime dei naufragi e advocacy in Italia e in Europa.

[## Il 3 ottobre

Cos’è la giornata della Memoria e dell’Accoglienza? Il 3 ottobre Nei giorni…](https://www.comitatotreottobre.it/il-3-ottobre/)   [## I nostri progetti educativi

In 10 anni di attività abbiamo coinvolto oltre 80 mila studentə provenienti da 27 Paesi…](https://www.comitatotreottobre.it/i-nostri-progetti-educativi/)   [13 Giugno 2025

## XII Giornata della Memoria e dell’Accoglienza – Memorie attive

Lettera di Tareke Brhane, presidente del Comitato 3 ottobre Carissime e…](https://www.comitatotreottobre.it/articles/xii-giornata-della-memoria-e-dellaccoglienza-memorie-attive/)   [## Il diritto al nome: l’impegno del Comitato 3 ottobre

Migliaia di vittime dei naufragi sono sepolte in Italia senza nome. Come lavora il Comitato 3 ottobre per identificarle e restituirle alle famiglie.](https://www.comitatotreottobre.it/il-diritto-al-nome/)   [9 Agosto 2024

## Conferenza tecnica DNA

XI GIORNATA DELLA MEMORIA E DELL’ACCOGLIENZA “Sinergie per il riconoscimento delle…](https://www.comitatotreottobre.it/articles/conferenza-tecnica-dna/)   [## Le nostre campagne e la nostra advocacy

Il naufragio del 3 ottobre 2013 scosse le coscienze del nostro continente, mettendo a…](https://www.comitatotreottobre.it/le-nostre-campagne-e-la-nostra-advocacy/)


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# Entra in Azione

URL: https://www.comitatotreottobre.it/entra-in-azione/

# Entra in Azione

> Essere attivistə dedicando il proprio tempo e le proprie competenze contribuisce a...

💡****Diventa attivistə del Comitato 3 Ottobre e aiutaci a promuovere una cultura dell’inclusione e dell’accoglienza in Italia ed in Europa!****

Essere attivistə dedicando il proprio tempo e le proprie competenze contribuisce a costruire il cambiamento.

La nostra community è composta da attivistə di ogni età provenienti da diversi Paesi europei e che credono nei valori dell’inclusione e dell’accoglienza e che si impegnano nel sensibilizzare l’opinione pubblica sui diritti delle persone migranti e a promuovere una cultura dei diritti umani fondamentali.

Entra a far parte della nostra community ed attivati in prima persona partecipando alle attività in tutta Europa del Comitato, organizzando azioni di sensibilizzazione sul territorio, eventi di raccolta fondi, oppure incontri o laboratori all’interno delle scuole.

Contribuisci anche tu alla crescita della nostra organizzazione e aiutaci a costruire un’Italia ed un’Europa inclusiva ed accogliente.

#### Se vuoi essere un volontario del Comitato 3 ottobre per l'anno 2024/2025 compila il form DIVENTA ATTIVISTA a questo link: [https://forms.gle/QgnDwrewY5ZDrnmo7](https://forms.gle/QgnDwrewY5ZDrnmo7)

Se invece vuoi solamente chiedere informazioni generali compila il form MODULO RICHIESTA INFORMAZIONI qua sotto:

     [7 Luglio 2023

##### MODULO RICHIESTA INFORMAZIONI

Compila il form se sei interessato a collaborare con il Comitato 3 ottobre o se vuoi…](https://www.comitatotreottobre.it/signups/modulo-richiesta-informazioni/)

Email di contatto: infocomitato3ottobre@gmail.com


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# Giornata della memoria e dell&#8217;accoglienza 2025

URL: https://www.comitatotreottobre.it/giornata-memoria-accoglienza-2025/

# Giornata della memoria e dell&#8217;accoglienza 2025

> Memorie Attive Nel 2025, a dodici anni dal naufragio del 3 ottobre 2013, la Giornata...

### **Memorie Attive**

Nel 2025, a dodici anni dal naufragio del 3 ottobre 2013, la Giornata della Memoria e dell’Accoglienza torna a Lampedusa con una riflessione profonda e collettiva sul concetto di eredità: non solo come lascito simbolico, ma come diritto all’identità, alla memoria e alla giustizia.

Il Mediterraneo, trasformato in un cimitero invisibile, è il luogo dove si interrompono storie, relazioni, legami familiari e futuri. In questo contesto, riconoscere chi è morto significa restituire voce, dignità e verità. Identificare i corpi delle persone migranti scomparse non è solo un atto tecnico: è una scelta politica ed etica, un atto di giustizia, un’azione di resistenza contro l’oblio.

     [#### Il 3 ottobre

Cos’è la giornata della Memoria e dell’Accoglienza? Il 3 ottobre Nei giorni…](https://www.comitatotreottobre.it/il-3-ottobre/)   [13 Giugno 2025

#### Lampedusa 2025: i protagonisti

A seguire gli ospiti delle attività organizzate dal Comitato 3 ottobre in occasione…](https://www.comitatotreottobre.it/articles/lampedusa-2025-i-protagonisti/)   [17 Settembre 2025

#### Lampedusa 2025: workshop

I workshop si terranno mercoledì 1 ottobre e giovedì 2 ottobre presso l'Istituto "L….](https://www.comitatotreottobre.it/articles/lampedusa-2025-workshop/)

### **Memoria e giovani: un'eredità che diventa azione**

Nel cuore della Giornata della Memoria c’è il coinvolgimento attivo delle nuove generazioni. Gli studenti e le studentesse provenienti da tutta Italia e da diversi Paesi europei sono protagonisti di laboratori, incontri, attività creative e tavole rotonde che li mettono in dialogo con testimoni, familiari delle vittime, operatori umanitari e giornalisti.Per il Comitato 3ottobre, la memoria è un processo vivo: non si limita al ricordo del passato, ma si trasforma in consapevolezza, attivismo e responsabilità. I giovani raccolgono l’eredità di chi non ce l’ha fatta e la trasformano in impegno quotidiano, in domande scomode, in nuovi linguaggi per raccontare la migrazione.

## REGISTRAZIONE

Per tutti i partecipanti (studenti, studentesse, professori e professoresse) agli eventi di Lampedusa 2025

[Registrati adesso](https://docs.google.com/forms/d/e/1FAIpQLSfnqZGxmBw20VDrzdn479m6YiHtRROhiiCj70ESChNJQGvSaw/viewform?usp=header)

**Tavole rotonde: memoria, diritto e solidarietà**

Durante i giorni della Giornata della Memoria, si terranno tavole rotonde pubbliche e dibattiti che affrontano i temi più urgenti legati alla migrazione nel Mediterraneo. Questi incontri sono spazi di confronto aperti tra esperti, istituzioni, attivisti, operatori, familiari delle vittime e società civile.

## PROGRAMMA

Scarica il programma completo

[Lampedusa 2025](https://www.comitatotreottobre.it/articles/lampedusa-2025-programma/)

**La parola ai testimoni: identità, verità, giustizia**

Tra i momenti più intensi della Giornata vi è l’incontro tra gli studenti e i testimoni diretti dei naufragi: sopravvissuti, familiari delle persone scomparse, giovani che hanno attraversato il mare. Accanto a loro, saranno presenti le famiglie che non hanno mai ricevuto notizie certe dei propri cari.Durante la Giornata, sarà presente anche il team del LABANOF – Laboratorio di antropologia e odontologia forense, che raccoglierà interviste e campioni di DNA da parte dei familiari, per avviare o completare i percorsi di identificazione delle vittime.

### **Un’alleanza educativa: ONG, associazioni e agenzie ONU**

La Giornata è anche un grande cantiere educativo. Numerose ONG, associazioni e agenzie delle Nazioni Unite partecipano offrendo laboratori, workshop e incontri formativi rivolti a centinaia di studenti. Questi momenti raccontano il Mediterraneo come spazio di diritti, speranza e trasformazione.

### **18 aprile 2015 – Dieci anni dopo: il naufragio che ha cambiato la storia**

Il 18 aprile 2015 è una data incisa nella coscienza collettiva del Mediterraneo. In quella notte drammatica, una grande imbarcazione salpata dalla Libia con oltre 1.000 persone migranti si è rovesciata nel Canale di Sicilia durante un’operazione di soccorso. Il bilancio è stato devastante: più di 800 morti, la maggior parte intrappolata nello scafo affondato. È stato il più grave naufragio del Mediterraneo in epoca contemporanea.

A questa tragedia, l’Italia ha risposto con una decisione senza precedenti: recuperare il relitto dal fondale marino a 375 metri di profondità e cercare di identificare le vittime. È nata così la Missione Melilli, un’operazione straordinaria che ha coinvolto forze armate, vigili del fuoco, sommozzatori civili, esperti forensi del LABANOF e il Commissario straordinario per le persone scomparse.

La nave fu trasportata nella base militare di Melilli, vicino ad Augusta, dove per mesi si lavorò con dedizione e rispetto per restituire ai corpi un nome, una storia, una tomba. È stato un gesto di umanità e civiltà che ha dimostrato come, quando la volontà politica si unisce alla competenza scientifica, anche l’impossibile può diventare realtà.

A dieci anni di distanza, ricordare il naufragio del 18 aprile non è solo un dovere della memoria, ma un’azione urgente: perché la Missione Melilli non resti un caso isolato, ma diventi un modello per l’Europa. Perché ogni vita merita di essere identificata. Perché nessuno dovrebbe morire senza nome.

> Carissime e carissimi, ogni anno, tornare a Lampedusa è come tornare a un nodo della memoria, un luogo che non è solo geografia, ma coscienza. È qui che si sono incrociate, troppo spesso, le rotte della disperazione e del silenzio. Ed è da qui che vogliamo, ancora una volta, far partire una voce. Dal 29 settembre al 3 ottobre 2025 celebreremo la XII Giornata della Memoria e dell’Accoglienza, e non sarà una semplice commemorazione. Sarà uno spazio vivo, collettivo, dove la memoria diventa azione, dove le storie si incontrano e si trasformano in consapevolezza. Quest’anno più che mai sentiamo il bisogno di tornare a guardarci negli occhi, di creare legami veri. Perché solo attraverso l’incontro possiamo costruire un noi che non escluda. Solo mettendo a confronto le generazioni, le esperienze, le radici, possiamo imparare a custodire il passato e a prenderci cura del futuro. Lo faremo insieme a studenti e docenti, a familiari delle vittime dei naufragi, a testimoni, a soccorritori, a chi ogni giorno sceglie di stare dalla parte della dignità umana. Lo faremo con parole, con gesti, con silenzi carichi di significato. Perché la memoria non è un atto solitario, è un ponte. Non è facile, ogni anno, riaprire ferite. Ma è necessario. Perché se oggi possiamo raccontare, è perché qualcuno ieri ha scelto di non dimenticare. E perché vogliamo che domani nessuno sia costretto a morire nel silenzio. Questa edizione assume un significato ancora più profondo: coincide con il decimo anniversario del naufragio del 18 aprile 2015, una delle tragedie più gravi avvenute nel Mediterraneo, che causò la morte di circa mille persone. Ricordare quel giorno significa riaffermare con forza il nostro impegno a non lasciar cadere nell’oblio nessuna vita spezzata. Vi invito con il cuore a camminare con noi. A esserci. A portare con voi domande, idee, emozioni. Perché non ci può essere accoglienza e inclusione senza ascolto, e non ci può essere futuro senza memoria. Con gratitudine e speranza,
>
> Tareke Brhane Presidente – Comitato 3 Ottobre

💡TUTTI GLI EVENTI SARANNO TRASMESSI IN DIRETTA SULLA PAGINA FACEBOOK E INSTAGRAM DEL COMITATO 3 OTTOBRE

### Un progetto reso possibile dall’Otto per Mille IBISG

Memorie Attive è sostenuto con i fondi Otto per Mille dell’Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai. Per conoscere meglio l’impegno dell’Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai: **[visita il sito](https://ottopermille.sokagakkai.it/)**


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# I nostri numeri

URL: https://www.comitatotreottobre.it/i-nostri-numeri/

# I nostri numeri

> Studenti e studentesse coinvolti Studenti, studentesse e insegnanti accolti a...

![Un centinaio di persone che ascoltano le persone sul palco, con fotografi e video in primo piano](https://www.comitatotreottobre.it/wp-content/uploads/2022/04/7r29602-scaled-1.jpeg)

### Studenti e studentesse coinvolti

oltre 75.000

### Studenti, studentesse e insegnanti accolti a Lampedusa

oltre 1000

### Scuole coinvolte

389

### Paesi europei

26

### Istituzioni e organizzazioni italiane ed europee

112

### Volontari che hanno collaborato con noi

oltre 250


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# I nostri obiettivi

URL: https://www.comitatotreottobre.it/i-nostri-obiettivi/

# I nostri obiettivi

> Gli obiettivi del Comitato 3 ottobre: educazione nelle scuole, banca dati europea del DNA, integrazione e vie di ingresso legali e sicure.

![un folto gruppo di persone in un'aula magna in posa](https://www.comitatotreottobre.it/wp-content/uploads/2022/11/42ca168f-ef71-4152-9077-0742f1071992.jpg)💡****Informare e coinvolgere le nuove generazioni nel dibattito sul fenomeno migratorio attraverso attività didattiche sia a livello nazionale e internazionale. Svolgiamo anche azioni di Advocacy presso le istituzioni italiane ed europee.****💡****Creare una banca dati europea del DNA per il riconoscimento delle vittime e riformare il Regolamento di Dublino.****💡****Favorire l’integrazione e l’inclusione della popolazione immigrata nelle comunità locali d’arrivo nel nostro Paese. Condizione sostanziale per la coesione sociale di un Paese sempre più interculturale.****💡****Sostenere l’apertura di corridoi umanitari e sistemi di ingresso legali e sicuri per mettere fine alla violazione dei diritti umani e delle morti in mare.****


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# I nostri progetti educativi

URL: https://www.comitatotreottobre.it/i-nostri-progetti-educativi/

# I nostri progetti educativi

> In 10 anni di attività abbiamo coinvolto oltre 80 mila studentə provenienti da 27 Paesi...

In 10 anni di attività abbiamo coinvolto oltre 80 mila studentə provenienti da 27 Paesi europei in attività di formazione, di educazione e di sensibilizzazione all’interno delle scuole.

In conformità con i principali strumenti in materia di diritti umani, crediamo che le attività di educazione e di formazione ai diritti umani servano a promuovere una cultura universale dei diritti umani e a promuovere i valori del rispetto, dell’inclusione e dell’accoglienza.

💡Durante l’intero arco dell’anno scolastico proponiamo attività di formazione e sensibilizzazione all’interno di scuole di secondo grado in Italia ed in diversi Paesi dell’Unione Europea, creando momenti d’incontro tra studentə, attivistə e persone migranti. Durante gli incontri portiamo le testimonianze delle persone sopravvissute nelle scuole.

Operiamo nella convinzione che l’azione di educazione e sensibilizzazione sui temi inerenti alle migrazioni sia il primo passo fondamentale per attuare un cambiamento delle attuali politiche europee di accoglienza.

Vai alla pagina dedicata del [**Portale Scuole**](https://www.scuolecomitatotreottobre.it/it/) per scaricare le nostre risorse educative per scuole secondarie di secondo grado, sui temi della migrazione e dell’accoglienza, e per prenotare un incontro nella tua scuola.

     [7 Luglio 2024

## Mystery Game

Mystery Game nasce dall'intuizione di Janneke Kampfraath docente presso Emmauscollege…](https://www.comitatotreottobre.it/articles/mystery-game/)      ![](https://www.comitatotreottobre.it/wp-content/uploads/2022/11/youtube-s1FH11EAB3s.jpg) Play video

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# Il 3 ottobre

URL: https://www.comitatotreottobre.it/il-3-ottobre/

# Il 3 ottobre

> Cos’è la giornata della Memoria e dell’Accoglienza? Il 3 ottobre Nei giorni...

> “La Repubblica italiana riconosce il 3 ottobre come Giornata nazionale in memoria delle vittime dell'immigrazione, per ricordare “chi ha perso la vita nel tentativo di emigrare verso il nostro paese per sfuggire alle guerre, alle persecuzioni e alla miseria".

 ![Manifestazione per la Giornata della Memoria e dell’Accoglienza con persone in primo piano che reggono uno striscione con la scritta "Protect people not borders".](https://www.comitatotreottobre.it/wp-content/uploads/2022/11/ale0088.jpeg)

## Cos’è la giornata della Memoria e dell’Accoglienza?

 💡**Il 16 marzo 2016 il Senato della Repubblica italiana ha approvato la proposta di legge del Comitato 3 ottobre per l’istituzione della “Giornata della Memoria e dell’Accoglienza”, volta a creare una memoria e una cultura dell’inclusione e dell’accoglienza.**

**La “Giornata della Memoria e dell’accoglienza” si celebra il 3 ottobre di ogni anno e coinvolge diversi Comuni, comunità locali e, in particolare, numerose scuole distribuite su tutto il territorio nazionale ed europeo.**  ![](https://www.comitatotreottobre.it/wp-content/uploads/2022/11/youtube-ic-LS4xqMro.jpg) Play video

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## Il 3 ottobre

 💡**La “Giornata della Memoria e dell’Accoglienza” è organizzata, dal 2014, in collaborazione con il Comune di Lampedusa e Linosa. Dal 2014 ad oggi l’iniziativa ha coinvolto oltre 1.000 studenti provenienti da oltre 25 Paesi dell’Unione Europea. L’obiettivo è quello di promuovere nelle giovani generazioni europee occasioni di apprendimento – nella prospettiva dell’educazione interculturale e transculturale – per favorire una cultura dell’accoglienza e della solidarietà al fine di contrastare intolleranza, razzismo e discriminazione e incoraggiare processi d’inclusione e inserimento sociale delle persone migranti.**

Nei giorni precedenti alla cerimonia commemorativa, che si svolge il 3 ottobre sul luogo del naufragio, studenti di tutta Italia ed Europa arrivano a Lampedusa e partecipano a seminari, laboratori, tavole rotonde, concerti e proiezioni incentrati sui seguenti temi:

- Migrazioni
- Diritti umani
- Razzismo e discriminazione
- Diritti dei migranti e dei rifugiati (in particolare minorenni)
- Soccorso in mare
- Pratiche connesse all'accoglienza e all'istituto dell'asilo

Le iniziative organizzate durante la Giornata della Memoria e dell’Accoglienza a Lampedusa rappresentano un importante momento di dialogo e confronto sui temi della migrazione, dell’accoglienza e dell’inclusione, tra i diversi attori coinvolti: studenti e insegnanti delle scuole secondarie di II grado, associazioni della società civile, organizzazioni internazionali del settore, autorità locali e istituzioni italiane ed europee. All’evento vengono invitati regolarmente anche autorità governative italiane ed europee.

  ![](https://www.comitatotreottobre.it/wp-content/uploads/2022/11/youtube-BntFozxxeEE.jpg) Play video

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### LE EDIZIONI PRECEDENTI

**[2025](https://www.comitatotreottobre.it/giornata-memoria-accoglienza-2025)**

**[2024](https://www.comitatotreottobre.it/lampedusa-2024)**

**[2023](https://www.comitatotreottobre.it/a-europe-of-rights-lampedusa-2023)**

2022

2021

2020

2019

2018

 ![cinque uomini scuri su una barca e una ghirlanda di fiori gialli](https://www.comitatotreottobre.it/wp-content/uploads/2025/08/lampedusa-35i-sopravvissuti-al-naufragio-lanciano-in-mare-una-ghirlanda-di-fiori-foto-di-michele-cirillo.jpg)


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# Il diritto al nome: l&#8217;impegno del Comitato 3 ottobre

URL: https://www.comitatotreottobre.it/il-diritto-al-nome/

# Il diritto al nome: l&#8217;impegno del Comitato 3 ottobre

> Migliaia di vittime dei naufragi sono sepolte in Italia senza nome. Come lavora il Comitato 3 ottobre per identificarle e restituirle alle famiglie.

Ogni persona ha diritto a un nome, anche dopo la morte. Dal naufragio del 3 ottobre 2013 a Lampedusa lavoriamo perché le persone morte lungo le rotte migratorie siano identificate e perché le loro famiglie sappiano dove sono sepolte.

 ![Cimitero con file di croci bianche allineate su prato verde, mausolei e cappella sullo sfondo.](https://www.comitatotreottobre.it/wp-content/uploads/2026/10/FIL07500-1-scaled.jpg)

Le tombe delle vittime non identificate ristrutturate e rinnovate a Raffadali, Sicilia.

I numeri

## Un lavoro che si può contare

3.783

sepolture di persone migranti censite in Italia, 2013–2025

311

comuni mappati in 9 regioni

65+

famiglie accompagnate nel 2025

8

persone identificate nel 2026

Migliaia di persone morte in mare sono sepolte in Italia senza nome. Nei registri dei cimiteri sono solo una sigla o un numero.

Le loro famiglie, spesso in altri paesi, non sanno se sono vive o morte, né dove sono sepolte. L’anonimato ha anche conseguenze pratiche: senza un certificato di morte, la vita di chi resta si blocca. I figli, ad esempio, non possono ereditare, ricevere sussidi o completare pratiche di studio e cittadinanza, mentre le mogli non possono dimostrare di essere vedove. Non possono risposarsi e a volte perdono la tutela dei figli o l’accesso ai programmi di reinsediamento.

**Gli strumenti scientifici per identificare i corpi esistono. Manca un sistema pubblico che li usi in modo coordinato: in Italia non c’è un registro nazionale delle sepolture di persone non identificate, e in Europa manca un sistema uniforme e obbligatorio per confrontare i dati dei singoli Stati.**

 ![un gruppo di attivisti con un pezzo di carta in mano che mostra i volti dei migranti morti](https://www.comitatotreottobre.it/wp-content/uploads/2022/11/lampedusa-26solomon-sopravvissuto-al-naufragio-del-3-ottobre-2013-foto-di-michele-cirillo.jpg)

Marcia a Lampedusa per la Giornata della Memoria e dell’Accoglienza 2019

Cosa facciamo

## Il nostro lavoro in quattro fasi

01

### Raggiungere

Cerchiamo le famiglie in più paesi, con mediatori linguistici, e ricostruiamo la storia della persona scomparsa.

02

### Raccogliere

Intervistiamo i familiari e raccogliamo foto, documenti, segni particolari e, con il loro consenso, un campione di saliva per il DNA.

03

### Confrontare

I dati delle famiglie vengono confrontati con quelli ricavati dai corpi, con gli archivi giudiziari e con le informazioni sulle sepolture.

04

### Restituire

Comunichiamo l’identificazione alla famiglia, la accompagniamo e, quando è possibile, organizziamo una sepoltura con il nome.

### Con il LABANOF

Lavoriamo sulla base di un protocollo d’intesa con il Commissario straordinario del Governo per le persone scomparse e con il LABANOF, il Laboratorio di antropologia e odontologia forense dell’Università degli Studi di Milano diretto da Cristina Cattaneo.

### Dati post mortem

Medici e antropologi studiano i resti, documentano segni particolari, vestiti e oggetti personali ed estraggono il DNA da ossa o denti.

### Dati ante mortem

Dalle famiglie raccogliamo foto, eventuali cartelle cliniche o dentistiche, descrizioni di cicatrici, tatuaggi o fratture e un tampone salivare.

**L’identificazione avviene attraverso il confronto dei dati ante mortem e post mortem, compresa, quando disponibile, l’analisi della compatibilità genetica con i familiari.**

 ![Provette per l’analisi del DNA in laboratorio](https://www.comitatotreottobre.it/wp-content/uploads/2026/10/C__2324-1.jpg)

### Andare dalle famiglie

 ![Etichettatura di un campione salivare per l’analisi del DNA](https://www.comitatotreottobre.it/wp-content/uploads/2026/10/DSC06053.jpg)

Molte famiglie non possono venire in Europa: non hanno documenti, soldi o visti. Per questo andiamo noi da loro.

Abbiamo svolto una missione in Uganda, nelle città e nei campi profughi, e una in Etiopia a marzo 2026. Mediatori ed esperti forensi hanno raccolto interviste e campioni di DNA. Senza questi dati, i profili genetici estratti in Italia non avrebbero nulla con cui essere confrontati.

[**Leggi le storie delle famiglie →**](/articles/voci-famiglie-etiopia/)

La mappa delle sepolture

## 311 comuni, 316 cimiteri, 3.783 sepolture

Dopo un naufragio con molti morti, la Prefettura chiede ai Comuni posti nei cimiteri. I corpi vengono distribuiti su molti territori, anche lontani dal luogo dello sbarco. Molti piccoli comuni usano registri cartacei e le tracce si perdono. Alla scadenza delle concessioni, i resti rischiano di finire negli ossari comuni prima che sia stato prelevato il DNA.

Per questo censiamo le sepolture comune per comune: per sapere dove sono sepolte le persone, per chiedere regole uguali in tutti i comuni e per evitare che i corpi vengano spostati prima del prelievo del DNA.

 ![Mappa dei 311 comuni italiani con sepolture di persone migranti morte nei naufragi: la maggior parte si trova in Sicilia e Calabria](https://www.comitatotreottobre.it/wp-content/uploads/2026/10/mappa-sepolture-italia.jpg)  **Regione****Comuni****Cimiteri****Sepolture**Sicilia2252283.020Calabria2021519Puglia3131119Campania191949Emilia-Romagna7837Sardegna4429Veneto336Marche112Toscana112**Totale****311****316****3.783**

Fonte: censimento del Comitato 3 ottobre su dati di Prefetture, Comuni e uffici cimiteriali, ottobre 2013 – dicembre 2025. Il 98,8% delle sepolture si trova al Sud e nelle Isole. I dati sono probabilmente una stima per difetto.

### Le sepolture delle vittime dei naufragi

Dove sono sepolte le persone morte nel Mediterraneo e perché è così difficile identificarle.

 [Leggi](/articles/censimento-sepolture/)

### Sciacca e Caltagirone: un nome ritrovato

A Sciacca 17 persone hanno ritrovato una sepoltura dignitosa. A Caltagirone la tomba di Weldu Robel ha di nuovo un nome.

 [Leggi](/articles/caltagirone-weldu-robel/)

### Bompensiere: la vittima 186

La prima esumazione in Italia fatta solo per identificare una vittima delle migrazioni.

 [Leggi](/articles/bompensiere-vittima-186/)

Le identità restituite

## Nomi, non numeri

Il lavoro del LABANOF e del Comitato ha permesso di identificare persone che erano sepolte in Sicilia con una sigla, come «AM» seguita da un numero. Oggi sulle loro tombe c’è un nome.

Hiwet · Mehari · Danayt · Huruy · Genet · Tesfazgi · Mihret · Yordanos

 ![La lapide di Weldu Robel nel cimitero di Caltagirone](https://www.comitatotreottobre.it/wp-content/uploads/2026/10/FIL04518-1-scaled.jpg)

[**Dopo il naufragio: le storie dei testimoni →**](/articles/sopravvissuti-oggi/) Chi è sopravvissuto ai naufragi del 3 e dell’11 ottobre 2013 e chi cerca ancora i propri cari.

Cosa chiediamo all’Europa

## Una banca dati europea del DNA

In Europa manca un sistema uniforme e obbligatorio per contare e identificare le persone morte lungo le rotte migratorie. Chiediamo una banca dati europea del DNA, sicura e condivisa tra gli Stati. [Leggi le nostre quattro richieste →](/articles/banca-dati-europea-dna/)

## Petizione europea

Chiediamo all’Unione europea una banca dati del DNA per dare un nome alle vittime delle migrazioni.

[Firma la petizione](https://www.comitatotreottobre.it/petitions/database/)

Il documentario

## senzaNome

  ![](https://www.comitatotreottobre.it/wp-content/uploads/2025/10/youtube-KECN32gFeAQ.jpg) Play video

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Un film di 40 minuti sul lavoro per dare un nome alle persone morte nel Mediterraneo: i laboratori, i cimiteri, le famiglie in Italia, Grecia, Marocco e Uganda.

Italiano, arabo, inglese · 2025

Per richiederlo e organizzare una proiezione: [comunicazione@comitatotreottobre.it](mailto:comunicazione@comitatotreottobre.it)

[**Scopri il documentario →**](/articles/senza-nome-documentario/)

Per approfondire

## Letture e documenti

### Libri

- Cristina Cattaneo, *Naufraghi senza volto*, Raffaello Cortina, 2018
- Alessandro Leogrande, *Il naufragio*, Feltrinelli, 2011
- Fabio Geda, *Nel mare ci sono i coccodrilli*, Baldini Castoldi Dalai, 2010
- Stefano Liberti, *A sud di Lampedusa*, minimum fax, 2008

### Documenti internazionali

- CICR, [Missing People, DNA Analysis and Identification of Human Remains](https://www.icrc.org/en/publication/4010-missing-people-dna-analysis-and-identification-human-remains-guide-best-practice)
- CICR, [Guidelines on the Search of Missing Migrants](https://www.icrc.org/en/publication/4577-guidelines-coordination-and-information-exchange-mechanisms-search-missing-migrants)
- CICR, [Minimum Standard Dataset for the Search of Missing Migrants](https://www.icrc.org/en/download/file/134602/english_version_minimum_standard_dataset_for_the_search_of_missing_migrants_for_web_pdf.pdf)
- OIM, [Missing Migrants Project](https://missingpersons.icrc.org/library/missing-migrants-project-data-collection-guidelines)

**Per le scuole:** [Kit didattico 2024](/articles/kit-didattico-2024/)

## Il diritto al nome: gli articoli

     [### Una banca dati europea del DNA: cosa chiediamo

Le quattro richieste del Comitato 3 ottobre all’Unione europea per una banca dati del DNA comune tra gli Stati.](https://www.comitatotreottobre.it/articles/banca-dati-europea-dna/)   [### Le voci delle famiglie: la missione in Etiopia

Quattro familiari di vittime del naufragio del 3 ottobre 2013 raccontano la loro ricerca e danno il DNA per l’identificazione.](https://www.comitatotreottobre.it/articles/voci-famiglie-etiopia/)   [### Sciacca e Caltagirone: sepolture dignitose e un nome ritrovato

A Sciacca 17 persone hanno ritrovato una sepoltura dignitosa. A Caltagirone la tomba di Weldu Robel ha di nuovo un nome.](https://www.comitatotreottobre.it/articles/caltagirone-weldu-robel/)   [### Bompensiere: l’esumazione della vittima 186

A Bompensiere la prima esumazione in Italia fatta solo per identificare una vittima delle migrazioni.](https://www.comitatotreottobre.it/articles/bompensiere-vittima-186/)   [### Sepolture delle vittime dei naufragi in Italia

3.783 sepolture in 311 comuni: dove sono sepolte in Italia le persone morte nel Mediterraneo e perché è difficile identificarle.](https://www.comitatotreottobre.it/articles/censimento-sepolture/)   [### Dopo il naufragio: le storie dei testimoni

Dopo i naufragi del 3 e dell’11 ottobre 2013: dove vivono oggi i sopravvissuti e chi cerca ancora i propri cari.](https://www.comitatotreottobre.it/articles/sopravvissuti-oggi/)   [### senzaNome – Documentario

Anno: 2025 | Durata: 40’ | Paese: Italia | Lingua: italiano, arabo, inglese | Scritto e…](https://www.comitatotreottobre.it/articles/senza-nome-documentario/)


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# Il Museo del dialogo e della fiducia per il Mediterraneo

URL: https://www.comitatotreottobre.it/il-museo-del-dialogo-e-della-fiducia-per-il-mediterraneo/

# Il Museo del dialogo e della fiducia per il Mediterraneo

> Il Museo ha l’obiettivo di concorrere, attraverso azioni condivise, alla...

💡Il Comitato 3 ottobre, insieme al Comune di Lampedusa e Linosa e a First Social Life, è stato promotore della nascita del “Museo della fiducia e del dialogo per il Mediterraneo” a Lampedusa. Il Museo è stato inaugurato nel 2016 dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e, ad oggi, ha accolto più di 40 mila visitatori. ![Edificio del Museo delle vittime del Mediterraneo illuminato con fasce di luce colorate a Lampedusa di notte.](https://www.comitatotreottobre.it/wp-content/uploads/2024/06/27564193321154454886116037406780364043306092n.jpeg)

Il Museo ha l’obiettivo di concorrere, attraverso azioni condivise, alla realizzazione di iniziative in grado di coinvolgere le principali realtà culturali del Mediterraneo e al tempo stesso di diffondere un messaggio di solidarietà e inclusione. Il museo custodisce la memoria dell’isola di Lampedusa e racconta storie di persone migranti e del naufragio del 3 ottobre 2013. Il Museo è suddiviso in due aree.

Al piano terra si trova lo spazio “Archeologico” dove sono esposti alcuni preziosi reperti, testimonianze del periodo romano ed etrusco. Al primo piano c’è l’area delle “Migrazioni”, dove oltre ai “frammenti” di viaggi e traversate è stata allestita una camera multimediale che permette di “rivivere” i momenti del naufragio del 2013 nel quale morirono 368 persone. L’organizzazione e la gestione del primo piano è affidata al Comitato 3 ottobre e all’Associazione Nazionale Vittime Civili di Guerra.

La prima mostra è stata organizzata in collaborazione con gli Uffizi di Firenze e il Bardo di Tunisi che hanno messo a disposizione diverse opere tra cui “L’amorino dormiente” di Caravaggio per ricordare il piccolo Aylan, bimbo curdo di 3 anni fotografato morto su una spiaggia turca nel tentativo di raggiungere la Grecia. In forma permanente sono esposte dal 2020 la mostra fotografica “Frontiere” e la mostra “Oltre quel confine è la mia casa”.

Il 3 ottobre 2022 il Museo, nella sua parte dedicata alle migrazioni, viene visitato dal Presidente della Camera dei deputati Roberto Fico, accompagnato dallo staff del Comitato 3 ottobre che ne illustra le opere e le diverse aree.

#### 🌐 **[VISITA LA PAGINA DEDICATA AL MUSEO DELLA FIDUCIA E DEL DIALOGO PER IL MEDITERRANEO](https://portedeuropa.com/museo-della-fiducia/)**

  ![](https://www.comitatotreottobre.it/wp-content/uploads/2022/11/youtube-VRRGa2nlp1c.jpg) Play video

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### **Mostra permanente “Oltre quel confine è la mia casa”**

*Fotografie (scattate) dai rifugiati Rohingya*

Nell’agosto 2017 l’esercito del Myanmar condusse una violenta campagna militare contro i Rohingya della regione nord-occidentale del paese. L’esercito spinse centinaia di migliaia di Rohingya verso il confine con il Bangladesh via terra e via mare, seminando migliaia di vittime durante l’operazione. Circa 800.000 Rohingya si ritrovarono senza una casa e un riparo. I nuovi arrivati costruirono instabili capanne di bambù e tela cerata lungo tutta l’estremità sud-orientale del Bangladesh. Queste aree furono poi soprannominate “campi”. A volte sorgevano a uno o due chilometri di distanza dal confine con il Myanmar.

Questa serie di fotografie scattate dai rifugiati Rohingya è molto lontana dalle rappresentazioni che solitamente vengono trasmesse dai media in Bangladesh. Le fotografie diffuse dai mezzi di informazione, infatti, sminuiscono la complessità della vita dei rifugiati e sottolineano di proposito una serie di aspetti negativi. Si evince un costante tentativo di attribuire ai Rohingya caratteristiche ostili, suggerendo, in maniera più o meno esplicita, il loro essere sgraditi e un peso a livello sociale. Nell’arco dei 4/5 anni trascorsi dal 2017, si è delineata una narrativa decisamente ostile che ha ben poco a che fare con la vita reale dei rifugiati che popolano quell’area. In poche parole, l’immaginario predominante diffuso dai media sui Rohingya in Bangladesh alimenta politiche d’odio e di esclusione.

Queste fotografie scattate dal basso offrono a chi le guarda un piccolo scorcio del grande quadro della vita dei rifugiati. Non si tratta soltanto di fotografia documentaristica o di reportage, bensì del trionfo di una comunità contro il lavoro di odio condotto dai media. È una dichiarazione di resistenza.

 💡Mostra a cura di Shafiur Rahman è un giornalista e regista di documentari. Si occupa dei Rohingya dal 2016. I suoi lavori sono stati trasmessi su diversi canali, tra cui CNN e BBC. È fondatore del Concorso di Fotografia Rohingya che si tiene ogni anno e curatore del Rohingya Zine, Doc Sabba. I suoi articoli sul tema sono apparsi sul The Guardian, The Washington Post, Vice e in altre testate e riviste.

### **Mostra permanente “Frontiere”**

Il Comitato 3 Ottobre ha inaugurato il 30 Settembre 2020 presso il Museo per la Fiducia e il Dialogo per il Mediterraneo a Lampedusa, isola simbolo della frontiera, la mostra fotografica FRONTIERE.

FRONTIERE è frutto della collaborazione fra Il Comitato 3 Ottobre e sei fotografi di fama internazionale: Alessandro Penso, Olivier Jobard, Santi Palacios, Olmo Calvo Rodriguez, Jacob Ehrban, Sara Prestianni. Le fotografie accendono un riflettore sul viaggio di migliaia di uomini, donne e bambini in fuga, nel mondo. Dalla Turchia al Niger, dalla Libia a Calais, dal Golfo dell’Aden a Melilla fino all’erranza del popolo Rohingya. I visitatori potranno vedere le storie di persone fuggite perché minacciate da guerre, distruzioni, conflitti etnici o religiosi, discriminazioni, instabilità o carestie. Dietro ciascuna immagine c’è sempre una storia unica. Una storia di sofferenza e fragilità, coraggio e resilienza, che i fotografi hanno testimoniato attraverso scatti unici.


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# La mission

URL: https://www.comitatotreottobre.it/la-mission/

# La mission

> Il Comitato Tre Ottobre è un’organizzazione senza scopo di lucro cha ha l’obiettivo...

💡**Costruiamo memoria e integrazione attraverso progetti di formazione sul fenomeno delle migrazioni organizzando una serie di attività volte a informare e sensibilizzare l’opinione pubblica e promuovere pari diritti e opportunità alle persone che richiedono asilo nel nostro Paese.** ![migrant identity round table](https://www.comitatotreottobre.it/wp-content/uploads/2022/11/lampedusa-14tavola-rotonda-identit-migranti-foto-di-alessio-santarsiero.jpg)

Il Comitato Tre Ottobre è un’organizzazione senza scopo di lucro che ha l’obiettivo di sensibilizzare l’opinione pubblica sui temi dell’integrazione e dell’accoglienza attraverso il dialogo con cittadini, studenti e istituzioni.

Il **3 ottobre 2013**, in un naufragio al largo delle coste di Lampedusa, hanno perso la vita **368 migranti**. I superstiti furono 155, di cui 41 minori. Per questo abbiamo individuato nel 3 ottobre una data simbolica, non soltanto per commemorare le vittime di quel naufragio, ma per ricordare le migliaia di persone che regolarmente muoiono annegate nel Mar Mediterraneo o restano bloccate ai confini orientali d’Europa.

Il 16 marzo del 2016, il Senato italiano ha approvato in via definitiva la proposta di legge del Comitato per l’istituzione della **“Giornata della Memoria e dell’Accoglienza”**, da celebrarsi il 3 ottobre di ogni anno.


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# Lampedusa 2025 &#8211; the event

URL: https://www.comitatotreottobre.it/lampedusa-2025-the-event/

# Lampedusa 2025 &#8211; the event

> Active Memories In 2025, twelve years after the shipwreck of October 3rd, 2013, the Day...

### Active Memories

In 2025, twelve years after the shipwreck of October 3rd, 2013, the **Day of Remembrance and Welcome** returns to Lampedusa with a deep, collective reflection on the concept of *legacy* — not only as a symbolic inheritance, but as a right to identity, memory, and justice.

The Mediterranean, turned into an invisible cemetery, is where stories, relationships, family ties, and futures are abruptly broken. In this context, recognizing those who died means restoring voice, dignity, and truth. Identifying the bodies of missing migrants is not just a technical act: it is a political and ethical choice, an act of justice, a form of resistance against oblivion.

## REGISTRATION

Mandatory for all participants (students and teachers) attending the Lampedusa 2025 events.

[Register](https://docs.google.com/forms/d/e/1FAIpQLSfnqZGxmBw20VDrzdn479m6YiHtRROhiiCj70ESChNJQGvSaw/viewform?usp=header)

### Roundtables: Memory, Rights, and Solidarity

During the Days of Remembrance, public roundtables and debates will be held to address the most pressing issues related to migration in the Mediterranean. These gatherings serve as open spaces for dialogue among experts, institutions, activists, frontline workers, families of the victims, and civil society.

## PROGRAMME

Download the full programme

[Download now](https://registrazione.comitatotreottobre.it/wp-content/uploads/2025/09/ProgrammeACTIVEMEMORIES_ENG.pdf)

### Voices of Witnesses: Identity, Truth, Justice

One of the most powerful moments of the Day is the encounter between students and direct witnesses of the shipwrecks: survivors, relatives of the missing, and young people who have crossed the sea. Alongside them will be families who have never received confirmation about the fate of their loved ones. During the Day, the team from **LABANOF – Laboratory of Forensic Anthropology and Odontology** will also be present to conduct interviews and collect DNA samples from relatives, in order to initiate or complete identification processes for the victims.

### **An Educational Alliance: NGOs, Associations, and UN Agencies**

The Day is also a major educational platform. Numerous NGOs, associations, and United Nations agencies participate by offering workshops, training sessions, and educational activities for hundreds of students. These moments aim to portray the Mediterranean as a space of rights, hope, and transformation.

### April 18, 2015 – Ten Years Later: The Shipwreck That Changed History

April 18, 2015, is a date etched into the collective conscience of the Mediterranean. On that tragic night, a large boat carrying over 1,000 migrants departed from Libya and capsized in the Sicilian Channel during a rescue operation. The toll was devastating: more than 800 people died, most of them trapped inside the sunken hull. It was the deadliest shipwreck in the Mediterranean in contemporary history.

Italy responded to this tragedy with an unprecedented decision: to recover the wreck from the seabed—375 meters deep—and attempt to identify the victims. This gave birth to the **Melilli Mission**, an extraordinary operation that brought together the armed forces, firefighters, civilian divers, forensic experts from LABANOF, and the Special Commissioner for Missing Persons.

The vessel was transported to the military base in Melilli, near Augusta, where, for months, people worked with dedication and respect to restore names, stories, and graves to the lost. It was a gesture of humanity and dignity that showed how, when political will meets scientific expertise, even the impossible becomes possible.

Ten years later, remembering the shipwreck of April 18 is not only a duty of memory—it is an urgent call to action: so that the Melilli Mission does not remain an isolated case, but becomes a model for Europe. Because every life deserves to be identified. Because no one should die without a name.

> Dear friends, Each year, returning to Lampedusa feels like returning to a knot in our collective memory—a place that is not just geography, but conscience. Here, all too often, the routes of despair and silence have crossed. And it is from here that we want, once again, to raise our voices. From 29 September to 3 October 2025, we will mark the 12th Day of Remembrance and Welcome—and it will not be a simple commemoration. It will be a living, collective space where memory becomes action, where stories meet and transform into awareness. This year, more than ever, we feel the need to look each other in the eyes again, to build real connections. Because only through encounter can we build a we that does not exclude. Only by bringing generations, experiences, and roots into dialogue can we learn to preserve the past and care for the future. We will do this together—with students and teachers, with the families of shipwreck victims, with witnesses, rescuers, and all those who choose, every day, to stand on the side of human dignity. We will do it with words, with actions, and with silences filled with meaning. Because memory is not a solitary act—it is a bridge. It is never easy to reopen wounds year after year. But it is necessary. Because if we are able to tell these stories today, it is thanks to those who, yesterday, chose not to forget. And because we want a tomorrow in which no one is forced to die in silence. This edition carries an even deeper meaning: it marks the tenth anniversary of the 18 April 2015 shipwreck, one of the deadliest tragedies to ever occur in the Mediterranean, in which nearly a thousand lives were lost. Remembering that day is a powerful reaffirmation of our commitment to ensure that no lost life is ever forgotten. I warmly invite you to walk this path with us. To be there. To bring your questions, your ideas, your emotions. Because there can be no welcome and inclusion without listening—and no future without memory. With gratitude and hope,
>
> Tareke Brhane, President of Comitato 3 ottobre

💡**All events will be broadcast live on the Facebook and Instagram pages of the Comitato 3 ottobre**


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# Lavora con noi

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# Lavora con noi

> AVVISO PUBBLICO: Selezione 2 risorse di supporto al progetto educativo "A Europe of...

[**AVVISO PUBBLICO: Selezione 2 risorse di supporto al progetto educativo "A Europe of Rights", 3 risorse in qualità di formatori/formatrici del progetto "A Europe of rights"**](https://www.comitatotreottobre.it/wp-content/uploads/2026/08/AVVISO-PUBBLICO_STAFFDISUPPORTOPROGETTOEDUCATIVO-N3-FORMATORI.pdf)

*[Allegato A](https://www.comitatotreottobre.it/wp-content/uploads/2026/08/allegato-a_dichiarazioni-sostitutive-di-certificazioni-2.docx)*

*[Allegato B](https://www.comitatotreottobre.it/wp-content/uploads/2026/08/allegato-b_istanza-di-partecipazione-2.docx)*

[Nomina commissione](https://www.comitatotreottobre.it/wp-content/uploads/2026/08/NOMINACOMMISSIONERESPERTIn2STAFFDISUPPORTOEDUN3FORMATORI.pdf)

[Verbale commissione](https://www.comitatotreottobre.it/wp-content/uploads/2026/08/VERBALECOMMISSIONEVALUTAZIONEN2STAFFSUPPORTPEDUN3FORMATORI.pdf)

[Graduatoria provvisoria](https://www.comitatotreottobre.it/wp-content/uploads/2026/08/GRADUATORIAPROVVISORIA_N2STAFFSUPPORTOEDUN3FORMATORIPROGETTOAEUROPEIFRIGHTS2-Copia.pdf)

[Graduatoria definitiva](https://www.comitatotreottobre.it/wp-content/uploads/2026/08/GRADUATORIADEFINITIVA_N2STAFFSUPPORTOEDUN3FORMATORIPROGETTOAEUROPEIFRIGHTS.pdf)

[**AVVISO PUBBLICO: Selezione 2 videomaker, 1 fotografo, 1 grafico**](https://www.comitatotreottobre.it/wp-content/uploads/2026/08/AVVISO-PUBBLICO_N1GRAFICON2VIDEOMAKERN1FOTOGRAFOPROGETTOAEUROPEIFRIGHTS2.pdf)

*[Allegato A](https://www.comitatotreottobre.it/wp-content/uploads/2026/08/allegato-a_dichiarazioni-sostitutive-di-certificazioni-2-1.docx)*

*[Allegato B](https://www.comitatotreottobre.it/wp-content/uploads/2026/08/allegato-b_istanza-di-partecipazione-2-1.docx)*

[Nomina commissione](https://www.comitatotreottobre.it/wp-content/uploads/2026/08/NOMINACOMMISSIONERESPERTIn2VIDEOMAKERN1FOTOGRAFON1GRAFICOAEUROPEIFRIGHTS.pdf)

[Graduatoria definitiva](https://www.comitatotreottobre.it/wp-content/uploads/2026/08/GRADUATORIADEFINITIVA_N2VIDEOMAGERN1FOTOGRAFON1GRAFICOPROGETTOAEUROPEIFRIGHTS2-Copia-Copia.pdf)

[**AVVISO PUBBLICO: Responsabile Social Media del progetto “A EUROPE OF RIGHTS”**](https://www.comitatotreottobre.it/wp-content/uploads/2026/08/Avviso-Pubblico-Responsabile-SM-1.pdf)

*[Allegato A](https://www.comitatotreottobre.it/wp-content/uploads/2026/08/allegato-a_dichiarazioni-sostitutive-di-certificazioni-2-1.docx)*

*[Allegato B](https://www.comitatotreottobre.it/wp-content/uploads/2026/08/allegato-b_istanza-di-partecipazione-2-1.docx)*

[Nomina commissione](https://www.comitatotreottobre.it/wp-content/uploads/2026/08/NOMINACOMMISSIONERESPONSABILESOCIALMEDIAPROGETTOAEUROPEOFRIGHTS.pdf)

[Verbale commissione](https://www.comitatotreottobre.it/wp-content/uploads/2026/08/VERBALECOMMISSIONEVALUTAZIONERESPONSABILESOCIALMEDIA.pdf)

[Graduatoria provvisoria](https://www.comitatotreottobre.it/wp-content/uploads/2026/08/GRADUATORIAPROVVISORIA_RESPONSABILESOCIALMEDIAPROGETTOAEUROPEIFRIGHTS2-Copia.pdf)

[Graduatoria definitiva](https://www.comitatotreottobre.it/wp-content/uploads/2026/08/GRADUATORIADEFINITIVASOCIALMEDIAPROGETTOAEUROPEIFRIGHTS.pdf)

[**AVVISO PUBBLICO: Responsabile Comunicazione del progetto “A EUROPE OF RIGHTS”**](https://www.comitatotreottobre.it/wp-content/uploads/2026/08/AVVISO-PUBBLICO_RESPONSABILECOMUNICAZIONEPROGETTOAEUROPEIFRIGHTS2.pdf)

*[Allegato A](https://www.comitatotreottobre.it/wp-content/uploads/2026/08/allegato-a_dichiarazioni-sostitutive-di-certificazioni-2-1.docx)*

*[Allegato B](https://www.comitatotreottobre.it/wp-content/uploads/2026/08/allegato-b_istanza-di-partecipazione-2-1.docx)*

[Nomina commissione](https://www.comitatotreottobre.it/wp-content/uploads/2026/08/NOMINACOMMISSIONEVALUTAZIONERESPONSABILECOMUNICAZIONEPROGETTOAEUROPEOFRIGHTS.pdf)

[Verbale commissione](https://www.comitatotreottobre.it/wp-content/uploads/2026/08/VERBALECOMMISSIONEVALUTAZIONERESPONSABILE-COMUNICAZIONE.pdf)

[Graduatoria provvisoria](https://www.comitatotreottobre.it/wp-content/uploads/2026/08/GRADUATORIAPROVVISORIA_RESPONSABILECOMUNICAZIONEPROGETTOAEUROPEIFRIGHTS2-Copia.pdf)

[Graduatoria definitiva](https://www.comitatotreottobre.it/wp-content/uploads/2026/08/GRADUATORIADEFINITIVA_RESPONSABILECOMUNICAZIONEPROGETTOAEUROPEIFRIGHTS.pdf)

[**AVVISO PUBBLICO: Responsabile del progetto “A EUROPE OF RIGHTS”**](https://www.comitatotreottobre.it/wp-content/uploads/2026/08/AVVISO-PUBBLICO_1PROFESSIONISTAESPERTORESPONSABILEPROGETTOAEUROPEIFRIGHTS.pdf)

*[Allegato A](https://www.comitatotreottobre.it/wp-content/uploads/2026/08/allegato-a_dichiarazioni-sostitutive-di-certificazioni-2-1.docx)*

*[Allegato B](https://www.comitatotreottobre.it/wp-content/uploads/2026/08/allegato-b_istanza-di-partecipazione-2-1.docx)*

[Nomina commissione](https://www.comitatotreottobre.it/wp-content/uploads/2026/08/NOMINACOMMISSIONERESPONSABILEROGETTOAEUROPEOFRIGHTS.pdf)

[Verbale commissione](https://www.comitatotreottobre.it/wp-content/uploads/2026/08/VERBALECOMMISSIONEVALUTAZIONERESPONSABILEPROGETTO.pdf)

[Graduatoria provvisoria](https://www.comitatotreottobre.it/wp-content/uploads/2026/08/GRADUATORIAPROVVISORIA_RESPONSABILEPROGETTOAEUROPEOFRIGHTS-Copia.pdf)

[Graduatoria definitiva](https://www.comitatotreottobre.it/wp-content/uploads/2026/08/GRADUATORIADEFINITIVARESPONSABILEPROGETTOAEUROPEOFRIGHTS.pdf)

     [7 Luglio 2023

## MODULO RICHIESTA INFORMAZIONI

Compila il form se sei interessato a collaborare con il Comitato 3 ottobre o se vuoi…](https://www.comitatotreottobre.it/signups/modulo-richiesta-informazioni/)


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# Le nostre campagne e la nostra advocacy

URL: https://www.comitatotreottobre.it/le-nostre-campagne-e-la-nostra-advocacy/

# Le nostre campagne e la nostra advocacy

> Il naufragio del 3 ottobre 2013 scosse le coscienze del nostro continente, mettendo a...

![Gruppo di persone in abbigliamento invernale riunite davanti al Parlamento europeo con cartelli che recitano "Stop to femicidio", "Save women" e "Stop violence against women".](https://www.comitatotreottobre.it/wp-content/uploads/2022/11/c9576-1.jpeg)

L’istituzione della Giornata europea della Memoria e dell’accoglienza in memoria di tutte le vittime dell’immigrazione

Il naufragio del 3 ottobre 2013 scosse le coscienze del nostro continente, mettendo a nudo le conseguenze dell'assenza di una reale politica migratoria. Purtroppo a distanza di nove anni si continua a morire nel Mediterraneo centrale ed orientale, lungo la rotta atlantica e balcanica, nel Canale della Manica e lungo i confini fra Polonia e Bielorussia. Da quel 2013 oltre 22.000 persone hanno perso la vita nel solo Mediterraneo.

I morti delle migrazioni spesso non hanno nome, non hanno volto, non hanno storia. Corpi sepolti senza identità, vittime senza nome, persone a cui è stato negato un futuro. Nella convinzione che “non ci sia futuro senza memoria” chiediamo l’istituzione di una giornata europea della memoria e dell’accoglienza. Per commemorare le vittime, ma anche e soprattutto per il dovere di conoscere con l’obiettivo di sviluppare programmi educativi per infondere la memoria di ciò che è accaduto nelle generazioni future e impedire – attraverso una società che accoglie e include – che continui a ripetersi.

La protezione per chi fugge da tutte le guerre

Ci sono diverse crisi umanitarie aperte nel mondo, anche nel Mediterraneo c’è una crisi senza precedenti che dura da anni, un’emergenza umanitaria continua. Come Comitato 3 ottobre **chiediamo alle Istituzioni di dare attuazione con apposite decisioni del Consiglio alla Direttiva 2001/55/CE senza alcuna distinzione**, a tutte quelle situazioni, conflitti o gravi e sistematiche violazioni dei diritti umani, attuali e future, che generino un afflusso massiccio di sfollati provenienti da paesi terzi che non possano rientrare nel loro paese d'origine.

L’istituzione di una banca dati europea del DNA per le vittime dei naufragi

Proviamo a dare anche un’identità a quei corpi senza vita. Uomini che spesso si sono imbarcati senza parenti, né amici o conoscenti. Il vero problema è raggiungere i parenti delle vittime per incrociare i dati. L’obiettivo è quello di raggiungere ogni piccolo villaggio, ogni gruppo familiare che ha un parente che ha attraversato il Mediterraneo. Solo da loro possono arrivare quei preziosi dati *ante mortem* che potranno dare un nome a chi adesso è solo un numero.

La de-criminalizzazione della solidarietà

In almeno 12 paesi dell’Unione Europea distribuire alimenti e bevande, dare un passaggio, comprare un biglietto o ospitare una persona migrante sono comportamenti spesso trattati come ‘favoreggiamento dell’immigrazione clandestina’ per i quali è possibile ricevere una multa o essere arrestati dalle autorità giudiziarie. Questo è possibile perché la normativa non chiarisce la differenza tra traffico, contrabbando e assistenza umanitaria.

Con queste politiche, l’obiettivo di molti governi è dunque di scoraggiare i volontari a fornire aiuto umanitario alle persone migranti che ne hanno bisogno, poiché si pensa che questo aiuto possa costituire un fattore di attrazione per i flussi migratori. Per affrontare questa criminalizzazione dell’aiuto umanitario, auspichiamo che la Commissione Europea **modifichi la direttiva dell’Unione Europea sul favoreggiamento dell’immigrazione clandestina**(2002/90/CE), per impedire agli stati membri di imporre sanzioni a cittadini o ONG che forniscono assistenza umanitaria senza scopo di lucro a coloro che ne hanno bisogno.

Il rafforzamento dei meccanismi di tutela dei diritti civili

Molte persone migranti sono vittime di sfruttamento lavorativo, abusi o violazioni dei diritti umani, in particolare alle frontiere, ma hanno difficoltà nell’accesso alla giustizia. Andrebbero rafforzati i meccanismi di tutela e di ricorso nel caso di violazioni dei diritti umani o di abusi da parte delle forze di polizia nazionali e di quelle di paesi terzi.

Auspichiamo la **protezione di tutte le persone, indipendentemente dal loro status**, e la garanzia dell’accesso alla giustizia, introducendo negli stati membri meccanismi che permettano alle vittime di presentare ricorsi e sporgere denunce in modo sicuro, assieme ad una tutela in caso di violazioni dei diritti fondamentali alle frontiere.

  ![](https://www.comitatotreottobre.it/wp-content/uploads/2022/11/youtube-g3XDKAQji4k.jpg) Play video

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## Le petizioni del Comitato 3 ottobre

 💡****Riconoscere la data del 3 ottobre quale “Giornata della Memoria e dell’Accoglienza” attraverso una legge nazionale (30.000 firme – obiettivo raggiunto)**** 💡****Fermate le morti in mare ora (400.000 firme)**** 💡**Proteggiamo chi fugge da tutte le guerre (attualmente attiva: oltre 20.000 )** ![un gruppo di attivisti con un pezzo di carta in mano che mostra i volti dei migranti morti](https://www.comitatotreottobre.it/wp-content/uploads/2022/11/lampedusa-26solomon-sopravvissuto-al-naufragio-del-3-ottobre-2013-foto-di-michele-cirillo.jpg)


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# Memoria, Dialogo e Accoglienza

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# Memoria, Dialogo e Accoglienza

> Il 3 ottobre 2013 368 persone morirono a largo di Lampedusa. Da allora lavoriamo con...

**Il 3 ottobre 2013 368 persone morirono a largo di Lampedusa.**

Da allora lavoriamo con le scuole europee per costruire un’idea diversa dell’immigrazione, creare memoria, sostenere **politiche di accoglienza e inclusione** e costruire una **banca dati del DNA** delle vittime.

     [## Voci del Mediterraneo

Voci del Mediterraneo: dal 30 settembre al 3 ottobre 2026 a Lampedusa, la Giornata della Memoria e dell’Accoglienza. Programma in italiano e in inglese.](https://www.comitatotreottobre.it/voci-del-mediterraneo-lampedusa-2026/)   [## Il 3 ottobre

Cos’è la giornata della Memoria e dell’Accoglienza? Il 3 ottobre Nei giorni…](https://www.comitatotreottobre.it/il-3-ottobre/)   [15 Gennaio 2024

## Perché le persone migranti morte in mare, restano senza un nome

Ad oggi, 15 gennaio 2024, l’imbarcazione dispersa al largo di Lampedusa, con a bordo…](https://www.comitatotreottobre.it/articles/perche-le-persone-migranti-morte-in-mare-restano-senza-un-nome/)   [29 Dicembre 2025

## Rapporto delle attività 2025

Il 2025 è stato un anno cruciale per il Comitato 3 Ottobre: un anno di lavoro intenso,…](https://www.comitatotreottobre.it/articles/rapporto-delle-attivita-2025/)   [23 Ottobre 2025

## senzaNome – Documentario

Anno: 2025 | Durata: 40’ | Paese: Italia | Lingua: italiano, arabo, inglese | Scritto e…](https://www.comitatotreottobre.it/articles/senza-nome-documentario/)   [24 Settembre 2024

## Kit didattico 2024

Negli ultimi dieci anni l’Unione europea ha risposto al fenomeno migratorio con la…](https://www.comitatotreottobre.it/articles/kit-didattico-2024/)      ![](https://www.comitatotreottobre.it/wp-content/uploads/2022/09/youtube-5YGKz3gY63g.jpg) Play video

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## **Il Comitato Tre Ottobre**

 **Il Comitato 3 ottobre è un’organizzazione senza scopo di lucro che ha l’obiettivo di sensibilizzare l’opinione pubblica sui temi dell’inclusione e dell’accoglienza attraverso il dialogo con cittadinə, studentə e Istituzioni.**

**Nato all’indomani del naufragio del 3 ottobre 2013 al largo delle coste di Lampedusa, in cui hanno perso la vita 368 persone migranti, il Comitato ha individuato nel 3 ottobre una data simbolica, non soltanto per commemorare le vittime di quel naufragio, ma per ricordare le migliaia di persone che regolarmente muoiono nel Mar Mediterraneo o restano bloccate ai confini orientali d’Europa.** ![Il Comitato 3 ottobre con studenti e studentesse europei di fronte al Parlamento Europeo a Bruxelles ](https://www.comitatotreottobre.it/wp-content/uploads/2023/07/c9576.jpeg)

## I nostri obiettivi

- **Informare e coinvolgere le nuove generazioni nel dibattito sul fenomeno migratorio attraverso attività didattiche sia a livello nazionale e internazionale. Svolgiamo anche azioni di Advocacy presso le istituzioni italiane ed europee.**
- **Creare una banca dati europea del DNA per il riconoscimento delle vittime e riformare il Regolamento di Dublino.**
- **Favorire l’integrazione e l’inclusione della popolazione immigrata nelle comunità locali d’arrivo nel nostro Paese. Condizione sostanziale per la coesione sociale di un Paese sempre più interculturale.**
- **Sostenere l’apertura di corridoi umanitari e sistemi di ingresso legali e sicuri per mettere fine alla violazione dei diritti umani e delle morti in mare.**

## La mission

 **Costruiamo memoria e inclusione attraverso percorsi di formazione sul fenomeno delle migrazioni organizzando attività volte a informare e sensibilizzare l’opinione pubblica e promuovere pari diritti e opportunità alle persone che richiedono asilo nel nostro Paese.** ![Scuole del network Comitato 3 ottobre](https://www.comitatotreottobre.it/wp-content/uploads/2022/09/scuole-c3o.png)


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# News

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# Una banca dati europea del DNA: cosa chiediamo

> Le quattro richieste del Comitato 3 ottobre all’Unione europea per una banca dati del DNA comune tra gli Stati.

Oggi ogni Stato europeo raccoglie e conserva a modo suo i dati sulle persone migranti morte o scomparse. Esistono strumenti di cooperazione internazionale, come I-Familia di INTERPOL, che permette di confrontare il DNA dei familiari con quello di persone non identificate in altri paesi. Manca però un sistema europeo uniforme e obbligatorio dedicato alle vittime delle migrazioni, e senza regole comuni molti dati non vengono mai confrontati.

Il nostro lavoro scientifico e le missioni sul campo servono a colmare questo vuoto, ma non possono sostituire gli Stati. Per questo chiediamo al Parlamento europeo e alla Commissione europea di istituire una **banca dati europea del DNA** obbligatoria, sicura e condivisa.

Cosa chiediamo

## Le nostre quattro richieste

01

### Database nazionali con le stesse regole

Ogni Stato membro deve avere un database dei corpi senza nome e delle persone scomparse, costruito con gli stessi standard scientifici.

02

### Punti di raccolta sicuri

In ogni paese europeo e nei principali luoghi di transito deve esserci almeno un posto dove le famiglie possono essere intervistate da esperti forensi e dove i loro dati sono conservati in modo protetto.

03

### Un’autorità europea

Un ente unico deve avere il compito e il potere di confrontare i dati delle famiglie con quelli dei corpi raccolti nei diversi Stati.

04

### Condivisione obbligatoria

Lo scambio di dati genetici tra gli Stati non deve più essere volontario, ma un obbligo previsto dal diritto europeo.

**Obbligo per gli Stati, consenso per le famiglie.** Le nostre richieste riguardano gli Stati. Per i familiari il prelievo del DNA deve restare volontario, basato sul consenso informato e usato solo per identificare le persone scomparse.

Famiglie, campioni, fascicoli e sepolture si trovano in paesi diversi. Solo un sistema europeo può metterli in relazione.

## Petizione europea

Chiediamo all’Unione europea una banca dati del DNA per dare un nome alle vittime delle migrazioni.

[Firma la petizione](https://www.comitatotreottobre.it/petitions/database/)

## Continua a leggere

     [### Il diritto al nome: l’impegno del Comitato 3 ottobre

Migliaia di vittime dei naufragi sono sepolte in Italia senza nome. Come lavora il Comitato 3 ottobre per identificarle e restituirle alle famiglie.](https://www.comitatotreottobre.it/il-diritto-al-nome/)   [### Le voci delle famiglie: la missione in Etiopia

Quattro familiari di vittime del naufragio del 3 ottobre 2013 raccontano la loro ricerca e danno il DNA per l’identificazione.](https://www.comitatotreottobre.it/articles/voci-famiglie-etiopia/)   [### Sciacca e Caltagirone: sepolture dignitose e un nome ritrovato

A Sciacca 17 persone hanno ritrovato una sepoltura dignitosa. A Caltagirone la tomba di Weldu Robel ha di nuovo un nome.](https://www.comitatotreottobre.it/articles/caltagirone-weldu-robel/)   [### Bompensiere: l’esumazione della vittima 186

A Bompensiere la prima esumazione in Italia fatta solo per identificare una vittima delle migrazioni.](https://www.comitatotreottobre.it/articles/bompensiere-vittima-186/)   [### Sepolture delle vittime dei naufragi in Italia

3.783 sepolture in 311 comuni: dove sono sepolte in Italia le persone morte nel Mediterraneo e perché è difficile identificarle.](https://www.comitatotreottobre.it/articles/censimento-sepolture/)   [### Dopo il naufragio: le storie dei testimoni

Dopo i naufragi del 3 e dell’11 ottobre 2013: dove vivono oggi i sopravvissuti e chi cerca ancora i propri cari.](https://www.comitatotreottobre.it/articles/sopravvissuti-oggi/)   [### senzaNome – Documentario

Anno: 2025 | Durata: 40’ | Paese: Italia | Lingua: italiano, arabo, inglese | Scritto e…](https://www.comitatotreottobre.it/articles/senza-nome-documentario/)


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# Privacy

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# Privacy

> Ultimo aggiornamento: 21-06-2023 Grazie per aver visitato comitatotreottobre.it (il...

**Comitato 3 Ottobre Accoglienza Onlus** (per brevità “Comitato 3 Ottobre”) si impegna a proteggere la privacy dei propri utenti (d’ora in avanti per brevità “**Interessati**”) ed a tutelare i dati personali raccolti sul sito web [https://www.comitatotreottobre.it/](https://www.comitatotreottobre.it/) (per brevità il “**Sito**”) nel rispetto del Regolamento (UE) 2016 / 679 del 27.04.2016(per brevità il “**Regolamento**”) e della normativa di legge.L’informativa è resa ai sensi dell’art. 13 e ss. del Regolamento per gli Interessati che consultano e interagiscono esclusivamente con il Sito e usufruiscono dei servizi forniti dall’associazione e non anche per altri siti web eventualmente raggiunti tramite link.

## Definizioni

Per “Dato Personale” ex art 4, punto1) del Regolamento si intende: *qualsiasi informazione riguardante una persona fisica identificata o identificabile («interessato»); si considera identificabile la persona fisica che può essere identificata, direttamente o indirettamente, con particolare riferimento a un identificativo come il nome, un numero di identificazione, dati relativi all’ubicazione, un identificativo online o a uno o più elementi caratteristici della sua identità fisica, fisiologica, genetica, psichica, economica, culturale o sociale*(per brevità i/il “**Dato/i**”);Per “Trattamento” ax art 4 punto 2) del Regolamento si intende: *qualsiasi operazione o insieme di operazioni, compiute con o senza l’ausilio di processi automatizzati e applicate a dati personali o insiemi di dati personali, come la raccolta, la registrazione, l’organizzazione, la strutturazione, la conservazione, l’adattamento o la modifica, l’estrazione, la consultazione, l’uso, la comunicazione mediante trasmissione, diffusione o qualsiasi altra forma di messa a disposizione, il raffronto o l’interconnessione, la limitazione, la cancellazione o la distruzione*(per brevità il “**Trattamento**”);Per “Interessato” ex art. 4, punto 1) del Regolamento si intende, *una persona fisica identificata od identificabile, direttamente od indirettamente, con particolare riferimento ad un Dato Personale* (per brevità lo/gli” Interessato/**i**”)Per “Garante Privacy” si intende*l’Autorità Garante per la Protezione dei Dati Personali competente* (per brevità il “**Garante**”)Per “Persone Autorizzate al Trattamento” si intendono*le persone fisiche che, ai sensi della vigente normativa sono qualificate come incaricati del trattamento e, alla luce delle disposizioni del Regolamento “persone autorizzate al trattamento dei dati personali” dovendosi intendere come tali le persone che “operano sotto la diretta autorità del titolare o del responsabile, attenendosi alle istruzioni impartite”*(per brevità la/le “**Persona/e autorizzata/e al Trattamento**”).

## Titolare del trattamento

**Comitato 3 Ottobre Accoglienza Onlus** con sede in Roma in Via di Valle Vescovo 35 (00189) C.F. 97096120585 email di contatto [privacy@comitatotreottobre.it](mailto:privacy@comitatotreottobre.it) è il titolare del Trattamento dei Dati (per brevità anche il “**Titolare del Trattamento**”) ai sensi e per gli effetti degli artt. 4, 7 e 24 del Regolamento.

## Responsabili Del Trattamento

I dati personali possono essere trattati sia manualmente che elettronicamente o telematicamente anche da soggetti terzi che svolgono operazioni di trattamento per conto di Comitato 3 Ottobre dopo essere stati designati da quest’ultima in qualità di Titolare del trattamento. Comitato 3 Ottobre definisce contrattualmente i limiti di operatività dei Responsabili designati, relativamente ai dati che possono trattare. L’elenco completo ed aggiornato dei Responsabili del trattamento dei dati degli Interessati può essere richiesto scrivendo alla mail privacy@comitatotreottobre.it**Il Data Protection Officer può essere contattato al seguente indirizzo mail:**[**dpo@comitatotreottobre.it**](mailto:dpo@comitatotreottobre.it)

## Luogo di Trattamento

I trattamenti connessi ai servizi web del Sito hanno luogo presso la sede del Comitato 3 Ottobre e sono curati solo da Personale Autorizzato al Trattamento. I Dati vengono trattati in conformità alle previsioni del Regolamento e della vigente normativa.I trattamenti connessi alle finalità di instaurazione di un rapporto di collaborazione hanno luogo presso la sede del Comitato 3 Ottobre.

## Informativa e finalità del Trattamento

Il Comitato 3 Ottobre acquisisce i Dati forniti dagli Interessati, sia in presenza, sia attraverso servizi postali e telematici sia attraverso strumenti informatici e telefonici, nel rispetto delle regole di riservatezza e di sicurezza previste dal Regolamento e dalla legge. Il Trattamento avviene con strumenti sia cartacei che elettronici che telematici.Il Comitato 3 Ottobre tratta i Dati raccolti esclusivamente al fine di svolgere le proprie normali attività e cioè diffondere la conoscenza e sensibilizzare gli Interessati sulle attività e finalità specifiche dell’associazione.I Dati sono trattati per gestire operazioni afferenti e conseguenti alla/e donazione/i nonché per informare su iniziative, attività e progetti realizzati dal Comitato 3 Ottobre, per inviare, la newsletter e il materiale informativo riservato ai sostenitori ed ai donatori anche potenziali in formato cartaceo e digitale, così come per richiedere l’adesione a campagne di raccolta fondi, sondaggi, petizioni, nonché la sensibilizzazione su tematiche inerenti le specifiche attività del Comitato 3 Ottobre e acquisire i curricula di coloro i quali intendano proporsi per una collaborazione.La modulistica da compilare – on-line oppure da scaricare – prevede un consenso al Trattamento dei Dati obbligatorio nel caso in cui siano strettamente necessari per dar seguito alla richiesta dell’Interessato oppure facoltativo in tutti gli altri casi.I Dati, salvo il tuo consenso facoltativo, potranno essere, altresì, trattati per attività di profilazione di cui all’art. 4, comma 1, n. (4) del Regolamento UE, mirate a personalizzare le comunicazioni informative e di raccolta fondi, in funzione delle preferenze di sostegno manifestate nel tempo in relazione alle donazioni effettuate e dei dati registrati. I Dati interessati dai precitati trattamenti non saranno oggetto di alcuna diffusione all’ infuori del Titolare del Trattamento e dei Responsabili da questi nominati. I Dati potranno essere trattati per le finalità di cui sopra da società e/o professionisti e/o fornitori terzi a cui la comunicazione dei Dati sia necessaria per finalità connesse, inerenti e/o strumentali al Trattamento.

## Dati di navigazione

Alcuni Dati sono raccolti in modo implicito con l’uso dei protocolli di comunicazione di Internet durante la normale navigazione nel Sito. Appartengono a questa categoria gli indirizzi IP o i nomi a dominio dei computer usati dagli Interessati per collegarsi a [**www.comitatotreottobre.it**](http://www.comitatotreottobre.it/), il metodo usato per sottoporre le richieste al server, marcatori temporanei (cookies) o a identificativi di altro tipo, come i tag di identificazione a radiofrequenza e altri parametri relativi al sistema operativo e al sistema informatico dell’ Interessato.Questi Dati sono utilizzati in modo anonimo e solo per fini statistici in relazione all’utilizzo del Sito e per controllarne il corretto funzionamento.

## Cookies

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Come sopra riportato, consentiamo a terze parti (es. Google Analytics) di utilizzare, sul Sito web, i cookie analytics per raccogliere informazioni propedeutiche alla composizione di report relativi alla navigazione nel sito. Il Sito utilizza anche cookies temporanei di terze parti che consentono ai nostri partner di mostrare all’ Interessato nostri messaggi promozionali su altri siti. Ti ricordiamo che, l’Interessato presta il consenso per l’utilizzo dei cookie mediante accesso ad un qualunque elemento sottostante il banner, che gli viene proposto alla prima visita del Sito. Questa preferenza viene tracciata mediante un cookie tecnico.I partner sotto elencati utilizzano cookie sul nostro Sito con la finalità di migliorare i nostri servizi e fornire nostri messaggi su altri siti.

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## Interazione social network

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## Disabilitare i Cookies

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## Google Analytics

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## Invio newsletter elettroniche

In alcune nostre comunicazioni e-mail utilizziamo un sistema cosiddetto “click-through URL.” Quando si clicca su uno di questi URL, prima di arrivare al sito web di destinazione si passa attraverso un sito web intermedio. Il Comitato 3 Ottobre si avvale di questo sistema per determinare il livello di interesse rispetto ad argomenti particolari e per misurare l’efficacia delle comunicazioni. I Dati così trattati verranno utilizzati dal Comitato 3 Ottobre per effettuare una informazione più completa e aggiornata sulle varie tipologie di interventi, sui traguardi specifici, i temi oggetto di attività e una più efficace promozione delle proprie iniziative.

## Periodo di conservazione dei Dati

I tuoi Dati saranno conservati nel rispetto del principio di proporzionalità e salvo tua revoca o specifica necessità per adempiere ad obbligo di legge, fino a che non siano state perseguite le finalità del trattamento. I Dati saranno quindi conservati per le finalità relative le donazioni, nel corso del periodo in cui sosterrai il Comitato 3 Ottobre e sino ai dieci anni successivi l’ultima donazione, anche atteso l’obbligo di conservazione ex lege delle scritture. Per quanto attiene le attività informative, di raccolta fondi e di profilazione, i tuoi Dati saranno conservati fintanto che sosterrai il Comitato 3 Ottobre e successivamente per il periodo di anni 10 atteso l’interesse del Comitato 3 Ottobre a ricevere sostegno economico e condivisione alle proprie iniziative da parte di tutte le persone disponibili a supportare le attività del Comitato 3 Ottobre.

## Conferimento dei Dati e Consenso dell’Interessato

Fermo quanto visto per i dati di navigazione, il conferimento dei Dati è facoltativo e l’eventuale rifiuto non comporta alcuna conseguenza per la navigazione sul Sito.

## Diritti dell’interessato

Ai sensi degli articoli 13, comma 2, lettere (b) e (d), 15, 18, 19, 20 e 21 del Regolamento, si informa che:

- L’ Interessato ha il diritto di chiedere al titolare del trattamento l’accesso ai Dati personali e la rettifica o la cancellazione degli stessi o la limitazione del trattamento che lo riguardano o di opporsi al loro trattamento, oltre al diritto alla portabilità dei Dati;
- L’ Interessato ha il diritto di proporre reclamo ad un’autorità di controllo e segnatamente al Garante per la protezione dei dati personali, seguendo le procedure e le indicazioni pubblicate sul sito web ufficiale dell’Autorità su [www.garanteprivacy.it](http://www.garanteprivacy.it/)

L’interessato ha il diritto di ottenere dal Titolare del Trattamento la conferma che sia o meno in corso un trattamento di Dati e di ottenere l’accesso agli stessi ed alle seguenti informazioni:

1. a) Le finalità del trattamento;
2. b) le categorie di dati personali in questione;
3. c) i destinatari o le categorie di destinatari a cui i Dati personali sono stati o saranno comunicati, in particolare se destinatari di paesi terzi o organizzazioni internazionali;
4. d) quando possibile, il periodo di conservazione dei dati personali previsto oppure, se non è possibile, i criteri utilizzati per determinare tale periodo;
5. e) l’esistenza del diritto dell’ Interessato di chiedere al Titolare del Trattamento la rettifica o la cancellazione dei Dati personali o la limitazione del trattamento dei dati personali che lo riguardano o di opporsi al loro trattamento;
6. f) il diritto di proporre reclamo a un’autorità di controllo;
7. g) qualora i dati non siano raccolti presso l’interessato, tutte le informazioni disponibili sulla loro origine;
8. h) il Titolare del Trattamento comunica a ciascuno dei destinatari cui sono stati trasmessi i Dati le eventuali rettifiche (nei termini e secondo le previsioni di cui all’ art. 16 Regolamento) o cancellazioni (nei termini e secondo le previsioni di cui all’ art. 17 Regolamento) o limitazioni del trattamento (nei termini e secondo le previsioni di cui all’ articolo 18), salvo che ciò si riveli impossibile o implichi uno sforzo sproporzionato. Il Titolare del Trattamento comunica all’interessato tali destinatari qualora l’interessato lo richieda.

L’ Interessato, ai sensi dell’art. 20 del Regolamento ha il diritto di ricevere in un formato strutturato, di uso comune e leggibile da dispositivo automatico i Dati che lo riguardano forniti a un titolare del trattamento e ha il diritto di trasmettere i Dati ad un altro titolare del trattamento senza impedimenti da parte del Titolare del Trattamento cui li ha forniti.

- l’Interessato ha il diritto di opporsi in qualsiasi momento, per motivi connessi alla sua situazione particolare, al trattamento dei Dati ai sensi dell’articolo 6, paragrafo 1, lettere e) o f), compresa la profilazione sulla base di tali disposizioni. Il Titolare del Trattamento si astiene dal trattare ulteriormente i Dati salvo che questi dimostri l’esistenza di motivi ed interesse legittimo cogenti per procedere al trattamento che prevalgano sugli interessi, sui diritti e sulle libertà dell’Interessato oppure per l’accertamento, l’esercizio o la difesa di un diritto in sede giudiziaria.
- Allorquando i Dati siano trattati per finalità di marketing diretto, l’Interessato ha il diritto di opporsi in qualsiasi momento al trattamento dei Dati che lo riguardano ove effettuato per tale finalità, compresa la profilazione, nella misura in cui sia connessa al marketing diretto. In esito all’ esercizio del precitato diritto di opposizione i Dati non saranno più oggetto di trattamento per tale finalità.

Nel contesto dell’utilizzo della attività informativa da parte di Comitato 3 Ottobre e fatta salva la vigente normativa, l’Interessato può esercitare il proprio diritto di opposizione con mezzi automatizzati che utilizzano specifiche tecniche.Qualora i Dati siano trattati a fini di ricerca scientifica o storica o a fini statistici a norma dell’articolo 89, paragrafo 1, l’Interessato, per motivi connessi alla sua situazione particolare, ha il diritto di opporsi al trattamento di Dati che lo riguarda, salvo ove il trattamento sia necessario per l’esecuzione di un compito di interesse pubblico.L’ esercizio dei diritti non è soggetto ad alcun vincolo di forma ed è gratuito.

## Misure di sicurezza

Il Comitato 3 Ottobre adotta idonee e preventive misure di sicurezza atte a salvaguardare la riservatezza, l’integrità, la completezza, la disponibilità dei dati personali.

## Modifica dell’attuale policy

La policy potrebbe subire variazioni nel tempo anche in funzione delle integrazioni o modifiche legislative e regolamentari in materia.


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# Protect People Not Borders: Lampedusa 2024

URL: https://www.comitatotreottobre.it/lampedusa-2024/

# Protect People Not Borders: Lampedusa 2024

> Dove, quando e perché Dal 30 settembre al 3 ottobre 2024, avranno luogo nell'Isola di...

![Banner della XI Giornata della Memoria e dell’Accoglienza 2024, promossa dal Comitato 3 Ottobre, con slogan "PROTECT PEOPLE NOT BORDERS".](https://www.comitatotreottobre.it/wp-content/uploads/2024/06/cover-pagina-lampe24-scaled.png)

#### Dove, quando e perché

Dal 30 settembre al 3 ottobre 2024, avranno luogo nell'Isola di Lampedusa le quattro giornate legate al progetto Protect People Not Borders, organizzate dal Comitato 3 ottobre. Le giornate si concluderanno con le commemorazioni del 3 ottobre 2024, Giornata della Memoria e dell'Accoglienza. Gli eventi di Protect People Not Borders hanno come principale obiettivo quello di mantenere viva la memoria delle oltre 30mila persone che hanno perso la vita nel Mar Mediterraneo nel tentativo di raggiungere l'Europa dal 2013 ad oggi. Durante le quattro giornate di workshop, dibattiti, tavole rotonde, testimonianze, spettacoli e commemorazioni si tratteranno i parlerà di storie dai confini, di cosa succede a chi cerca di attraversarli e di come sta cambiando l'Europa.

Il progetto Protect People Not Borders, realizzato con il sostegno del **[8×1000 dell'Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai](https://ottopermille.sokagakkai.it/)**, è rivolto agli studenti e alle studentesse degli istituti secondari europei. Parteciperanno agli eventi di Lampedusa oltre 300 tra studenti e professori da numeri Paesi dell'Unione Europea. Come ospiti e animatori di dibattiti, workshop e testismonianze saranno presenti persone sopravvissute ai naufragi, parenti delle vittime, rappresentati di ONG e agenzie ONU, giornalisti, artisti e rappresentati delle istituzioni italiane ed europee.

#### TUTTI GLI EVENTI SARANNO TRASMESSI IN DIRETTA SULLE PAGINE FACEBOOK E INSTAGRAM DEL COMITATO 3 OTTOBRE

     [25 Settembre 2024

##### Lampedusa 2024: il programma

Dal 30 settembre al 3 ottobre, Giornata della Memoria e dell'Accoglienza, avranno luogo…](https://www.comitatotreottobre.it/articles/lampedusa-2024-programma/)   [28 Agosto 2024

##### Lampedusa 2024: gli ospiti

Elenco in aggiornamento degli ospiti che parteciperanno ai vari eventi a Lampedusa dal…](https://www.comitatotreottobre.it/articles/lampedusa-2024-ospiti/)   [11 Settembre 2024

##### Lampedusa 2024: i laboratori

Nelle giornate del 1 ottobre e 2 ottobre, a Lampedusa avranno luogo 29 laboratori…](https://www.comitatotreottobre.it/articles/lampedusa-2024-laboratori/)

#### Perché Protect People Not Borders?

La risposta per noi del Comitato 3 ottobre lascia poco spazio all’incertezza: da tempo – ed ora con crescente intensità – la politica migratoria dell’Italia, anche in sintonia con altri Paesi, vede prevalere la dimensione securitaria.

L’idea di fondo che sostiene questo approccio è che le migrazioni costituiscono soprattutto una emergenza di ordine pubblico da fronteggiare con strumenti di eccezione. Si tratta di una lettura semplificata della realtà che trascura – o peggio rimuove-  tanto la dimensione epocale del fenomeno che la molteplicità delle sue cause. **[CLICCA QUI](/articles/situazione-mediterraneo-2024) per** a**pprofondire le tematiche che affronteremo a Lampedusa dal 30 settembre al 3 ottobre 2024.**

*Per altri aggiornamenti seguici sui canali social del Comitato 3 ottobre su Facebook ed Instagram.*

     [18 Luglio 2024

##### Proteggere le persone o difendere i confini? 

Proteggere le persone o difendere i confini?  La risposta per noi del Comitato 3…](https://www.comitatotreottobre.it/articles/situazione-mediterraneo-2024/)   [##### Il 3 ottobre

Cos’è la giornata della Memoria e dell’Accoglienza? Il 3 ottobre Nei giorni…](https://www.comitatotreottobre.it/il-3-ottobre/)   [21 Agosto 2023

##### Storie dei testimoni dei naufragi

Le storie di chi è sopravvissuto ai naufragi del 3 e dell’11 ottobre 2013: chi ha perso i propri cari e la vita che hanno ricostruito dopo.](https://www.comitatotreottobre.it/articles/storie-sopravvissuto-naufragi/)   [3 Luglio 2024

##### Lampedusa 2025: Accredito giornalistico

Modulo di accreditamento stampa – XII Giornata della Memoria e dell’Accoglienza…](https://www.comitatotreottobre.it/signups/lampedusa-2025-giornalisti/)   [9 Agosto 2024

##### Conferenza tecnica DNA

XI GIORNATA DELLA MEMORIA E DELL’ACCOGLIENZA “Sinergie per il riconoscimento delle…](https://www.comitatotreottobre.it/articles/conferenza-tecnica-dna/)

### Campagna comuni 2024

In occasione del 3 ottobre, Giornata della memoria e dell'Accoglienza, abbiamo chiesto ai comuni italiani d'illuminare d'arancione i monumenti simbolo della propria città in ricordo delle vittime del Mediterraneo e per aderire alla campagna #ProtectPeopleNotBorders.

Ad oggi i comuni che hanno aderito all'iniziativa sono:

- Caltanisetta (Fontana del Tritone)
- Bologna (Palazzo del Podestà)
- Torino (Mole Antonelliana)
- Legnano (Palazzo Malinverni)
- Fermo (Monumento di San Sabino)
- Cuneo (Torre civica)
- Trento
- Agrigento (Palazzo di città)
- Piacenza (Palazzo farnese)
- Palermo (Teatro Massimo)
- Lampedusa (Porta d'Europa)
- Brescia (Palazzo della Loggi)
- Crotone
- Reggio Emilia (Teatro Valli)
- Bari (Piazza Moro)
- Verona (Gran Guardia)
- Caserta (Reggia di Caserta)

Per aderire scrivi a **comunicazione@comitatotreottobre.it**


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# Voci del Mediterraneo

URL: https://www.comitatotreottobre.it/voci-del-mediterraneo-lampedusa-2026/

# Voci del Mediterraneo

> Voci del Mediterraneo: dal 30 settembre al 3 ottobre 2026 a Lampedusa, la Giornata della Memoria e dell’Accoglienza. Programma in italiano e in inglese.

![Locandina evento "Voci del Mediterraneo" a Lampedusa dal 30 settembre al 3 ottobre 2026, con persona che tiene fiori bianchi. Evento: Giornata della Memoria e dell’Accoglienza, Comitato 3 Ottobre, Otto per Mille.](https://www.comitatotreottobre.it/wp-content/uploads/2026/07/Cover-Lampedusa-2026-1-scaled.jpg)

*Il Mediterraneo non è solo un mare, ma un incrocio di storie, speranze e destini. Oggi viviamo una crisi profonda in cui il linguaggio stringe lo spazio dell’ascolto e dei diritti. Il tema di quest’anno mette al centro il dialogo vivo.*

 Ascoltare le voci di chi viaggia, di chi accoglie, dei testimoni e delle nuove generazioni è l’unico progetto realistico per garantire la dignità di ogni essere umano. Trasformiamo il ricordo della tragedia in un’azione collettiva basata sulla solidarietà, sui diritti umani e sull’inclusione. Siamo noi la possibilità di cambiare rotta.

Dal 30 settembre al 3 ottobre 2026, a Lampedusa, grazie al sostegno dei fondi Otto per Mille dell’Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai, avrà luogo l’evento “Voci del Mediterraneo”, in occasione della Giornata della Memoria e dell’Accoglienza 2026.   [DOWNLOAD THE PROGRAMME (ENGLISH)](https://www.comitatotreottobre.it/wp-content/uploads/2026/09/Programma2026_v4_EN-3_compressed.pdf) [SCARICA IL PROGRAMMA (ITALIANO)](https://www.comitatotreottobre.it/wp-content/uploads/2026/09/Programma2026_v4_EN-3_compressed.pdf)      [19 Agosto 2026

## Voci del Mediterraneo: la memoria che educa, la cittadinanza che unisce

Il Comitato 3 ottobre promuove un percorso educativo e civile che unisce scuole,…](https://www.comitatotreottobre.it/articles/voci-del-mediterraneo-la-memoria-che-educa-la-cittadinanza-che-unisce/)   [25 Luglio 2026

## Lampedusa 2026 – Registrazioni

FORM DI REGISTRAZIONE PER I PARTECIPANTI: https://forms.gle/tQCW3CjdhufDJiNF6 FORM DI…](https://www.comitatotreottobre.it/articles/lampedusa-2026-registrazioni/)   [11 Settembre 2026

## Lampedusa 2026 – I Laboratori

I laboratori per le scuole della Giornata della Memoria e dell’Accoglienza 2026 a Lampedusa: ascoltare e dare voce alle storie del Mediterraneo.](https://www.comitatotreottobre.it/articles/lampedusa-2026-i-laboratori/)   [25 Luglio 2026

## Illumina un monumento della tua città

Campagna 2026 Nella notte tra il 2 e il 3 ottobre, illumina un monumento della tua…](https://www.comitatotreottobre.it/articles/campagna-2026-illuminazione/)

**“Voci del Mediterraneo” è un progetto reso possibile dall’Otto per Mille IBISG**

*Memorie Attive è sostenuto con i fondi Otto per Mille dell’Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai. Per conoscere meglio l’impegno dell’Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai: **[visita il sito](https://ottopermille.sokagakkai.it/)***


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# Dignità per le Vittime dell&#8217;Immigrazione in Europa!

URL: https://www.comitatotreottobre.it/petitions/database/

# Dignità per le Vittime dell&#8217;Immigrazione in Europa!

> Dieci anni dopo il tragico naufragio di Lampedusa, dove 368 vite furono tragicamente perse, l'Europa continua a contar morti nel Mediterraneo. È ora di agire! Unisciti a noi per chiedere alle Istituzioni europee di istituire urgentemente una banca dati per l'identificazione delle vittime nel Mediterraneo. Ogni vita conta e nessuno dovrebbe essere sepolto senza nome. Firma la petizione

Restituiamo identità e dignità alle vittime dell’immigrazione in Europa!

**Al Presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen**

**Al Presidente di turno del Consiglio europeo, António Costa**

**Al Presidente del Parlamento Europeo, Roberta Metsola**

Donne, uomini e bambini continuano a perdita la vita nel Mar Mediterraneo e lungo le tante rotte che portano in Europa. Ogni giorno, migliaia di persone sono costrette ad affrontare viaggi disperati attraverso le acque pericolose del Mediterraneo centrale ed orientale, lungo la rotta atlantica e balcanica, nel Canale della Manica e lungo i confini fra Polonia e Bielorussia, sperando di raggiungere l'Europa. Queste persone sono spesso spinte dalla violenza, dalla povertà e dai conflitti nei loro paesi d'origine. Sono madri e padri che cercano un futuro sicuro per i loro figli, giovani che ambiscono a un'istruzione e a opportunità migliori, persone che fuggono dalla guerra e dalle persecuzioni.

Sono passati dieci anni da quel ‘mai più in Europa’ proclamato da tutti i Governi e le Istituzioni europee dopo il naufragio avvenuto a Lampedusa nel 2013, dove 368 persone persero la vita. Da allora nulla è cambiato. Continuiamo a contare il numero di morti: bambini, donne e uomini.

Ancora oggi, però, non c’è un sistema integrato per il conteggio delle morti, e molti di coloro che hanno perso la vita non verranno mai riconosciuti e saranno sepolti senza nome e senza funerale. La questione dell’identificazione è un problema di fondamentale importanza. Non solo perché stiamo parlando di esseri umani che hanno perso la loro vita, ma anche a causa delle famiglie e delle persone che continuano ad aspettare una chiusura emotiva che non arriva. La mancata identificazione ha effetti di portata enorme non solo sul benessere psicologico dei familiari, ma anche ineludibili ripercussioni dal punto di vista burocratico.

È urgente che le Istituzioni europee prendano provvedimenti immediati per istituire una banca dati europea per l'identificazione delle vittime dell'immigrazione. Un sistema centralizzato che permetta di raccogliere e conservare tutte le informazioni necessarie per identificare le persone che hanno perso la vita.

Chiediamo all’Unione Europea e agli Stati membri di agire con urgenza al fine di:

1. **Istituire o, per le nazioni ove già esiste, implementare un database in ogni Stato europeo dove raccogliere tutte le informazioni su cadaveri senza nome e migranti scomparsi;**
2. **Istituire in ogni nazione almeno un hub dove le famiglie dei migranti scomparsi possano essere intervistate e i dati ante mortem possano essere catalogati;**
3. **Incaricare un soggetto unico europeo per le persone scomparse al fine di incrociare i dati sui migranti scomparsi e quelli dei Cadaveri senza Nome raccolti dalle diverse agenzie nazionali;**
4. **Rendere obbligatorie la raccolta e condivisione dei dati ante mortem e post mortem tra gli stati EU.**

Solo attuando questi punti potremmo dire di aver implementato le procedure necessarie per ottimizzare le probabilità di identificare i cadaveri e, quindi, di tutelare i diritti delle vittime e delle loro famiglie. In ragione di tanto, chiediamo che l’Unione Europea riconosca e tuteli il diritto all’identificazione di tutti, compresi coloro i quali sono deceduti nel corso di una migrazione.

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La petizione è promossa anche grazie al supporto di ActionAid International Italia E.T.S e Fondazione Realizza il Cambiamento nell’ambito del progetto “THE CARE – Civil Actors for Rights and Empowerment” cofinanziato dall’Unione Europea.


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# Alternate petition

URL: https://www.comitatotreottobre.it/signups/alternate-petition/

# Alternate petition

> It is high time that European Institutions took urgent measures to develop a European...

It is high time that European Institutions took urgent measures to develop a European database for the identification of the victims of migration.

It shall be a centralised system that makes it possible to gather and store all the information needed in order to identify the people who lost their lives.

We hereby request the European Union and the Member States to promptly act in order to:

1. Develop or, in those countries where it already exists, implement a **database for each European country** to gather any information whatsoever about nameless corpses and missing migrants;
2. Develop at least one **hub** in every country, where the families of missing migrants can be interviewed and **ante-mortem data** can be recorded;
3. Appoint a single European subject for missing people in order to cross-check the information about missing migrants and that regarding Nameless Corpses collected by national agencies;
4. Make the gathering and **sharing of ante-mortem and post-mortem data mandatory among EU member states**.

The procedures needed to increase the probability of identifying corpses and, therefore, protect the rights of the victims and their families can be deemed to have been implemented only when the above points are carried out. Therefore, **we hereby request the European Union to acknowledge and protect the right to identify everybody**, including those who **lost their lives while migrating**.


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# Attività nelle scuole &#8211; a.s. 2024/2025

URL: https://www.comitatotreottobre.it/signups/incontri-scuole/

# Attività nelle scuole &#8211; a.s. 2024/2025

> Registrazione per la partecipazione di studenti e professori. Registration for student...

Registrazione per la partecipazione di studenti e professori. Registration for student and teacher participation.

Inserisci le informazioni richieste per registrare la tua partecipazione alle attività organizzate dal Comitato 3 ottobre nelle scuole.

La registrazione è obbligatoria per studenti, studentesse e professori che partecipano al progetto.

**1) SCARICA LA LIBERATORIA [A QUESTO LINK](https://www.comitatotreottobre.it/wp-content/uploads/2026/08/C3O_Liberatoria-2025.docx)**

**2) COMPILALA. NOTA BENE: Se hai meno di 18 anni deve essere compilata da uno dei tuoi genitori o tutori legali. RICORDATI DI ALLEGARE LA SUA CARTA D'IDENTITA'**

**3) INVIALA ALL'INDIRIZZO MAIL:**scuole@comitatotreottobre.it

**4) COMPLETA IL FORM ONLINE**

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Please enter the requested information to register your participation in the events organized by Comitato 3 ottobre in collaboration with the schools.

Registration is mandatory for students and teachers participating in the project.

**1) DOWNLOAD THE WAIVER AT THIS LINK ([ADULTS](https://www.comitatotreottobre.it/wp-content/uploads/2026/08/Disclaimer-Adults-2025.docx) – [MINORS](https://www.comitatotreottobre.it/wp-content/uploads/2026/08/Disclaimer-Minors-2025.docx))**

**2) SIGN IT. IMPORTANT: If you are under 18, this must be completed by one of your parents. REMEMBER TO ATTACH THEIR ID.**

**3) SEND IT TO THE EMAIL ADDRESS:**scuole@comitatotreottobre.it

**4) REGISTER USING THE ONLINE FORM**


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# Lampedusa 2023 &#8211; A Europe Of Rights

URL: https://www.comitatotreottobre.it/signups/lampedusa-2023-a-europe-of-rights/

# Lampedusa 2023 &#8211; A Europe Of Rights

> Registrazione per la partecipazione di studenti e professori. Registration for student...

Registrazione per la partecipazione di studenti e professori. Registration for student and teacher participation.

Inserisci le informazioni richieste per partecipare a tutti gli eventi che avranno luogo a Lampedusa dal 30 settembre al 3 ottobre nel decennale dei naufragio del 3 ottobre 2013.

**1) SCARICA LA LIBERATORIA [A QUESTO LINK](https://www.comitatotreottobre.it/wp-content/uploads/2026/08/C3O_Liberatoria.docx)**

**2) COMPILALA**

**3) INVIALA ALL'INDIRIZZO MAIL:**scuole@comitatotreottobre.it

In occasione della Giornata della Memoria 2023, il 3 ottobre, avranno luogo a Lampedusa le attività legate al progetto A EUROPE OF RIGHTS per studenti e studentesse di scuole superiori europee. Dal 30 settembre al 3 ottobre si terranno workshop, commemorazioni, tavole rotonde, mostre e spettacoli sull'isola a cui si può accedere previa registrazione attraverso il form a destra.

La registrazione è obbligatoria per studenti, studentesse e professori che partecipano al progetto.

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Please enter the requested information to participate in all the events taking place in Lampedusa from September 30th to October 3rd, in commemoration of the tenth anniversary of the shipwreck on October 3rd, 2013.

**1) DOWNLOAD THE WAIVER AT THIS LINK ([ADULTS](https://www.comitatotreottobre.it/wp-content/uploads/2026/08/Disclaimer-Adults.docx) – [MINORS](https://www.comitatotreottobre.it/wp-content/uploads/2026/08/Discaimer-Minors.docx))**

**2) SIGN IT**

**3) SEND IT TO THE EMAIL ADDRESS:**scuole@comitatotreottobre.it

On the occasion of the Memorial Day 2023, which falls on October 3rd, various activities related to the project "A EUROPE OF RIGHTS" will be held in Lampedusa for high school students from European schools. From September 30th to October 3rd, there will be workshops, commemorations, roundtable discussions, exhibitions, and performances on the island. Access to these events requires prior registration using the form on the right.

Registration is mandatory for students and teachers participating in the project.


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# Lampedusa 2025: Accredito giornalistico

URL: https://www.comitatotreottobre.it/signups/lampedusa-2025-giornalisti/

# Lampedusa 2025: Accredito giornalistico

> Modulo di accreditamento stampa – XII Giornata della Memoria e dell’Accoglienza...

Modulo di accreditamento stampa – XII Giornata della Memoria e dell’Accoglienza (Lampedusa, 30 settembre – 3 ottobre 2025) Press Accreditation Form – 12th Day of Remembrance and Reception (Lampedusa, 30 September – 3 October 2025)

**ATTENZIONE:** La registrazione è obbligatoria per tutti i giornalisti, freelance, operatori di ripresa e fotografi che intendono partecipare. Tutti i campi del modulo devono essere compilati obbligatoriamente ai fini dell’accredito.

**IMPORTANT:** This form is mandatory for all participants from the media and audiovisual production sectors. It must be fully completed by: journalists, freelancers, camera operators, cameramen, photographers, and videomakers.


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# Lampedusa 2025: Registrazione

URL: https://www.comitatotreottobre.it/signups/lampedusa-2025-registrazione/

# Lampedusa 2025: Registrazione

> Registrazione per la partecipazione di studenti e professori. Registration for student...

Registrazione per la partecipazione di studenti e professori. Registration for student and teacher participation.

Inserisci le informazioni richieste per partecipare a tutti gli eventi che avranno luogo a Lampedusa dal 30 settembre al 3 ottobre 2025 in occasione della Giornata della Memoria e dell'Accoglienza.

**1) SCARICA LA LIBERATORIA [A QUESTO LINK](https://www.comitatotreottobre.it/wp-content/uploads/2026/08/C3O_Liberatoria.docx)**

**2) COMPILALA. NOTA BENE: Se hai meno di 18 anni deve essere compilata da uno dei tuoi genitori o tutori legali. RICORDATI DI ALLEGARE LA SUA CARTA D'IDENTITA'**

**3) INVIALA ALL'INDIRIZZO MAIL:**scuole@comitatotreottobre.it

**3) COMPLETA IL FORM ONLINE**

In occasione della Giornata della Memoria 2025, il 3 ottobre, avranno luogo a Lampedusa le attività per studenti e studentesse di scuole superiori europee. Dal 30 settembre al 3 ottobre si terranno workshop, commemorazioni, tavole rotonde, mostre e spettacoli sull'isola a cui si può accedere previa registrazione attraverso il form che trovi in questa pagina.

La registrazione è obbligatoria per studenti, studentesse e professori che partecipano al progetto.

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Please enter the requested information to participate in all the events taking place in Lampedusa from September 30th to October 3rd, in commemoration of the anniversary of the shipwreck on October 3rd, 2013.

**1) DOWNLOAD THE WAIVER AT THIS LINK ([ADULTS](https://www.comitatotreottobre.it/wp-content/uploads/2026/08/Disclaimer-Adults.docx) – [MINORS](https://www.comitatotreottobre.it/wp-content/uploads/2026/08/Discaimer-Minors.docx))**

**2) SIGN IT. IMPORTANT: If you are under 18, this must be completed by one of your parents. REMEMBER TO ATTACH THEIR ID.**

**3) SEND IT TO THE EMAIL ADDRESS:**scuole@comitatotreottobre.it

**3) REGISTER USING THE ONLINE FORM**

On the occasion of the Memorial Day 2025, which falls on October 3rd, various activities will be held in Lampedusa for high school students from European schools. From September 30th to October 3rd, there will be workshops, commemorations, roundtable discussions, exhibitions, and performances on the island. Access to these events requires prior registration using the form on this page.

Registration is mandatory for students and teachers participating in the project.


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# MODULO RICHIESTA INFORMAZIONI

URL: https://www.comitatotreottobre.it/signups/modulo-richiesta-informazioni/

# MODULO RICHIESTA INFORMAZIONI

> Compila il form se sei interessato a collaborare con il Comitato 3 ottobre o se vuoi...

Compila il form se sei interessato a collaborare con il Comitato 3 ottobre o se vuoi parlare direttamente con noi. Compila il form se sei interessato a collaborare con il Comitato 3 ottobre o se vuoi parlare direttamente con noi.


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# Registrazione conferenza DNA

URL: https://www.comitatotreottobre.it/signups/conferenza-dna-registrazione/

# Registrazione conferenza DNA

> Registrazione per partecipare alla conferenza "Sinergie per il riconoscimento delle...

Registrazione per partecipare alla conferenza “Sinergie per il riconoscimento delle persone migranti scomparse nel Mediterraneo” il 2 ottobre 2024 a Lampedusa, in occasione della Giornata della memoria e dell’accoglienza nel Mediterraneo. La registrazione è necessaria sia per i partecipanti in presenza che online.

Dare un nome a tutte le vittime del Mediterraneo rappresenta una grande sfida per l’Italia e l’Europa, **una sfida che presenta sicuramente delle difficoltà pratiche, ma che grazie alla collaborazione tra istituzioni, enti di ricerca, istituti scientifici e organizzazioni possono essere superate.**

La conferenza è organizzata dal Comitato 3 ottobre in collaborazione con il LABANOF.


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# “Il giornalismo è un esercizio di servizio e di umanità”.

URL: https://www.comitatotreottobre.it/articles/il-giornalismo-e-un-esercizio-di-servizio-e-di-umanita/

# “Il giornalismo è un esercizio di servizio e di umanità”.

> Febbraio 22, 2022 Tra gli ospiti della Giornata di studio europea il 14 febbraio scorso...

**Febbraio 22, 2022**

Tra gli ospiti della Giornata di studio europea il 14 febbraio scorso a Madrid anche i giornalisti Nello Scavo e Fernando De Haro. Entrambi esperti di immigrazione e diritti umani, da punti di vista diversi, hanno raccontato alle studentesse e agli studenti presenti la loro idea di giornalismo, il ruolo che dovrebbe svolgere nel raccontare la realtà, soprattutto quella più difficile.

Fernando De Haro, giornalista televisivo e regista, descrive così la sua professione:

“Il giornalismo è un esercizio di ragione. Bisogna essere presenti, prima capire e poi raccontare. L’identità, ma anche l’identificarsi e immedesimarsi è un fattore determinante: nel raccontare le diverse storie di cui sono stato testimone diretto ho cercato sempre di “identificarmi”: ho pensato che sarei potuto essere io quella persone che scappa, che piange.”

“Io senza l’altro, non posso essere “io”, gli altri ci aiutano a capire chi siamo. Il problema dell’accoglienza è che abbiamo troppa paura: non dovremmo. Però per non avere paura è necessaria un’identità forte che non teme il diverso. E’ un’identità debole quella che ha paura.”

Nello Scavo, inviato speciale del quotidiano italiano Avvenire, ha invece raccontato in questi termini la sua esperienza con il giornalismo:

“Per me il giornalismo è un esercizio di servizio e di umanità. Io sento il bisogno di raccontare, di andare a vedere. Ti senti addosso la responsabilità di raccontare le storie delle persone. Sono spesso messaggi di speranza, ma che raccontano il fallimento personale di chi ha dovuto lasciare tutto. Non è sufficiente raccontare i soccorsi in mare, ma vanno capite anche le cause e i meccanismi, ma anche e purtroppo le organizzazioni criminali. La storia di ogni singola persona racconta la storia universale di tutti e da cui nessuno si può considerare estraneo.”

Rispetto alla realtà che viviamo oggi, nella nostra società, Nello Scavo parla di accoglienza come *disponibilità a “scommetersi”. Le identità forti non hanno paura delle contaminazioni.*

Si cavalca la “paura”: la sicurezza, il “rubare il lavoro”. Prevalgono gli slogan, prevale la semplificazione del tweet. Bisogna aprire canali sicuri, documentare chi finanzia i campi di prigionia. Bisogna riportare al centro i diritti umani fondamentali e poi si può parlare di accoglienza. Ma la domanda è: ci interessa?

La comunicazione viene utilizzata come arma di distrazione di massa che cambia il linguaggio per aggirare i problemi: *chiudere i confini non viene presentato come atto di disumanità, ma come forma di “protezione” dell’identità cristiana e cattolica europea contro l’invasione musulmana*[cfr. Presidente Ungherese]*: in nome dell’identità cristiana europea “si respinge”. Un’identità che viene usata per alimentare le paure. La verità è che forse la nostra identità europea nel tempo si è indebolita. Tanto indebolita da aver paura.*


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# “Non c’è alcuna giustificazione etica, giuridica o scientifica a continuare a distinguere le migrazioni.”

URL: https://www.comitatotreottobre.it/articles/4495-2/

# “Non c’è alcuna giustificazione etica, giuridica o scientifica a continuare a distinguere le migrazioni.”

> Febbraio 22, 2022 La mattina della Giornata di studio europea di Madrid, del 14...

**Febbraio 22, 2022**

 ![foto di una donna seduta da sola su un palco, che mostra una grande foto di un uomo anziano projecte](https://www.comitatotreottobre.it/wp-content/uploads/2022/02/schermata-2022-02-22-alle-17.11.38.png)

La mattina della Giornata di studio europea di Madrid, del 14 febbraio scorso, parte del progetto “L’arte dell’accoglienza”, si è conclusa con l’intervento del filosofo Umberto Curi. Di fronte ad una platea di circa 300 studenti e professori di diversi Paesi europei, ha riportato le sue riflessioni sul tema delle migrazioni, come le viviamo e quali sono le cause delle nostre reazioni talvolta scomposte. Ma il discorso del filosofo non è rimasto nel campo del teorico, la seconda metà si è concentrata su dati reali, numeri che raccontano cosa succede intorno a noi, che raccontano come la nostra etica è spesso diversa da quella che ci piace credere di avere.

Riportiamo alcuni estratti del suo intervento:

Anzitutto partiamo dal fatto che spesso tendiamo a distinguere tra chi cerca nell’immigrazione migliori condizioni vita dal punto di vista economico e da chi invece è costretto a fuggire (da persecuzioni o da guerre). Non ci dovrebbe essere una distinzione tra migranti economici e migranti che fuggono per motivi umanitari. Domanda: è necessaria questa distinzione? Questa distinzione porta, il più delle volte, a politiche che osteggiano le politiche nazionali sul tema dell’immigrazione. Non sono io a dirlo, ma un’attenta analisi delle vicende storiche. Gli esempi sono tanti e partano dal lontano.

Nel 2017: 18.259 iracheni hanno fatto domanda di asilo in Svezia, l’82% si è visto riconoscere il diritto d’asilo – nello stesso periodo 5474 iracheni hanno chiesto asilo in Grecia, di questi l’0% si è visto riconoscere il diritto d’asilo. Con Dublino3 del 2015 si assiste al fenomeno dell’ *asylum shopping* dove lo stesso migrante inoltra domanda d’asilo a più paesi e poi sceglie il Paese

Ogni Stato con questa discrezionalità alimenta lo stigma. Come se dire “migrante economico” fosse un fattore negativo. Se pensante l’ossimoro: una società occidentale che ha costruito un sistema di valori economici alla base della propria cultura e identità è la stessa che nega ai migranti la possibilità di una migliore qualità di vita.

NON C’E’ ALCUNA GIUSTIFICAZIONE ETICA, GIURIDICA, SCIENTIFICA a continuare a distinguere le migrazioni.

Studi sul fenomeno migratorio non tengono insieme due aspetti che sono indissolubili: migranti economici e un’analisi dei principali dati macroeconomici riguardanti i Paesi d’origine. Dati che invece sono imprescindibili per inquadrare correttamente il fenomeno.

Nella seconda parte del suo discorso, il filosofo Umberto Curi riporta alcuni dati drammatici per dare un’idea pratica dei concetti espressi prima e delle origini di molte problematiche che affliggono le nostre società. (*Fonte WFP)

- *7 miliardi 4/5 dispongono di 1/5 delle risorse, mentre 1/5 della popolazione può disporre dei 4/5 delle risorse (alimentari, energetiche, economiche e monetarie);*
- *Oltre 1 miliardo e 2 cercano di sopravvivere con 1 dollaro al giorno: 1/5 può tentare di sopravvivere + di 300.000 mila morti alla settimana dovuti alla povertà assoluta. 1 essere umano su 6 non ha accesso all’acqua potabile;*
- *Ogni anno 11 milioni di bambini under 5 muore per un’alimentazione insufficiente o mancante, la metà soccombono per malattie curabili;*
- *Ogni minuto muore di parto una donna. Il 99% avviene dei paesi in via di sviluppo, quei paesi da cui provengono i cosiddetti migranti economici;*
- *La principale responsabile della fame sul nostro pianeta è la distribuzione squilibrata delle ricchezze;*
- *Il patrimonio di Bill Gates è uguale 106 milioni degli americani più poveri;*
- *Il reddito dei primi 20 contribuenti americani uguale al PIL di molti Paesi africani;*
- *Il PIL del RCA (Repubblica Centrafricana) è 10 volte inferiore alla ricchezza di un singolo individuo Mark Zuckerberg;*
- *Nei paesi in via di sviluppo si muore di denutrizione, di malattie curabili, mentre nel Nord del mondo si muore per malattie legate alla sovra alimentazione: ad esempio 300.000 americani muoiono per malattie collegate alla sovra alimentazione;*
- *1% della popolazione detiene un patrimonio complessivo pari a quello di cui dispone il 99% della popolazione più povera;*

La persistenza di uno scenario generale in cui alcuni singoli individui possiedono quote di ricchezze superiori a quelle di interi Paesi configura in se stessa una *condizione di guerra.*C’è una connessione tra fenomeni apparentemente diversi e distinti: esiste un legame tra distribuzione iniqua delle risorse e l’aumento dei fenomeni migratori

Non ci può essere pace durevole senza una equa distribuzione delle risorse.


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# “Oltre quel confine è la mia casa”. Al museo di Lampedusa la mostra fotografica dei rifugiati Rohingya

URL: https://www.comitatotreottobre.it/articles/oltre-quel-confine-e-la-mia-casa-a-lampedusa-la-mostra-fotografica-dei-rifugiati-rohingya/

# “Oltre quel confine è la mia casa”. Al museo di Lampedusa la mostra fotografica dei rifugiati Rohingya

> In occasione della Giornata Mondiale del Rifugiato, il 20 giugno 2022, undici fotografi...

**In occasione della Giornata Mondiale del Rifugiato, il 20 giugno 2022, undici fotografi Rohingya esporranno – per la prima volta in Italia – all’interno del Museo della Fiducia e del Dialogo del Mediterraneo a Lampedusa – il loro lavoro con immagini di vita quotidiana dei campi rifugiati.**

Nell’agosto 2017 l’esercito del Myanmar condusse una violenta campagna militare contro i Rohingya della regione nord-occidentale del paese. L’esercito spinse centinaia di migliaia di Rohingya verso il confine con il Bangladesh via terra e via mare, seminando migliaia di vittime durante l’operazione.

Circa 800.000 Rohingya si ritrovarono senza una casa e un riparo. I nuovi arrivati costruirono capanne di bambù e tela cerata lungo tutta l’estremità sud-orientale del Bangladesh. Queste aree furono poi soprannominate “campi”. A volte sorgevano a uno o due chilometri di distanza dal confine con il Myanmar.

![una foto in bianco e nero di decine di bambini attorno a una piccola ruota panoramica di legno](https://www.comitatotreottobre.it/wp-content/uploads/2022/06/schermata-2022-06-15-alle-15.36.46.png)![foto in bianco e nero di una famiglia che cammina a piedi nudi](https://www.comitatotreottobre.it/wp-content/uploads/2022/06/schermata-2022-06-15-alle-15.36.20.png)

**In Bangladesh, ai Rohingya non sono mai stati riconosciuti diritti come rifugiati.** Ancora oggi vengono definiti “infiltrati.” Possono spostarsi soltanto all’interno dei campi. Non ricevono un’istruzione formale e quella informale è rivolta esclusivamente ai bambini al di sotto dei 14-15 anni. Esiste un’intera generazione di “bambini smarriti” analfabeti e privi di istruzione.

I rifugiati non possono lavorare, per questo dipendono dalle razioni di cibo che vengono loro assegnate. Regna la fame e la violenza. La vicinanza con il confine li espone a ulteriori pericoli come il traffico di droga e di esseri umani.

**Questa mostra fotografica scattate dai rifugiati Rohingya è molto lontana dalle rappresentazioni che solitamente vengono trasmesse dai media in Bangladesh.** Le fotografie diffuse dai mezzi di informazione, infatti, sminuiscono la complessità della vita dei rifugiati e sottolineano una serie di aspetti negativi. Si evince un costante tentativo di attribuire ai Rohingya caratteristiche ostili, suggerendo, in maniera più o meno esplicita, il loro essere “persone non gradite” e un peso a livello sociale. Nell’arco dei 4/5 anni trascorsi dal 2017, si è delineata una narrativa decisamente ostile che ha ben poco a che fare con la vita reale dei rifugiati che popolano quell’area. L’immaginario predominante diffuso dai media sui Rohingya in Bangladesh alimenta politiche d’odio e di esclusione.

Seppur messi a dura prova dalla realtà del campo e dal tragico ricordo del genocidio in Myanmar, questi fotografi Rohingya non si abbandonano alla negatività. Liberi dai dettami di editori legati a logiche sensazionaliste, i fotografi Rohingya hanno potuto scegliere cosa rappresentare e come farlo. I loro scatti trasmettono emozioni, ricordi, sfide e anche passatempi. Audacia in una situazione di pericolo. Uno dei fotografi che ha contribuito a questa mostra è finito in carcere. Un altro è stato interrogato e percosso per 9 ore. A molti altri è stato intercettato e/o confiscato il cellulare. A un altro fotografo, un agente del Battaglione della Polizia Armata dei campi ha ordinato di fare una serie di addominali perché aveva visto qualcosa che non gli era piaciuto nel suo telefono.

![foto in bianco e nero di una donna velata dietro una macchina da cucire vecchio stile](https://www.comitatotreottobre.it/wp-content/uploads/2022/06/schermata-2022-06-15-alle-15.37.14.png)

Queste fotografie scattate “dal basso” offrono a chi le guarda un piccolo scorcio del grande quadro della vita quotidiana dei rifugiati. Non si tratta soltanto di fotografia documentaristica o di reportage, bensì del trionfo di una comunità contro il lavoro di odio condotto dai media. È una dichiarazione di resistenza.

**Shafiur Rahman è un giornalista e regista di documentari.** Si occupa dei Rohingya dal 2016. I suoi lavori sono stati trasmessi su diversi canali, tra cui CNN e BBC. È fondatore del Concorso di Fotografia Rohingya che si tiene ogni anno e curatore del Rohingya Zine, Doc Sabba. I suoi articoli sul tema sono apparsi sul *The Guardian, The Washington Post, Vice* e in altre testate e riviste.


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# “Per documentare bisogna stare sul campo: vedere cosa succede, vedere le persone.”

URL: https://www.comitatotreottobre.it/articles/per-documentare-bisogna-stare-sul-campo-vedere-cosa-succede-vedere-le-persone/

# “Per documentare bisogna stare sul campo: vedere cosa succede, vedere le persone.”

> Durante la Giornata di studio europea a Madrid, parte del progetto “L’arte...

Durante la Giornata di studio europea a Madrid, parte del progetto “L’arte dell’accoglienza”, le studentesse e gli studenti hanno potuto ascoltare l’intervento e le riflessioni di Angela Caponnetto, giornalista di Rai News che da anni si occupa del tema delle migrazioni in Italia e nel resto d’Europa.

Come giornalista ha affrontato proprio il tema di come viene raccontata l’immigrazione e di come, troppo spesso, si parla di avvenimenti e fenomeni senza averne verificato la veridicità personalmente, di cui non si è mai stati diretti testimoni. Chiaramente, non è possibile essere sempre dove accadono gli eventi ma attualmente nel mondo dell’informazione trovano molto spazio considerazioni e ricostruzioni di chi non ha mai avvicinato le persone, i protagonisti dei fenomeni migratori.

“Per documentare bisogna stare sul campo: vedere cosa succede, vedere le persone. Fin troppo abusa è il termine migrante: io voglio, invece, parlare di persone, persone migranti. Il mio lavoro infatti è raccontare le persone, le identità, le storie.” ha detto agli studenti presenti.

“Nel 2013 per me scatta qualcosa” – prosegue – “perché 368 persone sono morte “di fronte a casa mia”. Da allora documento gli sbarchi: dalla Libia, dalla Tunisia: Tante persone con un’identità diversa. Inizio a raccontare le loro storie. In me scatta la volontà di raccontare meglio: come si fa ad affrontare il mare, il deserto, facendo migliaia di chilometri a piedi attraverso il deserto?”

Porsi delle domande senza pretendere di avere già delle risposte o senza cercare le risposte che preferiamo è il ruolo del giornalista. Quante volte invece sentiamo giornalisti che raccontano o riportano quello che il pubblico vuole sentirsi dire, a prescindere dalla realtà?

Anche sul tema dell’accoglienza, che si lega a quello della sicurezza Angela Caponnetto ha un messaggio importante per le studentesse e gli studenti: “Vogliamo un’immigrazione sicura? Allora dobbiamo dare e creare opportunità. Fare accoglienza, quella vera, è dare opportunità”.


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# “Semi di Lampedusa”: il 31 maggio 60 studenti al Parlamento europeo con il Comitato 3 ottobre

URL: https://www.comitatotreottobre.it/articles/semi-di-lampedusa-il-31-maggio-60-studenti-al-parlamento-europeo-con-il-comitato-3-ottobre/

# “Semi di Lampedusa”: il 31 maggio 60 studenti al Parlamento europeo con il Comitato 3 ottobre

> Maggio 5, 2022    Il prossimo 31 maggio, oltre 60 studenti di 15 scuole italiane ed...

**Maggio 5, 2022   **

Il prossimo 31 maggio, oltre 60 studenti di 15 scuole italiane ed europee, saranno i protagonisti di una tavola rotonda al Parlamento Europeo a Bruxelles.

Gli studenti italiani ed europei saranno ascoltati da membri delle istituzioni comunitarie e rappresentati di importanti realtà nel campo dei diritti umani e dell’immigrazione. L’iniziativa, organizzata dal Comitato 3 ottobre, con il sostegno di Compagnia di San Paolo nasce dalle attività che si svolgono ogni anno a Lampedusa in occasione della Giornata della Memoria e dell’Accoglienza, durante le quali centinaia di studenti hanno la possibilità di confrontarsi con donne e uomini sopravvissuti ai naufragi nel Mediterraneo e con le organizzazioni che operano sul campo per parlare di accoglienza e immigrazione.

A Bruxelles la delegazione degli studenti avranno l’opportunità di presentare alle istituzioni europee le proprie considerazioni sul fenomeno delle migrazioni maturate durante questo percorso. Uno dei principali obiettivi che il Comitato 3 ottobre si pone è quello di sensibilizzare le nuove generazioni sui temi delle migrazioni e dell’accoglienza rendendoli protagonisti nella creazione di una società inclusiva e rispettosa dei diritti umani di tutti.

Adesso la voce degli studenti arriverà fino al Parlamento europeo.


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# #invisibili – il tuo 5×1000 al Comitato 3 ottobre

URL: https://www.comitatotreottobre.it/articles/invisibili-il-tuo-5x1000-al-comitato-3-ottobre/

# #invisibili – il tuo 5×1000 al Comitato 3 ottobre

> Il Comitato 3 ottobre si impegna dal 2016 nel tentativo di dare un nome alle numerose...

Il Comitato 3 ottobre si impegna dal 2016 nel tentativo di dare un nome alle numerose vittime delle stragi in mare. **Attualmente in Italia ci sono migliaia di persone migranti morte ancora senza un nome.** La nostra battaglia è per dare un’identità e una degna sepoltura alle vittime. Negare questo diritto è contro ogni principio di umanità. Proviamo a pensare se in fondo al mare ci fossero le persone a noi care. **Devolvere il 5×1000 al Comitato 3 ottobre Accoglienza Onlus significa sostenere l’accoglienza, a chi ha perso la vita nel tentativo di arrivare in Europa.**

Firma nel riquadro "Sostegno del volontariato e delle altre organizzazioni non lucrative di utilità sociale…" e scrivi il Codice Fiscale del Comitato 3 ottobre: 97782480582

### Come verranno spesi i soldi del 5×1000?

I soldi che riceveremo dal tuo 5×1000 saranno utilizzati per **l’identificazione e per dare una degna sepoltura** a tutte quelle persone che ancora giacciono abbandonate dopo anni, senza che le famiglie abbiano informazioni a riguardo o un luogo dove piangere i propri cari.

L’identificazione di un cadavere non è un processo semplice: serve un prelievo dal corpo da confrontare con un prelievo ad un membro della famiglia che cerca una persona scomparsa. Spesso le famiglie vivono distanti da dove si trovano molti corpi attualmente (per la maggior parte in Sicilia).

**COSTO PRELIEVO SALIVARE:**

Media 320 €

**COSTI DOGANA:**

Paese terzo: 180-200 €

**COSTO LAPIDE CON INCISIONE:**

Incisioni su gres: 300 €

Incisioni su scale in marmo: 400 €

Costo lapide di travertino: 400 €

**COSTI CIMITERIALI MEDI PER TUMULAZIONE:**

Oneri cimiteriali: 300 €

**Media totale per identificazione per pax: 1.500 €**

*(foto sotto) Il cimitero di Sciacca con 19 corpi di persone morte in mare non identificati prima e dopo il lavoro del Comitato 3 ottobre.*

![foto di 5 croci improvvisate nel terreno](https://www.comitatotreottobre.it/wp-content/uploads/2022/05/schermata-2022-05-13-alle-16.34.02.png)![un sobrio cimitero](https://www.comitatotreottobre.it/wp-content/uploads/2022/05/schermata-2022-05-13-alle-16.36.03.png)

## Perché è importante identificare tutte le vittime?

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# 10 anni d&#8217;indifferenza: il dossier

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# 10 anni d&#8217;indifferenza: il dossier

> La Giornata della Memoria e dell’Accoglienza fu istituita nel 2016 in ricordo del 3...

![Locandina Comitato 3 Ottobre: "#10 anni d’indifferenza" dal 3.10.2013 al 3.10.2023, con mani alzate sul fondo blu.](https://www.comitatotreottobre.it/wp-content/uploads/2023/09/dossier-10anni.png)

La Giornata della Memoria e dell’Accoglienza fu istituita nel 2016 in ricordo del 3 ottobre 2013 in cui persero la vita a largo di Lampedusa 368 persone.

La storia di questi anni è stata testimone di un generalizzato atteggiamento di complice indifferenza, se non di una vera e propria criminalizzazione di chi si mette in viaggio in cerca di una vita degna. Ci siamo trovati più e più volte a chiedere che il soccorso in mare non fosse preoccupazione e prerogativa esclusiva di organizzazioni non governative, ma fosse responsabilità degli Stati.

Abbiamo invocato l’apertura di vie legali. Ma ci siamo scontrati per lo più con resistenze. Vogliamo accendere un riflettore in merito a cosa è successo dal 2013 fino ad oggi. Dieci anni d’indifferenza. Dieci anni in cui sono morte altre 27mila persone nel tentativo di attraversare il Mediterraneo.

### [**SCARICA IL DOSSIER DELLA CAMPAGNA**](https://www.comitatotreottobre.it/wp-content/uploads/2026/08/Dossier-10anni_indifferenza.pdf)


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# 20 Giugno 2022 Lampedusa si tinge di blu e accende un riflettore sul popolo Rohingya

URL: https://www.comitatotreottobre.it/articles/0-giugno-2022-lampedusa-si-tinge-di-blu-e-accende-un-riflettore-sul-popolo-rohingya/

# 20 Giugno 2022 Lampedusa si tinge di blu e accende un riflettore sul popolo Rohingya

> In occasione della Giornata Mondiale del Rifugiato Il Comitato 3 ottobre, insieme al...

In occasione della Giornata Mondiale del Rifugiato Il **Comitato 3 ottobre**, insieme al **Comune di Lampedusa e Linosa** e **all’*****Istituto*****Omnicomprensivo “Luigi *Pirandello***“, illumineranno di blu la facciata del Museo della Fiducia e del Dialogo per il Mediterraneo con l’obiettivo di diffondere un messaggio di solidarietà ed inclusione.

In questa data simbolo **verrà inaugurata** all’interno del Museo, in forma permanente, la mostra **Oltre quel confine è la mia casa.** Quindici fotografie **scattate da rifugiati Rohingya.****I fotografi****,****l**iberi dai dettami di editori legati a logiche sensazionaliste, hanno potuto scegliere cosa rappresentare e come farlo. I loro scatti trasmettono emozioni, ricordi, sfide e anche passatempi.

Un modo per accendere un riflettore su una delle crisi umanitarie in assoluto tra le più dimenticate. I Rohingya, un popolo vessato e di fatto senza patria al confine tra due Paesi il Myanmar e Bangladesh che non li vogliono.

All’inaugurazione – **lunedì 20 giugno 2022 alle ore 19.00** saranno presenti:

- **Tareke Brhane**, presidente Comitato 3 ottobre
- **Shaﬁur Rahman**, giornalista e curatore della mostra
- **Francesco Della Puppa**, professore associato Università Ca’ Foscari di Venezia

> «Sono onorato che l’inaugurazione della mostra fotografica coincida con una data così significativa come quella della Giornata Mondiale del Rifugiato”. Attualmente 100 milioni (cfr. dati Unhcr) di persone nel mondo sono costrette a fuggire dai loro paesi, un traguardo devastante che non avrebbe mai dovuto essere raggiunto. Sono persone che non hanno più la casa perché distrutta dalle bombe, sopravvissuti alla tortura e alle violenze sessuali, bambine e bambini traumatizzati che devono far fronte a viaggi pieni di pericoli e sofferenze. Per loro e per tutte le persone che non hanno voce abbiamo pensato di “accendere una luce”. Una luce non solo simbolica che accenda un riflettore sulle loro storie in un luogo simbolo: il Museo della Fiducia e del Dialogo per il Mediterraneo a Lampedusa, porta d’Europa. Il Comitato 3 ottobre, da sempre impegnato in attività di sensibilizzazione con i giovani studenti italiani ed europei è e sarà sempre dalla parte di chi scappa per sopravvivere.”
>
>
>
> Tareke Brhane, presidente del Comitato 3 ottobre

> “Questa mostra si allontana dalla solita rappresentazione semplicistica della vita dei rifugiati Rohingya rappresentata dai media. Sono estremamente grato al Comitato del 3 ottobre e al Museo della Fiducia e del Dialogo per il Mediterraneo per aver dato questa opportunità ai rifugiati Rohingya di raccontare la loro storia”
>
>
>
> Shaﬁur Rahman, giornalista e curatore della mostra

> “Documentando le loro vite, i rifugiati Rohingya attraverso le loro opere fotografiche, distruggono tutti gli stereotipi legati alla vita dei rifugiati spesso legati alle rappresentazioni che vengono date”
>
>
>
> Francesco Della Puppa, professore Associato all'Università Ca' Foscari di Venezia

I fotografi (in ordine alfabetico) sono: Zahangir Alam, Haider Ali, Salim Ullah Armany, Sahat Zia Hero, Mohammed Hossain, Zonun Hubait, Mainul Islam, Abul Kalam, Abdul Monaf, Samiya e un fotografo che desidera rimanere anonimo.

*Shafiur Rahman è giornalista e regista di documentari. Si occupa dei Rohingya dal 2016. I suoi lavori sono stati trasmessi su diversi canali, tra cui CNN e BBC. È fondatore del Concorso di Fotografia Rohingya che si tiene ogni anno e curatore del Rohingya Zine, Doc Sabba. I suoi articoli sul tema sono apparsi sul The Guardian, The Washington Post, Vice e in altre testate e riviste.*


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# 5&#215;1000 al Comitato 3 ottobre: dignità oltre la morte

URL: https://www.comitatotreottobre.it/articles/5x1000-comitato-3-ottobre/

# 5&#215;1000 al Comitato 3 ottobre: dignità oltre la morte

> Devolvere il 5×1000 al Comitato 3 ottobre Accoglienza Onlus significa dare un’identità...

Devolvere il 5×1000 al Comitato 3 ottobre Accoglienza Onlus significa dare un’identità e una degna sepoltura alle vittime dei naufragi.

Inserisci il nostro codice fiscale 97782480582 per te è solo un numero per noi una speranza di aiuto concreto! 

Devolvere il 5×1000 al Comitato 3 ottobre Accoglienza Onlus significa sostenere l’accoglienza, ridare dignità e identità a chi ha perso la vita nel tentativo di arrivare in Europa. Saremo dalla parte dei famigliari delle persone morte nel tentativo di arrivare In Europa: finché tu firmerai noi saremo con loro! 

![Tomba con lapide dedicata a Weldu Robel, recante la data di nascita e morte, e iscrizione "Per ogni singola vita perduta muore la nostra umanità" con fiori e piante.](https://www.comitatotreottobre.it/wp-content/uploads/2024/06/fil04520-scaled.jpg)

**Come fare? È semplice. Quando fai la tua dichiarazione dei redditi:**

1. **Firma nel riquadro “Sostegno del volontariato e delle altre organizzazioni non lucrative di utilità sociale…”**
2. **Scrivi il Codice Fiscale del Comitato 3 ottobre Accoglienza Onlus: 97782480582**

Con uno stipendio netto mensile* di: 800€ si donano 15€

Con uno stipendio netto mensile* di: 1.100€ si donano 25€

Con uno stipendio netto mensile* di: 1.700€ si donano 50€

Con uno stipendio netto mensile* di: 2.800€ si donano 84€

Ogni contributo è prezioso. Clicca sui link sotto per scoprire di più sul nostro progetto e sui risultati che abbiamo ottenuto quest'anno grazie al sostegno dei nostri donatori.

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![Targa commemorativa del Comitato 3 ottobre Accoglienza Onlus con testo "Alle vittime del mare" e invito a devolvere il 5×1000 al numero 97782480582.](https://www.comitatotreottobre.it/wp-content/uploads/2024/06/progetto-senza-titolo-scaled.png)


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# 8 anni insieme agli studenti

URL: https://www.comitatotreottobre.it/articles/8-anni-insieme-agli-studenti/

# 8 anni insieme agli studenti

> Febbraio 1, 2022 Da otto anni gridiamo delle persone che continuano a morire nel...

**Febbraio 1, 2022**

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Da otto anni gridiamo delle persone che continuano a morire nel tentativo di raggiungere l’Europa e ricordiamo chi ha perso la vita nel Mar Mediterraneo. Da otto anni costruiamo accoglienza parlando con studentesse e studenti da tutta Europa e mettendoli al centro del dibattito.Dal 2014 ad oggi è stata fatta davvero molta strada: abbiamo coinvolto oltre 57.000 studenti, 25 Paesi dell’Unione europea e extra Ue, 280 istituti scolastici.”Un numero, davvero, impressionante – dice Tareke Brhane, Presidente del Comitato 3 ottobre – se voltandomi indietro guardo da dove siamo partiti. Da otto anni uniamo il nostro impegno di sensibilizzazione nelle scuole, a quello della testimonianza. Testimonianza diretta dei sopravvissuti alle stragi del Mediterraneo e di rifugiati. Perché siamo convinti che la cultura dell’accoglienza e dell’inclusione, passi – sempre – attraverso la memoria”.La nostra sfida è coinvolgere in una riflessione collettiva sul tema dell’accoglienza e dell’inclusione e guardare – insieme – al futuro e rispondere alle nuove sfide che ci attendono. In questi primi 8 anni abbiamo facilitato l’accesso alla conoscenza e alla comprensione dei temi come i diritti umani, l’inclusione e l’accoglienza puntando, sempre, l’attenzione ai valori che sono alla base dei diritti e ai meccanismi di loro tutela. Ponendo al centro sempre la persona e mai il “numero” o il “fenomeno”, ancor meno l’emergenza.Abbiamo parlato e parleremo sempre di persone, su come sia necessario rispettare e difendere i diritti propri e tutelare quelli altrui.


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# 8 marzo 2022: Lampedusa ha i colori della pace

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# 8 marzo 2022: Lampedusa ha i colori della pace

> Lampedusa, 8 marzo 2022ì Il Museo della Fiducia e del Dialogo del Mediterraneo nella...

*Lampedusa, 8 marzo 2022ì*

Il Museo della Fiducia e del Dialogo del Mediterraneo nella notte tra **l’8 e il 9 marzo****sarà illuminato con i colori della pace**, per diffondere un **segnale di solidarietà** nei confronti del popolo ucraino e di ripudio della guerra.

Un’iniziativa voluta dal Comitato 3 ottobre, dal Comune di Lampedusa e Linosa e dall’Associazione Nazionale Vittime Civili di Guerra in un luogo “simbolo” qual è il Museo della Fiducia e del Dialogo per il Mediterraneo. Un luogo che da sei anni è esempio del valore sociale dell’arte. Di quell’arte che riesce a sensibilizzare gli animi, di quella cultura che unisce.

“Per la popolazione ucraina e per tutte le persone che in questo momento sono costrette a scappare da luoghi di conflitto, per tutte quelle persone che hanno abbandonato tutto: la casa, gli affetti più cari – continua *Tareke Brhane, presidente del Comitato 3 ottobre* – abbiamo pensato di “accendere una luce. La luce della pace”. Il Comitato 3 ottobre, da sempre impegnato in attività di sensibilizzazione per le studentesse e studenti italiani ed europei è e sarà sempre dalla parte di chi fugge per sopravvivere.” Continua *Brhane*, “Si è scelto l’8 marzo, come data simbolica per un duplice motivo. Il primo è che Lampedusa sta ospitando una delegazione di studenti europei presenti sull’isola per il programma Erasmus+. Studentesse e studenti europei che un domani saranno gli adulti e i futuri decisori. Cittadine e cittadini di un’Europa‘ che vorremmo rispettosa della dignità intrinseca di ogni persona. Il secondo motivo è che oggi è la Giornata internazionale dei diritti della donna. Una giornata che, più di altre, ci ricorda come le donne e le bambine nei conflitti armati siano soggetti ancora più vulnerabili e come sia necessario attuare misure di prevenzione contro la violenza di genere. Promuovendo, allo stesso tempo, la partecipazione delle donne ai processi di pace”.

Sempre le donne domani, **9 marzo**, saranno le protagoniste del dibattito che si terrà all’Istituto Pirandello di Lampedusa. **Alle ore 09.00 Barbara Schiavulli,**inviata di guerra**e**direttrice di Radio Bullets insieme a **Ada Ugo Abara**, Presidente di Arising Africans parleranno alle studentesse e agli studenti europei ed italiani. La tavola rotonda “**La guerra in Ucraina cambierà le politiche migratorie in Europa**?” sarà l’occasione per parlare di cronaca di guerra, ma anche dei futuri possibili scenari in termini di politiche migratorie italiane ed europee.

**L’evento è aperto al pubblico e sarà trasmesso in diretta sulla [pagina Facebook](https://www.facebook.com/comitato.ottobre) e YouTube del Comitato 3 ottobre.**


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# A Europe of rights: i laboratori

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# A Europe of rights: i laboratori

> Lista dei laboratori per studenti e studentesse del progetto Europe of rights, che...

#### Lista dei laboratori per studenti e studentesse del progetto Europe of rights, che avranno luogo a Lampedusa, presso l'Istituto Pirandello, il 1 e 2 ottobre 2023.

##### Tutti i laboratori daranno la possibilità di traduzione in simultanea in lingua inglese.

**ANVGC** – Associazione Nazionale Vittime Civili di Guerra

“Testimoni di Pace: la guerra come causa dei flussi migratori”

**LABANOF –**Laboratorio di Antropologia e Odontologia Forense dell'Università degli Studi di Milano****

**“**L'identificazione delle vittime del mediterraneo: un diritto e una sfida scientifica”

**ASGI –**Associazione per gli studi giuridici sull’immigrazione

“Migrazioni, cambiamenti climatici e disastri ambientali”

**CENTRO ASTALLI**

**“**Come tentiamo di continuare ad accompagnare, servire e difendere i rifugiati e gli immigrati nel nostro territorio nonostante i continui cambiamenti burocratici e antropologici”

**CISOM** – Corpo Italiano di Soccorso dell'Ordine di Malta

“Come e cosa è cambiato nel soccorso in mare per il CISOM in questi dieci anni”

**UNICEF** – Fondo delle Nazioni Unite per l'infanzia

“10 Anni dopo: Narrazioni Distorte e Nuove Narrazioni”

**GIOVENTÙ FEDERALISTA EUROPEA (GFE)**

“Europa: oltrepassando i confini della speranza”

**AMNESTY INTERNATIONAL**

“Effetto Farfalla: la diversità ci porta lontano”

**ASCS** – Agenzia Scalabriniana per la Cooperazione allo Sviluppo

"The Game: sulla rotta balcanica"

**PIERO BILLECI – P**residente armatori Lampedusa

“Benvenuti a bordo”

**REFUGEES WELCOME ITALIA**

**“**Costruire nuove narrazioni per creare una nuova cultura dell’accoglienza”

**EMMAUSCOLLEGE**

“Gioco di Ruolo”

**MEDICI SENZA FRONTIERE**

“Il decimo anno 0”

**OIM –**Organizzazione internazionale per le migrazioni

“Passato e futuro dei flussi migratori, tra crisi demografica, climatica e rispetto dei diritti umani. Cosa è cambiato in 10 anni e cosa può succedere nei prossimi 10?”

**IDOS –**Centro Studi E Ricerche

“Orizzonti senza confini: scoprire le migrazioni, superare gli stereotipi”

**COMITATO 3 OTTOBRE**

**“**Migrazioni per cambiamenti climatici e ambientali: 10 anni di assenze di tutele e diritti”

**EUROMED RIGHTS**

**“**Il ruolo della società civile nella ricerca dei dispersi e nel supporto alle famiglie delle vittime”

**UNHCR –**Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati

"I rifugiati hanno bisogno di pace e opportunità”

**LEGAMBIENTE**

**“**Escursione alla riserva naturale”

**GUARDIA COSTIERA**

“Visita al molo Favaloro”

**SAVE THE CHILDREN**

"Il viaggio di Aboubacar", principi di protezione minori”

**ELEONORA CAMILLI**, giornalista de Il Redattore Sociale

"Raccontare l’immigrazione”

**SELTON**, gruppo folk rock

“Raccontarsi attraverso la musica – workshop di body percussion e scrittura musicale"

Progetto sostenuto con i fondi [8×1000 dell'Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai](https://ottopermille.sokagakkai.it/en/)


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# A Europe of rights: il programma

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# A Europe of rights: il programma

> Scarica il programma del progetto "Europe of rights" che avrà luogo a Lampedusa dal 3o...

![Locandina evento "A Europe of Rights": programma X Giornata della Memoria e dell’Accoglienza a Lampedusa 30 settembre-3 ottobre 2023.](https://www.comitatotreottobre.it/wp-content/uploads/2023/09/programma-cover.png)

Scarica il programma del progetto "Europe of rights" che avrà luogo a Lampedusa dal 3o settembre al 3 ottobre 2023.

In occasione della Giornata della Memoria e dell'Accoglienza 2023 e del decennale della strage del 3 ottobre 2013, il Comitato 3 ottobre organizza una serie di workshop, commemorazioni, eventi serali, tavole rotonde e manifestazioni sull'isola simbolo dell'immigrazione in Europa.

Il 3 ottobre 2023 avrà luogo la marcia da Piazza Castello fino alla Porta d'Europa dove ci sarà un momento di commemorazione e preghiera per il 27mila persone che hanno perso la vita nel Mar Mediterraneo negli ultimi 10 anni.

### **[CLICCA QUI E SCARICA IL PROGRAMMA](https://www.comitatotreottobre.it/wp-content/uploads/2026/08/Programma2023_IT_Fami.pdf)**

Progetto sostenuto con i fondi [8×1000 dell'Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai](https://ottopermille.sokagakkai.it/en/)


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# Ad un anno dal naufragio di Cutro non esiste ancora un sistema per identificare le vittime e sei di loro restano senza un nome

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# Ad un anno dal naufragio di Cutro non esiste ancora un sistema per identificare le vittime e sei di loro restano senza un nome

> Un anno fa durante il naufragio di Steccato di Cutro persero la vita 94 persone, di...

Un anno fa durante il naufragio di Steccato di Cutro persero la vita **94 persone, di queste 6 non sono mai state identificate**. Di loro rimarrà solo **una sigla**:

**KR76F6 – KR78M35 – KR79M28 – KR82M8 – KR85F5 – KR86M35**

Dove KR sta per Crotone (luogo del ritrovamento) – N° = progressivo di rinvenimento – M/F sesso – Ultimo n° età presunta.

Come Comitato 3 ottobre **lottiamo da dieci anni affinché l'identificazione e il riconoscimento diventino un diritto inalienabile di ogni essere umano**. Diritto che oggettivo che tutela la dignità della persona, come già previsto dalla Costituzione italiana e dalla Convenzione europea dei diritti umani. Riconoscere e dare un nome a chi muore nell'attraversare il Mediterraneo è un **atto di umanità** che permette alle famiglie di riavere i corpi, dar loro degna sepoltura e piangerli degnamente uscendo dal limbo angoscioso di chi non conosce la sorte di un proprio congiunto.

Dopo un anno nel “Nostro Mare” nulla è cambiato. Altre 2.947 persone hanno perso la vita e si stima che di queste il **60% rimarrà priva di un’identità**. Se dopo la strage di Lampedusa del 3 ottobre 2013 venne istituita l’operazione navale **Mare Nostrum****destinata al salvataggio in mare delle persone migranti** e che si stima abbia salvato 100.000 persone (dati Viminale), dopo il naufragio di Steccato di Cutro è stato, invece, emanato il ***Decreto legge 20/2023****, convertito in legge n. 50/2023, noto come decreto Cutro*che di fatto ha eliminato le modifiche apportate nel 2020 in materia di protezione speciale, sia in termini di durata che di conversione. Ha introdotto un nuovo reato chiamato “morte o lesioni” come conseguenza di delitti in materia di immigrazione clandestina. Ha introdotto la possibilità di commissariare la gestione dei CPR (centri di permanenza per i rimpatri), realizzando un Cpr in ogni Regione e di fatto **ha reso più difficile le operazioni di ricerca e soccorso da parte delle flotte civili**.

Quindi, cosa è cambiato? E’ cambiato che **dieci anni fa le istituzioni dissero a gran voce “Mai più!”** Oggi, **ogni operazione di soccorso è stata archiviata** e sostituita con missioni che hanno come principale obiettivo il controllo delle frontiere. Dieci anni dopo è iniziata la “guerra” alle Ong.

Come Comitato 3 ottobre abbiamo sempre **denunciato** questo atteggiamento di complice **indifferenza**, se non di vera e propria **criminalizzazione di chi si mette in viaggio** in cerca di una vita migliore. Continuiamo a chiedere che il **soccorso in mare** non sia preoccupazione e prerogativa esclusiva di organizzazioni non governative, ma diventi **responsabilità condivisa di tutti gli Stati**. Continueremo a batterci affinché **tutte le vittime dei naufragi siano identificate** perché i naufragi in questi anni hanno determinato troppi, tanti, fantasmi che vorremmo ridiventassero persone. Si tratta di un diritto fondamentale per i morti, ma soprattutto per i vivi. Vorremmo che queste perdite fossero considerate come nostre. Nessuno di noi, infatti, accetterebbe uno sbrigativo “Disperso o non identificato” accanto al nome di un nostro caro. Occuparsi dei morti significa alleviare il dolore dei vivi, un dolore che è uguale per tutta l’umanità. L’umanità, appunto.

**UFFICIO STAMPA – PRESS OFFICE:**

Barbara Galmuzzi – mobile: +393389852387

**COMITATO 3 OTTOBRE**

Il Comitato 3 ottobre è un’organizzazione senza scopo di lucro cha ha l’obiettivo di sensibilizzare l’opinione pubblica sui temi dell’integrazione e dell’accoglienza attraverso il dialogo con cittadini, studenti e istituzioni. [**www.comitatotreottobre.it**](http://www.comitatotreottobre.it)


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# Bilancio sociale 2023

URL: https://www.comitatotreottobre.it/articles/bilancio-sociale-2023/

# Bilancio sociale 2023

> Questo 2023 per me personalmente e per tutto il Comitato 3 ottobre è stato un anno...

Questo 2023 per me personalmente e per tutto il Comitato 3 ottobre è stato un anno denso di significato. Come sapete, il 3 ottobre è ricorso il decennale del naufragio che nel 2013 a largo della costa di Lampedusa vide morire 368 persone.

Erano uomini, donne, bambini. I superstiti furono 155. Otto giorni dopo un altro peschereccio affondò a circa 60 miglia dall’Italia, dopo che per ore aveva chiesto invano aiuto mentre le autorità italiane e maltesi si rimpallavano il compito di mandare mezzi di soccorso. Sopravvissero 212 persone, 26 le salme recuperate mentre si stima che i dispersi furono 268 tra i quali 60 bambini: nei titoli dei giornali fu chiamato “il naufragio dei bambini”. Due tragedie che suscitarono commozione. “Mai più” fu la promessa di istituzioni italiane e europee.

Sono passati dieci anni da questi due naufragi. Dieci anni in cui sono morte altre 27 mila persone nel tentativo di attraversare il Mediterraneo. E come uomo, come Presidente del Comitato 3 ottobre, continuo a farmi e vorrei che continuaste a farvela anche voi questa domanda:

> Come è possibile che ancora oggi si verifichino naufragi con centinaia di morti, con rimpalli di responsabilità e promesse quasi sempre disattese? Come è possibile che la commozione di dieci anni fa si sia trasformata in indifferenza verso chi fugge da guerre e persecuzioni?

*continua…*

**[NAVIGA LA VERSIONE SFOGLIABILE DEL BILANCIO SOCIALE 2023](https://www.quarantotto.it/editoria/bilancio-sociale-2023-comitato-3-ottobre/#bilancio-sociale-2023-comitato-3-ottobre/1/)**

**[SCARICA IL PDF DEL BILANCIO SOCIALE 2023](https://www.comitatotreottobre.it/wp-content/uploads/2026/08/Report-C3O_2023_01.pdf)**

![Ritratto di persone durante un evento del Comitato 3 Ottobre, con una maglietta che recita "#10anni di differenza" e sfondo con mare e pubblico.](https://www.comitatotreottobre.it/wp-content/uploads/2024/01/cover-bilancio-sociale-2023.png)


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# Bompensiere: l’esumazione della vittima 186

URL: https://www.comitatotreottobre.it/articles/bompensiere-vittima-186/

# Bompensiere: l’esumazione della vittima 186

> A Bompensiere la prima esumazione in Italia fatta solo per identificare una vittima delle migrazioni.

Nel cimitero di Bompensiere, in provincia di Caltanissetta, era sepolta una giovane donna eritrea registrata dal 2013 come «vittima numero 186» del naufragio di Lampedusa.

Il Comitato 3 ottobre, insieme al LABANOF, ha reso possibile l’esumazione con uno scopo: identificarla. È un intervento senza precedenti in Italia avvenuto il 15 dicembre 2025.

   ![](https://www.comitatotreottobre.it/wp-content/uploads/2026/10/youtube-S5toK37bVtQ.jpg) Play video

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Il protocollo

## Tre passaggi

01

### Documentare

Fotografie forensi della sepoltura e dei resti.

02

### Scansionare

Scansione 3D dello scheletro.

03

### Confrontare

Prelievo di campioni per estrarre il DNA, poi confrontato con quelli raccolti dalle famiglie.

**La vittima 186 è stata identificata.**

## Image Gallery

  [![](https://www.comitatotreottobre.it/wp-content/uploads/2026/10/immagine-compressa-1-scaled.jpg)](https://www.comitatotreottobre.it/wp-content/uploads/2026/10/immagine-compressa-1-scaled.jpg) ‹ ›   ![](https://www.comitatotreottobre.it/wp-content/uploads/2026/10/immagine-compressa-1-150x150.jpg) ![](https://www.comitatotreottobre.it/wp-content/uploads/2026/10/immagine-compressa-2-150x150.jpg) ![](https://www.comitatotreottobre.it/wp-content/uploads/2026/10/immagine-compressa-3-150x150.jpg) ![](https://www.comitatotreottobre.it/wp-content/uploads/2026/10/immagine-compressa-150x150.jpg)

Identificare le persone morte nelle migrazioni è possibile. Gli strumenti esistono. Manca una decisione politica che renda questo lavoro la regola in tutti i cimiteri.

## Continua a leggere

     [### Il diritto al nome: l’impegno del Comitato 3 ottobre

Migliaia di vittime dei naufragi sono sepolte in Italia senza nome. Come lavora il Comitato 3 ottobre per identificarle e restituirle alle famiglie.](https://www.comitatotreottobre.it/il-diritto-al-nome/)   [### Una banca dati europea del DNA: cosa chiediamo

Le quattro richieste del Comitato 3 ottobre all’Unione europea per una banca dati del DNA comune tra gli Stati.](https://www.comitatotreottobre.it/articles/banca-dati-europea-dna/)   [### Le voci delle famiglie: la missione in Etiopia

Quattro familiari di vittime del naufragio del 3 ottobre 2013 raccontano la loro ricerca e danno il DNA per l’identificazione.](https://www.comitatotreottobre.it/articles/voci-famiglie-etiopia/)   [### Sciacca e Caltagirone: sepolture dignitose e un nome ritrovato

A Sciacca 17 persone hanno ritrovato una sepoltura dignitosa. A Caltagirone la tomba di Weldu Robel ha di nuovo un nome.](https://www.comitatotreottobre.it/articles/caltagirone-weldu-robel/)   [### Sepolture delle vittime dei naufragi in Italia

3.783 sepolture in 311 comuni: dove sono sepolte in Italia le persone morte nel Mediterraneo e perché è difficile identificarle.](https://www.comitatotreottobre.it/articles/censimento-sepolture/)   [### Dopo il naufragio: le storie dei testimoni

Dopo i naufragi del 3 e dell’11 ottobre 2013: dove vivono oggi i sopravvissuti e chi cerca ancora i propri cari.](https://www.comitatotreottobre.it/articles/sopravvissuti-oggi/)   [### senzaNome – Documentario

Anno: 2025 | Durata: 40’ | Paese: Italia | Lingua: italiano, arabo, inglese | Scritto e…](https://www.comitatotreottobre.it/articles/senza-nome-documentario/)


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# Campagna #10annidindifferenza

URL: https://www.comitatotreottobre.it/articles/mare-indifferenza/

# Campagna #10annidindifferenza

> La Giornata della Memoria e dell’Accoglienza fu istituita nel 2016 in ricordo del 3...

## Firma la petizione

Restituiamo identità e dignità alle vittime dell’immigrazione in Europa!

[Firma ora](https://www.comitatotreottobre.it/petitions/database/)

La Giornata della Memoria e dell’Accoglienza fu istituita nel 2016 in ricordo del 3 ottobre 2013 in cui persero la vita a largo di Lampedusa 368 persone.

La storia di questi anni è stata testimone di un generalizzato atteggiamento di complice indifferenza, se non di una vera e propria criminalizzazione di chi si mette in viaggio in cerca di una vita degna. Ci siamo trovati più e più volte a chiedere che il soccorso in mare non fosse preoccupazione e prerogativa esclusiva di organizzazioni non governative, ma fosse responsabilità degli Stati.

Abbiamo invocato l’apertura di vie legali. Ma ci siamo scontrati per lo più con resistenze. Vogliamo accendere un riflettore in merito a cosa è successo dal 2013 fino ad oggi. Dieci anni d’indifferenza. Dieci anni in cui sono morte altre 27mila persone nel tentativo di attraversare il Mediterraneo.

     [25 Settembre 2023

### 10 anni d'indifferenza: il dossier

La Giornata della Memoria e dell’Accoglienza fu istituita nel 2016 in ricordo del 3…](https://www.comitatotreottobre.it/articles/10annidindifferenza-il-dossier/)

### Comuni che hanno aderito alla campagna #10annidindifferenza

![Stemma dei comuni italiani partecipanti alla campagna #10annidindifferenza, con simboli e nomi come "Comune di Roma Capitale" e "Città di Ascoli Piceno".](https://www.comitatotreottobre.it/wp-content/uploads/2023/08/comuni1ott.png)

### Eventi "Lampedusa diffusa"

**[3 ottobre 2023 – TRAPANI – Casina delle palme – Memoria, dialogo e accoglienza](https://www.comitatotreottobre.it/wp-content/uploads/2026/08/casina-delle-palme-trapani.jpeg)**

**[3 ottobre 2023 – FOLIGNO – Piazzetta 3 ottobre – Dov'è tuo fratello?](https://www.comitatotreottobre.it/wp-content/uploads/2026/08/LOCANDINA-3-OTTOBRE-2.pdf)**

**3 ottobre 2023 – MIRANO – Teatro di Villa Belvedere – Un posto altrove**

**3 ottobre 2023 – MILANO – Piazza Duca d'Aosta – Lampedusa/Milano 10 anni dopo**

**[3 ottobre 2023 – BARI – Lungomare Nazario Sauro – Memoria è accoglienza](https://www.comitatotreottobre.it/wp-content/uploads/2026/08/7ceee99c-5f06-4f62-8794-706be8266de7.jpg)**

[**7 ottobre 2023 – MILANO – Fondazione Arché Onlus – Di confini si muore, di orizzonti si vive**](https://arche.it/evento/arche-live-2023/)

### **Cosa puoi fare tu**

Entra a far parte della nostra community e attivati in prima persona organizzando azioni di sensibilizzazione sul territorio per rendere ancora più grande e diffuso l’evento A Europe of Rights.

#### **POST SOCIAL**

1. CONDIVIDI SUL TUO PROFILO I CONTENUTI REALIZZATI DAL COMITATO 3 OTTOBRENELLE PAGINE UFFICIALI

2. FAI UN POST, UN REEL O UNA STORIA DOVE RICORDI UNA DELLE PROMESSEMANCATE O DELLE FALSE PAURE DIFFUSE SULL’IMMIGRAZIONE IN QUESTI 10 ANNI

Usa gli hashtag #10annidindifferenza e #giornatamemoriaeaccoglienza e tagga il Comitato 3 ottobre:

@comitato.ottobre su Facebook

@comitato3ottobre su Instagram

@C3ottobre su Twitter

3. INVITA AMICI E FOLLOWER a fare lo stesso.

### **Diventa protagonista**

Organizza nella tua città un flash mob il 3 ottobre per dimostrare il sostegno ai valori della solidarietà e dell’accoglienza e rimarcare l’urgenza di una gestione ordinaria del fenomeno migratorio che tuteli i diritti di uomini, donne e bambini che cercano protezione internazionale o una vita migliore in Europa.

Usacartelli/striscioni con la scritta #10annidindifferenza 3 ottobre 2013 – 3 ottobre2023.

Manda le tue foto e video a: [**comunicazione@comitatotreottobre.it**](mailto:comunicazione@comitatotreottobre.it)

### **Palinsesto di eventi diffusi**

Stai organizzando un evento in occasione della Giornata della Memoria e dell’Accoglienza del 3 ottobre 2023?

Il Comitato 3 ottobre potrà concedere il patrocinio all’iniziativa e promuoverà la tua iniziativa attraverso i nostri canali social e nella sezione dedicata del sito.

### Contattaci

Le organizzazioni che volessero comunicarci il loro evento in occasione del decennale della strage del 3 ottobre e in memoria delle oltre 27mila vittime degli ultimi 10 anni possono scrivere a: **giornatamemoriaeaccoglienza@comitatotreottobre.it**

### I nostri partner

![Loghi di organizzazioni partecipanti alla campagna: Otto per Mille, ANVCG, Amnesty International, IOM, Refugees Welcome Italia, Comitato 3 Ottobre, UNHCR, UNICEF, Centro Astalli, Labanof.](https://www.comitatotreottobre.it/wp-content/uploads/2023/08/progetto-senza-titolo.png)

Si ringrazia per il sostegno il Comune di Lampedusa e Linosa.

### Il Comitato 3 ottobre propone ai Comuni di aderire alla campagna #10annidindifferenza attraverso una o più delle seguenti azioni:

➔ Affiggere lo striscione #10annidindifferenza 3 ottobre 2013 – 3 ottobre 2023 sulla facciata del Palazzo Comunale o in luogo ritenuto simbolico

➔ Illuminare un monumento simbolo della città con il colore arancione nella notte del 3 ottobre. È stato scelto il colore arancione, come il colore dei fumogeni utilizzati come ausilio per aiutare gli elicotteri di soccorso a individuare la posizione di una barca in difficoltà, per la campagna #10annidindifferenza per dire BASTA MORTI IN MARE

➔ Promuovere la campagna attraverso i social networkScarica il materiale:

[**BANNER SOCIAL 1**](https://www.comitatotreottobre.it/wp-content/uploads/2026/08/Banner_10anni_2048x626px.jpg)

[**BANNER SOCIAL 2**](https://www.comitatotreottobre.it/wp-content/uploads/2026/08/Banner_10anni_1080x1080px.jpg)

[**BANNER STAMPA**](https://www.comitatotreottobre.it/wp-content/uploads/2026/08/Banner_15x5mxstampa.pdf)


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# Campagna di sensibilizzazione: “In ricordo di tutte le vittime dell’immigrazione”

URL: https://www.comitatotreottobre.it/articles/campagna-di-sensibilizzazione-in-ricordo-di-tutte-le-vittime-dellimmigrazione/

# Campagna di sensibilizzazione: “In ricordo di tutte le vittime dell’immigrazione”

> “La Repubblica italiana riconosce il 3 ottobre come Giornata nazionale in memoria delle...

“La Repubblica italiana riconosce il 3 ottobre come Giornata nazionale in memoria delle vittime dell'immigrazione, per ricordare “chi ha perso la vita nel tentativo di emigrare verso il nostro paese per sfuggire alle guerre, alle persecuzioni e alla miseria".

In Memoria Di Tutte Le Vittime Dell'Immigrazione

Il **16 marzo 2016** il Senato italiano ha approvato la proposta di legge [45/201] del Comitato 3 ottobre per l’istituzione della “Giornata della Memoria e dell’Accoglienza”, volta a creare una memoria e una cultura dell’informazione e dell’accoglienza. Al fine di tenere acceso un riflettore sulle tante, troppe persone che perdono la vita nel tentativo di raggiungere l’Europa, Il Comitato 3 ottobre lancia una **campagna di sensibilizzazione rivolta ai Comuni**.

Un’azione che vuole ricordare le tante rotte, i tanti confini e muri che impediscono a migliaia di persone di trovare un luogo sicuro in cui vivere e in cui ottenere protezione.

**Desideriamo accendere un riflettore** sulle rotte del Mediterraneo centrale ed orientale, sulla rotta atlantica e balcanica, sulle “nuove rotte” fra Polonia e Bielorussia e il Canale della Manica vuol dire non dimenticare.

Si può aderire alla campagna attraverso **tre semplici azioni**:

- Affiggere lo striscione sulla facciata del Palazzo Comunale o in luogo ritenuto simbolico
- Illuminare un monumento simbolo della città con il colore verde nella notte del 3 ottobre. E’ stato scelto il colore verde, come quello che brilla nelle case e negli edifici lungo il confine polacco e bielorusso, che segnala la possibilità di trovare aiuto e assistenza.
- Promuovere la campagna attraverso i social network

## striscione

Scarica il file dello striscione

[Download](https://screens.wings.dev/C3O-striscione-3sce3PIa1.zip)

## Social

Scarica i materiali social

[Download](https://screens.wings.dev/C3O-banner-e-social-dMvcPWvQE-ko0FGgYck.zip)

Se deciderete di far parte della campagna, avremmo ancora più voce e sarete parte di un progetto condiviso e supportato da molte persone. Queste semplici tre semplici azioni rappresentano un’espressione di solidarietà verso le migliaia di persone che hanno perso la vita nel tentativo di raggiungere il continente europeo. Un modo per ribadire il ruolo di primo piano che hanno le città nel percorso di costruzione di una società inclusiva.

Per comunicare la propria adesione (inviando una foto) inviare un’email a: comunicazione@comitatotreottobre.it 


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# Chiude il Museo dedicato alle vittime del Mediterraneo a Lampedusa. Era l&#8217;unico nel suo genere nel mondo.

URL: https://www.comitatotreottobre.it/articles/chiude-il-museo-dedicato-vittime-mediterraneo-lampedusa/

# Chiude il Museo dedicato alle vittime del Mediterraneo a Lampedusa. Era l&#8217;unico nel suo genere nel mondo.

> Con rammarico il Comitato 3 ottobre annuncia, dopo sette anni dall’inaugurazione, la...

### **Con rammarico il Comitato 3 ottobre annuncia, dopo sette anni dall’inaugurazione, la chiusura del Museo dedicato alle vittime del Mediterraneo a Lampedusa.**

**Il Museo della fiducia e del dialogo venne inaugurato nel 2016 dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella,**che usò queste parole**:**. "Sono qui a Lampedusa per inaugurare questo museo perché la cultura unisce i popoli e rappresenta uno strumento di incontro decisivo…L'Italia deve essere orgogliosa di Lampedusa, del suo senso di umanità, del suo livello di civiltà".

 ![Locandina del Museo della Fiducia e del Dialogo del Mediterraneo, promosso dal Comitato 3 Ottobre e Comune di Lampedusa e Linosa, con mani che si stringono su bandiere.](https://www.comitatotreottobre.it/wp-content/uploads/2024/06/museo-scritta-scaled.jpeg)

Da allora, il Comitato 3 ottobre in virtù di due Protocolli d’Intesa non onerosi siglati con il Comune di Lampedusa e Linosa e il MIUR [Primo protocollo: 3 ottobre 2017 – Secondo protocollo: 2 ottobre 2020 durata triennale] è stato l’Ente gestore del primo piano del sito dedicato ai fenomeni migratori, garantendo comunque l’accesso gratuito anche al Museo Archeologico delle Pelagie.

Lo spazio espositivo dedicato alle vittime del Mediterraneo unico al mondo che, oltre ad ospitare opere di alto valore artistico ha esposto testimonianze dirette dal valore umano inestimabile, come i disegni di Adal, un ragazzino che ha narrato le torture subite in Eritrea: questi fogli oggi costituiscono una prova acquisita dalle Nazioni Unite contro la dittatura africana. Il Museo ospitava anche una “stanza del naufragio”, che proponeva ai visitatori un itinerario multimediale fatto di immagini e suoni, per far vivere in prima persona le esperienze della traversata in mare, più alcuni reperti storici forniti dall'Associazione Nazionale Vittime Civili di Guerra che ricordano i tanti profughi causati dalla Seconda Guerra Mondiale nel nostro paese, le cui sofferenze sono ora rivissute da tutti coloro che nel mondo fuggono per cercare una terra più sicura.

In questi sette anni, il Comitato 3 ottobre ha organizzato mostre permanenti, visite guidate, corsi di formazione per gli student* lampedusani. Sono stati registrati oltre 75.000 ingressi. Il Museo è stato visitato dalle più alte cariche dello Stato italiano ed europee: a solo titolo di esempio: Roberto Fico, Maria Domenica Castellone, Valeria Fedeli, Marcello Pera, Dario Franceschini, Paolo Gentiloni, Frans Timmermans Juan Fernando Lòpez Aguillar oltre a delegazioni di diverse Commissioni dell’Unione Europa. A cui si aggiungono le persone sopravvissute ai naufragi, i familiari di chi ha perso la vita nel Mediterraneo, giornalisti italiani ed internazionali, studentesse e studenti europei e turisti presenti sull’isola,

**In seguito a una manifestazione d’interesse bandita dal Parco Archeologico Valle dei Templi di Agrigento, il nuovo ente gestore non ritiene utile proseguire in tal senso.**

> Sono davvero rammaricato, ma prendo atto che, nonostante gli sforzi e il lavoro fatto, non ci sia stata e non ci sia la volontà di continuare ad avere a Lampedusa un Museo dedicato alle migrazioni. Dal nuovo Ente gestore ci è stata fatta una proposta di convenzione a titolo oneroso per noi irricevibile: 10.000 euro all’anno per solo due stanze di circa 50 mq in totale, con il vincolo di dover concordare il tipo di installazioni. Mi spiace constatare, altresì, che il Parco Archeologico Valle dei Templi di Agrigento non abbia ritenuto opportuno mantenere viva la parte dedicata alle vittime delle migrazioni, del dialogo e della memoria nonostante il fatto che l’anno prossimo Agrigento (e Lampedusa di conseguenza) sarà la Capitale Italiana della Cultura. Ricordo che nel dossier di candidatura il tema dell’accoglienza e del dialogo sono stati punti cardine. Non mi rimane che ringraziare le diverse amministrazioni comunali di Lampedusa e Linosa e il Ministero dell’Istruzione che nel corso di questi sette anni, hanno creduto nel progetto. Un progetto che ha dato voce a quell’esercito di invisibili che continua a morire nel nostro mare.
>  Noi del Comitato 3 ottobre continueremo il nostro impegno per creare dialogo e onorare la memoria di chi è morto nella speranza di arrivare in Europa “.
>
>
>
> Tareke Brhane, presidente del Comitato 3 ottobre

UFFICIO STAMPA

Barbara Galmuzzi – 3389852387

[www.comitatotreottobre.it](http://www.comitatotreottobre.it)


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# Comunicato stampa: Il 3 ottobre diventi “Giornata europea della Memoria e dell’Accoglienza”

URL: https://www.comitatotreottobre.it/articles/comunicato-stampa-il-3-ottobre-diventi-giornata-europea-della-memoria-e-dellaccoglienza/

# Comunicato stampa: Il 3 ottobre diventi “Giornata europea della Memoria e dell’Accoglienza”

> Il 3 ottobre 2013 davanti all’isola di Lampedusa, morirono 368 persone tra uomini,...

Il 3 ottobre 2013 davanti all’isola di Lampedusa, morirono 368 persone tra uomini, donne e bambini: esseri umani braccati da violenze, dittature e povertà. Il naufragio del 3 ottobre 2013 scosse le coscienze del continente europeo, mettendo a nudo le conseguenze dell’assenza di una reale politica migratoria.

Purtroppo a distanza di nove anni si continua a morire nel Mediterraneo centrale ed orientale, lungo la rotta atlantica e balcanica, nel Canale della Manica e lungo i confini fra Polonia e Bielorussia. Dal 2013, oltre 24.000 persone hanno perso la vita nel solo Mediterraneo. I morti delle migrazioni spesso non hanno nome, non hanno volto, non hanno storia. Corpi sepolti senza identità, vittime senza nome, persone a cui è stato negato un futuro. Nella convinzione che non ci sia futuro senza memoria **IL COMITATO 3 OTTOBRE CHIEDE ALLE ISTITUZIONI EUROPEE CHE IL 3 OTTOBRE DIVENTI GIORNATA EUROPEA DELLA MEMORIA E DELL’ACCOGLIENZA**.

“Per commemorare le vittime, ma anche e soprattutto per il dovere di conoscere. Il nostro obiettivo è di lavorare con le giovani generazioni per creare una società che include e accoglie”, afferma Tareke Brhane, presidente del Comitato 3 ottobre. Continua Brhane: “E’ inaccettabile che si continui a perdere la vita in mare e lungo le tante rotte che portano in Europa. Non possiamo accettare che donne, bambini e uomini in fuga dalla violenza continuino a perdere la vita per una carenza di mezzi di soccorso e per l’assenza di corridoi umanitari. Per noi del Comitato, il 3 ottobre resta una data che ci ricorda come il salvataggio di vita umane debba sempre restare la priorità numero uno e come questa responsabilità debba essere una responsabilità condivisa da tutti gli stati membri dell’Unione Europea”.

La proposta di legge per l’istituzione del 3 ottobre quale Giornata Europea della Memoria e dell’Accoglienza proposta dal Comitato 3 ottobre è stata sottoscritta tra gli altri da: Comune di Lampedusa e Linosa, Medici Senza Frontiere Arising Africans, Festival Divercity, U.N.I.R.E.

Dal 30 settembre al 3 ottobre a Lampedusa, in occasione della IX Giornata della Memoria e dell’Accoglienza, oltre 300 student* italiani ed europei, 22 tra associazioni, organizzazioni non governative, agenzie delle Nazioni Unite, giornalisti, europarlamentari si sono riuniti – nell’ambito del progetto Welcome Europe – per discutere di accoglienza, inclusione e diritti umani. Il progetto Welcome Europe è realizzato da: Comitato 3 ottobre, Liceo Scientifico, Musicale, Coreutico G. Marconi di Pesaro, Istituto L. Pirandello di Lampedusa, CPIA di Agrigento, I.S.S. Anna Frank di Agrigento in collaborazione con il Comune di Lampedusa e Linosa e dall’Arcidiciocesi di Agrigento.

*UFFICIO STAMPA*

*BARBARA GALMUZZI*

*comunicazione@comitatotreottobre.it –*

*+39 338 985 23 87**www.comitatotreottobre.it*


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# Conferenza tecnica DNA

URL: https://www.comitatotreottobre.it/articles/conferenza-tecnica-dna/

# Conferenza tecnica DNA

> XI GIORNATA DELLA MEMORIA E DELL’ACCOGLIENZA “Sinergie per il riconoscimento delle...

##### XI GIORNATA DELLA MEMORIA E DELL’ACCOGLIENZA

### “**Sinergie per il riconoscimento delle persone migranti scomparse nel Mediterraneo”**

💡**2 ottobre 2024 – 09.00 – 15.00**

**Sala dell’Aeroporto di Lampedusa -1 piano**

**Contrada Cala Francese – Lampedusa**

**Saluti:**

- **Tareke brhane, presidente comitato 3 ottobre**

**Intervengono:**

- **Cristina Cattaneo**, Professore Ordinario di Medicina Legale e delle Assicurazioni presso il Dipartimento di scienze biomediche per la salute dell’Università degli Studi di Milano, direttrice del LabAnOf (Laboratorio di Antropologia e Odontologia Forense) – in collegamento
- **Salvatore Vella**, Procuratore Capo, Procura della Repubblica di Gela
- **Antonio Grande**, dirigente superiore medico della polizia di stato
- **Mahmoud Kaba**, Project Coordinator of "Mediterranean Cooperation of CSOs on Migration and Missing Migrants" at EuroMed Rights;
- **Sarah Klingeberg**, Regional Internal Displacement and Migration Adviser for Europe and Central Asia, International Committee of the Red Cross (ICRC) – Delegation to the European Union, NATO and the Kingdom of Belgium
- **GORAN BATIć**, International Commission on Missing Persons (ICMP)
- **Andrea García** Borja, Missing Migrants Project OiC | IOM

**MODERA:**

- **Andrea Palamenghi**, LabAnOf (Laboratorio di Antropologia e Odontologia Forense), Università degli Studi di Milano.
💡Lingua di lavoro: **italiano, inglese, francese, arabo con traduzione simultanea**

Diretta su **zoom** (per partecipare con domande) e **pagina facebook del Comitato 3 ottobre**(per assistere alla conferenza)

*La conferenza è realizzata in collaborazioe con Labanof e sotto il patrocinio del Ministero dell'Università e della Ricerca, della Società Italiana di Medicina Legale e delle Assicurazione (SIMLA) e dell'Università degli Studi di Milano.*

**[SCARICA IL PROGRAMMA IN FORMATO PDF](https://www.comitatotreottobre.it/wp-content/uploads/2026/08/Programma-conferenza-DNA-ITA-2.pdf)**

#### **IDENTIFICAZIONE DEI MORTI IN MARE**

**Migliaia sono state le vittime in mare e soltanto una piccola parte di esse è stata recuperata o identificata. La grande maggioranza dei morti nel Mediterraneo rimane ancora oggi del tutto sconosciuta: sia dal punto di vista del numero effettivo, che dell’identità delle vittime.**

Sotto quest’ultimo profilo, soprattutto a seguito del naufragio alle coste dell’isola di Lampedusa del 3 ottobre 2013, a più livelli si è intensificato il confronto e il dibattito sulla necessità non solo di recuperare tutti i corpi delle vittime in mare, ma anche di dare a ciascuna di essa un nome, una identità e una degna sepoltura. Questo non solo per tutelare la dignità delle vittime ma anche per garantire ai familiari delle stesse di avere informazioni e ricongiungersi con le salme dei propri cari.

Dare un nome a tutte le vittime del Mediterraneo rappresenta una grande sfida per l’Italia e l’Europa, **una sfida che presenta sicuramente delle difficoltà pratiche, ma che grazie alla collaborazione tra istituzioni, enti di ricerca, istituti scientifici e organizzazioni possono essere superate.**

A partire dal 18 aprile 2015, **il Comitato 3 ottobr**e è impegnato regolarmente nel tentativo di dare un nome alle numerose vittime delle stragi in mare. Attualmente in Italia ci sono migliaia di persone migranti morte in mare ancora senza un nome.

#### REGISTRAZIONE:


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# Cosa chiede il Comitato 3 ottobre

URL: https://www.comitatotreottobre.it/articles/cosa-chiede-il-comitato-3-ottobre/

# Cosa chiede il Comitato 3 ottobre

> Come Comitato 3 ottobre crediamo in un’Europa unita, inclusiva che protegga le persone...

Come Comitato 3 ottobre crediamo in un’Europa unita, inclusiva che protegga le persone e non i confini.

Per questo obiettivo, ci battiamo per:

## Un’operazione efficace di ricerca e soccorso nel Mediterraneo

Riteniamo necessario e urgente ripristinare un’operazione efficace di ricerca e soccorso nel Mediterraneo, a oggi prevalentemente in mano all’instancabile lavoro delle ONG, di **promuovere procedure di sbarco strutturate e condivise**, di individuare alternative più sicure agli attraversamenti in mare promuovendo canali regolari di migrazione e di garantire un meccanismo di redistribuzione di quanti arrivano negli Stati membri della UE. Prestando grande attenzione all’identificazione tempestiva delle categorie più vulnerabili, tra cui minori stranieri non accompagnati e vittime di tratta, per garantire adeguata protezione e accoglienza a chi fugge da violenza, persecuzioni e povertà.

## La realizzazione di un maggior numero di corridoi umanitari

I corridoi sono il metodo più efficace per la tutela e la condivisione tra i diversi stati occidentali dell’onere dell’accoglienza. Il meccanismo dei corridoi umanitari, riconosciuto dalla comunità internazionale come il più efficace per la tutela e la condivisione tra i diversi stati occidentali dell’onere dell’accoglienza dovrebbe essere esteso a livello di Unione europea, facendo in modo che l’Italia interlocuzioni e reti con gli altri Paesi e con le istituzioni europee. Ad oggi, i corridoi umanitari sono un programma “quasi completamente privato”, una sorta di delega che le istituzioni hanno fatto alla società civile, ed è un peccato. Riteniamo che i governi debbano impegnarsi di più, in primis attraverso i programmi di *resettlement* dell’Onu. Come Comitato 3 ottobre chiediamo che venga **reso più efficace il sistema dei corridoi umanitari**, di cui l’Italia è capofila in Ue.

## L’istituzione della Giornata europea della Memoria e dell’accoglienza in memoria di tutte le vittime dell’immigrazione

Il naufragio del 3 ottobre 2013 scosse le coscienze del nostro continente, mettendo a nudo le conseguenze dell’assenza di una reale politica migratoria. Purtroppo a distanza di nove anni si continua a morire nel Mediterraneo centrale ed orientale, lungo la rotta atlantica e balcanica, nel Canale della Manica e lungo i confini fra Polonia e Bielorussia. Dal quel 2013 oltre 22.000 persone hanno perso la vita nel solo Mediterraneo. I morti delle migrazioni spesso non hanno nome, non hanno volto, non hanno storia. Corpi sepolti senza identità, vittime senza nome, persone a cui è stato negato un futuro. Nella convinzione che “non ci sia futuro senza memoria” **chiediamo l’istituzione di una giornata europea della memoria e dell’accoglienza.** Per commemorare le vittime, ma anche e soprattutto per il dovere di conoscere con l‘obiettivo sviluppare programmi educativi per infondere la memoria di ciò che è accaduto nelle generazioni future e impedire – attraverso una società che accoglie e include – che continui a ripetersi.

## La protezione per chi fugge da tutte le guerre

Ci sono diverse crisi umanitarie aperte nel mondo, anche nel Mediterraneo c’è una crisi senza precedenti che dura da anni, un’emergenza umanitaria continua. Come Comitato 3 ottobre **chiediamo alle Istituzioni di****dare attuazione con apposite decisioni del Consiglio alla Direttiva 2001/55/CE senza alcuna distinzione**, a tutte quelle situazioni, conflitti o gravi e sistematiche violazioni dei diritti umani, attuali e future, che generino un afflusso massiccio di sfollati provenienti da paesi terzi che non possano rientrare nel loro paese d’origine.

Petizione: [https://www.change.org/p/proteggiamo-chi-fugge-da-tutte-le-guerre](https://www.change.org/p/proteggiamo-chi-fugge-da-tutte-le-guerre)

## L’istituzione di una banca dati europea del DNA per le vittime dei naufragi

Proviamo a dare un’identità alle vittime dei naufragi nel Mediterraneo. Uomini che spesso si sono imbarcati senza parenti, né amici o conoscenti.

Oltre 22 mila solo nel Mediterraneo, hanno perso la vita e molte altre continuano a perdere la vita lungo le tante “rotte” che portano in Europa. Molte di loro non sono mai state identificate**.** Come Comitato 3 ottobre chiediamo che venga istituita **una banca dati europea del DNA e un sistema per identificare quanti hanno perso la vita nel tentativo di raggiungere l’Europa**.****E’ importante identificare i morti perché sapere cosa è successo ai propri cari, dove sono sepolti e dove porli piangere è un diritto anzitutto dei vivi. Diritto troppo spesso negato, per disinteresse, a chi fugge dalla guerra.

## La decriminalizzazione della solidarietà

In almeno 12 paesi dell’Unione Europea distribuire alimenti e bevande, dare un passaggio, comprare un biglietto o ospitare una persona migrante sono comportamenti spesso trattati come ‘favoreggiamento dell’immigrazione clandestina’ per i quali è possibile ricevere una multa o essere arrestati dalle autorità giudiziarie. Questo è possibile perché la normativa non chiarisce la differenza tra traffico, contrabbando e assistenza umanitaria.

Con queste politiche, l’obiettivo di molti governi è dunque di scoraggiare i volontari a fornire aiuto umanitario alle persone migranti che ne hanno bisogno, poiché si pensa che questo aiuto possa costituire un fattore di attrazione per i flussi migratori. Per affrontare questa criminalizzazione dell’aiuto umanitario, auspichiamo che la Commissione Europea **modifichi la direttiva dell’Unione Europea sul favoreggiamento dell’immigrazione clandestina** (2002/90/CE), per impedire agli stati membri di imporre sanzioni a cittadini o ONG che forniscono assistenza umanitaria senza scopo di lucro a coloro che ne hanno bisogno.

## Il rafforzamento dei meccanismi di tutela dei diritti civili

Molte persone migranti sono vittime di sfruttamento lavorativo, abusi o violazioni dei diritti umani, in particolare alle frontiere, ma hanno difficoltà nell’accesso alla giustizia. Andrebbero rafforzati i meccanismi di tutela e di ricorso nel caso di violazioni dei diritti umani o di abusi da parte delle forze di polizia nazionali e di quelle di paesi terzi. Auspichiamo la **protezione di tutte le persone, indipendentemente del loro status**, e la garanzia dell’accesso alla giustizia, introducendo negli stati membri meccanismi che permettano alle vittime di presentare ricorsi e sporgere denunce in modo sicuro, assieme ad una tutela in caso di violazioni dei diritti fondamentali alle frontiere.


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# Dopo il naufragio: le storie dei testimoni

URL: https://www.comitatotreottobre.it/articles/sopravvissuti-oggi/

# Dopo il naufragio: le storie dei testimoni

> Dopo i naufragi del 3 e dell’11 ottobre 2013: dove vivono oggi i sopravvissuti e chi cerca ancora i propri cari.

Storie di sopravvissuti ai naufragi del 3 e dell’11 ottobre 2013, raccolte negli anni successivi. Le informazioni si riferiscono al momento dell’intervista.

## Image Gallery

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Le famiglie che cercano ancora

## Senza una tomba

### Refaat e Feryal

Siriani, sono sopravvissuti al naufragio dell’11 ottobre 2013 con il figlio Anas. Hanno perso gli altri due figli, Mohammad, 9 anni, e Ahmed, 13. Refaat ha fatto il test del DNA con il LABANOF, ma il suo profilo non corrisponde a nessuno dei corpi recuperati. Mohammad e Ahmed potrebbero essere sepolti senza nome in un cimitero siciliano. Oggi la famiglia vive ad Amburgo.

### Aster

È la moglie di Yoannes, morto nel naufragio del 3 ottobre 2013. Il suo corpo non è mai stato identificato. Aster lo ha saputo da un trafficante, in un campo profughi in Sudan. Dal 2016 vive in Svezia con i tre figli e lavora in una casa di riposo. Vuole dare al marito una sepoltura.

### Wahid Yussed

Siriano, dirigeva il reparto di pneumologia di un ospedale in Libia. Nel naufragio dell’11 ottobre 2013 ha perso le quattro figlie: Randa, Sherihan, Nurhan e Christina, di 10, 8, 5 e quasi 2 anni. I loro corpi non sono mai stati trovati. Dopo sette anni in Svizzera, oggi vive a Duisburg, in Germania, con la moglie, anche lei sopravvissuta, e le due figlie nate dopo.

Le vite dopo il 3 ottobre

## Ricominciare

### Adal

È stato il primo naufrago ad arrivare a Lampedusa e il primo a ricostruire i nomi delle vittime. Nel naufragio ha perso suo fratello. Vive a Stoccolma.

### Fanus

Aveva 16 anni. È stata l’unica a riconoscere lo scafista e a denunciarlo. Oggi vive in Svezia, ha tre figli e vuole diventare cuoca.

### Solomon

In Libia è stato rapito: suo fratello ha pagato 5.000 dollari per liberarlo. Oggi vive ad Avesta, in Svezia, lavora nei trasporti, è sposato e ha un figlio.

### Kebrat

I soccorritori l’avevano adagiata sul molo Favaloro, accanto ai morti. Poi ha vomitato acqua e nafta: era viva. Oggi vive vicino a Stoccolma con il compagno e i tre figli.

### Mullè

Vive a Stoccolma.

«Il viaggio sulla barca non lo rifarei mai. Davanti al mare di Lampedusa piango per chi è morto, e sorrido perché mi sento rinato.»

— Mullè

«Poco prima che il nostro peschereccio affondasse, due barche si sono avvicinate. Una se n’è andata subito, l’altra ha fatto un giro attorno a noi e poi si è allontanata. Perché non ci hanno aiutati?»

— Mullè

### Abraham

Vive a Høyanger, in Norvegia. A chi è rimasto in Eritrea dice: «Non venite con il barcone. Non fatelo».

«Ho visto morire mia cugina davanti ai miei occhi, ho visto affogare i miei amici. Oggi dico che non lo so più se ne è valsa davvero la pena.»

— Abraham

### Kokob

Aveva 13 anni. Cinque suoi compagni di viaggio sono morti davanti all’Isola dei Conigli. In Svezia vive con Cristian, che è diventato per lui un padre. Kokob, in tigrino, vuol dire stella.

«Quando spengo la luce in camera mia, vedo ancora loro.»

— Kokob

### Temesgen

Mentre la corrente lo trascinava via, pregava la Madonna: «È stata lei a guidare la mano che mi ha ripescato». Oggi vive a Bergen, in Norvegia, e lavora come carpentiere. Temesgen significa «grazie a Dio».

### Gere

«In Svezia mi sento abbastanza integrato, anche se devo ancora migliorare la lingua. Alla fine noi eritrei ci frequentiamo solo tra di noi. Gli svedesi ci trattano bene, ma sanno mantenere le distanze.»

### Alex

Nel naufragio ha perso il suo migliore amico e non ha più parlato di quella notte. Vive nei Paesi Bassi con la moglie e la figlia.

## Continua a leggere

     [### Il diritto al nome: l’impegno del Comitato 3 ottobre

Migliaia di vittime dei naufragi sono sepolte in Italia senza nome. Come lavora il Comitato 3 ottobre per identificarle e restituirle alle famiglie.](https://www.comitatotreottobre.it/il-diritto-al-nome/)   [### Una banca dati europea del DNA: cosa chiediamo

Le quattro richieste del Comitato 3 ottobre all’Unione europea per una banca dati del DNA comune tra gli Stati.](https://www.comitatotreottobre.it/articles/banca-dati-europea-dna/)   [### Le voci delle famiglie: la missione in Etiopia

Quattro familiari di vittime del naufragio del 3 ottobre 2013 raccontano la loro ricerca e danno il DNA per l’identificazione.](https://www.comitatotreottobre.it/articles/voci-famiglie-etiopia/)   [### Sciacca e Caltagirone: sepolture dignitose e un nome ritrovato

A Sciacca 17 persone hanno ritrovato una sepoltura dignitosa. A Caltagirone la tomba di Weldu Robel ha di nuovo un nome.](https://www.comitatotreottobre.it/articles/caltagirone-weldu-robel/)   [### Bompensiere: l’esumazione della vittima 186

A Bompensiere la prima esumazione in Italia fatta solo per identificare una vittima delle migrazioni.](https://www.comitatotreottobre.it/articles/bompensiere-vittima-186/)   [### Sepolture delle vittime dei naufragi in Italia

3.783 sepolture in 311 comuni: dove sono sepolte in Italia le persone morte nel Mediterraneo e perché è difficile identificarle.](https://www.comitatotreottobre.it/articles/censimento-sepolture/)   [### senzaNome – Documentario

Anno: 2025 | Durata: 40’ | Paese: Italia | Lingua: italiano, arabo, inglese | Scritto e…](https://www.comitatotreottobre.it/articles/senza-nome-documentario/)


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# Doppio standard e direttiva 55: la posizione del Comitato 3 ottobre

URL: https://www.comitatotreottobre.it/articles/doppio-standard-e-direttiva-55-la-posizione-del-comitato-3-ottobre/

# Doppio standard e direttiva 55: la posizione del Comitato 3 ottobre

> A seguito dell’invasione e aggressione militare della Russia nei confronti...

A seguito dell’invasione e aggressione militare della Russia nei confronti dell’Ucraina, l’Unione Europea, in attuazione di quei fondanti principi di solidarietà, ha deciso di dare esecuzione alla Direttiva 2001/55/CE che istituisce la protezione temporanea.

Tale strumento di tutela può essere attivato dall’Unione europea “nei casi di afflusso massiccio o di imminente afflusso massiccio di sfollati provenienti da paesi terzi che non possono rientrare nel loro paese d’origine” e garantisce “una tutela immediata e temporanea alle persone sfollate”. L’obiettivo della protezione temporanea, dunque, è quella di fornire il prima possibile una forma di tutela a persone che sono costrette a scappare in grandi numeri da un paese (senza quindi dover avviare una domanda di protezione internazionale e aspettarne l’esito) ma anche, quale strumento europeo, di consentire anche una immediata accoglienza nei vari paesi dell’Unione in modo equilibrato.

Questa direttiva, pur essendo stata scritta nel 2001, non era mai stata applicata prima dai Paesi dell’Unione Europea. Perché? Perché le persone che in questi ultimi decenni sono fuggiti da guerre in tutto il mondo non hanno potuto ad un sistema di protezione che avrebbe probabilmente salvato molte vite umane?

## Leggi di più

Leggi la posizione del comitato 3 ottobre e le raccomandazioni in merito alle istituzioni europee.

[Download](https://screens.wings.dev/C3O-Direttiva-55-Bruxelles-copia-r2S1tWbAy.pdf)


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# Educational kit 2024

URL: https://www.comitatotreottobre.it/articles/educational-kit-2024/

# Educational kit 2024

> In the last decade, the European Union has faced the migration phenomenon by creating...

![Banner con slogan "No walls in Europe – Identifying deaths at sea" e logo "Protect people not borders".](https://www.comitatotreottobre.it/wp-content/uploads/2024/09/banner-kit-eng.png)![Indice dei contenuti del kit educativo "New Walls in Europe" e "Identifying Deaths at Sea" con argomenti e pagine relative. Indice con titoli e sottotitoli su barriere in Europa e identificazione vittime di naufragi.](https://www.comitatotreottobre.it/wp-content/uploads/2024/09/indice-eng.png)

In the last decade, the European Union has faced the migration phenomenon by creating an actual **Fortress**.

Europe’s closedness towards people who are seeking shelter and protection was caused by the implementation of very restrictive migration policies concerning the reduction of the right to asylum on its territory and the managing of such right, increasingly at border locations, through ‘externalisation’ agreements with non-EU countries; through the creation, by European States, of walls and fences along their external and internal borders.

This occurs on the Mediterranean and overland routes along the Balkan countries.

These tools, whether they are implemented individually or in combination, affect the lives and rights of migrants in a very specific way: an inadequate assessment of the applications for international protection, confinement and detention in transit countries, exposure to inhumane and degrading living conditions, increased violence and abuse during the journey, increased number of deaths.

The document will assess the **new walls**built in Europe, both physical and virtual, as represented by the ‘externalisation’ agreements with non-European countries. Whether the former or the latter, the effects are the same: the migrant will not be allowed to enter the territory of any EU country.

This **mini toolkit**can be used by teachers as a tool to build an educational program on the topic of migration, but also directly by students who might want to explore the same topic. The aim is to highlight and bring out how, in the last decades, the response of the European Union and its Member States to the migration phenomenon has been characterized by a strict policy of closedness to prevent migrants from entering Europe.

Additionally, outside the toolkit’s content, the topic could be further explored and analyzed using **multidisciplinary resources**, such as movies, documentaries, or books. These, with different points of view, highlight the consequences of European policies on the lives and rights of migrants, offering much scope for discussion and confrontation in class.

![Mappa dell'Unione Europea con elencati i paesi che hanno costruito muri o barriere al confine negli ultimi anni, indicando paese costruttore, paese protetto, anno di costruzione e lunghezza in chilometri. Paesi e dati: Spagna (2 muri, 1993 e 1996, 8.3 e 10 km contro il Marocco), Grecia (2012, 150 km contro la Turchia), Bulgaria (2013, 200 km contro la Turchia), Gran Bretagna (2015, 1 km contro la Francia), Austria (2015, 3.7 km contro](https://www.comitatotreottobre.it/wp-content/uploads/2024/09/mappa-muri-eng.png)

A specific **workshop activity**is included at the end of the document, which students can work on in class, with facilitation by teachers. The activity, starting by analyzing the barriers that have been built in Europe, has the objective of identifying the possible reasons behind them and, consequently, verifying and ascertaining whether or not they are well-founded through a collective discussion and a participative approach.

### **[CLICK HERE TO DOWNLOAD THE KIT FOR FREE](https://www.comitatotreottobre.it/wp-content/uploads/2026/08/Kit-2024_esec_ENG_web.pdf)**


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# Firma la petizione: BASTA GUERRE INVISIBILI!

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# Firma la petizione: BASTA GUERRE INVISIBILI!

> Chiediamo all’Unione Europea di garantire protezione a chi è costretto a fuggire...

**Chiediamo all’Unione Europea di garantire protezione a chi è costretto a fuggire dall’Ucraina e dagli altri Paesi in guerra. Non possiamo far finta di non vedere le guerre più lontane da noi!**

I paesi UE stanno applicando la direttiva 55 del 2001 per tutti i cittadini ucraini fuggiti dopo il 24 febbraio 2022 in conseguenza del conflitto. **La direttiva 55, in ventidue anni, non è mai stata applicata prima. Perché?**

Non certo per “mancanza” di guerre. Dal 2001 milioni di persone, da ogni parte del mondo, sono arrivate in Europa nel tentativo di salvarsi la vita: Siria, Afghanistan, Iraq, Medio Oriente e tantissimi stati africani sono scenari di conflitti militari.In questo contesto migliaia di persone, **oltre 22 mila solo nel Mediterraneo, hanno perso la vita lungo le tante “rotte” che portano in Europa. Molte di loro non sono mai state identificate.** Chi erano? Come si chiamavano? Quanti anni avevano? Non lo sapremo mai. I morti delle migrazioni non hanno nome, non hanno volto, non hanno storia. Finiscono col diventare un numero: Ignoto 1…Ignoto 10.000…Ignoto 100.000. Corpi sepolti senza identità.

**Come Comitato 3 ottobre chiediamo che a chi fugge dalla guerra, qualsiasi guerra, sia riconosciuta la protezione umanitaria e che venga istituita una banca dati europea del DNA e un sistema per identificare quanti hanno perso la vita nel tentativo di raggiungere l’Europa.**

Perché è importante identificare i morti? Sapere cosa è successo ai propri cari, dove sono sepolti e dove porli piangere è un diritto anzitutto dei vivi. Diritto troppo spesso negato, per disinteresse, a chi fugge dalla guerra.

***TAREKE BRHANE, Presidente Comitato 3 ottobre***

[Firma la petizione su Change.org](https://www.change.org/bastaguerreinvisibili)


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# Gli 11 cadaveri di Lampedusa non restino vittime senza nome

URL: https://www.comitatotreottobre.it/articles/11-cadaveri-lampedusa/

# Gli 11 cadaveri di Lampedusa non restino vittime senza nome

> Abbiamo appreso che i cadaveri delle 11 persone morte nel naufragio al largo della...

Abbiamo appreso che i cadaveri delle 11 persone morte nel naufragio al largo della Libia sono stati sbarcati a Lampedusa e non nella vicina Porto Empedocle.

Siamo consapevoli che a Lampedusa non ci siano stanze refrigerate per l’idonea conservazione dei cadaveri, attualmente ospitati nelle sale dell’area Marina Protetta in attesa di essere trasferiti a Porto Empedocle.

Anche nel caso di questo tragico naufragio è emerge uno dei problemi più grandi: la mancanza di un protocollo comune su tutto il territorio nazionale per identificare le vittime del Mediterraneo

La corretta identificazione di queste vittime è una**questione di uguaglianza. Come ripetiamo da anni, l**’identificazione dei morti è salvaguardata da leggi nazionali e internazionali, tra cui le quattro convenzioni di Ginevra del 1949 e i successivi protocolli così come l’articolo 10 della nostra Costituzione che parla chiaro sull’uguaglianza dei cittadini stranieri. Non si tratta, quindi, solo di un obbligo di carattere morale, ma di un obbligo giuridico. Anche il diritto internazionale umanitario obbliga gli stati all’identificazione del corpo per rispetto della dignità della vittima, inoltre costringe le autorità a fornire una sepoltura dignitosa e individuale del defunto e a registrare il nome, il cognome e tutte le informazioni personali in modo che le famiglie possano esercitare il loro “diritto a conoscere” la sorte del proprio familiare (articolo 26 della quarta convenzione di Ginevra.

Siamo, quindi, ancora una volta a chiedere alla Prefettura di Agrigento di mettere in atto tutte le azioni atte all’identificazione di queste 11 persone e **che le salme non vengano sepolte tanti cimiteri sparsi in tutta la Regione e che vengano resi pubblici i luoghi di sepoltura.**

> La nostra battaglia è per dare un nome e una degna sepoltura alle vittime. Negare, infatti, questo diritto è contro ogni principio di umanità. Ogni persona ha diritto a una degna sepoltura così come i familiari hanno diritto di avere un luogo in cui ricordare e piangere i propri cari. Oltre alle procedure di sepoltura, l’Italia dovrebbe conservare le informazioni utili alla futura identificazione dei corpi.
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> Tareke Brhane, presidente del Comitato 3 ottobre


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# Il 2024 del Comitato 3 ottobre

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# Il 2024 del Comitato 3 ottobre

> Il 2024 per il Comitato 3 ottobre è stato un anno denso di significato. Con il progetto...

Il 2024 per il Comitato 3 ottobre è stato un anno denso di significato. Con il progetto "**Semi di Lampedusa**" abbiamo raggiunto oltre **115** istituti scolastici, incontrato più di **12.000** tra studenti e insegnanti, accendendo riflessioni profonde su temi cruciali per il nostro presente e futuro.

Ogni tappa è stata un’occasione per confrontarsi, raccontare le storie di chi ha vissuto sulla propria pelle la tragedia della migrazione, seminare nei giovani il valore dell’empatia e della solidarietà e condividere strumenti e buone pratiche per continuare a costruire una **cultura dell’accoglienza e dei diritti universali**. A marzo abbiamo portato il nostro impegno al **Parlamento Europeo**, coinvolgendo studenti, docenti e testimoni per tenere alta l’attenzione sulla necessità di politiche più umane e inclusive.

Il 3 ottobre siamo stati a Lampedusa, per celebrare **l’XI Giornata della Memoria e dell’Accoglienza**, con oltre 500 studenti presenti, per affermare – ancora una volta – la necessità di **proteggere le persone e non i confini**.

Un anno, il 2024, che purtroppo si conclude con oltre **1.600** bambini, donne e uomini annegati nel solo Mediterraneo centrale e quasi 21.000 persone in fuga intercettate in mare dalla cosiddetta Guardia costiera libica e costrette a rientrare in Libia. Allo stesso tempo, più di 12.000 persone sono state salvate in mare dalla flotta civile. Anche quest’anno abbiamo visto l’inasprimento delle politiche migratorie**.**I****dati parlano chiaro: 13 fermi amministrativi di navi di soccorso civili in Italia, che hanno comportato 323 giorni di perdita di tempo per le operazioni di ricerca e soccorso e oltre 110.000 chilometri percorsi in più perché le navi di soccorso sono state assegnate a porti nel nord Italia. Un ulteriore sviluppo particolarmente allarmante è stata la recente “legge Flussi”, che consente il sequestro delle navi di soccorso e il divieto di volo per gli aerei civili di ricognizione da parte dell'Italia.

Come Comitato 3 ottobre abbiamo lottato nella convinzione che **migrare non è e non sarà mai reato**, che il soccorso non è e non sarà mai “favoreggiamento dell’immigrazione clandestina”. Non ci siamo mai stancati di ripetere che **i diritti umani valgono anche nel Mediterraneo**. Abbiamo chiesto all'Ue e ai suoi stati membri di adempiere al loro dovere di salvare le persone in mare con un **programma europeo**, coordinato dagli Stati di **ricerca e soccorso nel Mediterraneo**.

Il 2024 non è stato un anno privo di sfide: la chiusura del Museo del Dialogo e della Fiducia del Mediterraneo a Lampedusa [*ndr. aperto attualmente con il nome Museo Archeologico delle Isole Pelagie*], unico spazio espositivo al mondo dedicato alle vittime del Mediterraneo, ci ha particolarmente colpito, ma siamo andati avanti, continuando a dar voce “agli invisibili”. Ogni giorno abbiamo lottato affinché chi ha perso la vita in mare venisse identificato e non rimanesse “solo un numero identificativo”. Ci siamo battuti affinché i morti dei naufragi avessero una degna sepoltura. A maggio, infatti, a Caltagirone abbiamo proceduto alla posa della lapide con inciso il nome di **Weldu Robel**, una delle 368 vittime del naufragio del 3 ottobre 2013, che per undici anni è rimasta priva di identità.

Grazie alla collaborazione con il *Labanof*, undici persone vittime del naufragio del 2013 sono state identificate e abbiamo facilitato oltre dieci colloqui e prelievi di DNA. Con la petizione “**Dignità per le Vittime dell'Immigrazione in Europa!**” abbiamo raccolto firme per l’istituzione di una banca dati europea del DNA e chiesto un sistema integrato per il conteggio delle morti in Italia e nel resto d'Europa. Una battaglia non ancora vinta, che continueremo nel 2025.

Anche se il 2024 è stato un anno sfidante, guardiamo al prossimo anno con fiducia, convinti che ogni incontro, ogni dialogo, ogni azione faccia la differenza.


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# Il progetto “Welcome Europe”

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# Il progetto “Welcome Europe”

> Nell’ambito del Progetto Porte d’Europa” 2020/2021 il Comitato 3 ottobre, il Liceo...

Nell’ambito del Progetto Porte d’Europa” 2020/2021 il Comitato 3 ottobre, il Liceo Scientifico, Coreutico e Musicale G. Marconi di Pesaro, il CPIA di Agrigento, l’Istituto Omnicomprensivo L. Pirandello di Lampedusa e l’Istituto Comprensivo “Anna Frank” di Agrigento hanno avviato un progetto dal titolo **WELCOME EUROPE**.

Il progetto “WELCOME EUROPE**”** contribuirà a sviluppare una cultura di solidarietà, accoglienza e dialogo, fondata sul pieno e consapevole rispetto dei diritti umani, dando continuità e consolidando il percorso avviato con le precedenti iniziative (con i progetti “Siamo sulla stessa barca” e “L’arte dell’accoglienza”). L’intento di Welcome Europe è di allargare il percorso di solidarietà e condivisione coinvolgendo nuove scuole e nuove realtà territoriali. In questo contesto il progetto rappresenta una nuova tappa del percorso avviato proprio a partire da uno dei peggiori naufragi avvenuti negli ultimi anni nel mar Mediterraneo, quello del 3 ottobre 2013, al largo dell’isola di Lampedusa, dove 368 persone migranti persero la vita. Da questa tragedia prende avvio l’iniziativa, promossa dal Comitato 3 Ottobre e ben accolta dalle istituzioni italiane e da molteplici istituti scolastici italiani ed europei che ha portato il governo italiano ad istituire il 3 ottobre la Giornata Nazionale in memoria delle vittime dell’immigrazione, al fine di conservare e di rinnovare la memoria di quanti hanno perso la vita nel tentativo di emigrare verso il nostro Paese per sfuggire a guerre, persecuzioni e povertà (legge 21 marzo 2016, n. 45).

Gli interventi si basano sul principio che per favorire il processo di integrazione delle persone migranti, dei richiedenti asilo e di protezione umanitaria è essenziale non solo disporre degli adeguati strumenti di tutela giuridica, ma è necessario promuovere nelle giovani generazioni europee una cultura dell’accoglienza e della solidarietà fondata sulla conoscenza e comprensione dei fenomeni migratori e della loro complessità.

Molte saranno le attività previste: incontri formativi laboratoriali, una *Summer School* e le giornate a Lampedusa in occasione della Giornata della Memoria e dell’Accoglienza. Dal 30 settembre al 3 ottobre 2022, verrà organizzata – infatti – la nona Giornata della Memoria e dell’Accoglienza in ricordo delle vittime del naufragio del 3 ottobre 2013. In questa occasione, verranno coinvolti e parteciperanno studenti ed insegnanti provenienti dalle scuole italiane ed europee vincitrici del bando Porte d’Europa” AS. 2021-2022, oltre ai superstiti e ai famigliari delle vittime, giornalisti e rappresentanti delle Istituzioni italiane ed europee.

L’evento si svilupperà in 4 giorni di attività educative, formative e culturali (laboratori, documentari, dibattiti, seminari, tavole rotonde, concerti, proiezioni, incontri con persone con background migratorio, operatori umanitari) al fine di rafforzare la consapevolezza e la conoscenza del fenomeno migratorio, dell’interdipendenza globale, dei diritti umani, dell’integrazione culturale e dell’accoglienza delle persone migranti, dei rifugiati e dei richiedenti asilo. L’obiettivo è quello di promuovere nelle giovani generazioni italiane ed europee occasioni di apprendimento – nella prospettiva dell’educazione interculturale – il consolidamento di una rete di scuole italiane ed europee e lo scambio di buone prassi per favorire una cultura dell’accoglienza e della solidarietà, contrastare intolleranza, razzismo e discriminazione e incoraggiare processi d’inclusione e inserimento sociale delle persone migranti.


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# Il racconto della decima giornata della memoria e dell&#8217;accoglienza

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# Il racconto della decima giornata della memoria e dell&#8217;accoglienza

> Oltre 300 studentesse e studenti italiani ed europei dal 30 settembre al 3 ottobre 2023...

### Oltre 300 studentesse e studenti italiani ed europei dal 30 settembre al 3 ottobre 2023 si sono trovati a Lampedusa per il **più grande evento europeo**sul tema del fenomeno migratorio.

La storia degli ultimi dieci anni (dal naufragio del 3 ottobre 2013) è stata testimone di un generalizzato atteggiamento di complice **indifferenza,** se non di una vera e propria criminalizzazione di chi si mette in viaggio in cerca di una vita migliore e più sicura.

Come Comitato 3 ottobre**,** in occasione degli eventi che hanno avuto luogo a Lampedusa durante la X Giornata della Memoria e dell’Accoglienza, abbiamo deciso di raccontare e offrire spunti di riflessione in merito a cosa è accaduto dal 3 ottobre 2013 fino ad oggi. Dieci anni in cui è successo di tutto e solo una cosa non è cambiata: che ogni giorno nel Mediterraneo qualcuno muore. Abbiamo cercato, durante in tre giorni di eventi, di risposta a domande, che per troppo tempo, non hanno avuto risposta: “Perché le promesse di trovare una soluzione non emergenziale al fenomeno migratorio non sono mai state mantenute? Perché la commozione di dieci anni fa si è trasformata in indifferenza? Perché l’Operazione Mare Nostrum è stata archiviata sostituendola con missioni che avevano come principale obiettivo il controllo delle frontiere? Perché è iniziata la “guerra” alle Ong?"

Dalla cronaca alla politica, dalle arti alla musica, passando per i laboratori formativi la parola indifferenza è stata al centro dell’evento**.**

Sull'isola erano presenti **oltre 300 studentesse e studenti** italiani ed europei che hanno avuto l’opportunità di ascoltare le riflessioni e le parole di giornaliste come **Angela Caponnetto, Nancy Porsia,**della Presidente di Emergency **Rossella Miccio**e della Presidente di Medici Senza Frontiere Italia **Monica Minardi**, del procuratore della Repubblica Aggiunto di Agrigento **Salvatore Vella,**ma anche delvice Presidente della Commissione LIBE**Pietro Bartolo**. Si è affrontatoil tema dell’accoglienza diffusa**con** i **Sindaci** di Agrigento **Francesco Miccichè**, di Lampedusa e Linosa **Filippo Mannino**, di Legnano **Lorenzo Radice,**di Bologna**Matteo Lepore,** e di Pesaro **Matteo Ricci**. C’è stato lo spazio anche per momenti di intrattenimen.to con il gruppo musicale **Selton**, i cantautori **Sandro Joyeux** e **Gio Evan, Alessandro Ienzi.**

     [30 Settembre 2023

#### X GIORNATA DELLA MEMORIA E ACCOGLIENZA A EUROPE OF RIGHTS

LAMPEDUSA | DAL 30 SETTEMBRE AL 3 OTTOBRE 2023 QUEST’ANNO DEDICATO AL TEMA…](https://www.comitatotreottobre.it/articles/x-giornata-della-memoria-e-accoglienza-a-europe-of-rights/)


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# Il silenzio mediatico che normalizza anche la morte

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# Il silenzio mediatico che normalizza anche la morte

> Sono quasi 6.600 le persone sbarcate sulle coste italiane nel mese di aprile 2025. Il...

Sono quasi 6.600 le persone sbarcate sulle coste italiane nel mese di aprile 2025. Il dato mostra un aumento del 173% rispetto al mese precedente [fonte UNHCR]. Secondo i dati disponibili nel 2025 sono morte o disperse 414 persone, una stima, che sappiamo essere “per difetto”.

Eppure i media italiani (o meglio gli editori italiani) hanno dedicato e dedicano poca attenzione alla situazione, contribuendo a una “normalizzazione” dei naufragi e al suo carico di morti. Come l’hanno fatto? Attraverso il silenzio.

Accedendo a giornali e notiziari, si ha la netta sensazione che nulla sia accaduto. Gli sbarchi non aprono più i telegiornali, le morti in mare sono relegate a trafiletti nella cronaca locale: senza contesto, senza approfondimenti. Le tragedie del Mediterraneo si stanno trasformando in una *routine* mediatica silenziata. I naufragi sono notizie invisibili, nonostante continuino a causare decine di vittime. Le operazioni di recupero dei corpi durano pochissimi giorni, a volte si fermano dopo appena 48 ore. La presenza delle Istituzioni è scarsa, e quando c’è, è spesso priva di comunicazione pubblica e trasparente.

Il problema dell’identificazione delle vittime è ancora irrisolto: manca un registro unico nazionale, manca una rete strutturata per incrociare i dati dei dispersi con le segnalazioni delle famiglie. Le sepolture vengono affidate alle Prefetture locali, senza una strategia condivisa e senza una visione nazionale. Ogni Comune si arrangia come può, e le vittime rimangono numeri, mai nomi. Viene spontaneo chiedersi: se un'imbarcazione da diporto, uno yacht turistico con passeggeri europei e non a bordo, affondasse causando decine di vittime, avremmo la stessa scarsità di ricerche? La stessa disattenzione dei media? La stessa assenza istituzionale? Probabilmente no. E questa disparità di trattamento è una ferita etica profonda. Assistiamo sempre più a informazioni passano sotto silenzio, in un panorama mediatico sempre più complice di una rimozione collettiva. L’immigrazione, con il suo carico di vita, morte e speranza, non è un’emergenza, ma non è neanche un fenomeno da ignorare. Il dovere dell’informazione è rompere il silenzio, dare spazio, restituire umanità.

Perché ogni vita negata dal mare è una responsabilità di chi non ha voluto vedere. Il silenzio dei media su questi temi contribuisce a una percezione distorta della realtà, impedendo un dibattito pubblico informato e consapevole. È fondamentale che l'informazione torni a occuparsi con attenzione e responsabilità della questione migratoria, per garantire trasparenza e rispetto dei diritti umani.


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# Il soccorso in mare è un diritto e un dovere: non un crimine!

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# Il soccorso in mare è un diritto e un dovere: non un crimine!

> Il Senato ha dato il via libera definitivo al nuovo Decreto Flussi. Il decreto...

Il Senato ha dato il via libera definitivo al nuovo Decreto Flussi. Il decreto introduce cambiamenti significativi nella gestione delle persone migranti, tra cui un nuovo elenco di Paesi ritenuti “sicuri” — Bangladesh, Egitto e Marocco — e la secretazione dei contratti pubblici legati al controllo delle frontiere e alle operazioni di soccorso in mare.

Uno dei punti più controversi riguarda la competenza sulla convalida del trattenimento dei richiedenti asilo, che passerà dai tribunali specializzati alle Corti d’Appello. Inoltre, il nuovo decreto criminalizza ulteriormente le ONG che praticano soccorso in mare: è prevista tra l’altro la confisca definitiva delle navi che fanno soccorso, oltre ad aumentare in maniera importante le sanzioni economiche. Sarà, inoltre, ridotto da 60 giorni a 10 il termine entro il quale le ONG possono impugnare davanti al Prefetto il provvedimento di fermo amministrativo ottenuto in seguito al salvataggio di persone in mare.

Come Comitato 3 ottobre esprimiamo seria preoccupazione per la continua criminalizzazione delle ONG.

> Criminalizzare le Ong provocherà solo più morti in mare. Le persone cercheranno sempre una vita migliore, è nella natura umana. Si sale su una barca pericolosa, quando il viaggio sembra meno rischioso rispetto a ciò che si lascia alle spalle. Come Comitato 3 ottobre continueremo a fare pressioni affinché le Ong non siano criminalizzate, continueremo a chiedere un'azione europea urgente e umanitaria, per evitare ulteriori morti in mare. Esempi di mancata assistenza in mare da parte degli Stati si verificano ogni giorno nel Mediterraneo. Il fatto che nessuno intervenga è una violazione del diritto alla vita e del diritto del mare, che obbliga gli Stati o le navi a soccorrere qualsiasi persona in difficoltà, indipendentemente dal suo status giuridico, e a portarla in un porto sicuro.
>  Invece di concentrarsi sul contenimento della migrazione e sulla prevenzione delle partenze, aumentando i controlli alle frontiere e la capacità di paesi come la Tunisia, l’Egitto e la Libia, l’UE e i suoi Stati membri dovrebbero concentrarsi sull’evitare ulteriori perdite di vite umane in mare, aprendo percorsi legali e sicuri verso l’Europa.
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> Tareke Brhane, presidente del Comitato 3 ottobre


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# Illumina un monumento della tua città

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# Illumina un monumento della tua città

> Campagna 2026 Nella notte tra il 2 e il 3 ottobre, illumina un monumento della tua...

#### **Campagna 2026**

Nella notte tra il 2 e il 3 ottobre, illumina un monumento della tua città di arancione per dire BASTA MORTI IN MARE.

L'obiettivo è creare una catena di luce nazionale che unisca i comuni italiani sino a Lampedusa. Un segnale visibile per dire basta alle stragi invisibili nel mare.

**Come aderire:** manda una mail a [giornatamemoriaeaccoglienza@comitatotreottobre.it](mailto:giornatamemoriaeaccoglienza@comitatotreottobre.it)

![Edificio illuminato notturno con facciata neoclassica, archi e colonne, dedicato "AERE CEIVM CVRA PATRVM MDCCCLXIV". Monumento cittadino valorizzato da luce calda per la campagna "Illumina un monumento della tua città".](https://www.comitatotreottobre.it/wp-content/uploads/2026/07/foto-palazzo-2025.jpeg)


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# In Uganda per dare un nome a chi morì nel naufragio del 3 ottobre 2013 a Lampedusa

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# In Uganda per dare un nome a chi morì nel naufragio del 3 ottobre 2013 a Lampedusa

> Per la prima volta un team composto dal presidente del Comitato 3 ottobre, Tareke...

Per la prima volta un team composto dal presidente del Comitato 3 ottobre, Tareke Brhane e un medico legale del LABANOF (Laboratorio di Antropologia e Odontologia Forense dell'Università degli Studi di Milano) si sono recati in missione in Uganda a Kampala per cercare di dare un nome a chi oltre 12 anni fa perse la vita nel tragico naufragio del 3 ottobre 2013 a Lampedusa.

Un viaggio partito con l’idea di intervistare e prelevare il DNA a 2/3 famiglie, ma il *tam tam* all’interno della numerosa comunità eritrea ha fatto sì, che il numero di interviste sia diventato molto più numeroso. Alla fine sono state undici le famiglie intervistate.

Un incessante lavoro di giorno e di notte, svolto in una delle tante periferie di Kampala, lontano dalle luci sfavillanti del centro, alla ricerca di farmacie aperte per acquistare tamponi salivari. Non ne avevamo a sufficienza. Le storie sono davvero tante. M che cerca la sorella, B. che cerca il figlio, S. che cerca il fratello, A. che cerca la madre, B. e A che cercano il figlio.

Il *fil rouge* che unisce, però, queste storie è la disperazione e il non sapere che fine abbiano fatto i propri cari. Chi ha tentato il viaggio perché perseguitato per motivi religiosi, chi per sottrarsi alla leva obbligatoria, chi per cercare di trovare un luogo sicuro in cui vivere e lavorare.

Il dolore dei parenti è straziante, è il dolore di chi sa che non potrà più vedere il proprio caro, ma che non può mettere la parola fine. Un dolore che va di pari passo con la gratitudine per chi è lì accanto a loro con l’obiettivo di mettere la parola fine. A chi ha percorso più di 8.000 chilometri per aiutarli.

![Tre persone in un incontro: una con maglia nera e capelli raccolti, l'altra in camicia chiara, la terza con maglietta a maniche corte, seduti in un ambiente con documenti e una bottiglia d'acqua.](https://www.comitatotreottobre.it/wp-content/uploads/2025/03/2025-02-09-21.18.39-scaled.jpg)

La fatica emotiva di ricordare, di rispondere alle lunghe domande del questionario di identificazione [un questionario composto da diverse sezioni, oltre i dati anagrafici del familiare – dati anagrafici della persona scomparsa – fotografie disponibili della persona scomparsa – descrizione fisica (altezza/peso/colore di occhi e capelli) – Segni distintivi (cicatrici, tatuaggi, nei, malformazioni) – stato dei denti (se conosciuto) – abiti indossati l’ultima volta – oggetti personali ) – informazioni sul viaggio (imbarcazione, compagni di viaggio)] strema le persone e poi il tampone per DNA che è l’ultima speranza che rimane dopo dodici anni di attesa.

Ci colpisce la visita a casa di due genitori che cercano il proprio figlio. Non smettono mai di ringraziarci e di benedirci per essere arrivati da così lontano per ritrovare il loro figlio. l dolore di A. e della moglie B., nel sapere di aver perso il figlio nel naufragio, è un tormento che va oltre la semplice sofferenza fisica. A. sa che il figlio era su quella maledetta imbarcazione, ma non ha più avute notizie. Sa solo che il nome del figlio è tra gli scomparsi e che i compagni di viaggio gli hanno detto che è morto. Ogni giorno che passa senza una conferma, senza un corpo, senza un segno, alimenta l’incertezza e l’agonia di non sapere dove sia, come sia stato sepolto. Il dolore si mescola con la rabbia per l’impossibilità di avere risposte, la frustrazione di non poter fare nulla per cambiare la situazione. In questo vuoto di informazioni, il dolore diventa una presenza costante nella vita di A. e di sua moglie, un peso che schiaccia ogni speranza. La sofferenza si aggrava dalla consapevolezza che, sebbene il figlio sia scomparso anzi lui sa che è morto, il ricordo e l’amore per lui sono rimasti immutati, ma il dolore per la sua assenza è paralizzante. Da quel giorno è come se per loro la vita si fosse fermata Per A. ogni giorno senza notizie è come il mare che non smette mai di agitarsi, dove ogni speranza di un ritorno si mescola con il terrore della definitiva perdita.

![Tre persone in un ambiente interno sedute su un divano, una con un laptop aperto, l'altra con le mani sul volto, la terza in ascolto.](https://www.comitatotreottobre.it/wp-content/uploads/2025/03/c2389.jpg)

L’impegno del Comitato 3 ottobre (insieme con il LABANOF) da oltre dieci anni è quello di restituire l’identità ai morti dimenticati dei naufragi. Da anni il Comitato 3 ottobre in network con altre associazioni lavora costantemente per proporre migliorie da apportare in ogni paese dell’Unione europea al fine di allestire un sistema di raccolta dei dati sulle vittime. Il Comitato 3 ottobre si è impegnato anche in campagne di divulgazione e sensibilizzazione verso il pubblico e i decisori sul diritto dei familiari di poter identificare i propri cari scomparsi e ha avuto il merito di aver uscire questa materia dalle mura “degli addetti ai lavori” raccontando chi sono queste vittime, come muoiono e da cosa fuggono. Gli effetti di queste azioni di disseminazione sono stati molteplici. A livello internazionale il dibattito ha raggiunto in modo massivo i media, che hanno indicato a modello i protocolli messi a punto dall’Italia. Ma il risultato sicuramente più importante di questa attività di sensibilizzazione è stato che i parenti delle vittime, grazie al Comitato 3 ottobre che ha sempre fatto da tramite, hanno potuto mettersi in contatto con il LABANOF e quindi contattare i ricercatori per ricevere notizie dei propri cari scomparsi, in relazione al naufragio del 3 ottobre 2013.

E’ un percorso lungo oltre dieci anni quello che ha portato al progetto di identificazione delle vittime del Mediterraneo. L’Italia fu il primo Paese nel 2014, a farsi promotrice delle uniche operazioni identificative delle vittime dei naufragi grazie al lavoro dell’Ufficio del Commissario Straordinario per le Persone Scomparse assistito dall’Università degli Studi di Milano –LABANOF e dal Comitato 3 ottobre. Si è così iniziato, in un clima che sembrava suggerire che non fosse possibile identificare queste persone e che comunque nessuno di loro cercasse questi morti e che forse “per loro” non era così importante. Insomma un grande e lungo lavoro tecnico di riconoscimento, ma che avrebbe portato a ben pochi risultati. Tutto iniziò con il naufragio avvenuto al largo delle acque di Lampedusa il 3 ottobre 2013, nel quale hanno perso la vita 368 persone prevalentemente di nazionalità eritrea, che ha costituito un caso senza precedenti in Italia ed ha rappresentato una specie di spartiacque nell’approccio alla problematica dei cadaveri non identificati per la maggiore attenzione dedicata da quel momento alle procedure seguite per la raccolta dei dati.

![In un ambiente che sembra un salone, una persona con maglietta nera e cappello da lavoro aiuta un'altra seduta su una sedia a ricevere un trattamento sul viso, con altre persone in attesa su sedie director’s chair.](https://www.comitatotreottobre.it/wp-content/uploads/2025/03/2025-02-09-10.02.56-scaled.jpg)

L’attività promossa dal Commissario Straordinario per le Persone Scomparse ha rappresentato la prima nel suo genere, non solo nel nostro paese, e ha portato alla raccolta dati da circa 300 persone che cercavano i loro morti in quel disastro e che si sono mobilitate da varie parti d’Europa, dimostrando che i famigliari sentono fortemente questa esigenza Fino ad ora le salme identificate – e quindi le famiglie che hanno ricevuto una risposta – sono oltre 70 persone. Potrebbe essere di gran lunga maggiore il numero di queste riconoscimenti, se questi cadaveri (e i loro parenti) avessero lo stesso trattamento delle vittime dei “nostri” disastri europei. Le attività svolte ad oggi hanno avuto l’importante compito di dimostrare che i famigliari di questi naufraghi reclamano i loro morti e che questi morti possono essere identificati così come quelli di qualsiasi incidente aereo o disastro di massa. Ed è un diritto fondamentale dei vivi che li cercano. Tuttavia l’assenza di fondi (se non l’autofinanziamento), di leggi comune europee e di attenzioni per tale tematica ha fatto sì che per ora siano poche le famiglie, gli orfani, le vedove, i genitori e i figli a beneficiare di un certificato di morte e a poter finalmente iniziare un percorso di lutto.

Ciò che è un diritto fondamentale e non può essere delegato alle donazioni di enti filantropici privati e alla buona volontà della società civile, come finora è stato.

E’ fondamentale far prendere responsabilità all’Europa (che logisticamente è nella posizione ideale per identificare queste vittime poiché molti parenti sono in nord Europa e i cadaveri al sud) affinché tratti i morti di questo enorme disastro del Mediterraneo come quelli di tutti gli altri.


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# Italia e migrazioni: facciamo chiarezza

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# Italia e migrazioni: facciamo chiarezza

> Viaggi organizzati, taxi del mare, pull factor per le partenze, centri sociali...

Viaggi organizzati, taxi del mare, *pull factor* per le partenze, centri sociali galleggianti, sbarchi selettivi, carico residuale. Ancora una volta prevalgono gli slogan, prevale la semplificazione del *tweet*. Ma le parole e la scelta dei termini contano e il loro significato e il loro “peso” aumenta, se queste parole sono utilizzate da Ministri della Repubblica Italiana e da alte cariche dello Stato.

Come Comitato 3 ottobre ribadiamo il nostro apprezzamento per il prezioso lavoro di soccorso in mare effettuato dalle ONG, dalla Guardia Costiera Italiana e dai comandanti delle navi commerciali. Senza il loro prezioso contributo il numero di morti nel Mediterraneo centrale e dispersi sarebbe molto più alto.

Ma ci teniamo a fare chiarezza.

![foto di una barca bianca con la scritta guardia costiera](https://www.comitatotreottobre.it/wp-content/uploads/2022/11/ale0520-1024x683-1.jpeg)

## Perché migliaia di persone continuano ad affrontare viaggi pericolosi invece muoversi in maniera più sicura?

Scegliere e **acquistare un biglietto aereo** può sembrare una scelta semplice e facilmente percorribile. Non è così per le persone che soccorriamo, che arrivano quasi sempre da contesti di conflitto, estrema povertà e violenza. Per poter salire su un aereo occorre essere in possesso di un passaporto regolarmente rilasciato e aver ottenuto un visto, cosa che per molti migranti è difficile se non impossibile. Per queste persone, il diritto alla mobilità è uno dei tanti diritti che viene negato. Nessuno affronterebbe consapevolmente un **viaggio così pericoloso** se non fosse l’unica via percorribile per cercare sicurezza e futuro.

## Delle persone che arrivano sulle coste italiane, quante vengono soccorse dalle navi delle ONG?

Negli ultimi dodici mesi, dei 95.000 arrivi in Italia, **solo il 14% è riconducibile alle attività di ricerca e soccorso delle navi delle ONG** presenti nel Mediterraneo. Il resto degli arrivi è avvenuto in maniera autonoma oppure grazie ai soccorsi effettuati dalla **Guardia Costiera Italiana** o da mercantili privati. ([*Fonte: ISPI*](https://twitter.com/emmevilla/status/1585539996064403457)). Significa che **quasi 9 migranti su 10** raggiungono le coste italiane senza l’aiuto delle imbarcazioni delle ONG e che, quindi, anche senza ONG in mare queste persone sarebbero arrivate lo stesso in Italia.

## Perché non le persone non vengono riportate in Libia o in Tunisia?

**Non sono le ONG a decidere i porti di sbarco**, ma le autorità marittime competenti come previsto dal diritto internazionale e marittimo. Il **diritto internazionale** prevede espressamente che le persone soccorse in mare debbano essere portate in un luogo sicuro, che l’Agenzia dell’ONU per i rifugiati (UNHCR) e la Commissione Europea hanno stabilito essere il porto sicuro più vicino. **La Libia non è un porto sicuro**, come hanno affermato anche l’UNHCR, l’Alto commissariato delle nazioni Unite per i diritti umani (OHCHR) e il Segretario Generale dell’ONU. La Tunisia è un paese meno pericoloso della Libia, ma resta al di sotto dei livelli minimi di sicurezza.

Secondo le linee guida dell’UNHCR, **un porto, per considerarsi sicuro**, deve essere un luogo in cui:

- la sicurezza dei sopravvissuti non è a rischio,
- i bisogni umani essenziali dei sopravvissuti possano essere soddisfatti,
- il trasferimento dei sopravvissuti verso una nuova destinazione, temporanea o definitiva possa essere organizzato,
- i diritti fondamentali, tra i quali quello a non essere respinti (non respingimento), sono tutelati.

## Perché le persone non vengono portate in un altro stato europeo o nello stato di bandiera della nave che li ha soccorsi?

Non sono le ONG a decidere dove portare le persone soccorse. **Sono le autorità degli stati che coordinano i soccorsi a indicare il porto in cui sbarcare**, che per legge deve essere il luogo sicuro più vicino ovvero, per i soccorsi nel Mediterraneo centrale, l’Italia o Malta. Una volta sbarcate in un luogo sicuro, possono iniziare le procedure per la richiesta di asilo e il ricollocamento in altri paesi.

## La presenza delle ONG in mare non incentiva le partenze, aiutando i trafficanti?

Diversi studi hanno ampiamente dimostrato che **la presenza delle navi di soccorso non incentiva le partenze** e non facilita il lavoro dei trafficanti, tanto che gli sbarchi continuano anche quando non ci sono navi umanitarie operative. **Tutti i salvataggi nel Mediterraneo sono realizzati nel rispetto del diritto internazionale e marittimo** e in coordinamento con le autorità marittime di riferimento, che dopo il salvataggio indicano dove sbarcare le persone soccorse. Una volta in porto, gli uomini, le donne e i bambini soccorsi vengono affidati alle autorità nazionali, che li prendono in carico nei porti di sbarco e avviano le procedure di accoglienza e ricollocamento.

## Le navi delle ONG effettuano soccorsi nelle acque vicino alle coste libiche?

Tutti i soccorsi avvengono in **acque internazionali** nel Mediterraneo centrale tra la Libia, Malta e l’Italia, dove si verificano la maggior parte dei naufragi.


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# Kit didattico 2024

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# Kit didattico 2024

> Negli ultimi dieci anni l’Unione europea ha risposto al fenomeno migratorio con la...

![Banner con testo "I nuovi muri in Europa – Identificazione dei morti in mare" e logo "Protect people not borders".](https://www.comitatotreottobre.it/wp-content/uploads/2024/09/banner-lampe24.png)![Indice del kit didattico 2024 su nuovi muri in Europa e identificazione dei morti in mare con sommario dettagliato.](https://www.comitatotreottobre.it/wp-content/uploads/2024/09/indice-ita.png)

Negli ultimi dieci anni l’Unione europea ha risposto al fenomeno migratorio con la creazione di una vera e propria **Fortezza**.

La chiusura da parte dell’Europa nei confronti di persone che cercano rifugio e protezione è stata resa possibile con l’attuazione di politiche migratorie molto restrittive e di riduzione del diritto all’asilo sul proprio territorio e di gestione di tale diritto, sempre più, nei luoghi di frontiera; con accordi di “esternalizzazione” con Paesi che non fanno parte dell’Unione europea; con la creazione, da parte degli Stati europei, di muri e recinzioni lungo i propri confini, interni ed esterni.

Ciò avviene sia sulla rotta del Mediterraneo che su quella via terra lungo i Paesi dei Balcani.

Questi strumenti, attuati singolarmente o combinati tra di loro, provocano effetti ben precisi sulla vita e sui diritti delle persone migranti: non adeguata valutazione delle domande di protezione internazionale, confinamento e trattenimento nei Paesi di transito, esposizione a condizioni di vita inumane e degradanti, aumento delle violenze e degli abusi durante il viaggio, aumento del numero dei morti.

Nel documento verranno esaminati i **nuovi muri**che sono stati costruiti in Europa: muri fisici ma anche virtuali rappresentati dagli accordi di esternalizzazione con Paesi non europei. Che si tratti dei primi piuttosto che dei secondi, gli effetti non cambiano: alla persona migrante verrà impedito l’accesso sul territorio dei Paesi dell’Unione europea.

Il presente **mini-toolkit**può essere utilizzato da docenti come strumento per la costruzione di un percorso didattico sulla tematica migratoria, ma anche direttamente da studenti e studentesse che vorranno approfondire lo stesso tema. L’obiettivo è quello di evidenziare e far emergere come negli ultimi decenni la risposta dell’Unione europea e degli Stati membri al fenomeno migratorio sia stata rappresentata da una forte politica di chiusura, volta ad impedire l’accesso in Europa delle persone migranti. Oltre al contenuto del toolkit, la tematica potrà essere approfondita e analizzata ulteriormente grazie all’indicazione di **risorse multidisciplinari**, come film, documentari e libri, che con punti di vista diversi evidenziano le conseguenze delle politiche europee sulla vita e sui diritti delle persone migranti, offrendo molti spunti di discussione e confronto nelle classi scolastiche.

![Mappa europea con barriere e muri costruiti tra paesi dal 1993 al 2017, indicanti nazioni costruttrici, protette e lunghezze in chilometri.](https://www.comitatotreottobre.it/wp-content/uploads/2024/09/mappa-muri-ita.png)

A conclusione del documento, è inserita una specifica **attività laboratoriale**che studenti e studentesse potranno svolgere nelle proprie classi, con la facilitazione da parte di docenti. L’attività, partendo dall’esame delle barriere costruite in Europa, avrà l’obiettivo di individuarne le possibili ragioni a fondamento delle stesse e, conseguentemente, di verificarne e accertarne la fondatezza o meno, attraverso un confronto collettivo e un approccio partecipativo.

### [CLICCA QUI PER SCARICARE IL KIT GRATUITAMENTE](https://www.comitatotreottobre.it/wp-content/uploads/2026/08/Kit-2024_esec_ITA_web.pdf)


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# L&#8217;anniversario che non dovrebbe esistere

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# L&#8217;anniversario che non dovrebbe esistere

> Tareke Brhane, Presidente Comitato 3 ottobre Il 3 ottobre 2023 ricorrerà il decimo...

*Tareke Brhane, Presidente Comitato 3 ottobre*

Il 3 ottobre 2023 ricorrerà il decimo anniversario di uno dei più gravi naufragi avvenuti negli ultimi anni nel Mediterraneo.

Il 3 ottobre 2013, 368 persone morirono al largo di Lampedusa, sconvolgendo il mondo e strappando per qualche settimana il velo di indifferenza che copriva la terribile crisi umanitaria in atto. E' stato impossibile non vedere e non sentire: le immagini dei cadaveri galleggianti, i racconti dei pescatori che per ore hanno cercato di strappare i corpi al mare, le testimonianze delle persone sopravvissute. Ma poi sulla vicenda, e sul dramma del Mediterraneo, è tornato l'oblio. 

Sono passati 10 anni da allora e purtroppo nulla è cambiato. La situazione nel nostro mare continua ad essere drammatica. Da allora almeno 28.000 bambini, donne e uomini sonoannegati nell'indifferenza totale degli Stati europei. 10 anni di morti, 10 anni di tragedie. 10 anni di "mai più", ripetuti più e più volte dopo ogni disastro in mare, fino a perdere quasi di significato. Parole vuote a cui non hanno fatto seguito azioni politiche concrete. Penso che dovremmo essere tutti stanchi. Stanchi dell’indifferenza con cui aggiungiamo morti anonimi, numeri senza volto e senza storia, all’elenco spaventoso della strage di questi anni. Soprattutto, dovremmo essere stanchi della crudele ipocrisia che usiamo per parlare di questi naufragi o meglio di queste tragedie accertate. Complessivamente, si parla di oltre 28mila morti in questi dieci anni, 28mila annegati. Sono certamente di più. Raccontiamo dei viaggi su barconi e barche della morte, oscurando l’elemento fondamentale: siamo noi, italiani ed europei, che con le nostre politiche costringiamo milioni di persone a viaggiare e morire così.

Emigrare non significa morire in un viaggio incerto e crudele. Non è mai stato così. Non è stato così per milioni di italiani emigrati nel Mondo nel 1800 e nel 1900. Non è così per i quasi 200mila italiani, che ogni anno lasciano il nostro Paese convinti che qui non ci sia futuro per loro. Se ne vanno usando treni, autobus, aerei. Viaggiano in tutta sicurezza. Vanno verso un futuro incerto, ma ci vanno senza rischiare la vita. 

Emigrare è questo. È banalmente questo. Non è attraversare un deserto affidandosi a persone che ricattano, stuprano, rubano, uccidono. Non è restare per mesi prigionieri di bande criminali in Libia, Turchia o Tunisia. Non è essere costretti a salire su barche fatiscenti – o camminare lungo la pericolosa rotta dei Balcani – sperando di toccare terra o di essere salvati dalle navi delle ONG. Emigrare non può nemmeno essere il ricatto di uno Stato che pretende di fare cassa sulla disperazione e sofferenza delle persone.

Emigrare è un diritto riconosciuto dalla comunità mondiale, soprattutto da quella parte – Europa e Italia – che si proclama patria dei Diritti Umani, quei diritti che sanciscono, appunto, il diritto ad emigrare. Non è così. L’ Europa o meglio “la fortezza Europa”, Italia inclusa, chiude le porte, spaventata dall’arrivo di 150mila persone all’anno. E lo fa giocando con le parole. Perché coloro che viaggiano lasciando la loro casa per raggiungere un luogo che sperano migliore, si chiamano emigranti, con la “e” davanti. Definirli, come facciamo, “migranti” significa metterli in un mondo generico, in cui non si scandisce un luogo da cui sono partiti e uno in cui sono arrivati. Quando arrivano e si stabilizzano, infatti, quelle persone diventano immigrati. Farli uscire dalla genericità perversa dell’essere “migranti”, significherebbe riconoscere a quegli esseri umani un punto di partenza e uno d’arrivo e, di conseguenza, riconoscere che hanno un viso, una storia, un nome, una vita. Tutte cose che evitiamo di riconoscere. Quelle persone le chiudiamo in un limbo astratto e non umano: quello dei migranti, del nulla, appunto.

Un limbo con cui possiamo convivere, nutrendoci di ambiguità. Basterebbe cambiare le leggi che ci siamo dati e la Bossi-Fini del 2002, è la madre di tutto questo. È il sigillo che abbiamo usato per impedire agli stranieri di venire in Italia ed Europa. Abbiamo tenuto aperto un varco, quello dei rifugiati per chi scappa da guerre e e da persecuzioni. Così, chi arriva in Italia, può dichiararsi “rifugiato” e chiedere “asilo”. Questo comporta un sistema di accoglienza molto complesso, una situazione di emergenza che dura da trent’anni. Se, però, riuscissimo a regolamentarizzare il flusso migratorio per quello che è un fatto insito nell’essere umano, tutte queste stragi non esisterebbero. Non avremmo più rotte della morte, campi di concentramento in Libia, Tunisia e Turchia, ONG in mare per salvare vite. Nessun governo, a prescindere dal colore, lo ha fatto in questi 10 anni. 

Ogni volta che piangiamo un morto in mare ricordiamolo: esistono i responsabili. E non solo si fa poco e nulla per evitare queste morti, ma anche da morti li lasciamo in un limbo. Il limbo delle vittime senza nome. La gran parte di quei 28.000 cadaveri, ad oggi, non ha un nome. Non c’è un sistema integrato per il conteggio delle morti e molti di coloro che hanno perso la vita in mare non verranno mai portati a riva o se ci arriveranno probabilmente saranno depositati senza nome e senza funerale in un cimitero in Italia o in Grecia. E’ urgente avviare un progetto di collaborazione europeo affinché venga riconosciuto il Diritto all’Identificazione delle migliaia di cadaveri tumulati senza nome nei cimiteri europei. L’Italia ha un modello che può essere esteso a tutti i Ventisette. Solo implementando un database in ogni Stato europeo dove raccogliere tutte le informazioni sui cadaveri senza nome e migranti scomparsi potremmo dire di aver implementato le procedure necessarie per ottimizzare le probabilità di identificare i cadaveri e, quindi, di tutelare i diritti delle vittime e delle loro famiglie.


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# La giornata di studio europea a Madrid – 14 febbraio 2022

URL: https://www.comitatotreottobre.it/articles/la-giornata-di-studio-europea-a-madrid-14-febbraio-2022/

# La giornata di studio europea a Madrid – 14 febbraio 2022

> Febbraio 16, 2022 La giornata di studio europea sul fenomeno delle migrazioni dal...

**Febbraio 16, 2022**

La **giornata di studio europea**sul fenomeno delle migrazioni dal titolo Identità e Relazione a Madrid si è svolta il 14 febbraio. Oltre 1.500 studentesse e studenti collegati e **trecento studenti italiani ed europei presenti fisicamente a Madrid**. Una giornata ricca d’incontri, testimonianze.

Tanti momenti diversi: momenti per riflettere, momenti per emozionarsi, momenti in cui mettere in discussione la propria identità e il concetto di “relazione con gli altri”. Gli studenti hanno avuto l’opportunità di ascoltare **Angela Caponnetto** giornalista di Rainews24, **Nello Scavo** di Avvenire, il giornalista spagnolo **Fernando De Haro**e il filosofo**Umberto Curi**. Le voci di chi racconta, testimonia, denuncia ciò che accade quotidianamente lungo le tante frontiere della nostra Europa. Da Lampedusa porta d’Europa, alla rotta balcanica sino alla rotta atlantica: flussi distanti e storie diverse si intrecciano per narrare realtà quotidiane, così tragicamente complesse, dove l’ingiustizia è padrona.

“E’ emozionante vedere gli stessi studenti incontrati a Lampedusa insieme agli altri a Madrid. Il nostro obiettivo è ampliare il loro sguardo sui temi dell’immigrazione e dell’integrazione. Non si può cancellare il passato ma possiamo fare in modo che non capiti più” dice **Tareke Brhane**, presidente del Comitato 3 ottobre, dopo aver raccontato la sua storia di migrante arrivato anche lui su un barcone nel 2005, Girare per le scuole, parlare con i ragazzi, sentire le loro richieste di aiuto per comprendere cose che non sempre sono chiare ai più giovani, condividere con loro il nostro bagaglio di esperienza sul campo è un modo per andare oltre una narrazione asettica. Ed è così che il nostro lavoro, uscendo dal mero racconto della fredda cronaca, diventa altro: diventa Storia”.

![foto di un uomo su un palco con sette persone su sedie da palco che guardano](https://www.comitatotreottobre.it/wp-content/uploads/2022/02/img7872-scaled-1.jpg)


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# La storia di Wahid Hasan Yousef

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# La storia di Wahid Hasan Yousef

> A parlare è Wahid Hasan Yousef, cardiochirurgo curdo siriano, che nel naufragio del 10...

> Quando sento la notizia di un naufragio, mi sento male. Come allora, anche se sono passati dieci anni. La sensazione di essere un rifiuto torna alla memoria, ed è dolorosissimo. Assistevano alla nostra morte come spettatori. Aspettavano a soccorrerci mentre molti di noi morivano. E’ stato terribile, e lo è tuttora ricordarlo
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> Wahid Hasan Yousef

A parlare è Wahid Hasan Yousef, cardiochirurgo curdo siriano, che nel naufragio del 10 ottobre 2013, conosciuto come "la strage dei bambini" a Lampedusa perse quattro figlie di due, cinque, sette e dieci anni.

Si contarono 268 dispersi e 26 morti. Tra loro c’erano 60 bambini.Yousef si salvò insieme a sua moglie. Oggi vivono in Germania, a Dusseldorf, e hanno avuto due bambine: «Se non fosse per loro, che chiedono sempre delle sorelle, sarei già morto di dolore. E’ per loro che vivo».

La moglie non parla con nessuno della tragedia che li ha colpiti, se accenna qualcosa scoppia in Solo lo scorso anno si è recata a Lampedusa con il marito, ma il dolore di ritrovarsi lì le è stato intollerabile.«Sono addolorato – dice – quelli morti in mare sono esseri umani che dovevano e potevano essere salvati. E mi rivolgo all’Italia e all’Europa: recuperate i corpi delle vittime, noi non abbiamo mai potuto rivedere quelli delle nostre figlie. Anche i morti vanno recuperati perché si ha bisogno di avere un posto dove piangerli».

Yousef ripercorre quel terribile 10 ottobre e racconta l’assalto di una motovedetta libica al peschereccio, «arrivarono molte raffiche di mitra sparate per fermare l’imbarcazione sulla quale viaggiavamo che ferirono tre persone e danneggiarono lo scafo facendogli imbarcare acqua». Il tono della sua voce si alza quando ricorda: «Aspettammo inutilmente i soccorsi dalle 12 fino alle 17.07, quando l’imbarcazione si capovolse e molte persone a bordo morirono, tra cui le mie figlie».

Eppure, ammette, in dieci anni nulla è cambiato: «Lancio un appello ai governi europei affinché incentivino la pace e fermino le guerre a causa delle quali molti partono e trovano la morte in mare».Le parole di Yousef diventano quasi una preghiera dopo il ricordo doloroso dei suoi lutti: «Dove sta l’umanità? Dio ci ha creato tutti uguali, siamo tutti essere umani, tutti, e non deve esistere che alcune vite contino meno di altre, che siamo come rifiuti appunto».

Come immagine di whatsapp il medico, ha la foto delle quattro figlie che guardano nell’obiettivo: sono sorridenti, hanno i capelli ben pettinati con fermagli e cerchietti. E sorridono. Almeno lì.


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# Lampedusa 2024: gli ospiti

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# Lampedusa 2024: gli ospiti

> Elenco in aggiornamento degli ospiti che parteciperanno ai vari eventi a Lampedusa dal...

![Evento serale all'aperto a Lampedusa con numerose persone sedute ad ascoltare su un palco allestito con impianto audio e illuminazione.](https://www.comitatotreottobre.it/wp-content/uploads/2024/08/ale1709.jpg)

***Elenco in aggiornamento degli ospiti che parteciperanno ai vari eventi a Lampedusa dal 30 settembre al 3 ottobre 2024 parte del progetto #ProtectPeopleNotBorders***

## Lampedusa 2024

[Scopri di più e registrati](https://www.comitatotreottobre.it/lampedusa-2024/)

#### Cristina Cattaneo

**Direttrice del Laboratorio di antropologia e odontologia forense (Labanof) dell’Istituto di medicina legale dell’Università degli Studi di Milano.**

Antropologa forense e medico legale, docente universitario, ha studiato biologia, antropologia e paleopatologia in Canada e Inghilterra, prima di specializzarsi in medicina legale a Milano. Attualmente dirige il Laboratorio di antropologia e odontologia forense (Labanof) dell’Istituto di medicina legale dell’Università degli Studi di Milano.

#### Brando Benifei

**Europarlamentare**

P[olitico](https://it.wikipedia.org/wiki/Politico) [italiano](https://it.wikipedia.org/wiki/Italia), [eurodeputato](https://it.wikipedia.org/wiki/Parlamento_europeo) dal 2014 e [capodelegazione del Partito Democratico](https://it.wikipedia.org/wiki/Partito_Democratico_(Italia)#Parlamento_europeo) al [Parlamento europeo](https://it.wikipedia.org/wiki/Parlamento_europeo) dal 2019 al 2024. La sua principale attività legislativa nell'ultima legislatura ha riguardato la digitalizzazione e l'intelligenza artificiale, come membro della Commissione per il mercato interno e la protezione dei consumatori del Parlamento europeo: a tal proposito è stato co-Relatore del Regolamento sull'Intelligenza Artificiale.

#### Marco Tarquinio

**Europarlamentare**

Marco Tarquinio è stato direttore responsabile di Avvenire sino a maggio 2023. Esperto di politica interna e internazionale. Gli sono stati attribuiti numerosi premi giornalistici: tra gli altri, il “Penna d'Oro”, il “Valerio Volpini”, il “Civitas Casertana-Le buone notizie”, il “Fregene”, il “Renzo Foa” e l’“Emilio Rossi”. Ha ricevuto dal Sermig il premio “Artigiano della Pace” e riconoscimenti speciali nell’ambito dei premi “Don Peppe Diana” e “Maria Rita Saulle” per i diritti umani. Il 14 giugno 2012 gli è stato reso pubblico omaggio dall’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma. È commendatore al merito della Repubblica Italiana. Dal 2011 al 2016, sino alla cessazione dell’attività di quel dicastero della Santa Sede, è stato consultore del Pontificio Consiglio delle Comunicazioni Sociali.

#### Cardinale Matteo Maria Zuppi

**Presidente Conferenza Episcopale Italiana**

Cardinale e arcivescovo cattolico italiano, dal 27 ottobre 2015 arcivescovo metropolita di Bologna e dal 24 maggio 2022 presidente della CEI.

#### Lorenzo Radice

**Sindaco di Legnano (Mi) e presidente Ali -Autonomie Locali Italiane- Lombardia**

Laureato in Sociologia, ha lavorato per enti del terzo settore e fondazioni no profit in ambito sociale e sociosanitario, occupandosi di innovazione e strategie aziendali. Ha avuto varie esperienze di volontariato per l’integrazione dei cittadini stranieri e per lo sviluppo del commercio equo e solidale. È stato portavoce del Forum Terzo settore Legnanese e membro del comitato coordinamento del Forum del Terzo Settore Altomilanese.

#### Fernando Chironda

**Segretario Generale del Comitato 3 ottobre**

Vive e lavora a Bruxelles dove si occupa di advocacy e campagne. Da sempre impegnato come attivista per i diritti umani.

#### **Goran Batić**

**ICMP**

Dal novembre 2022, Goran Batić gestisce le iniziative della società civile presso la sede centrale dell'ICMP. E’ responsabile della creazione e del mantenimento di partenariati con i rappresentanti delle associazioni familiari e di altre organizzazioni della società civile coinvolte nelle questioni relative alle persone scomparse in tutto il mondo. Si è unito per la prima volta all'ICMP nei Balcani occidentali nel 2008. Nel 2016 è entrato a far parte del Programma Iraq e dal 2017 è nella sede centrale dell'ICMP all'Aia. Ha lavorato anche per la Missione OSCE in Bosnia-Erzegovina e per World Vision International (Iraq e Nepal). Si è laureato presso l'Università Internazionale di Brema e l'Università dell'Europa Centrale.

#### Elda Baggio

**Vicepresidente di Medici Senza Frontiere**

Vicepresidente di MSF, nasce a Verona nel 1948. Medico chirurgo e docente all'Università di Verona, da tredici anni lavora con Medici Senza Frontiere come chirurgo di guerra. È tra le fondatrici di Women in Surgery Italia e oltre ad essere docente presso l'Università di Verona insegna, una volta all'anno, Patologia Chirurgica a Ngozi in Burundi. Ha lavorato con MSF in numerosi contesti, tra cui Repubblica Democratica del Congo, Haiti, Yemen, Iraq, Burundi, Somalia, Siria e Palestina. A Gaza, ha lavorato negli ospedali di Al-Awda e Al-Shifa.

#### Andrea García Borja

**Data analyst IOM**

Data analyst per il Progetto Missing Migrants. Il suo lavoro si concentra sulla raccolta e sull'analisi dei dati relativi alle morti/scomparse delle personei migranti in tutto il mondo. Prima di entrare nel GMDAC, Andrea ha lavorato presso la Deutsche Gesellschaft für Internationale Zusammenarbeit (GIZ) – concentrandosi sui flussi migratori nel Corno d'Africa e presso diverse organizzazioni della società civile in Messico. Ha lavorato e studiato in Messico, Belgio, India, Kenya e Germania. Andrea ha conseguito un Master in Politiche pubbliche presso la Hertie School of Governance e una laurea in Affari internazionali presso il Tecnológico de Monterrey.

#### Chris Obehi

**Artista.**

Nasce in Nigeria nel 1998. Durante l’infanzia viene introdotto alla musica gospel dalla famiglia. Nel 2015 fugge dal suo paese a causa delle persecuzioni religiose portate avanti da Boko Haram. Giunto prima in Libia, quindi a Lampedusa e infine a Palermo, dove stringe amicizie alle jam session facendosi notare come bassista. Qui intraprende gli studi di contrabbasso al conservatorio Alessandro Scarlatti e apprende da autodidatta la chitarra: nel frattempo matura grande interesse per la musica tradizionale siciliana, imparando le canzoni di Rosa Balistreri; nell’inverno 2018 un video nel quale suona “Cu ti lu dissi” raggiunge nell’arco di tre settimane quasi un milione di visualizzazioni. Nel 2019 realizza più di 100 concerti, attraversando tutta la Sicilia e poi in Sardegna e in Lombardia, suonando e raccontando la propria storia per locali, associazioni, club, manifestazioni e festival: il memoriale di Peppino Impastato (Cinisi), Mondo Sounds Festival (San Vito Lo Capo), FestiValle (Agrigento) e Meeting Del Mare (Marina Di Camerota); partecipa al cast della prima dell’opera “Winter Journey” di Ludovico Einaudi al Teatro Massimo di Palermo. Nel dicembre 2019 vince la Targa Siae – Giovane Autore a “Musica contro le Mafie”. Nel gennaio 2020 vince il XIX Premio Rosa Balistreri e Alberto Favara. Il primo album di Chris Obehi, uscito per 800A Records, si chiama “**OBEHI**”, che in lingua Esan significa “mani d’angelo”. L’album è composto da canzoni in italiano, inglese, siciliano, Esan e Pidgin nigeriano e il tema principale è la lotta alla difesa dei diritti umani. Le melodie dell’album sono semplici e ruotano attorno a pochi elementi uniti efficacemente: il beat della batteria ispirata allo stile afrobeat, il basso dall’energia afro esplosiva e le chitarre soliste.

#### Nicola Dell'arciprete

**Unicef, Coordinatore della Risposta a favore di minorenni migranti e rifugiati in Italia.**

Prima di ricoprire l'incarico attuale ha prestato servizio presso l’Ufficio Regionale UNICEF di Nairobi, dove ha lavorato dal marzo 2018, prima come Specialista per i partenariati e poi per la Coordinazione dei Programmi in Africa orientale e australe. Ha poi prestato servizio come Vice Capo dell'Ufficio del Kosovo. Ha iniziato a lavorare per UNICEF nel 2013 come Specialista per le Relazioni con l’Unione europea a Bruxelles. Tra gli incarichi precedenti, ha lavorato come consulente politico presso il Parlamento Europeo e come consulente per il Ministro Italiano per gli Affari Europei. Ha conseguito una laurea magistrale in Scienze Politiche presso l'Università LUISS *"Guido Carli"* di Roma e una laurea triennale in Relazioni Internazionali presso l'Istitut d'Etudes Politiques di Strasburgo. E’ stato tra i fondatori del magazine europeo [cafebabel.com](http://cafebabel.com)

#### Eleonora Camilli

**Giornalista.**

Lavora dal 2007 presso la redazione romana di Redattore Sociale, la prima agenzia di stampa italiana specializzata sui temi del welfare, della marginalità e dell’esclusione. Si occupa in particolare di diritti, migrazioni e diaspore contemporanee. Le sue analisi e i suoi reportage sono stati pubblicati anche su diverse testate nazionali.

#### Mpanzu Bamenga

**Parlamentare olandese**

Ex consigliere rifugiato politico ed ex consigliere comunale di Eindhoven. Eletto talento politico dell’anno nel 2017 è avvocato difensore dei Diritti Umani e dei migranti privi di documenti. Vincitore del Premio per la Pace 2023 attualmente membro del Parlamento olandese.

#### **Mamadou Kouassi**

**Mediatore culturale.**

Originario della Costa d'Avorio, Mamadou Kouassi – a cui è ispirato il film di Matteo Garrone *Io capitano*che ha vinto il David di Donatello 2024 come miglior film – è stato salvato dalla Guardia costiera e ora lavora come mediatore culturale. Con il Centro sociale Ex canapificio ha aperto uno sportello a Castel Volturno per assistere le persone migranti nella richiesta del permesso di soggiorno e per combattere lo sfruttamento lavorativo.

#### Sarah Klingeberg

**ICRC**

Sarah Klingeberg lavora a Bruxelles come consulente regionale per gli spostamenti interni e le migrazioni per l'Europa e l'Asia centrale presso il Comitato internazionale della Croce Rossa (CICR). Il CICR è un'organizzazione neutrale e indipendente che garantisce protezione e assistenza umanitaria alle persone colpite da conflitti armati e altre violenze. In precedenza, la signora Klingeberg ha lavorato presso la Croce Rossa belga – Comunità francese – come consulente per la migrazione. Negli ultimi vent'anni ha lavorato come esperta di migrazione in Europa e in Africa per sostenere la risposta operativa ai bisogni dei migranti, l'elaborazione e l'attuazione di strategie di advocacy per il rispetto dei diritti dei migranti e la promozione dell'empowerment dei migranti

#### Pietro Bartolo

**Medico chirurgo**

Dal 1988 responsabile del gabinetto medico dell'Aereonautica Militare di Lampedusa, nel 1991 è [ufficiale sanitario](https://it.wikipedia.org/wiki/Ufficiale_sanitario) delle [isole Pelagie](https://it.wikipedia.org/wiki/Isole_Pelagie). Nel 1993 diviene responsabile del presidio sanitario e del poliambulatorio di [Lampedusa](https://it.wikipedia.org/wiki/Lampedusa), dipendenti dall’[ASP](https://it.wikipedia.org/wiki/Azienda_sanitaria_locale) di [Palermo](https://it.wikipedia.org/wiki/Palermo), occupadosi anche delle prime visite a[lle](https://it.wikipedia.org/wiki/Migranti) persone migranti che sbarcavano a [Lampedusa](https://it.wikipedia.org/wiki/Isola_di_Lampedusa) e di coloro che soggiornavano nel centro di accoglienza. Nel marzo 2011 è stato nominato coordinatore di tutte le attività sanitarie nelle [Isole Pelagie](https://it.wikipedia.org/wiki/Isole_Pelagie). È stato vicepresidente della [Commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni del Parlamento europeo](https://it.wikipedia.org/wiki/Commissione_per_le_libert%C3%A0_civili,_la_giustizia_e_gli_affari_interni_del_Parlamento_europeo) (LIBE), membro titolare della Commissione per la pesca (PECH)/della Commissione per i bilanci (BUDG)/della Delegazione per le relazioni con i paesi del Mashreq (DMAS), membro sostituto della Delegazione per le relazioni con l'Iraq (D-IQ) e della Delegazione all'Assemblea paritetica ACP-UE (DACP).

#### Lello Analfino

**Musicista**

Lello Analfino, il suo vero nome è Calogero, ma il pubblico lo conosce come Lello Analfino. Nasce ad Agrigento, sotto il segno del Toro, il 7 maggio del 1973. Frontman del gruppo siciliano Tinturia trasmette la sua vena artistica estrosa e geniale, mai banale. Nel corso degli anni è autore di diverse colonne sonore per docufiction sulla mafia, documentari, spot di sensibilizzazione.

#### Niki Leonetti

**Consigliere comunale.**

Vive nei pressi del lago di Garda, in provincia di Verona. Appassionato e studente di scienze dell’educazione, istruttore di minibasket, in consiglio comunale di Cavaion Veronese. Nel 2023 è uscito il suo libro biografico “Si può fare passo dopo passo”.

#### Filippo Ungaro

**Portavoce UNHCR Italia**

Nato a Roma nel 1971, si laurea in Scienze Politiche, indirizzo politico-internazionale all’Università di Roma la Sapienza. Comincia fin da subito a lavorare nell’ambito della Comunicazione, trasferendosi in Inghilterra per due anni e lavorando come PR Officer (addetto ufficio stampa, responsabile per l’Europa) per la nota casa automobilistica inglese Lotus Cars. Successivamente, torna in Italia e matura un’esperienza come Responsabile Comunicazione alla Progetel, start-up nell’ambito delle telecomunicazioni. Dal 2001 fino al 2023, lavora per Save the Children, sempre nell’ambito della Comunicazione, prima come Responsabile poi come Direttore. Nel corso degli anni e dell’esperienza in Save the Children, allarga la sua sfera di attività incorporando via via tutte le discipline, dall’advertising al piano media, dall’ufficio stampa al ruolo di portavoce, dal content al campaigning, dal brand alla produzione dei materiali e delle pubblicazioni. Anche per Save the Children International assume nel corso degli anni vari ruoli, collaborando allo sviluppo di campagne globali come Rewrite the Future, Every One e Stop the War on Children. Oltre a essere Direttore Comunicazione e Campagne di Save the Children Italia, è stato fino al 2021 anche Lead del Global Brand per Save the Children International. Nel 2019 idea, crea e gestisce per Save the Children Italia la Newsroom, area di lavoro innovativa e integrata fra ufficio stampa, social media e produzione content. Padre di 4 figli, ama la montagna e pratica alpinismo in modo dilettantistico. Dal 1 novembre 2023 comincia la sua esperienza come Responsabile della Comunicazione e Portavoce UNHCR Italia, dedicandosi al tema dei rifugiati.

#### Lefteris F. Vasilopoulos

**Attivista.**

Dopo un anno di studi Erasmus a Tolosa, nel sud della Francia, si è candidato alle elezioni europee. Ambasciatore Erasmus e attivista per i diritti dei giovani. Si è battuto per il diritto di voto a 16 anni e di eleggibilità a 18 anni. Si batte anche per un programma Erasmus più inclusivo e partecipativo.

#### Salvatore Vella

**Procuratore Aggiunto per il Tribunale di Agrigento.**

Magistrato, Procuratore Aggiunto per il Tribunale di Agrigento dal 2018. Ha cominciato la sua attività di pubblico ministero a Sciacca- Dal 2004 al 2011 e dal 2014 al 2016 è stato applicato alla Direziona distrettuale antimafia presso la Procura della Repubblica di Palermo.

#### Claudia Pratelli

**Assessora di Roma Capitale alla Scuola**

Impegnata sui temi della scuola, dell’università e della ricerca nelle associazioni e nei movimenti, ha fatto parte della Segreteria di Sinistra Italiana. Dal giugno 2018, per tre anni, è stata assessora alla Scuola e alle Pari Opportunità del III Municipio. Ha una laurea e dottorato in Sociologia.

#### Miguel Gotor

**Assessore di Roma Capitale alla Cultura**

Insegna storia moderna presso il dipartimento di studi letterari, filosofici e di storia dell'arte dell’Università degli Studi di Roma Tor Vergata, dove si occupa di storia della vita religiosa. Ha collaborato alle pagine politiche e culturali dei quotidiani [https://it.wikipedia.org/wiki/La_Stampa](https://it.wikipedia.org/wiki/La_Stampa)[L](https://it.wikipedia.org/wiki/Il_Sole_24_Ore)a Stampa e Il Sole 24 Ore e del settimanale L'Espresso. Dal[https://it.wikipedia.org/wiki/2020](https://it.wikipedia.org/wiki/2020)[https://it.wikipedia.org/wiki/La_Repubblica_(quotidiano)](https://it.wikipedia.org/wiki/La_Repubblica_(quotidiano))2020 scrive su La Repubblica. Nel 2008 ha vinto il Premio Viareggio per la saggistica con Lettere dalla prigionia, volume dedicato agli scritti che Aldo Moro produsse durante il suo sequestro ad opera delle Brigate Rosse.

#### Antonella Inverno

**Giurista.**

E’ una giurista con specializzazione nella tutela internazionale dei diritti umani e nei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, oltre che nell’analisi delle politiche pubbliche. Dal 2001 si è occupata di lotta allo sfruttamento minorile e di migrazioni presso diversi enti e organizzazioni. Dal 2005 collabora con Save the Children Italia, presso cui ricopre il ruolo di Responsabile Ricerca, Analisi e Formazione. Immagina politiche e norme che tutelino bambine e bambini dalla discriminazione, dalla violenza e dalle conseguenze delle disuguaglianze in Italia. Ha curato diverse ricerche, rapporti e pubblicazioni sui minori migranti, povertà minorile e maternità.

#### Alice Toietta

**Attivista di Ultima Generazione.**

Sono Alice, ho 29 anni e negli ultimi due ho dedicato la maggior parte del tempo e delle mie energie al progetto di Ultima Generazione: tramite la disobbedienza civile nonviolenta, è la campagna che pone sotto pressione Il governo affinché attui cambiamenti radicali per fronteggiare la crisi climatica e sociale attuale. Sono anche illustratrice, e ho avuto la fortuna di collaborare con ricercatrici e ricercatori che tramite il loro lavoro cercano di rispondere a ingiustizie e falle nel sistema giudiziario. I principali progetti a cui ho dato contributo sono "SensJus" e "Le Rotte del Clima".

#### Andi Nganso

**Medico**

Andi Nganso è un medico esperto di salute globale, attivo in progetti di accesso alla salute per persone vulnerabilizzate attraverso organizzazioni come la Croce Rossa Italiana e l’Organizzazione Internazionale delle Migrazioni. Oggi si occupa di medicina d'urgenza e emergenza e sta specializzandosi in Anestesia e Rianimazione. Nel 2018 ha fondato il Festival DiverCity, una piattaforma culturale di arte e design dedicata a temi di decolonizzazione e lotta contro le discriminazioni.

#### Sandro Joyeux

**Artista.**

Nasce a Parigi nel 1978, mamma francese e papà italiano. A dieci anni entra nel Coro della Radio Nazionale Francese e attraversa la Francia cantando dai gregoriani alla contemporanea, in Russo, Tedesco, Latino, Italiano. Viaggiando per l’Itala scopre un’altra Africa: quella dei braccianti agricoli. Nasce l’Antischiavitour, il suo viaggio musicale in giro per le campagne d’Italia a sostegno dei migranti: dalla baraccopoli del Gran Ghetto di Foggia al campo di Rosarno fino a Saluzzo, in provincia di Cuneo.

#### Andrea Palamenghi

**Ricercatore**

Dottore di ricerca in antropologia fisica ed è attualmente Assegnista di ricerca presso Università degli studi di Milano. Dal 2020, è parte attiva del progetto del LABANOF per l’identificazione delle vittime del Mediterraneo. Nel 2016 e nel 2017, è stato volontario in campi profughi in Grecia e ha gestito diverse raccolte fondi per l’acquisto di beni per l’assistenza dei rifugiati.

#### Chiara De Paoli

Chiara De Paoli è nata a Bolzano e ha studiato a Milano, laureandosi in Scienze Sociali all’Università degli Studi di Milano e ottenendo il diploma di secondo livello in violino presso il Conservatorio di Milano. Ha iniziato la sua carriera come recruiter presso Bending Spoons, società milanese specializzata nello sviluppo di app per smartphone, contribuendo alla sua espansione a livello internazionale. Nel 2020 si è trasferita a Roma, entrando a far parte del neonato Ufficio 8×1000 dell’Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai, di cui è membro dal 2009.

#### Francesco San Gregorio

Membro dell’Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai dal 2007 e attualmente ricopre l’incarico di componente della Commissione otto per mille dell’Istituto. Laureato in Giurisprudenza e impiegato nel Dipartimento di Relazioni esterne – Area Relazioni religiose e accademiche dell’Istituto.

#### Elia Tornesi

**Ricercatore**

Nato a Messina nel 1992, si laurea in Giurisprudenza all’Università degli Studi di Trento e prosegue gli studi post-universitari presso la LUISS "Guido Carli" di Roma. Dal 2024 lavora nell’Area Ricerca e Documentazione della Fondazione Migrantes, organismo pastorale della Conferenza Episcopale Italiana. È dottorando di ricerca presso il Dipartimento di Scienze Politiche e Giuridiche dell’Università degli Studi di Messina.

#### Fiorello Miguel Lebbiati

**Attivista**

Attivista rom e sinto. Ha collaborato con Caritas Lucca per 15 anni, oggi è impegnato totalmente con il movimento Kethane rom e sinti per l’Italia nel far crescere le comunità con competenze di auto organizzazione e auto rappresentanza, attraverso la crescita, formazione di giovani attivisti, nelle questioni che li riguardano localmente ma con una visione geopolitica europea e mondiale, con l’obiettivo comune di tutti i movimenti rom e sinti europei di diventare protagonisti e portatori di idee e valori universali che possano plasmare la società nei prossimi 10/20 anni.

#### Alessandro Ienzi

**Artista**

Attore, regista e drammaturgo, nonché avvocato specializzato in diritti umani, Ienzi ha unito le sue passioni in un percorso teatrale che vanta ottimi riscontri all’estero, dove i suoi lavori ricevono spesso premi e riconoscimenti.

#### Spill Over

**Musicisti**

Gli Spill Over sono un giovane complesso musicale, nato a scuola (Liceo scientifico Archimede) ad Acireale. Formato da tastierista e cantante Nicolò Marano, batterista Gaetano Marino, chitarrista Oscar Ferrara e bassista Davide Leotta. Lo spirito del gruppo è insito nel significato del nome "Spill Over" ovvero "andare oltre", cercare con coraggio e creatività di rinnovare musica di tutti i generi in chiave moderna e inedita. A questo si lega un profondo interesse verso "l'andare oltre" in tutte le sue diramazioni, non solo musicali, come si può evincere da inediti e testi.

     [25 Settembre 2024

##### Lampedusa 2024: il programma

Dal 30 settembre al 3 ottobre, Giornata della Memoria e dell'Accoglienza, avranno luogo…](https://www.comitatotreottobre.it/articles/lampedusa-2024-programma/)   [11 Settembre 2024

##### Lampedusa 2024: i laboratori

Nelle giornate del 1 ottobre e 2 ottobre, a Lampedusa avranno luogo 29 laboratori…](https://www.comitatotreottobre.it/articles/lampedusa-2024-laboratori/)   [9 Agosto 2024

##### Conferenza tecnica DNA

XI GIORNATA DELLA MEMORIA E DELL’ACCOGLIENZA “Sinergie per il riconoscimento delle…](https://www.comitatotreottobre.it/articles/conferenza-tecnica-dna/)

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# Lampedusa 2024: i laboratori

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# Lampedusa 2024: i laboratori

> Nelle giornate del 1 ottobre e 2 ottobre, a Lampedusa avranno luogo 29 laboratori...

Nelle giornate del 1 ottobre e 2 ottobre, a Lampedusa avranno luogo 29 laboratori didattici per gli oltre 300 studenti e studentesse presenti sull'isola per il progetto #ProtectPeopleNotBorders. I laboratori sono organizzati da tantissime realtà diverse che vanno dalle agenzie delle Nazioni Unite alle ONG, da esperti di migrazioni fino a testimoni e abitanti di Lampedusa. Tantissime opportunità per i partecipanti di conoscere a fondo le tematiche legate all'immigrazione, senza pregiudizi e tabù.

## Lampedusa 2024

[Scopri di più e registrati](https://www.comitatotreottobre.it/lampedusa-2024/)

Scopri tutti i laboratori:

#### Attivismo oltre i confini

Organizzato e tenuto da: **Comitato 3 Ottobre**

Un momento per rielaborare quanto ascoltato e vissuto e prepararsi al 3 ottobre con maggior consapevolezza. Tutti gli studenti saranno coinvolti in un momento di elaborazione in piccoli gruppi e in una riflessione finale collettiva.

#### La diversa esperienza del viaggio: testimonianze dai progetti di MSF

Organizzato e tenuto da: **Medici Senza Frontiere**

Vorremmo affrontare appunto il concetto di organizzare un viaggio attraversando confini nazionali, mettendo in luce quanto questo possa variare in base all’origine del viaggio stesso e tutto quello che questo puo’ comportare (mezzi di trasporto, visti o meno, costi, tempo, i rischi…). Per far riflettere su quanto questo non sia banale, ma cambia tutte le variabili e a volte gli esiti del viaggio.

#### Come onde del mare. Incontri senza confini

Organizzato e tenuto da: **Emergency**

Incontro di intervista e testimonianza con un operatore/operatrice di EMERGENCY sulla Life Support, la nave impegnata nel salvataggio dei migranti nel Mediterraneo centrale. Immagini e video per conoscere chi cerca una nuova vita senza confini.

#### Family on the move: Percorso esperienziale sul diritto all'unità familiare

Organizzato e tenuto da: **Croce rossa italiana**

Il percorso interattivo itinerante RFL “Family on the move” intende far vivere ai partecipanti l’esperienza del viaggio che un nucleo familiare intraprende in un contesto migratorio. I partecipanti verranno coinvolti in un percorso interattivo inteso a ricostruire alcune situazioni che possono comportare l’interruzione del legame e la perdita del contatto con i componenti del proprio nucleo e le attività che la Croce Rossa può implementare per favorire il ristabilimento del legame.

#### Benvenuti a bordo

Organizzato e tenuto da: **Piero Billeci dell'Associazione Armatori Lampedusa**

#### Ai confini del diritto

Organizzato e tenuto da: **Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa**

Il laboratorio vuole esplorare la condizione giuridica degli stranieri al confine dell’Europa, indagando le principali rotte migratorie tra mediterraneo e balcani-est Europa. Saranno approfonditi i diritti fondamentali dei migranti alla luce delle convenzioni internazionali e del nuovo Patto sull’Immigrazione e Asilo dell’Unione Europea.

#### Il viaggio di Aboubakar

Organizzato e tenuto da: **Save the Children**

Laboratorio partecipato dedicato alla comprensione della fenomenologia di rischi che i minori migranti possono correre durante il percorso migratorio.

#### Narrative change: La migrazione da un diverso punto di vista

Organizzato e tenuto da: **UNICEF**

Il laboratorio parte da un'analisi delle notizie sui media per poi arrivare a una parte più creativa di creazione delle notizie che mette al centro un cambio di narrativa.

#### Migrazione tra Percezione e Realtà: Statistiche Attuali e Previsioni Future

Organizzato e tenuto da: **OIM**

#### Oltre il confine, fuga e speranza

Organizzato e tenuto da: **UNHCR**

#### Migration and EU citizenship: what can you do to change the world?

Organizzato e tenuto da: **Mpanzu Bamenga**

Affronteremo il fenomeno migrazione aggiornata alle novità governative. Con l'ausilio di slide parleremo del viaggio, dei paesi e le motivazioni per le partenze e infine faremo una simulazione con il rifugiato presente di una barca con il racconto del viaggio.

#### The Game: Umanità Ininterrotta

Organizzato e tenuto da: **Agenzia Scalabriniana per la Cooperazione allo Sviluppo**

Partire o restare? “The Game” è un gioco di ruolo in cui avrai modo di metterti nelle scarpe delle persone in movimento e muoverti nello scacchiere di un’Europa Orientale densa di confini e scelte difficili da prendere. Questo laboratorio è frutto di un’esperienza vissuta in prima persona fisicamente lungo la Rotta Balcanica da un gruppo di giovani dell’ASCS con il progetto “Umanità Ininterrotta”, da cui è nato l’omonimo libro e la mostra fotografica. Lontani dai riflettori dei media, a Trieste arrivano ogni giorno a piedi 50 persone con un lungo cammino alle spalle: sono partiti da Afghanistan, Pakistan, Iraq, Iran, Siria e hanno viaggiato per mesi lungo la “Rotta Balcanica” dal Medio Oriente alle porte di casa nostra. Alla fine del gioco, verrà dedicato un momento per raccogliere le sensazioni e i pensieri degli studenti.

#### Gli anni dell'attesa

Organizzato e tenuto da: **ASGI**

Quando non sono i confini tra Stati le barriere più difficili da superare

#### Ai confini dei conflitti

Organizzato e tenuto da: **ANVCG**

L'immigrazione evoca spesso immagini drammatiche di barche sovraffollate alla deriva nel Mediterraneo, senza un porto sicuro in vista sulle coste europee. Tuttavia, ciò che rimane spesso in ombra sono le cause profonde che spingono queste persone a intraprendere un viaggio così pericoloso, spesso legate a guerre e conflitti. L’Associazione Nazionale Vittime Civili di Guerra, attraverso il volume "L’Atlante delle Guerre e dei Conflitti del mondo", si impegna a svelare cosa si cela oltre il Mediterraneo, facendo luce sulle difficili realtà dei paesi d'origine dei migranti, evidenziando come le radici delle migrazioni affondino nelle guerre, nelle ingiustizie sociali, nella mancanza di diritti e democrazia.

#### Corpi che raccontano

Organizzato e tenuto da: **Campo teatrale**

#### Nei panni dei rifugiati

Organizzato e tenuto da: **Centro Astalli**

Affronteremo il fenomeno migrazione aggiornata alle novità governative. Con l'ausilio di slide parleremo del viaggio, dei paesi e le motivazioni per le partenze e infine faremo una simulazione con il rifugiato presente di una barca con il racconto del viaggio.

#### Storia di un soccorso in mare

Organizzato e tenuto da: **CISOM**

Il CISOM Corpo Italiano di Soccorso dell'Ordine di Malta racconta Lampedusa andata e ritorno: storia di un soccorso in mare

#### I nuovi muri d'Europa

Organizzato e tenuto da: **Comitato 3 ottobre**

#### Raccontare le migrazioni/Parole, storie e immagini

Organizzato e tenuto da: **Eleonora Camilli**

Come i media raccontano le migrazioni tra trappole, stereotipi e buone pratiche.

#### Mystery Game

Organizzato e tenuto da: **Emmaus College di Rotterdam**

#### **Oltre i confini: L'identificazione delle vittime del Mediterraneo come tutela dei diritti umani**

Organizzato e tenuto da: **LABANOF**

Lezione frontale sull'importanza dell'identificazione personale positiva nella tutela dei diritti umani. Esercitazione pratica sulla raccolta dati Antemortem e postmortem

#### Costruire nuove narrazioni per creare una nuova cultura dell’accoglienza

Organizzato e tenuto da: **Refugees Welcome Italia**

La narrazione mediatica sulle migrazioni ci rimanda la percezione generale per cui ci sono flussi costanti e ingestibili di persone che arrivano alla porte dell’Europa e dell’Italia, ci racconta di barconi che affondano e di corpi che vengono travolti dai flutti, ci convince che tutto questo è inevitabile e che rientra in un quadro di emergenza di cui, a conti fatti, non siamo responsabili e di cui non possiamo farci veramente carico. La risposta politica è rendere sempre più impenetrabile la "Fortezza Europa", creando procedure di ingresso più rigide e aumentando respingimenti e rimpatri. Questa narrazione dominante è realistica? Conosciamo le cause che spingono le persone a mettersi in viaggio? Siamo davvero di fronte a un’invasione? I naufragi, le morti in mare, sono inevitabili? Che direzione stanno prendendo le politiche europee? E noi da che parte stiamo? Proviamo a rispondere ad alcune di queste domande e a pensare insieme a nuove forme di narrazioni – contro/narrazioni possibili da cui partire per ripensare confini e libertà di movimento, per costruire insieme una nuova cultura dell’accoglienza.

#### I confini dei pregiudizi

Organizzato e tenuto da: **Giuseppe Chiantera, Comitato 3 ottobre**

Il fenomeno migratorio, da sempre presente nella storia dell'umanità, si intreccia in modo indissolubile con quello dei pregiudizi. Questi ultimi, radicati in stereotipi e generalizzazioni spesso infondate, tendono a stigmatizzare i migranti, alimentare odio e indifferenza e creare divisioni sociali. I media possono contribuire a diffondere stereotipi negativi sui migranti, alimentando il pregiudizio e l'intolleranza. Attraverso l'analisi di documentari, video interviste e racconti in prima persona di chi ha attraversato i confini proveremo a fornire gli strumenti di lettura per sfatare i luoghi comuni e gli stereotipi negativi, riflettere su come i confini vengono costruiti, difesi e attraversati e su chi ne detiene il potere e favorire lo scambio di esperienze e prospettive tra persone di diverse culture e origini. Per costruire società più inclusive, è fondamentale contrastare gli stereotipi e promuovere il dialogo interculturale. La narrazione, in tutte le sue forme, può essere uno strumento potente per raggiungere questo obiettivo.

#### Disabilità e migrazione: Il confine dello sguardo

Organizzato e tenuto da: **Niki Leonetti**

Il confine può essere dentro di noi e fuori di noi, molte volte alle persone, a noi e agli altri, mettiamo delle etichette che ci impediscono di andare oltre, di aprirci al mondo e fare davvero la differenza.

#### In dialogo con le scuole. Parlare di migrazione in classe e ai giovani

Organizzato e tenuto da: **Comitato 3 ottobre**

#### Escursione alla riserva naturale

Organizzato e tenuto da: **Legambiente**

#### Memorie di resistenza: decolonizzazione, antirazzismo e design della libertà

Organizzato e tenuto da: **Andi Nganso**

#### Parole che Costruiscono: Riscriviamo Insieme il Manifesto di Lampedusa

Organizzato e tenuto da: **Generazione Ponte**

Lavoriamo insieme sull'obiettivo di esplorare il potere delle parole e coinvolgerci nella rielaborazione del manifesto in modo collaborativo.

#### Persone scomparse in migrazione: le ricerche dalla prospettiva delle famiglie

Organizzato e tenuto da: **EuroMed Rights**

Saranno presentate ai ragazzi e alle ragazze delle storie di persone scomparse in migrazione e si proporrà loro di mettersi nei panni delle famiglie che cercano. Verranno suggeriti diversi modi per cercare e in gruppo i ragazzi lavoreranno sulle soluzioni. Dopo un debriefing sui vari casi verrà illustrato il lavoro di EuroMed Rights, come supportano le famiglie e le organizzazioni locali nell'empowerment degli strumenti di ricerca e di conessione con altri attori (progetto di cartografia).

#### EurHope

Organizzato e tenuto da: **GFE – Gioventù Federalista Europea**

Il workshop EurHope vuole essere un momento di riflessione e dibattito sul ruolo dell'Europa nel contesto attuale e sull'inabilità di rispondere in maniera efficace alle crisi che ci colpiscono, mettendo l'accento in particolare sull'incapacità di gestire il fenomeno migratorio e sul fallimento nel porsi come istituzione mediatrice per portare la pace nelle guerre israelo-palestinese e russa-ucraina. Nel particolare, il workshop si strutturerà con un primo ice-breaker, seguito da un momento in cui verranno poste domande in stile Quiz ognuna delle quali seguita da un breve momento di approfondimento sull'argomento oggetto della domanda, per infine arrivare al dibattito tra i partecipanti.

     [25 Settembre 2024

##### Lampedusa 2024: il programma

Dal 30 settembre al 3 ottobre, Giornata della Memoria e dell'Accoglienza, avranno luogo…](https://www.comitatotreottobre.it/articles/lampedusa-2024-programma/)   [28 Agosto 2024

##### Lampedusa 2024: gli ospiti

Elenco in aggiornamento degli ospiti che parteciperanno ai vari eventi a Lampedusa dal…](https://www.comitatotreottobre.it/articles/lampedusa-2024-ospiti/)   [9 Agosto 2024

##### Conferenza tecnica DNA

XI GIORNATA DELLA MEMORIA E DELL’ACCOGLIENZA “Sinergie per il riconoscimento delle…](https://www.comitatotreottobre.it/articles/conferenza-tecnica-dna/)


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# Lampedusa 2024: il programma

URL: https://www.comitatotreottobre.it/articles/lampedusa-2024-programma/

# Lampedusa 2024: il programma

> Dal 30 settembre al 3 ottobre, Giornata della Memoria e dell'Accoglienza, avranno luogo...

Dal 30 settembre al 3 ottobre, Giornata della Memoria e dell'Accoglienza, avranno luogo a Lampedusa commemorazioni, dibattiti, testimonianze, laboratori e tavole rotonde alla presenza di oltre 500 studenti e studentesse da diversi Paesi europei.

### **[SCARICA IL PROGRAMMA QUI](https://www.comitatotreottobre.it/wp-content/uploads/2026/08/Programma-2024-ITA_esec3WEB.pdf)**

     [#### Protect People Not Borders: Lampedusa 2024

Dove, quando e perché Dal 30 settembre al 3 ottobre 2024, avranno luogo nell'Isola di…](https://www.comitatotreottobre.it/lampedusa-2024/)   [9 Agosto 2024

#### Conferenza tecnica DNA

XI GIORNATA DELLA MEMORIA E DELL’ACCOGLIENZA “Sinergie per il riconoscimento delle…](https://www.comitatotreottobre.it/articles/conferenza-tecnica-dna/)     ![XI Giornata della Memoria e dell’Accoglienza a Lampedusa dal 30 settembre al 3 ottobre 2024, con slogan "Protect people not borders" e mani stilizzate su sfondo blu scuro.](https://www.comitatotreottobre.it/wp-content/uploads/2024/09/locandina-ita.png)


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# Lampedusa 2025: i protagonisti

URL: https://www.comitatotreottobre.it/articles/lampedusa-2025-i-protagonisti/

# Lampedusa 2025: i protagonisti

> A seguire gli ospiti delle attività organizzate dal Comitato 3 ottobre in occasione...

*A seguire gli ospiti delle attività organizzate dal Comitato 3 ottobre in occasione della Giornata della Memoria e dell'Accoglienza 2025.*

#### **Salvatore Vella**

##### ***Procuratore della Repubblica di Gela***

Salvatore Vella è attualmente Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Gela. Magistrato dal 1999, ha iniziato la carriera a Sciacca, passando poi per Palermo (DDA), Marsala e Agrigento. È noto per aver coordinato importanti inchieste su criminalità organizzata, traffico di esseri umani e sbarchi irregolari. A luglio 2024 è stato nominato procuratore capo di Gela dal Consiglio Superiore della Magistratura. Originario di Erice (TP), è stato oggetto di misure di protezione per il suo impegno antimafia.

#### **Angela Caponnetto**

##### ***Giornalista – Rainews24***

Angela Caponnetto è giornalista e inviata di Rainews24, dove lavora da oltre vent’anni. Segue inchieste e reportage su migrazioni, sbarchi, missioni di soccorso nel Mediterraneo, crisi internazionali. È autrice del libro 'Attraverso i tuoi occhi' (Piemme, 2020) e ha ricevuto numerosi premi tra cui il Premio Livatino, Occhi Blu e Giornalista della Pace. Ha subito attacchi per il suo lavoro sulle ONG, ricevendo solidarietà da colleghi e sindacati giornalistici.

#### **Eleonora Camilli**

##### ***Giornalista – Redattore Sociale***

Eleonora Camilli è giornalista professionista dal 2007, lavora nella redazione romana di Redattore Sociale. Si occupa di welfare, diritti, migrazioni e marginalità. Collabora anche con testate nazionali come 'La Stampa'. Partecipa regolarmente a eventi e festival del giornalismo e progetti di comunicazione sociale su scala europea.

#### **Filippo Mannino**

##### *Sindaco di Lampedusa e Linosa*

Laureato in Giurisprudenza all’ Università La Sapienza di Roma, dopo un periodo trascorso fuori da Lampedusa è tornato sull’isola, candidandosi con una lista civica.

#### **Lino Guanciale**

##### *Attore*

Diplomato al liceo scientifico, sogna di fare il medico, ma durante un laboratorio teatrale fatto durante l'anno di maturità, cambia radicalmente idea e decide di diventare un attore, studiando discipline teatrali e lettere alla Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università La Sapienza di Roma, passando poi all'Accademia Nazionale d'Arte Drammatica Silvio D'Amico di Roma. Cinematograficamente, debutta nel ruolo di Mozart in Io, Don Giovanni (2009). E’ ambasciatore di buona volontà per UNHCR, l'agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati.

#### **Nancy Porsia**

##### *Giornalista*

Giornalista indipendente esperta di Medio Oriente, Nord Africa e Corno d’Africa. I suoi lavori da Siria, Libano, Iraq, Libia, Tunisia, Eritrea e Etiopia sono stati pubblicati da emittenti e giornali nazionali e internazionali, tra cui RAI, Sky, L’Espresso, Panorama, la Repubblica, Il Fatto Quotidiano, ARD, The Guardian, el País e Al Jazeera. È autrice dell’inchiesta sulla collusione tra la guardia costiera libica e i trafficanti di esseri umani pubblicata nel 2016. Dal 2017 lavora anche come consulente e ricercatrice per università e istituti privati. È una delle autrici del libro corale sul giornalismo di guerra al femminile Balas Para Todas (Larrad Ediciones, 2021). Nel 2023 pubblica Mal di Libia. Un reportage dal cuore di un paese complesso, inquieto, che ha disperatamente bisogno di rappresentarsi con parole nuove.

#### **Fernando Chironda**

##### *Segretario Generale del Comitato 3 ottobre*

Vive e lavora a Bruxelles dove si occupa di advocacy e campagne. Da sempre impegnato come attivista per i diritti umani.

#### **Remon Karam**

##### *Attivista e scrittore*

Remon Karam: arrivato in Italia a 14 anni, attraversando il mare da solo. Oggi è un attivista, scrittore, divulgatore e dottore in lingue e relazioni internazionali. Attraverso la sua testimonianza, raccontata anche nel libro “Il mare nasconde le stelle”, porta la voce di chi ha vissuto in prima persona il viaggio migratorio. Il suo impegno è rivolto a costruire un’Italia più giusta, che riconosca il valore di ogni persona, al di là delle sue origini.

#### **Pietro Bartolo**

##### *Medico, già europarlamentare*

[Medico chirurgo](https://it.wikipedia.org/wiki/Medico), nominato nel 1988 responsabile del gabinetto medico dell'[Aeronautica militare](https://it.wikipedia.org/wiki/Aeronautica_militare) a [Lampedusa](https://it.wikipedia.org/wiki/Isola_di_Lampedusa), nel 1991 è [ufficiale sanitario](https://it.wikipedia.org/wiki/Ufficiale_sanitario) delle [isole Pelagie](https://it.wikipedia.org/wiki/Isole_Pelagie). Nel 1993 diviene responsabile del presidio sanitario e del poliambulatorio di [Lampedusa](https://it.wikipedia.org/wiki/Lampedusa), dipendenti dall’[ASP](https://it.wikipedia.org/wiki/Azienda_sanitaria_locale) di [Palermo](https://it.wikipedia.org/wiki/Palermo), occupadosi anche delle prime visite a[lle](https://it.wikipedia.org/wiki/Migranti) persone migranti che sbarcavano a [Lampedusa](https://it.wikipedia.org/wiki/Isola_di_Lampedusa) e di coloro che soggiornavano nel centro di accoglienza. Nel marzo 2011 è stato nominato coordinatore di tutte le attività sanitarie nelle [Isole Pelagie](https://it.wikipedia.org/wiki/Isole_Pelagie). È stato vicepresidente della [Commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni del Parlamento europeo](https://it.wikipedia.org/wiki/Commissione_per_le_libert%C3%A0_civili,_la_giustizia_e_gli_affari_interni_del_Parlamento_europeo) (LIBE), membro titolare della Commissione per la pesca (PECH)/della Commissione per i bilanci (BUDG)/della Delegazione per le relazioni con i paesi del Mashreq (DMAS), membro sostituto della Delegazione per le relazioni con l'Iraq (D-IQ) e della Delegazione all'Assemblea paritetica ACP-UE (DACP).

#### **Alpha Mohamed Sow**

Mi chiamo Alpha Mohamed Sow e frequento il quinto anno dell’IIS Ruffini di Imperia, indirizzo Amministrazione, Finanza e Marketing, articolazione Sistemi Informativi Aziendali.

Sono arrivato in Italia dalla Guinea nel 2023 come migrante minore non accompagnato, ho vissuto fino al compimento dei 18 anni in una comunità educativa ed attualmente vivo in un appartamento del SAI (Sistema Accoglienza Integrazione). Da settembre 2023 frequento l’Istituto Ruffini (sono entrato direttamente in terza); non conoscevo la lingua italiana, che però ho imparato in breve tempo. La mia lingua ufficiale è il francese.

Trovo il mio valore nell'essere effettivamente utile per tutte le creature e in particolare gli esseri umani, nel futuro vorrei potermi dedicare a studiare medicina oppure economia nei suoi aspetti collegati alle scienze sociali: da una parte mi affascina l’idea di studiare e cercare farmaci che rafforzino e rendano più efficace il nostro sistema immunitario, dall’altra vorrei dedicarmi al campo del “benessere” delle persone, che non può esistere senza autonomia economica, politiche sociali, una “visione” e una corretta gestione dei conflitti, delle disuguaglianze e del fenomeno migratorio.

#### **Nour Nizaar**

Mi chiamo Nour, vengo del Liceo Charles de Gaulle a Londra. Sono francese e cingalese. Nel tempo libero mi piace giocare a pallavolo o seguire l'attualità e capirla.

#### **Tommaso Carturan**

##### *Attivista*

Tommaso Carturan, 38 anni originario di Latina. Vivo a Bologna dove ho fondato 12 anni fa l'associazione Arte Migrante presente in diverse città di Italia e d'Europa che si occupa di arte intercultura e inclusione. Sono antropologo e cantautore. Lavoro come coordinatore di volontari e di attività laboratoriali rivolte a senza dimora e migranti per l'Antoniano di Bologna.

#### Massimiliano Smeriglio

##### *Assessore alla cultura di Roma Capitale*

Dal 28 ottobre 2024 è assessore alla cultura di Roma Capitale. Professore associato di Pedagogia speciale presso il dipartimento di Scienze della formazione dell'Università degli Studi di Roma Tre, è stato europarlamentare e coordinatore della Commissione per la cultura e l'istruzione del Parlamento Europeo dal 2019 al 2024. È stato vicepresidente della regione Lazio dal 23 marzo 2013 al 18 aprile 2019 e deputato per due legislature.

#### **Lorenzo Radice**

##### *Sindaco di Legnano e Presidente di ALI Lombardia*

Laureato in Sociologia con un master in Imprenditorialità in Sanità, ha maturato esperienza nell’innovazione dei servizi sanitari e sociosanitari. Dal 2020 è Sindaco di Legnano e promuove una social city fondata su inclusione, transizione ecologica e sostenibilità integrale.

#### **Alessandro Ienzi**

##### *Attore e regista*

Attore, regista e drammaturgo, nonché avvocato specializzato in diritti umani, Ienzi ha unito le sue passioni in un percorso teatrale che vanta ottimi riscontri all’estero, dove i suoi lavori ricevono spesso premi e riconoscimenti.

#### **Chris Obehi**

##### *Cantautore*

Chris Obehi, nome d’arte di Christopher Goddey, nasce in Nigeria nel 1998. Durante l’infanzia viene introdotto alla musica gospel dalla famiglia. Nel 2015 fugge dal suo paese a causa delle persecuzioni religiose portate avanti da Boko Haram. Giunto prima in Libia, quindi a Lampedusa e infine a Palermo, dove stringe amicizie alle jam session facendosi notare come bassista. Qui intraprende gli studi di contrabbasso al conservatorio Alessandro Scarlatti e apprende da autodidatta la chitarra: nel frattempo matura grande interesse per la musica tradizionale siciliana, imparando le canzoni di Rosa Balistreri; nell’inverno 2018 un video nel quale suona “Cu ti lu dissi” raggiunge nell’arco di tre settimane quasi un milione di visualizzazioni. Nel 2019 realizza più di 100 concerti, attraversando tutta la Sicilia e poi in Sardegna e in Lombardia, suonando e raccontando la propria storia per locali, associazioni, club, manifestazioni e festival: il memoriale di Peppino Impastato (Cinisi), Mondo Sounds Festival (San Vito Lo Capo), FestiValle (Agrigento) e Meeting Del Mare (Marina Di Camerota); partecipa al cast della prima dell’opera “Winter Journey” di Ludovico Einaudi al Teatro Massimo di Palermo. Nel dicembre 2019 vince la Targa Siae – Giovane Autore a “Musica contro le Mafie”. Nel gennaio 2020 vince il XIX Premio Rosa Balistreri e Alberto Favara. Il primo album di Chris Obehi, uscito per 800A Records, si chiama “OBEHI”, che in lingua Esan significa “mani d’angelo”. L’album è composto da canzoni in italiano, inglese, siciliano, Esan e Pidgin nigeriano e il tema principale è la lotta alla difesa dei diritti umani. Le melodie dell’album sono semplici e ruotano attorno a pochi elementi uniti efficacemente: il beat della batteria ispirata allo stile afrobeat, il basso dall’energia afro esplosiva e le chitarre soliste.

#### **Claudia Pratelli**

##### *Assessora di Roma Capitale alla Scuola, Formazione e Lavoro*

Laurea e dottorato in Sociologia, è stata ricercatrice ed attivista sindacale. Impegnata sui temi della scuola, dell’università e della ricerca nelle associazioni e nei movimenti, ha fatto parte della Segreteria di Sinistra Italiana. Dal giugno 2018, per tre anni, è stata assessora alla Scuola e alle Pari Opportunità del III Municipio. Candidata in Assemblea Capitolina con la lista Roma Futura

#### **Filippo Ungaro**

##### *Direttore della Comunicazione UNHCR Italia*

Nato a Roma nel 1971, si laurea in Scienze Politiche, indirizzo politico-internazionale all’Università di Roma la Sapienza. Comincia fin da subito a lavorare nell’ambito della Comunicazione, trasferendosi in Inghilterra per due anni e lavorando come PR Officer (addetto ufficio stampa, responsabile per l’Europa) per la nota casa automobilistica inglese Lotus Cars. Successivamente, torna in Italia e matura un’esperienza come Responsabile Comunicazione alla Progetel, start-up nell’ambito delle telecomunicazioni. Dal 2001 fino al 2023, lavora per Save the Children, sempre nell’ambito della Comunicazione, prima come Responsabile poi come Direttore. Nel corso degli anni e dell’esperienza in Save the Children, allarga la sua sfera di attività incorporando via via tutte le discipline, dall’advertising al piano media, dall’ufficio stampa al ruolo di portavoce, dal content al campaigning, dal brand alla produzione dei materiali e delle pubblicazioni. Anche per Save the Children International assume nel corso degli anni vari ruoli, collaborando allo sviluppo di campagne globali come Rewrite the Future, Every One e Stop the War on Children. Oltre a essere Direttore Comunicazione e Campagne di Save the Children Italia, è stato fino al 2021 anche Lead del Global Brand per Save the Children International. Nel 2019 idea, crea e gestisce per Save the Children Italia la Newsroom, area di lavoro innovativa e integrata fra ufficio stampa, social media e produzione content. Padre di 4 figli, ama la montagna e pratica alpinismo in modo dilettantistico. Dal 1 novembre 2023 comincia la sua esperienza come Responsabile della Comunicazione e Portavoce UNHCR Italia, dedicandosi al tema dei rifugiati.

#### **Julia Black**

##### *Missing Migrants Project Officer – Global Data Institute (GDI) International Organization for Migration*

Julia lavora al progetto Missing Migrants ed è anche parte del Mobility Data Lab del GMDAC dell’OIM. Il suo lavoro riguarda la migrazione irregolare, i diritti dei migranti e la raccolta di dati su popolazioni difficili da raggiungere. È co-curatrice dei più recenti rapporti Fatal Journeys dell’OIM sulle morti e le sparizioni di migranti e ha pubblicato altri lavori sulla migrazione irregolare. Prima di entrare a far parte del GMDAC, Julia ha diretto un’organizzazione non profit locale nella San Francisco Bay Area. Ha conseguito un Master in Affari Internazionali presso la Hertie School e una Laurea in Peace and Conflict Studies presso l’Università della California, Berkeley.

#### **Sabika Shah Povia**

##### *Giornalista*

Sabika Shah Povia, laureata in Giornalismo presso il London College of Communication, lavora come giornalista freelance, occupandosi principalmente di immigrazione, estremismi politici e religiosi, integrazione sociale, razzismo e del legame tra quest’ultimo e il passato coloniale italiano. Dal 2019 fa parte della redazione di Propaganda Live (LA7). Inoltre collabora con l'Associazione Carta di Roma per la formazione di giornalisti, in Italia e all’estero, su norme e buone pratiche nella copertura dell’immigrazione. Ha scritto e collaborato con testate nazionali e internazionali, ed è stata consulente per l'ufficio stampa di Amnesty International. Parallelamente all’attività giornalistica, lavora come autrice e producer di documentari per produzioni italiane e internazionali, realizzati in collaborazione con emittenti come Rai Documentari, ARTE e Prime Video.

#### Debora Mazzarelli

##### *Funzionaria Settore scientifico – tecnologico del Dipartimento di Scienze Biomediche per la Salute – Università degli studi di Milano*

Debora Mazzarelli è una funzionaria presso l’Università degli Studi di Milano, dove opera nel Dipartimento di Scienze Biomediche per la Salute, nel Laboratorio di Antropologia e Odontologia Forense (LABANOF). Il suo lavoro riguarda identificazione di resti non identificati, con particolare attenzione a vittime migranti e casi di antropologia Forense.

Organizzazione: LABANOF (Laboratorio di Antropologia e Odontologia Forense) dell’Università degli Studi di Milano, specializzato in antropologia forense, odontologia legale e identificazione di resti umani.

#### Valentina Brinis

##### *Portavoce OPEN ARMS*

Valentina Brinis è laureata in Sociologia e da anni opera nel campo delle migrazioni. Ha coordinato lo sportello legale di A Buon Diritto Onlus, collaborato con commissioni parlamentari e con l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati. Attualmente è Advocacy Officer presso l’ONG Open Arms e insegna al CIEE di Roma. È anche autrice del libro Come onde del mare. Diario di bordo di un’esperienza umanitaria (Castelvecchi, 2022), in cui racconta le missioni di soccorso nel Mediterraneo.

Organizzazione: Open Arms – organizzazione umanitaria impegnata nel salvataggio di migranti nel Mediterraneo e nella difesa dei loro diritti.

#### **Ilaria Cucchi**

##### *Senatrice della Repubblica italiana*

Diplomata perito informatico e geometra, per molti anni ha svolto la professione di **amministratrice di condomini**. La sua vita è cambiata nel 2009, con l'arresto e la morte in carcere di suo fratello **Stefano Cucchi**. Da allora ha intrapreso una lunghissima battaglia legale che ha portato alla condanna definitiva di due carabinieri. Nel 2022 è stata eletta al **Senato****.**

#### **Laurence Hart**

##### *Direttore Ufficio Coordinamento OIM per il Mediterraneo*

Laurence Hart è Capo Missione dell’Ufficio dell’OIM in Libia dal dicembre 2005. In precedenza, dal giugno 2003, è stato Capo Missione dell’OIM in Tunisia. È entrato a far parte dell’OIM nel 1997. Hart ha lavorato più volte per l’Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa (OSCE) tra il 1996 e il 1998. È stato Supervisore dei Seggi per le elezioni presidenziali e parlamentari a Trebinje (Repubblica Srpska) nel settembre 1998, osservatore elettorale a Kavaje (Albania) per l’OSCE nel giugno/luglio 1997 e Formatore Elettorale Internazionale per le elezioni municipali in Bosnia-Erzegovina nel 1996. Dal febbraio al maggio 1997 è stato Funzionario Elettorale a Ilok, nella Slavonia orientale, per l’Amministrazione Transitoria delle Nazioni Unite per la Slavonia orientale, la Baranja e il Sirmio occidentale (UNTAES). È titolare di un Master europeo in Diritti Umani e Democratizzazione rilasciato dall’European Inter-University Centre for Human Rights and Democratisation di Venezia, Italia, e di una laurea in Scienze Politiche presso l’Università di Torino (Italia).

#### **Sara Giudice**

##### *Giornalista*

Milanese di nascita e apolide nel cuore, classe 1986. Cresciuta a pane e politica, è grazie ai libri di Oriana Fallaci che esplode la sua passione giornalistica. Ha iniziato la carriera televisiva presso la televisione americana Class Cnbc come inviata politica. Arrivata a La7, lavora per la trasmissione *In Onda*, collabora con Il Fatto Quotidiano e Linkiesta. È inviata di *Piazzapulita* dal 2015. Insieme a Vera Politkovskaja ha scritto il libro *Mia madre l’avrebbe chiamata guerra,* Rizzoli nel 2023.

#### **Fabio Bucciarelli**

##### *Fotografo e scrittore*

E’ conosciuto per la sua documentazione di conflitti e crisi umanitarie. Dal 2010 documenta i grandi cambiamenti storici avvenuti in Africa e Medio Oriente, tra cui la [guerra civile libica](https://it.wikipedia.org/wiki/Prima_guerra_civile_in_Libia) fino alla morte di [Gheddafi](https://it.wikipedia.org/wiki/Gheddafi), la crisi profughi e le guerre nei territori occupati dallo [Stato Islamico](https://it.wikipedia.org/wiki/Stato_Islamico_(organizzazione)) in [Siria](https://it.wikipedia.org/wiki/Siria), [Libia](https://it.wikipedia.org/wiki/Libia) e [Iraq](https://it.wikipedia.org/wiki/Iraq). I suoi reportage hanno ricevuto i più alti riconoscimenti internazionali, tra cui la [Robert Capa Gold Medal](https://it.wikipedia.org/wiki/Robert_Capa_Gold_Medal), Il [World Press Photo](https://www.worldpressphoto.org/people/fabio-bucciarelli), il Prix Bayeux-Calvados, il Picture of the Year International (POYi), il Kuala Lumpur Photo Awards, il Sony Award, Il Premio Ponchielli, il Best of Photojournalism (BOP) Il World.Report Award.

#### **Giuseppe Romano**

##### *Vigile del Fuoco I.Q.*

Giuseppe Romano si è laureato a Pisa in Ingegneria Nucleare nelv1980. Dal 1985 è nel Corpo Nazionale dei Vigili del fuoco. Oltre ai Comandi di Pisa, Perugia, Firenze, è stato Direttore Regionale di Abruzzo, Sicilia e Toscana e Direttore Interregionale del Veneto e Trentino Alto Adige. Ha partecipato a numerosi interventi di soccorso in ambito nazionale e internazionale. Al lavoro operativo ha affiancato anche l’attività nel campo dell’insegnamento e della ricerca. Oltre alla pubblicazione su riviste di settore, infatti, è stato relatore a numerosi convegni e seminari ed ha partecipato a gruppi di lavoro nazionali e internazionali su gestione delle emergenze e sostanze pericolose. E’ stato Direttore Centrale per l’emergenza ed il soccorso tecnico.

#### **Monica Minardi**

##### *Presidente Medici Senza Frontiere Italia*

Formata in Italia come medico di medicina generale, ha conseguito il titolo di specialista in medicina di emergenza nel Regno Unito, dove ha lavorato in questo settore e in terapia intensiva per 10 anni, ricoprendo ruoli di coordinamento dal 2017 al 2020. Ha una passione per la salute internazionale nata all’inizio della sua carriera in Eritrea, un master in corso in salute internazionale e da quasi 2 anni un impegno nella medicina del territorio in Italia. Con MSF ha lavorato in Angola, come responsabile del reparto di pediatria, e in Pakistan, come responsabile per l’organizzazione del Pronto Soccorso e l’apertura del reparto di Medicina d’urgenza.

#### **Cinzia Adanna Ebonine**

##### Docente

Cinzia Adanna Ebonine è una docente di formazione professionale e fondatrice di "Crescere Afro" un portale educativo con risorse per genitori e insegnanti di ragazzi afroitaliani. Negli ultimi anni ha collaborato con Amref Health Africa, OIM (Organizzazione Internazionale per le Migrazioni), Teach for Italy, SFIDE-La scuola di tutti, Infol education, Cospe onlus, Save the Children, Colory.it, Festival Divercity, Photovogue by Vogue, Afroveronesi, Black History Month Torino, Italiani senza cittadinanza

#### **Deepika Salhan**

##### Attivista

Deepika Salhan, laureata in Politica, Amministrazione e Organizzazione all'Università di Bologna, è un attivista impegnata nella riforma della legge sulla cittadinanza italiana. Cresciuta in Italia dall'età di nove anni, ha vissuto in prima persona le discriminazioni legate alla mancanza di cittadinanza, esperienza che l'ha spinta a raccontare la sua storia e a battersi per il riconoscimento di tale diritto per chi nasce e cresce qui con altre origini. Dal 2018 è attiva in ambito politico e sociale attraverso campagne, azioni e mobilitazioni per i diritti delle persone migranti e per il diritto allo studio. Dal 2021 con la Rete per la Riforma della Cittadinanza ha collaborato con istituzioni locali e nazionali, condotto laboratori nelle scuole, contribuito al Manifesto degli amministratori per la cittadinanza e partecipato a eventi di sensibilizzazione in tutta Italia. Nel 2024 ha ricevuto il Premio Amnesty International "Gianni Rufini" come *Attivista dell'Anno*. È stata promotrice della raccolta firme per il Referendum sulla Cittadinanza e co-presidente del relativo Comitato Promotore. Oggi guida l'associazione "Dalla Parte Giusta della Storia", che promuove il riconoscimento di chi nasce, cresce e vive stabilmente in Italia, affinché venga pienamente riconosciuto con pari dignità e diritti come parte della comunità nazionale.

#### **Alex Gebrit**

#### **Tareke Brhane**

##### *Presidente Comitato 3 ottobre*

Di origini eritree e ora cittadino italiano, Brhane è fuggito dal proprio paese a 17 anni, per evitare la coscrizione a vita, andando incontro a violenze, prigionia e rischiando di morire. È arrivato in Italia nel 2005, dopo essere stato respinto al primo tentativo di attraversare il Mediterraneo. Da allora si è sempre impegnato a favore di chi è stato costretto a rischiare la vita per sfuggire a situazioni drammatiche e a cercare protezione in Europa. In particolare ha lavorato come mediatore culturale a Lampedusa e nell'Italia meridionale per Save the Children e Medici Senza Frontiere. Nel 2014, durante il XIV Summit dei Premi Nobel per la Pace, ha ricevuto la Medaglia per l'Attivismo Sociale.


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# Lampedusa 2025: programma

URL: https://www.comitatotreottobre.it/articles/lampedusa-2025-programma/

# Lampedusa 2025: programma

> Il programma della Giornata della Memoria e dell’Accoglienza 2025 a Lampedusa, scaricabile in italiano e in inglese.

![Locandina dell’evento "Memorie Attive – XII Giornata della Memoria e dell’Accoglienza" a Lampedusa, 30 settembre/3 ottobre 2025, con loghi di partner e organizzazioni coinvolte.](https://www.comitatotreottobre.it/wp-content/uploads/2025/09/foto-programma-1-scaled.png)

**SCARICA IL PROGRAMMA IN ITALIANO: [QUI](https://www.comitatotreottobre.it/wp-content/uploads/2026/08/Programma-MEMORIEATTIVE.pdf)**

**DOWNLOAD THE PROGRAMME: [HERE](https://www.comitatotreottobre.it/wp-content/uploads/2026/08/ProgrammeACTIVEMEMORIES.pdf)**


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# Lampedusa 2025: workshop

URL: https://www.comitatotreottobre.it/articles/lampedusa-2025-workshop/

# Lampedusa 2025: workshop

> I workshop si terranno mercoledì 1 ottobre e giovedì 2 ottobre presso l'Istituto "L....

I workshop si terranno mercoledì 1 ottobre e giovedì 2 ottobre presso l'Istituto "L. Pirandello" di Lampedusa.

#### **ADAL NEGUSE WEDAFRASH**

**“Dare voce alla memoria”**

#### **ANVCG**

**“Le vittime civili e l’eredità della guerra”**

#### **ARTE MIGRANTE**

**“Arte Migrante: un cerchio interculturale e artistico per l’inclusione e l’accoglienza”**

#### **ASGI**

**“(Ri)costruire l’identità”**

#### **COMITATO 3 OTTOBRE**

**Ayoub Moussaid “Identità in dialogo”**

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**Giuseppe Delle Vergini “Diritti umani: divieto di dimenticare”**

•

**Giuseppe Chiantera, videomaker “Tracce Visibili: Fotografia, Memoria ed Eredità nel Mediterraneo”**

#### **CENTRO ASTALLI – POPOLI INSIEME**

**“Nei panni dei rifugiati”**

#### **C.I.S.OM.** **CORPO ITALIANO DI SOCCORSO DELL’ORDINE DI MALTA**

**Il CISOM dal 2008 ad oggi: ricordi di paure, speranza e gratitudine impressi per sempre nella nostra memoria**

#### **CROCE ROSSA ITALIANA**

**“Family on the move: percorso immersivo sul diritto all’unità familiare”**

#### **ELEONORA CAMILLI**

**Raccontare le migrazioni**

#### **EMERGENCY**

**“Storie: parole, voce e corpo**

#### **EMMAUSCOLLEGE**

**“Mystery Alex””**

#### **EUROMED RIGHTS/ FILIPPO FURRI**

**“Il ruolo delle famiglie delle persone scomparse in migrazione: tra ricerca e memoria”**

#### **GENERAZIONE PONTE**

**“Tracciare storie per non dimenticare”**

#### **GUARDIA COSTIERA**

**“Visita al molo Favaloro”**

#### **LABANOF – UNIMI**

**“L’Identificazione delle vittime del Mediterraneo: tra scienza e diritto”**

**Laboratorio teorico-pratico di antropologia forense e raccolta dati per l’identificazione**

#### **LEGAMBIENTE**

**“Escursione alla riserva naturale”**

#### **MEDICI SENZA FRONTIERE** (Agrigento)

**“Oltre la memoria"**

#### **ANDI NGANSO**

**“Zattera: un esperimento collettivo di sopravvivenza”**

#### **NIKI LEONETTI**

**Disabilità e migrazione: Il confine dello sguardo**

#### **NUOVI PROFILI**

**“Escape Room – I Custodi delle Identità”**

#### **PIERO BILLECI**

**“Benvenuti a bordo”**

#### **REFUGEES WELCOME**

**“Memoria è Azione”**

#### **SANT’ANNA DI PISA**

**“Memoria, migrazioni e diritti”**

#### **SAVE THE CHILDREN**

**“Il viaggio di Aboubacar”**

#### **SABIKA SHAH POVIA**

**“Amanat – Custodire le storie degli altri”**

#### **UNHCR**

**“Rotte di speranza: il cammino di una persona migrante e l’impegno dell’UNHCR a Lampedusa”**

#### **UNICEF**

**“Memoria attiva, diritto all’identità e comunicazione”**

#### **UNIVERSITÀ DI BARI-SCUOLA DI SPECIALIZZAZIONE IN MALATTIE INFETTIVE E TROPICALI**

**“La salute nei migranti”**

     [##### Giornata della memoria e dell'accoglienza 2025

Memorie Attive Nel 2025, a dodici anni dal naufragio del 3 ottobre 2013, la Giornata…](https://www.comitatotreottobre.it/giornata-memoria-accoglienza-2025/)   [13 Giugno 2025

##### Lampedusa 2025: i protagonisti

A seguire gli ospiti delle attività organizzate dal Comitato 3 ottobre in occasione…](https://www.comitatotreottobre.it/articles/lampedusa-2025-i-protagonisti/)


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# Lampedusa 2026 &#8211; I Laboratori

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# Lampedusa 2026 &#8211; I Laboratori

> I laboratori per le scuole della Giornata della Memoria e dell’Accoglienza 2026 a Lampedusa: ascoltare e dare voce alle storie del Mediterraneo.

Dare voce, ascoltare, interrogarsi. È questo il cuore dei laboratori della Giornata della Memoria e dell’Accoglienza.

Attraverso attività partecipative, testimonianze, strumenti e linguaggi diversi, studenti e studentesse saranno chiamati a confrontarsi con le molteplici voci che attraversano il Mediterraneo e a diventare parte attiva dell’esperienza: non solo ascoltatori, ma protagonisti di un momento di riflessione e costruzione condivisa.

In questa edizione, ogni laboratorio sarà anche un’occasione per fermarsi e chiedersi: a chi stiamo dando voce? Quali storie ascoltiamo e quali rischiano di rimanere inascoltate?

Perché dare voce significa creare spazio per nuove prospettive, mettere in discussione quelle che già conosciamo e imparare a guardare il Mediterraneo attraverso più sguardi.

## Image Gallery

  [![](https://www.comitatotreottobre.it/wp-content/uploads/2026/09/24.jpg)](https://www.comitatotreottobre.it/wp-content/uploads/2026/09/24.jpg) ‹ ›   ![](https://www.comitatotreottobre.it/wp-content/uploads/2026/09/24-150x150.jpg) ![](https://www.comitatotreottobre.it/wp-content/uploads/2026/09/1-150x150.jpg) ![](https://www.comitatotreottobre.it/wp-content/uploads/2026/09/2-150x150.jpg) ![](https://www.comitatotreottobre.it/wp-content/uploads/2026/09/3-150x150.jpg) ![](https://www.comitatotreottobre.it/wp-content/uploads/2026/09/4-150x150.jpg) ![](https://www.comitatotreottobre.it/wp-content/uploads/2026/09/5-150x150.jpg) ![](https://www.comitatotreottobre.it/wp-content/uploads/2026/09/6-150x150.jpg) ![](https://www.comitatotreottobre.it/wp-content/uploads/2026/09/7-150x150.jpg) ![](https://www.comitatotreottobre.it/wp-content/uploads/2026/09/8-150x150.jpg) ![](https://www.comitatotreottobre.it/wp-content/uploads/2026/09/9-150x150.jpg) ![](https://www.comitatotreottobre.it/wp-content/uploads/2026/09/10-150x150.jpg) ![](https://www.comitatotreottobre.it/wp-content/uploads/2026/09/11-150x150.jpg) ![](https://www.comitatotreottobre.it/wp-content/uploads/2026/09/12-150x150.jpg) ![](https://www.comitatotreottobre.it/wp-content/uploads/2026/09/13-150x150.jpg) ![](https://www.comitatotreottobre.it/wp-content/uploads/2026/09/14-150x150.jpg) ![](https://www.comitatotreottobre.it/wp-content/uploads/2026/09/15-150x150.jpg) ![](https://www.comitatotreottobre.it/wp-content/uploads/2026/09/16-150x150.jpg) ![](https://www.comitatotreottobre.it/wp-content/uploads/2026/09/17-150x150.jpg) ![](https://www.comitatotreottobre.it/wp-content/uploads/2026/09/18-150x150.jpg) ![](https://www.comitatotreottobre.it/wp-content/uploads/2026/09/19-150x150.jpg) ![](https://www.comitatotreottobre.it/wp-content/uploads/2026/09/20-150x150.jpg) ![](https://www.comitatotreottobre.it/wp-content/uploads/2026/09/21-150x150.jpg) ![](https://www.comitatotreottobre.it/wp-content/uploads/2026/09/22-150x150.jpg) ![](https://www.comitatotreottobre.it/wp-content/uploads/2026/09/23-150x150.jpg) ![](https://www.comitatotreottobre.it/wp-content/uploads/2026/09/25-150x150.jpg) ![](https://www.comitatotreottobre.it/wp-content/uploads/2026/09/26-150x150.jpg) ![](https://www.comitatotreottobre.it/wp-content/uploads/2026/09/27-150x150.jpg) ![](https://www.comitatotreottobre.it/wp-content/uploads/2026/09/28-150x150.jpg) ![](https://www.comitatotreottobre.it/wp-content/uploads/2026/09/29-150x150.jpg) ![](https://www.comitatotreottobre.it/wp-content/uploads/2026/09/30-150x150.jpg)


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# Lampedusa 2026 &#8211; Registrazioni

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# Lampedusa 2026 &#8211; Registrazioni

> FORM DI REGISTRAZIONE PER I PARTECIPANTI: https://forms.gle/tQCW3CjdhufDJiNF6 FORM DI...

### FORM DI REGISTRAZIONE PER I PARTECIPANTI: [https://forms.gle/tQCW3CjdhufDJiNF6](https://forms.gle/tQCW3CjdhufDJiNF6)

### FORM DI REGISTRAZIONE PER GIORNALISTI:

![Gruppo di persone in assemblea a Lampedusa con una persona al microfono che indossa una maglietta con scritto "Protect people not borders".](https://www.comitatotreottobre.it/wp-content/uploads/2026/07/ale6267-scaled.jpg)

**NOTA TASSATIVA PER LA CERIMONIA IN MARE**

Per poter partecipare alla Cerimonia Ufficiale in Mare, le Forze dell'Ordine (FF.OO.) richiedono controlli di sicurezza preventivi obbligatori su ciascun partecipante. Per questo motivo, ogni giornalista, operatore video o fotografo deve inviare i propri dati completi per consentire le opportune verifiche alle autorità. Per richiedere l'accredito all'imbarco è necessario fornire chiaramente:

· **Nome e Cognome**

· **Testata giornalistica**

· **Numero di telefono cellulare**

· **Indirizzo email**

· **Data e luogo di nascita**

· **Indirizzo di residenza completo**

· **Codice Fiscale**

· **Numero della tessera dell'Ordine dei Giornalisti** (qualora presente)

**SCADENZA IMPROROGABILE**

Tutti i dati richiesti devono pervenire **entro e non oltre il 25 settembre 2026**. Oltre questo termine non saremo in grado di garantire l'inserimento nelle liste di imbarco e l'accesso alla cerimonia in mare, a causa dei tempi tecnici richiesti dalle autorità competenti.

**SEI UN'ASSOCIAZIONE O UN SINGOLO CITTADINO?**

**Entra nella rete del 3 ottobre** Se stai organizzando un evento, un momento di riflessione o un'iniziativa locale nella tua città e vuoi unirti alla nostra mobilitazione nazionale, entra a far parte della rete ufficiale della XIII Giornata della Memoria e dell'Accoglienza.

Aderendo all'iniziativa potrai inserire il tuo evento nel nostro palinsesto nazionale e richiedere il patrocinio ufficiale del Comitato 3 Ottobre.

**Come fare per partecipare?**Invia una email dettagliata all'indirizzo [**comunicazione@comunitatotreottobre.it**](mailto:comunicazione@comunitatotreottobre.it) indicando obbligatoriamente i seguenti dati:

· **Ente organizzatore**: nome dell'associazione, del comitato o specifica se sei un singolo cittadino.

· **Tipologia di evento**: descrizione dell'iniziativa (es. dibattito, proiezione, veglia, flash mob, monumenti illuminati).

· **Città**: comune e provincia in cui si svolgerà l'evento.

· **Data e orario**: indicazione precisa del giorno e dell'ora di inizio.

Il nostro team di comunicazione prenderà in carico la tua richiesta per darti riscontro sul patrocinio e inserirti nel calendario ufficiale degli eventi diffusi.


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# Le conseguenze del nuovo Patto sulla Migrazione e l’Asilo dell&#8217;Unione Europea

URL: https://www.comitatotreottobre.it/articles/le-conseguenze-del-nuovo-patto-sulla-migrazione-e-lasilo-dellunione-europea/

# Le conseguenze del nuovo Patto sulla Migrazione e l’Asilo dell&#8217;Unione Europea

> Il Parlamento europeo ha approvato il Patto sulla Migrazione e l’Asilo. E’ una serie di...

Il Parlamento europeo ha approvato il Patto sulla Migrazione e l’Asilo. E’ una serie di riforme legislative che **indebolisce il diritto di asilo e soprattutto il diritto ad avere un esame approfondito della domanda di protezione internazionale**: è invece la nascita di un sistema di detenzione dei cittadini alle frontiere esterne dell’Unione. Il nostro Paese si è già portato avanti autonomamente prevedendo i campi di detenzione di prossima apertura in Albania.

Molte delle nuove norme sono in contrasto con la Carta di Nizza e con la Costituzione italiana che all’art. 10 comma 3 riconosce il diritto di asilo individuale per tutte le persone straniere e la protezione dal respingimento durante l’esame della domanda. Diventeranno legali le prassi e le violazioni purtroppo divenute usuali e a più riprese condannate anche dalle Corti europee, come la condanna della CEDU all’Italia per la detenzione illegittima all’interno dell’hotspot di Lampedusa.

I cittadini migranti che sembreranno non soddisfare i requisiti necessari per entrare nell'UE saranno soggette a un accertamento preliminare (screening) della durata massima di sette giorni, comprensivo di identificazione, raccolta di dati biometrici e controlli sanitari e di sicurezza. Gli Stati membri dovranno istituire meccanismi di controllo indipendenti per garantire il rispetto dei diritti fondamentali.

In tutta l'UE sarà introdotta una nuova procedura per il riconoscimento e la revoca della protezione internazionale. Con le nuove regole, il trattamento delle domande di asilo alle frontiere dovrebbe diventare più rapido, con scadenze più brevi per le domande infondate o inammissibili.

Questa applicazione standard di procedure accelerate – che si terranno principalmente nelle zone di frontiera – sommarie, fondate sulla provenienza geografica e senza il dovuto approfondimento della storia individuale dei migranti, anche minori, ha in sé il rischio portare a valutazioni superficiali, incomplete e non corrispondenti al vero.

Cosa che determinerà un ingiusto aumento delle espulsioni, con la violazione del principio internazionale di non-refoulement. E questo nonostante le zone di frontiera siano già state riconosciute come inumane e degradanti (l’hotspot di Lampedusa purtroppo ha fatto scuola).

**A chi fugge da guerra e violenze verranno negate accoglienza, cure e rispetto.** Si applicherà una normativa incostituzionale che porterà alla negazione dei diritti fondamentali, soprattutto per quanti resteranno bloccati alle frontiere ritenendo che non abbiano giuridicamente fatto ingresso in territorio UE.

Gli Stati membri dovranno garantire che gli standard di accoglienza dei richiedenti asilo, come alloggi, istruzione e sanità, siano gli stessi in tutta l'Unione. Cosa che è evidente a tutti non avverrà nei fatti. Si procederà anche a regolamentare le condizioni di detenzione e la limitazione della libertà di circolazione, in modo da disincentivare gli spostamenti da un Paese UE all'altro.

Il Patto sulla Migrazione di fatto conferma i pilastri del sistema di Dublino, col rischio di spostare milioni di euro a favore degli Stati di frontiera, probabilmente utilizzati per finanziare un sistema inefficace già nelle sue premesse ed inidoneo a garantire il diritto d’asilo.

*p. s. Una volta approvate formalmente anche dal Consiglio, le leggi entreranno in vigore dopo essere state pubblicate nella Gazzetta ufficiale dell'UE. L'applicazione dei regolamenti è prevista dopo due anni. Per quanto riguarda la direttiva sulle condizioni di accoglienza, gli Stati membri avranno due anni di tempo per introdurre le modifiche nelle loro leggi nazionali.*


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# Le vittime del mare hanno trovato una degna sepoltura: terminati i lavori al cimitero di Sciacca

URL: https://www.comitatotreottobre.it/articles/le-vittime-del-mare-hanno-trovato-una-degna-sepoltura-terminati-i-lavori-al-cimitero-di-sciacca/

# Le vittime del mare hanno trovato una degna sepoltura: terminati i lavori al cimitero di Sciacca

> COMUNICATO STAMPA LE VITTIME DEL MARE HANNO TROVATO UNA DEGNA SEPOLTURA: TERMINATI I...

**COMUNICATO STAMPA**

**LE VITTIME DEL MARE HANNO TROVATO UNA DEGNA SEPOLTURA:**

**TERMINATI I LAVORI AL CIMITERO DI SCIACCA**

**DEPOSIZIONE DI UNA CORONA DI FIORI E COMMEMORAZIONE**

**venerdì 29 aprile 2022 ore 10.30**

**Via Cava dei Tirreni 3, Sciacca (AG)**

*Roma/ Sciacca, 27 aprile 2022*

![un sobrio cimitero con 19 tombe](https://www.comitatotreottobre.it/wp-content/uploads/2022/04/whatsapp-image-2022-04-22-at-18.59.36.jpeg)

L’amministrazione comunale di Sciacca, comune siciliano in provincia di Agrigento, ha terminato i lavori, iniziati nel febbraio 2022, per dare degna sepoltura a 19 persone, vittime del mare. L’amministrazione comunale ha dato così una degna sepoltura a tutti quelle persone senza nome che hanno trovato la morte nel Mediterraneo nel disperato tentativo di raggiungere la nostra penisola. I tecnici del Comune di Sciacca in poco tempo hanno concluso il progetto, il Sindaco ***Francesca Valenti*** dichiara” Un atto dovuto, un impegno mantenuto. Il giusto decoro in ricordo di chi è morto alla ricerca della libertà”.

**Venerdì 29 aprile 2022 alle ore 10.30 avrà luogo una commemorazione**, con la deposizione di una corona di fiori, presso il cimitero di Sciacca alla presenza delle autorità comunali e di *Tareke Brhane*, presidente del Comitato 3 ottobre.

***Tareke Brhane***, dichiara: “Grazie all’impegno del Comitato 3 ottobre e alla fattiva collaborazione e all’impegno dell’amministrazione comunale di Sciacca è stata eliminata – di fatto – la disumanità di quei corpi, senza volto e senza nome, sepolti con un semplice numero in loculi anonimi e spesso fatiscenti, che cancellano ogni identità, ogni ricordo e ogni possibile riferimento per i loro familiari”.

Il Comitato 3 ottobre è impegnato regolarmente da anni nel tentativo di dare un nome alle numerose vittime delle stragi in mare e a dare loro una degna sepoltura. Dice ***Tareke Brhane***: “La nostra battaglia è per dare un nome e una degna sepoltura alle vittime. Negare, infatti, questo diritto è contro ogni principio di umanità. Ogni persona ha diritto a una degna sepoltura così come i familiari hanno diritto di avere un luogo in cui ricordare e piangere i propri cari. Spesso, però, davanti alle tragedie delle persone migranti, l’idea dell’esistenza dei diritti umani sembra essere messa da parte. Col risultato di negare nei fatti l’universalità dei diritti fondamentali. Noi del Comitato 3 ottobre siamo fermamente convinti che questa sia una battaglia da fare, è una questione di civiltà. Proviamo a pensare se in fondo al mare ci fossero le persone a noi care. Per noi del Comitato 3 ottobre – continua ***Brhane***, essere qui insieme all’amministrazione saccense a commemorare queste vittime è un piccolo passo avanti per tutte quelle persone che ancora oggi non hanno avuto una degna sepoltura. Un messaggio di speranza e di impegno civile, un segnale che molto si può e si deve fare “.


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# Le vittime del naufragio di Steccato di Cutro ricevano una degna sepoltura

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# Le vittime del naufragio di Steccato di Cutro ricevano una degna sepoltura

> Steccato di Cutro, 4 marzo 2023 - Sono passati sette giorni dal naufragio di Steccato...

*Steccato di Cutro, 4 marzo 2023 –* Sono passati sette giorni dal naufragio di Steccato di Cutro e si avvicina sempre più la data in cui le sessantasette salme verranno tumulate. Come Comitato 3 ottobre abbiamo visto in seguito ai naufragi del 3 e 11 ottobre 2013 a Lampedusa, come le salme siano state inumate in innumerevoli cimiteri della Sicilia lontani l’uno dall’altro centinaia di chilometri. Per i parenti delle persone morte e scomparse da quel giorno è iniziata una “macabra caccia al tesoro” per sapere dove fossero stati sepolti i loro cari.

Alla luce di questa triste consapevolezza, siamo a chiedere alle Autorità: al sindaco di Cutro, alla Prefetta di Crotone, alla Procura della Repubblica di Crotone che **le salme non vengano sepolte in decine e decine di cimiteri sparsi in tutta la Regione e che vengano resi pubblici i luoghi di sepoltura in modo che i parenti delle persone morte abbiano modo di trovare con facilità le tombe su cui poter ricordare i propri cari anche in futuro.**

Siamo consapevoli che, purtroppo, per la maggior parte di loro ci sarà ad accoglierli un tumulo di terra e una lapide o un cartellino con un numero assegnato dalle Autorità. Persone senza un nome che si aggiungeranno ad altri corpi di persone sepolte senza un’identità che andranno ad aggiungersi alle oltre 7.500 persone che hanno ricevuto un’anonima sepoltura in più di 70 cimiteri fra Turchia, Grecia e Italia (stima BBC). **Negare, infatti, questo diritto è contro ogni principio di umanità.**

“Non vorremmo che si ripetesse una storia già vista. Quando i riflettori si spegneranno, noi vorremmo che le coscienze di tutti rimassero accese e che quei corpi possano avere un luogo dignitoso in cui riposare. Che non siano corpi senza volto e senza nome, sepolti con un semplice numero in loculi anonimi e spesso fatiscenti, che cancellano ogni identità, ogni ricordo e ogni possibile riferimento per i familiari ancora in vita" dice Tareke Brhane, presidente del Comitato 3 ottobre e continua: “**La nostra battaglia è per dare un nome e una degna sepoltura alle vittime.** Ogni persona ha diritto a una degna sepoltura così come i familiari hanno diritto di avere un luogo in cui ricordare e piangere i propri cari. Oltre alle procedure di sepoltura, l’Italia dovrebbe conservare le informazioni utili alla futura identificazione dei corpi, come previsto dal diritto internazionale. In casi come questi, in cui non si conoscono tutti i nomi significa basarsi soprattutto sui cosiddetti dati post-mortem: oggetti trovati sul corpo come telefoni e portafogli, testimonianze e campioni di tessuto su cui eseguire test del DNA. Per una migliore identificazione sarebbe stato utile poter eseguire anche un esame autoptico, ma anche in questo caso non è avvenuto a causa della mancanza di un Protocollo Unico. Siamo, però, soddisfatti che dopo un’azione di sensibilizzazione sulle Autorità competenti si sia proceduto almeno a prelevare dei campioni. Campioni che ci auspichiamo un domani possano essere utili per dare un nome alle persone che a breve verranno sepolte solo con un codice identificativo”.

Il Comitato 3 ottobre, in collaborazione con l’Istituto Labanof di Milano, è impegnato regolarmente da anni nel tentativo di dare un nome alle numerose vittime delle stragi in mare e a dare loro una degna sepoltura.


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# Le voci delle famiglie: la missione in Etiopia

URL: https://www.comitatotreottobre.it/articles/voci-famiglie-etiopia/

# Le voci delle famiglie: la missione in Etiopia

> Quattro familiari di vittime del naufragio del 3 ottobre 2013 raccontano la loro ricerca e danno il DNA per l’identificazione.

A marzo 2026 il Comitato 3 ottobre è andato in Etiopia per incontrare le famiglie di persone morte nel naufragio del 3 ottobre 2013. I familiari hanno raccontato la loro storia, hanno guardato le foto degli oggetti recuperati in mare e hanno dato un campione di saliva per il DNA. Queste sono quattro delle loro storie.

 Il riconoscimento di un oggetto o di una fotografia può orientare la ricerca, ma da solo non garantisce un’identificazione certa. Occorre una conferma mediante accertamenti forensi affidabili, secondo le procedure delle autorità competenti ([INTERPOL, Guida DVI 2023, p. 16](https://www.interpol.int/content/download/589/file/DVI_DVI%20Guide%202023.pdf)).

La madre di Shemaynesh

## Awet: «Prima di morire voglio sapere dove è sepolto»

Awet è la madre di Shemaynesh. In Eritrea il figlio era stato arruolato a forza nel servizio militare quando era poco più che un bambino. Poi è sparito. Più tardi Awet ha saputo che era in Libia.

In Eritrea la famiglia di un disertore viene punita. Awet è fuggita con i figli più piccoli, prima nei campi profughi al confine, poi ad Addis Abeba. Vive lì ancora oggi, senza documenti.

Nel 2013 ha saputo dai social che Shemaynesh era tra le vittime del naufragio di Lampedusa. Non sapeva che si potesse chiedere di identificarlo. Ogni 3 ottobre accendeva una candela.

Durante l’intervista ha guardato le foto degli oggetti recuperati. Davanti a una si è fermata e ha pianto a lungo: «Non sono stata in grado di proteggerlo». Poi è rimasta per ore a sostenere gli altri familiari che arrivavano.

 ![Persona anziana con indumento bianco e velo rosa, espressione seria, sfondo neutro.](https://www.comitatotreottobre.it/wp-content/uploads/2026/10/DSC06350.jpg)

Awet

«Prima di morire voglio sapere dove è sepolto e andare a salutarlo.»

— Awet, madre di Shemaynesh

Il figlio di Klifleyesus

## Yoseab: un certificato per partire

Yoseab ha 15 anni. Ne aveva due quando suo padre, Klifleyesus, ha lasciato l’Eritrea. Klifleyesus è morto nel naufragio del 3 ottobre 2013. Yoseab non lo ricorda.

Madre e figlio sono fuggiti in Etiopia come rifugiati e hanno ottenuto un posto in un programma di reinsediamento negli Stati Uniti. Per partire, però, devono presentarsi con il capofamiglia o con il suo certificato di morte.

All’intervista la madre ha raccontato tutta la storia, ma non è riuscita a guardare le foto degli oggetti: «Non posso, non ce la faccio». Yoseab è rimasto in silenzio e ha fatto il tampone. Per lui quel campione di DNA è la condizione per cominciare una nuova vita.

Senza la prova di un morto, i vivi non possono partire.

 ![Giovane con hoodie bianco, espressione seria, contro muro grigio e rosso, inquadratura frontale.](https://www.comitatotreottobre.it/wp-content/uploads/2026/10/DSC06109.jpg)

Yoseab

Il figlio di Tumzqi

## Mulue: per dare pace a sua madre

Mulue ha 16 anni. Cerca suo padre, Tumzqi, morto nel naufragio del 3 ottobre 2013. Non lo ha mai conosciuto.

In Eritrea Mulue è stato arruolato a forza da bambino. È fuggito ad Addis Abeba, dove vive senza documenti e senza lo status di rifugiato. Sua madre è rimasta in Eritrea e da anni non sa se il marito è vivo o morto.

Si è presentato da solo all’intervista. Aveva paura: senza documenti rischia di essere rimandato in Eritrea, dove la diserzione è punita con il carcere. Ha scelto comunque di fare il prelievo, per sua madre, perché possa conoscere la verità.

Il fratello di Teklit

## Bahlbi: il fratello perso a Lampedusa

Bahlbi era ufficiale dell’esercito eritreo per la leva obbligatoria. Con il fratello minore, Teklit, ha organizzato la diserzione e la fuga in Sudan. Lì Teklit è partito da solo verso la Libia, anche se Bahlbi temeva quel viaggio.

Bahlbi è passato per il Sinai e l’Uganda ed è arrivato in Etiopia, dove vive oggi. Mesi dopo, alcuni amici gli hanno detto che Teklit era morto nel naufragio del 3 ottobre 2013.

All’intervista ha risposto con precisione a ogni domanda. Davanti alle foto degli oggetti si è fermato e ha gridato. Con il prelievo del DNA spera di dare a Teklit una sepoltura certa.

«Non sono riuscito a proteggere mio fratello.»

— Bahlbi, fratello di Teklit

 ![Persona con guanti usa una penna per prelevare campione di DNA da provetta in laboratorio, con sfondo neutro.](https://www.comitatotreottobre.it/wp-content/uploads/2026/10/DSC06208.jpg)

## Continua a leggere

     [### Il diritto al nome: l’impegno del Comitato 3 ottobre

Migliaia di vittime dei naufragi sono sepolte in Italia senza nome. Come lavora il Comitato 3 ottobre per identificarle e restituirle alle famiglie.](https://www.comitatotreottobre.it/il-diritto-al-nome/)   [### Una banca dati europea del DNA: cosa chiediamo

Le quattro richieste del Comitato 3 ottobre all’Unione europea per una banca dati del DNA comune tra gli Stati.](https://www.comitatotreottobre.it/articles/banca-dati-europea-dna/)   [### Sciacca e Caltagirone: sepolture dignitose e un nome ritrovato

A Sciacca 17 persone hanno ritrovato una sepoltura dignitosa. A Caltagirone la tomba di Weldu Robel ha di nuovo un nome.](https://www.comitatotreottobre.it/articles/caltagirone-weldu-robel/)   [### Bompensiere: l’esumazione della vittima 186

A Bompensiere la prima esumazione in Italia fatta solo per identificare una vittima delle migrazioni.](https://www.comitatotreottobre.it/articles/bompensiere-vittima-186/)   [### Sepolture delle vittime dei naufragi in Italia

3.783 sepolture in 311 comuni: dove sono sepolte in Italia le persone morte nel Mediterraneo e perché è difficile identificarle.](https://www.comitatotreottobre.it/articles/censimento-sepolture/)   [### Dopo il naufragio: le storie dei testimoni

Dopo i naufragi del 3 e dell’11 ottobre 2013: dove vivono oggi i sopravvissuti e chi cerca ancora i propri cari.](https://www.comitatotreottobre.it/articles/sopravvissuti-oggi/)   [### senzaNome – Documentario

Anno: 2025 | Durata: 40’ | Paese: Italia | Lingua: italiano, arabo, inglese | Scritto e…](https://www.comitatotreottobre.it/articles/senza-nome-documentario/)


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# Memoria, eredità e memoria selettiva: il senso di Memorie Attive

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# Memoria, eredità e memoria selettiva: il senso di Memorie Attive

> La memoria non è soltanto il ricordo di ciò che è accaduto: è un atto di...

La memoria non è soltanto il ricordo di ciò che è accaduto: è un atto di **responsabilità**.

Conservare la memoria significa riconoscere il valore delle vite spezzate, imparare dalle ingiustizie e trasmettere alle generazioni future una consapevolezza che diventi azione. La memoria è quindi un’eredità: ciò che riceviamo da chi ci ha preceduto e che siamo chiamati a custodire e rinnovare.

In Italia, alcune pagine della nostra storia migratoria sono giustamente radicate nel ricordo collettivo. La tragedia di Marcinelle, ad esempio, è un simbolo condiviso: ogni anno, istituzioni e media ricordano i 262 minatori morti in Belgio nel 1956, di cui 136 italiani. Una vicenda che unisce nella commozione, che racconta dignità, lavoro, sacrificio.

#### Eppure, altre pagine restano ai margini della memoria pubblica.

Oggi, nel Mediterraneo, migliaia di uomini, donne e bambini continuano a perdere la vita cercando sicurezza e futuro. Gli sbarchi a Lampedusa e in altre coste italiane non sono mai cessati, così come i naufragi. Ma di questo si parla sempre meno: l’informazione si concentra su momenti di “emergenza” o su episodi eccezionali, mentre la quotidianità degli arrivi e delle morti scivola nel silenzio.

È una **memoria selettiva**: ricordiamo le nostre tragedie passate, ma dimentichiamo quelle che si consumano oggi, proprio davanti a noi.

Un paradosso doloroso, perché la storia migratoria italiana e quella delle migrazioni contemporanee sono parti di un’unica narrazione: quella di esseri umani in movimento, spinti dalla necessità, dalla speranza e dal diritto a vivere con dignità.

Il progetto **Memorie Attive nasce per contrastare questo oblio**.

Non si limita a commemorare: trasforma il ricordo in un percorso educativo e partecipativo, che inizia a Lampedusa e prosegue tutto l’anno nelle scuole, nei laboratori, nelle piazze e nei luoghi di incontro.

Mettere in dialogo la memoria delle migrazioni italiane con quella delle migrazioni di oggi significa rompere il muro della selettività, restituendo pari dignità a tutte le vite perdute e a tutte le storie di chi è in cammino.

Perché la memoria, per essere viva, deve essere attiva: capace di guardare indietro, ma anche di agire nel presente. Solo così l’eredità che riceviamo diventa un impegno concreto verso il futuro.

     [13 Giugno 2025

##### XII Giornata della Memoria e dell’Accoglienza – Memorie attive

Lettera di Tareke Brhane, presidente del Comitato 3 ottobre Carissime e…](https://www.comitatotreottobre.it/articles/xii-giornata-della-memoria-e-dellaccoglienza-memorie-attive/)   [13 Giugno 2025

##### Lampedusa 2025: i protagonisti

A seguire gli ospiti delle attività organizzate dal Comitato 3 ottobre in occasione…](https://www.comitatotreottobre.it/articles/lampedusa-2025-i-protagonisti/)   [5 Maggio 2025

##### Il silenzio mediatico che normalizza anche la morte

Sono quasi 6.600 le persone sbarcate sulle coste italiane nel mese di aprile 2025. Il…](https://www.comitatotreottobre.it/articles/il-silenzio-mediatico-che-normalizza-anche-la-morte/)


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# Memorie Attive – Con il sostegno dell’Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai

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# Memorie Attive – Con il sostegno dell’Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai

> Grazie ai fondi Otto per Mille dell’Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai, il...

> Il sostegno dell’Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai ci permette di trasformare la memoria del 3 ottobre in un impegno educativo che parte da Lampedusa e arriva fino al cuore dell’Europa. È un contributo fondamentale per dare voce alle vittime, ai testimoni e ai giovani che chiedono una società più giusta e solidale.”
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> Tareke Brhane, presidente Comitato 3 ottobre

Grazie ai fondi Otto per Mille dell’Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai, il progetto Memorie Attive prende vita con una rete di iniziative che uniscono memoria, educazione e cittadinanza attiva. Il sostegno dell’IBISG è segno concreto di un impegno condiviso: promuovere la dignità della vita, la pace e i diritti umani attraverso la cultura e la formazione delle nuove generazioni.

### Lampedusa: il cuore della memoria

Il percorso ha il suo momento centrale a Lampedusa, in occasione della XII Giornata della Memoria e dell’Accoglienza (30 settembre – 3 ottobre 2025). L’isola diventa un laboratorio di memoria e diritti, accogliendo centinaia di studenti italiani ed europei, insegnanti, famiglie di vittime e testimoni dei naufragi. .

Attraverso laboratori, dibattiti, incontri e momenti di testimonianza, Lampedusa si conferma luogo simbolico dove il dolore del passato si trasforma in educazione alla pace e alla solidarietà.

### Semi di Lampedusa: disseminare la memoria

La memoria non resta confinata all’isola: con il progetto Semi di Lampedusa, studenti e docenti portano nelle loro scuole l’esperienza vissuta. Diventano ambasciatori della memoria, organizzano laboratori, incontri e attività di sensibilizzazione, facendo germogliare in tutta Italia ed Europa i valori di accoglienza e giustizia.

Questa rete educativa crea un movimento diffuso di consapevolezza, capace di raggiungere migliaia di ragazzi e ragazze, e di contrastare stereotipi e narrazioni distorte sul fenomeno migratorio.

### Bruxelles: la voce dei giovani in Europa

Il percorso si conclude con un evento di restituzione al Parlamento europeo di Bruxelles, dove saranno proprio gli studenti a presentare le loro riflessioni e proposte ai decisori politici.

Un momento di advocacy educativa dal basso, che mette al centro la voce delle nuove generazioni: ragazzi e ragazze che, partendo dalla memoria del 3 ottobre, chiedono politiche più umane, inclusive e rispettose dei diritti fondamentali.

### Un progetto reso possibile dall’Otto per Mille IBISG

Memorie Attive è sostenuto con i fondi Otto per Mille dell’Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai.

Per conoscere meglio l’impegno dell’Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai: **[VISITA IL SITO](https://ottopermille.sokagakkai.it/)**


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# Migranti: la CEDU assolve l’Italia. Il Comitato 3 ottobre: “Una sentenza che tradisce la verità dei fatti”

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# Migranti: la CEDU assolve l’Italia. Il Comitato 3 ottobre: “Una sentenza che tradisce la verità dei fatti”

> Roma, 12 giugno 2025 Il Comitato 3 ottobre esprime profonda preoccupazione e dissenso...

##### Roma, 12 giugno 2025

Il Comitato 3 ottobre esprime profonda preoccupazione e dissenso per la sentenza odierna della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo (CEDU), che ha escluso la responsabilità dell’Italia per le violenze, i maltrattamenti e i respingimenti arbitrari subiti da persone migranti da parte della cosiddetta Guardia costiera libica.

In questi anni, centinaia di testimonianze, rapporti delle Nazioni Unite e inchieste giornalistiche hanno documentato in modo inequivocabile come le operazioni di intercettazione e detenzione in Libia siano rese possibili anche grazie al sostegno logistico, finanziario e operativo dell’Italia e dell’Unione Europea.

Questa sentenza ignora un dato di realtà drammatico: senza la collaborazione istituzionalizzata tra Italia e Libia, i respingimenti non sarebbero neanche tecnicamente possibili. Le motovedette, le sale operative, i centri di detenzione sono parte di un sistema che l’Europa ha contribuito a costruire e mantenere.

> Non possiamo accettare che l’Europa si lavi la coscienza dietro a una formula giuridica. Questa sentenza è un insulto alla verità, alla giustizia e soprattutto al dolore di chi è stato torturato, violentato e privato della propria libertà in Libia.
>  L’Italia non può continuare a dire: *non è affar mio*. Quei finanziamenti, quelle navi, quelle tecnologie, sono italiane. Chi chiude gli occhi davanti alla violenza ne è complice.
>
>
>
> Tareke Brhane, Presidente del Comitato 3 ottobre

Il Comitato 3 ottobre continuerà a denunciare ogni forma di esternalizzazione della frontiera che mette a rischio la vita e la dignità delle persone in movimento, e invita le istituzioni italiane ed europee a riconsiderare urgentemente i rapporti con autorità libiche non affidabili e responsabili di gravi crimini contro l’umanità.

***Ufficio stampa – Comitato 3 ottobre***

*BARBARA GALMUZZI 3389852387*

*comunicazione@comitatotreottobre.it*

*www.comitatotreottobre.it*


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# Migrazioni in Italia: facciamo chiarezza sui numeri

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# Migrazioni in Italia: facciamo chiarezza sui numeri

> Spesso quando si parla di fenomeni migratori, i numeri vengono strumentalizzati....

![auto della polizia su una banchina con persone e soccorritori e diverse barche con persone con giubbotti di salvataggio](https://www.comitatotreottobre.it/wp-content/uploads/2022/08/mnbsrequestmanager-5-3-scaled-71akgqo888sf2y735ae3j51zinez4ref986506kpqva.jpeg)

Spesso quando si parla di fenomeni migratori, i numeri vengono strumentalizzati. Anche quest’anno è tornato a far discutere nel dibattito pubblico e sui social il tema degli sbarchi di richiedenti asilo e rifugiati sulle coste italiane, per lo più provenienti da nord Africa, Africa sub-sahariana e sud-est asiatico.

Il tema legato all’accoglienza delle persone migranti sembrava evaporato dalle agende dopo lo scoppio della pandemia, la crisi economica e la guerra in Ucraina. Oggi, però, **viene utilizzato per rafforzare i rispettivi posizionamenti**. Si torna a leggere e a proporre “blocchi navali nei confronti della Libia” e si usa il termine **“****immigrazione clandestina**” che, per quanto comune, può essere considerata parte di un discorso d’odio. I**l termine “clandestino”,** **infatti, giuridicamente non esiste**.

Perché chiunque sbarchi in Italia **può chiedere l’asilo**, facendo valere un diritto sancito dalle convenzioni internazionali, oltre che dalla legge italiana. Il termine clandestino non esiste né nelle definizioni internazionali né nel diritto dell’Ue. Si è diffuso in Italia da quando la legge Bossi-Fini ha introdotto alcune disposizioni contro le immigrazioni clandestine, ma non riguarda né i richiedenti asilo né chi l’asilo l’ha ottenuto.

Il numero degli sbarchi sulle nostre coste **non rappresenta un record “rispetto a tutti gli ultimi anni”.**Si tratta di un dato in aumento rispetto allo stesso periodo del 2021**,****ma anche di una cifra nettamente inferiore rispetto a quelle registrate nel periodo in cui la questione migratoria è diventata centrale nel dibattito pubblico**, tra il 2015 (170.100) e il 2017 (181.436),anni della cosiddetta “crisi dei rifugiati”. Va, altresì, ricordato che secondo i dati resi pubblici dal Viminale dallo scoppio della guerra in Ucraina il 24 febbraio 2022 a luglio 2022 l’Italia ha accolto 145.829 persone in fuga dal conflitto ucraino.

Sembrerebbe, quindi, esistere – almeno a livello semantico – un “doppio standard” comunicativo. Quando si parla di arrivi via mare si associa un linguaggio allarmistico: emergenza, clandestino, sbarchi record. Parole che cambiano gli umori, generano paura, spesso creando una percezione distorta della realtà. Basti pensare che gli arrivi via mare quest’anno sono stati 46.664. Tutte queste persone insieme riempirebbero circa un terzo del Circo Massimo a Roma.

Tutte le persone arrivate sulle nostre coste negli ultimi 5 anni non riempirebbero Piazza San Giovanni. Insomma come un mediocre concertone del 1°maggio.

Le parole hanno un peso e le parole emergenziali e disumanizzanti creano muri.


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# Museo della Fiducia e del Dialogo del Mediterraneo: quando arte e cultura diventano strumento d’integrazione

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# Museo della Fiducia e del Dialogo del Mediterraneo: quando arte e cultura diventano strumento d’integrazione

> Gennaio 30, 2022 Il Museo della Fiducia e del Dialogo del Mediterraneo è stato...

**Gennaio 30, 2022**

Il Museo della Fiducia e del Dialogo del Mediterraneo è stato inaugurato nel 2016 dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ed ha, da allora, l’obiettivo di concorrere, attraverso azioni condivise, alla realizzazione di iniziative in grado di coinvolgere le principali realtà culturali del Mediterraneo e al tempo stesso di diffondere un messaggio di **solidarietà e inclusione**.

Il museo **custodisce la memoria** dell’isola di Lampedusa e racconta storie delle **persone migranti** e del naufragio del 3 ottobre 2013 ed è suddiviso in due aree. Al piano terra si trova lo spazio “Archeologico” dove sono esposti alcuni preziosi reperti, testimonianze del periodo romano ed etrusco mentre al primo piano c’è l’area delle “Migrazioni”, dove oltre ai “frammenti” di viaggi sono custoditi ed esposti gli oggetti personali appartenuti a 52 persone morte asfissiate nella stiva di un barcone nel 2015: lo stesso drammatico episodio raccontato nella parte finale di Fuocoammare di Gianfranco Rosi, film vincitore dell’Orso d’oro a Berlino.

L’organizzazione, da ormai sei anni, e la gestione del primo piano è affidata al Comitato 3 ottobre e all’Associazione Nazionale Vittime di Guerra. Sempre al primo piano da ottobre 2020 è esposta la mostra fotografica **Frontiere**. Un’esposizione permanente curata dal Comitato 3 ottobre e da Sara Prestianni. Mostra che ha coinvolto sette fotografi internazionali: Alessandro Penso, Olivier Jobard, Jacob Erbahn, Alessio Romenzi, Olmo Calvo Rodriguez, Sara Prestianni, Santi Palacio che raccontano e riportano storie di uomini, donne e bambini. Nel percorso espositivo si attraversano vari luoghi-frontiera, dal confine Turchia-Siria al Niger, passando per Libia e Calais, fino ad arrivare al Golfo di Aden, Melilla e Birmania. La sofferenza e il dolore segnano gli sguardi dei soggetti, caricando le immagini di straordinaria intensità.

Flussi distanti e storie diverse si intrecciano per narrare realtà quotidiane, così tragicamente complesse, dove l’ingiustizia è padrona e l’incertezza accompagna il futuro di molte persone. Nel 2021, nel quadro del Progetto Fami, **Identità Migranti – I’m Med**, che vede coinvolti oltre il Comitato 3 ottobre, l’Istituto Gallo di Agrigento e l’Associazione Vittime Civili di Guerra, è stata inaugurata la **sala multimediale delle migrazioni**. Una sala in cui i visitatori possono rivivere le condizioni delle persone costrette a fuggire via mare dalla propria terra. Grazie alle più moderne tecnologie multimediali, i visitatori hanno la possibilità di fare **un’esperienza immersiva**.

La multimedialità della sala consente, a chi in quei luoghi lontani non c’è mai stato, di sentirsi completamente immerso. Dai campi rifugiati, alle scene di guerra dello Yemen sino alle drammatiche immagini dei naufragi del 2013. Sembra di essere appena sbarcati da un gommone insieme a tanti altri. O ancora: in fila, in attesa, che si apra una delle tante frontiere che per i più rimangono chiuse. Oppure su una linea del fronte. La voce narrante riporta le testimonianze di rifugiati e sopravvissuti. Dal 2016 a oggi oltre 15.000 persone hanno visitato il Museo della Fiducia e dell’Accoglienza. Da quest’anno il Museo rimane aperto anche nel periodo invernale, sempre con ingresso gratuito.

**Tareke Brhane**, Presidente del Comitato 3 ottobre dice: “Siamo onorati di poter aver un ruolo attivo nella curatela e nell’allestimento di un’intera area del Museo. Siamo certi che l’arte, la fotografia siano uno strumento di conoscenza, di integrazione e d’inclusione. In questo Museo, unico nel suo genere in Italia, si fonde il passato e il presente. Raccontiamo, attraverso oggetti, immagini le storie di donne, uomini, bambini che hanno cercato in Europa un luogo sicuro”. Continua Brhane: “Il Museo è sempre aperto ed è destinato a un pubblico sia di adulti sia di ragazze e ragazzi. Siamo, infatti, convinti che la cultura sia un bene prezioso e importante e in quanto tale deve essere accessibile a tutti, ancor più quando di parla di diritti”.


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# Mystery Game

URL: https://www.comitatotreottobre.it/articles/mystery-game/

# Mystery Game

> Mystery Game nasce dall'intuizione di Janneke Kampfraath docente presso Emmauscollege...

**Mystery Game nasce dall'intuizione di Janneke Kampfraath docente presso Emmauscollege di Rotterdam durante la partecipazione alla Giornata della Memoria e dell'Accoglienza organizzata dal Comitato 3 ottobre a Lampedusa in ricordo del naufragio avvenuto il 3 ottobre 2013 sulle coste dell'isola.**

**Il Mystery si ispira alla storia vera di Alex (nome di fantasia) uno dei ragazzi sopravvissuti al naufragio, e ha l'obiettivo di aiutare gli studenti ad entrare nel delicato tema delle migrazioni attraverso una modalità ludica che aiuta a sviluppare empatia, curiosità e interesse nella ricerca di cause e soluzioni e ad elaborare un pensiero critico nei confronti della realtà e delle informazioni legate al tema.**

**Il Mystery Game si ispira all’approccio del “Thinking Through Geography” (pensa con la geografia) basato sul metodo di David Leat. Tale approccio funge da risorsa per la creazione di lezioni di geografia a partire da competenze di pensiero geografico. L’obiettivo è sviluppare competenze di apprendimento attraverso un apprendimento interattivo e autonomo.**

*MYSTERY GAME originates from the idea of Janneke Kampfraath, a teacher at Emmauscollege in Rotterdam, during her participation in the Day of Remembrance and Reception organized by Comitato 3 Ottobre in Lampedusa in memory of the shipwreck that occurred on October 3, 2013, on the island’s shores.*

*The Mystery is inspired by the true story of Alex (fictional name) and aims to help students engage with the issue of migration through a playful mode that fosters empathy, curiosity, and interest in exploring causes and solutions, and encourages critical thinking toward reality and information related to the issue.*

*The Mystery Game is derived from the Thinking Through Geography' approach, which is based on David Leat's method. It serves as a resource for creating geography lessons built on geographical thinking skills. The goal is to develop transferable learning skills through interactive and independent learning.*

![Locandina del Comitato 3 Ottobre che presenta il "Mystery Game", gioco didattico ispirato a migrazioni, con testo informativo e QR code. Mystery Game: nasce dall’intuizione di Janneke Kampfraath docente presso Emmauscollege di Rotterdam durante la Giornata della Memoria e dell’Accoglienza.](https://www.comitatotreottobre.it/wp-content/uploads/2024/07/mystery-game-cover.png)

**Mystery Game è ideato per il Comitato 3 ottobre da Janneke Kampfraath, Emmauscollege Rotterdam.**

**Mystery Game è realizzato all'interno del Progetto "A Europe of rights" grazie ai fondi 8×1000 dell'Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai**

*MYSTERY GAME is designed for the Comitato 3 Ottobre by Janneke Kampfraath, Emmauscollege Rotterdam.*

*Mystery Game is realized within the “A Europe of Rights” Project, thanks to the 8×1000 funds from the Italian Buddhist Institute Soka Gakkai.*

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**Scarica il Mystery, stampalo e comincia a giocare!**

*Download the Game, print it, and start to play!*

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**Cosa contiene il kit:**

- *CREDITI E COPERTINA |*[*ITA*](https://drive.google.com/file/d/1EUQGVDD_6mLeLWUEN0Sh7dw0hGQIoFzy/view?usp=drive_link)*|*[*ENG*](https://drive.google.com/file/d/1zF7Vk4ORUi-itrGxf6zZztrzkw4K2qLn/view?usp=drive_link)
- *INTRODUZIONE E SPIEGAZIONE |*[*ITA*](https://drive.google.com/file/d/1-PUgt0tmJYnDhEN4xxU-9jnITrgL6y1Q/view?usp=drive_link)*|*[*ENG*](https://drive.google.com/file/d/1Obh_hv9pPBnR3JwYAwqvmFj_d1Y-EdQC/view?usp=drive_link)
- *CARTE DA GIOCO |*[*ITA*](https://drive.google.com/file/d/1Yw53VcaeT1d1PBqSNA-nrxeQhqgANCCd/view?usp=drive_link)*|*[*ENG*](https://drive.google.com/file/d/111Hd-o5KGv_X15PH6RU9W0ubFV5mq5uj/view?usp=drive_link)
- *ARTICOLO DI SUPPORTO |*[*ITA*](https://drive.google.com/file/d/1dG4NH-pcgGSFMtQDQ-EZAwu3BBmVDFcC/view?usp=sharing)*|*[*ENG*](https://drive.google.com/file/d/1e2KmilY4LvIgIOfvD0HGzGH7tGud46Uk/view?usp=drive_link)
- *MAPPE E FOTO |*[*ITA*](https://drive.google.com/file/d/1FvYUpc45doFFMEAZjZHA6g7cCkEbhGGV/view?usp=drive_link)*|*[*ENG*](https://drive.google.com/file/d/1_qbqRQdZxjuw3eSvGyzzeCYDnkWm9nVI/view?usp=drive_link)
- *LA STORIA DI ALEX (a uso dell’insegnante) |*[*ITA*](https://drive.google.com/file/d/1N7_3wBwCV_v6IwjX4obHTXxG7O-L7T7G/view?usp=drive_link)*|*[*ENG*](https://drive.google.com/file/d/1tUAklHlsVwSfDR9gj-PGgNYPLNrOsGr4/view?usp=drive_link)
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*Contents:*

- *COVER AND CREDITS |*[*ITA*](https://drive.google.com/file/d/1EUQGVDD_6mLeLWUEN0Sh7dw0hGQIoFzy/view?usp=drive_link)*|*[*ENG*](https://drive.google.com/file/d/1zF7Vk4ORUi-itrGxf6zZztrzkw4K2qLn/view?usp=drive_link)
- *INSTRUCTIONS |*[*ITA*](https://drive.google.com/file/d/1-PUgt0tmJYnDhEN4xxU-9jnITrgL6y1Q/view?usp=drive_link)*|*[*ENG*](https://drive.google.com/file/d/1Obh_hv9pPBnR3JwYAwqvmFj_d1Y-EdQC/view?usp=drive_link)
- *PLAYING CARDS |*[*ITA*](https://drive.google.com/file/d/1Yw53VcaeT1d1PBqSNA-nrxeQhqgANCCd/view?usp=drive_link)*|*[*ENG*](https://drive.google.com/file/d/111Hd-o5KGv_X15PH6RU9W0ubFV5mq5uj/view?usp=drive_link)
- *ARTICLES |*[*ITA*](https://drive.google.com/file/d/1dG4NH-pcgGSFMtQDQ-EZAwu3BBmVDFcC/view?usp=sharing)*|*[*ENG*](https://drive.google.com/file/d/1e2KmilY4LvIgIOfvD0HGzGH7tGud46Uk/view?usp=drive_link)
- *MAPS AND PHOTOS |*[*ITA*](https://drive.google.com/file/d/1FvYUpc45doFFMEAZjZHA6g7cCkEbhGGV/view?usp=drive_link)*|*[*ENG*](https://drive.google.com/file/d/1_qbqRQdZxjuw3eSvGyzzeCYDnkWm9nVI/view?usp=drive_link)
- *ALEX’S STORY (for the teacher’s use) |*[*ITA*](https://drive.google.com/file/d/1N7_3wBwCV_v6IwjX4obHTXxG7O-L7T7G/view?usp=drive_link)*|*[*ENG*](https://drive.google.com/file/d/1tUAklHlsVwSfDR9gj-PGgNYPLNrOsGr4/view?usp=drive_link)


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# Non mancano le competenze: manca la volontà politica di dare un nome ai morti

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# Non mancano le competenze: manca la volontà politica di dare un nome ai morti

> Roma, 14 gennaio 2026 L’esumazione ai fini identificativi effettuata dal Comitato 3...

*Roma, 14 gennaio 2026*

L’esumazione ai fini identificativi effettuata dal Comitato 3 ottobre e dal Labanof il 15 dicembre 2025 nel cimitero di Bompensiere, in provincia di Caltanissetta, non rappresenta un intervento straordinario, ma il **risultato concreto di un lavoro sistematico** che, nel corso del 2025, ha dimostrato che **l’identificazione delle vittime di naufragio è possibile** quando sostenuta da procedure strutturate, competenze scientifiche e un lavoro continuativo con le famiglie.

Nel solo 2025 il Comitato 3 ottobre ha facilitato il contatto e **l’accompagnamento di oltre 65 famiglie** di persone scomparse, operando in stretta collaborazione con il LABANOF, che ha garantito il supporto tecnico-scientifico, analisi e comparazione dei dati.

Un lavoro che ha consentito di trasformare numeri anonimi in identità restituite. Oggi **Hiwet, Mehari, Danayt, Huruy, Genet, Tesfazgi, Mihret e Yordanos** non sono più indicate/i come “AM n.” in un registro, ma come **persone identificate** e sepolte nei cimiteri di Agrigento e Caltanissetta.

Un passaggio che non è soltanto formale: senza un nome non esiste un luogo, senza un luogo non esiste la possibilità del lutto, senza lutto non esiste chiusura per le famiglie.

**La restituzione dell’identità non è un atto******si**mbolico**, ma l’esito di un processo lungo e complesso, che combina la raccolta delle informazioni *ante-mortem*, il lavoro diretto con i familiari, le analisi scientifiche e verifiche incrociate. Sapere chi è sepolto e dove rappresenta una condizione minima per consentire alle famiglie di uscire dall’incertezza e di esercitare il diritto al lutto.

Accanto alle attività di identificazione, nel 2025 il Comitato 3 ottobre ha lavorato con le amministrazioni locali per la riqualificazione del **cimitero di Raffadali** (AG), dove persone migranti risultavano sepolte in condizioni non dignitose e ha condotto una mappatura dei cimiteri italiani che ospitano vittime di naufragi, arrivando a censirne circa 200. In molti di questi sono ancora presenti tombe senza nome.

![Confronto tra aree del Cimitero di Raffadali prima e dopo l’intervento, con croci sparse su terreno nudo e poi su prato curato.](https://www.comitatotreottobre.it/wp-content/uploads/2026/01/prima.png)

L’esperienza di Bompensiere si inserisce in un percorso più ampio volto a rendere strutturali, a livello nazionale ed europeo, le pratiche di identificazione e di tutela delle famiglie delle persone scomparse.

Il **lavoro proseguirà nel 2026** con nuove *field visit* in Europa e in Africa, sempre in collaborazione con il LABANOF, per incontrare familiari che sono ancora alla ricerca dei propri cari dispersi lungo le rotte migratorie.

«*Ogni identificazione dimostra che **non siamo di fronte a un problema tecnico, ma a un vuoto di sistema**. Senza procedure armonizzate continuiamo a produrre morti senza nome e famiglie senza risposte. L’Italia e l’Unione Europea devono assumersi la responsabilità di costruire un sistema comune di identificazione e una banca dati europea del DNA, perché il diritto all’identità non può fermarsi alle frontiere*», dichiara **Tareke Brhane**, presidente del Comitato 3 ottobre.

Restituire un nome ai morti significa riaffermare un principio di diritto, non un gesto di pietà: l’identità è parte integrante della dignità umana.

*UFFICIO STAMPA*

*Barbara Galmuzzi: 3389852387*

*comunicazione@comitatotreottobre.it*

     [23 Ottobre 2025

## senzaNome – Documentario

Anno: 2025 | Durata: 40’ | Paese: Italia | Lingua: italiano, arabo, inglese | Scritto e…](https://www.comitatotreottobre.it/articles/senza-nome-documentario/)   [31 Marzo 2025

## In Uganda per dare un nome a chi morì nel naufragio del 3 ottobre 2013 a Lampedusa

Per la prima volta un team composto dal presidente del Comitato 3 ottobre, Tareke…](https://www.comitatotreottobre.it/articles/in-uganda-per-dare-un-nome-a-chi-mori-nel-naufragio-del-3-ottobre-2013-a-lampedusa/)


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# Non si muore da migranti

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# Non si muore da migranti

> 18 dicembre, Giornata internazionale dei Migranti Il 18 dicembre si celebrano la...

### *18 dicembre, Giornata internazionale dei Migranti*

Il 18 dicembre si celebrano la Giornata Internazionale dei Migranti. Ma c’è una domanda che continua a restare sullo sfondo: **che cosa succede quando una parola smette di descrivere una condizione e inizia a cancellare le persone?**

Nel dibattito pubblico, “migranti” è diventata una categoria totale. Serve a semplificare, a contenere, a rendere gestibile ciò che appare complesso. Ma dietro questa parola si perdono spesso i nomi, le storie, le relazioni familiari. Si perde l’umanità. E quando l’umanità scompare dal linguaggio, scompare anche dalle politiche.

Il Mediterraneo lo dimostra ogni giorno. Uomini, donne e bambini continuano a morire senza essere identificati, sepolti come sconosciuti, archiviati come numeri. Le famiglie restano senza risposte, sospese in un’attesa che non finisce mai. In questo vuoto, la parola “migrante” diventa una scorciatoia che normalizza l’assenza di responsabilità.

Il Comitato 3 ottobre lavora da anni esattamente su questo punto: restituire identità dove c’è anonimato, nomi dove ci sono numeri. Attraverso il sostegno ai processi di identificazione delle vittime dei naufragi, l’accompagnamento dei familiari, il lavoro nelle scuole e le iniziative di memoria pubblica, il Comitato afferma un principio semplice e radicale: il diritto all’identità non si perde attraversando un confine.

> La parola ‘migrante’ è diventata una scorciatoia. Serve a non vedere le persone, a non fare domande, a non assumersi responsabilità. Ma nessuno è una categoria. Siamo persone, con un nome, una famiglia, una storia. Anche quando moriamo in mare o lungo le tante frontiere europee.
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> Tareke Brhane, presidente del Comitato 3 ottobre

Restituire un nome non è un gesto simbolico. È un atto politico. Significa riconoscere che ogni vita conta allo stesso modo, che anche chi muore lontano da casa ha diritto a essere cercato, identificato, ricordato. Significa rifiutare l’idea che l’anonimato sia un destino inevitabile per chi attraversa il Mediterraneo.

Nel racconto delle migrazioni, il linguaggio conta quanto le scelte politiche. Continuare a parlare solo di “flussi” e “categorie” rende più facile accettare l’ingiustizia, più semplice voltarsi dall’altra parte. Cambiare le parole non risolve tutto, ma è il primo passo per cambiare lo sguardo.

> Non si muore da migranti, si muore da esseri umani. Continuare a usare parole che cancellano l’identità rende accettabile ciò che non dovrebbe mai esserlo. Il nostro lavoro è ricordare che ogni persona ha diritto a un nome, a una memoria e a una verità.
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>
> Tareke Brhane, presidente del Comitato 3 ottobre

Il 18 dicembre non dovrebbe essere solo una ricorrenza. Dovrebbe essere il giorno in cui smettiamo di nasconderci dietro le categorie e torniamo a guardare le persone.


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# Perché le persone migranti morte in mare, restano senza un nome

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# Perché le persone migranti morte in mare, restano senza un nome

> Ad oggi, 15 gennaio 2024, l’imbarcazione dispersa al largo di Lampedusa, con a bordo...

Ad oggi, 15 gennaio 2024, l’imbarcazione dispersa al largo di Lampedusa, con a bordo almeno 40 persone, non è stata ancora ritrovata. Nella speranza che la barca venga rintracciata e le persone a bordo tratte in salvo, ancora una volta questa vicenda ci porta a fare una riflessione. Spesso **i cadaveri delle persone migranti morte in mare non vengono né identificati né restituiti alle loro famiglie**. E in molti casi si finisce per seppellirli nei nostri cimiteri senza nome e cognome. Solo con un numero sulla lapide.

Secondo *il Progetto Missing Migrants dell'OIM* 28.320 uomini, donne e bambini sono morti o scomparsi nel Mar Mediterraneo dal 2014. Quasi il 90% (**2.271**) delle persone morte o scomparse nel 2023 – il numero più alto registrato dal 2017 – stava attraversando la rotta del Mediterraneo centrale. Ma molti dei loro corpi non sono stati identificati, e le famiglie a casa non sanno cosa è accaduto ai propri cari. «Dietro alla catastrofe visibile dei naufragi e delle morti nel Mediterraneo esiste una **catastrofe invisibile che riguarda i corpi recuperati**, in quanto**non si fa abbastanza per identificarli e informare le loro famiglie**», dice **Tareke Brhane**, presidente del Comitato 3 ottobre.

Quello che resta sulle spiagge **non viene mai raccolto sistematicamente** o custodito per supportare l’identificazione. E anche l**a gestione dei dati sui corpi non è organizzata e omogenea**. In Italia, per esempio, ogni regione archivia i dati in maniera indipendente. E nel resto d’Europa non va meglio. L’Italia dal 2013 ha avviato, tramite il Commissario straordinario per persone scomparse e l’istituto Labanof di Milano, due **progetti sperimentali per individuare un metodo standard per l’identificazione delle persone migranti** morte in mare nei naufragi di Lampedusa del 3 ottobre 2013 e del 18 aprile 2015.

L’identificazione, però, è difficile e va a rilento ed oramai sono passati dieci anni. E intanto le procedure seguite sulle banchine dei porti sono tutt’altro che standard. «La prima fase fondamentale è quella del**recupero dei corpi**», continua **Tareke Brhane**, presidente del «È fondamentale recuperare i cadaveri, dato che quelli che non vengono recuperati non potranno essere identificati”. Dalle condizioni meteorologiche al tempo necessario per portare la salma sulla terra, tutto influisce sullo stato di decomposizione dei corpi e di conseguenza sulla facilità con la quale viene fatta l’identificazione. **Organizzare un pronto recupero dei cadaveri è quindi essenziale per mantenere un livello alto di identificazioni**».

Ma ci sono diverse falle nel sistema. «Un esempio: quando un corpo è portato con successo a bordo, è fondamentale che venga trasportato adeguatamente. La maggior parte delle navi che operano nel Mediterraneo però è sprovvista delle infrastrutture necessarie, come le celle frigorifere». In Sicilia, a rispondere alla chiamata d’emergenza per un naufragio sono la Marina militare italiana, la Guardia Costiera, ma anche le navi di Frontex e le tante gestite da organizzazioni internazionali o dalle ONG. In vista dello sbarco delle persone sopravvissute e dei cadaveri in porto, la Procura della Repubblica nomina poi una squadra per condurre l’indagine. La buona riuscita di una identificazione dipende dalla**raccolta dei dati post-mortem** sul corpo – Dna, effetti personali, testimonianze – e di quelli**ante-mortem** ottenuti dalle famiglie. Una fonte preziosa sono le interviste alle persone sopravvissute, che però non sempre vengono svolte per fini identificativi.

E anche il recupero di carte di credito, foto, telefoni e sim card il più delle volte è limitato per mancanza di personale. Il comune di arrivo dovrebbe fornire, poi, strutture refrigerate negli ospedali o nei cimiteri per gli esami e la conservazione, ma questo diventa problematico quando le istituzioni devono gestire un numero elevato di cadaveri (ndr. a Cutro, ad esempio, i cadaveri vennero messi nel Palazzetto dello Sport e lì rimassero per settimane). E gl**i anatomopatologi non fanno sempre l’autopsia**. È, infatti, il Procuratore che la deve richiedere, il che avviene quando il medico legale ha dei dubbi riguardo alle cause di morte. Che non sempre è l’annegamento.

«Il metodo più comune usato oggi è l**’identificazione visiva**, poiché necessita che un solo parente sia presente per identificare il corpo», dice **Brhane**. Ma questo tipo di identificazione «è limitata ai soli casi in cui il parente era in viaggio con il defunto e sia sopravvissuto, o nel caso in cui il parente possa venire velocemente in Italia». I poliziotti o i membri della Scientifica fotografano il corpo da diverse prospettive, e allegano un numero assegnato al deceduto. Così **ogni istituzione registra il cadavere in maniera autonoma**. «Attualmente **un archivio centralizzato dei campioni di Dna ottenuti dai deceduti**, che consenta a un’unica istituzione di gestire l’identificazione legale, **non esiste**», dice **Brhane**. «Un sistema efficace sarebbe quello di **raccogliere dati secondo un metodo standard e conservarli in banche dati centralizzate che agevolano la condivisione con attori di altre istituzioni e Paesi, consentendo un confronto fra dati ante e post-mortem**».

Ma «**attualmente c’è un vuoto politico attorno al problema**, segnato da una collaborazione minima fra i differenti enti statali, una mancanza di indagini efficaci e tentativi ridotti di contattare le famiglie dei dispersi». Il risultato è che la maggior parte dei cadaveri, alla fine, viene sepolta senza identità. E migliaia di **famiglie** nei Paesi di origine, non coinvolte nelle indagini, sono ignare della sorte dei loro cari e vivono in uno stato chiamato di **“perdita ambigua”**. I bisogni delle famiglie sono chiari: cercano una risposta, una soluzione alla mancanza di chiarezza riguardo alla sorte dei dispersi – sono vivi o morti? In un caso o in un altro, vogliono anche sapere dove sono i parenti scomparsi: se sono morti, le famiglie vogliono recuperare il cadavere e riportarlo a casa, così che la persona scomparsa possa essere sepolta con tutti gli onori in uno spazio che restituisce il parente alla famiglia. “La raccolta dei dati ante-mortem per fini identificativi deve essere migliorata», ribadisce **Brhane**, «con il coinvolgimento delle famiglie”. Ma anche quando il corpo viene identificato, la restituzione della salma non è scontata. «Se le famiglie devono venire in Italia o in altri Paesi Ue», spiega **Brhane**, «hanno bisogno di un visto, che è spesso difficile da ottenere”. Né esiste in Europa un visto umanitario per gestire situazioni di questo tipo. I confini, insomma, valgono anche dopo la morte.!

Da oltre 10 anni come Comitato 3 ottobre ci battiamo per restituire un nome alle persone morte nel Mediterraneo, convinti che questa sia una battaglia di civiltà.

     [21 Giugno 2023

## Chiediamo dignita per le vittime dell'immigrazione

Dieci anni dopo il tragico naufragio di Lampedusa, dove 368 vite furono tragicamente perse, l'Europa continua a contar morti nel Mediterraneo. È ora di agire! Unisciti a noi per chiedere alle Istituzioni europee di istituire urgentemente una banca dati per l'identificazione delle vittime nel Mediterraneo. Ogni vita conta e nessuno dovrebbe essere sepolto senza nome. Firma la petizione](https://www.comitatotreottobre.it/petitions/database/)

## Sostieni la nostra missione

Unisciti alla nostra Missione a fianco delle Famiglie che hanno perso i propri cari nel Mar Mediterraneo e sostieni il nostro impegno per dare un nome, una degna sepoltura e una risposta a chi attende da anni.

[Scopri di più](https://dona.comitatotreottobre.it/dignitaoltrelamorte-DNA/~mia-donazione)


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# Pesaro, Inaugurazione “Parco 3 ottobre 2013”

URL: https://www.comitatotreottobre.it/articles/pesaro-inaugurazione-parco-3-ottobre-2013/

# Pesaro, Inaugurazione “Parco 3 ottobre 2013”

> Oggi a Pesaro, nell’area verde di Via Cefalonia si inaugura il “Parco 3 ottobre 2013”,...

**Oggi a Pesaro, nell’area verde di Via Cefalonia si inaugura il “Parco 3 ottobre 2013”, p****er ricordare le vittime di tutte le migrazioni******

Lo spazio si trova di fronte il Centro Scholè “Maria Pia Gennari”, sede dell’associazione MSM odv, del CSV e del Centro Idea. Un’iniziativa approvata dalla Giunta comunale di Pesaro già nel settembre 2021.

Il 3 ottobre 2013, davanti all’isola di Lampedusa, morirono 368 persone tra uomini, donne e bambini. “ Il naufragio di Lampedusa ha tracciato un confine assoluto tra quello che è stato e quello che dovrebbe essere. Da allora, ci siamo impegnati a livello istituzionale affinché il 3 ottobre fosse una data simbolo per commemorare tutte le vittime dell’immigrazione” afferma *Tareke Brhane*, presidente del Comitato 3 ottobre.

L’inaugurazione del “Parco 3 ottobre 2013” avviene in una data importante e simbolica. Il 21 marzo è la Giornata Internazionale per l’eliminazione della discriminazione razziale. Anche in Italia, quella “etnico-razziale” rimane la forma di discriminazione più diffusa. Si tratta di discriminazioni dirette e indirette, messe in atto spesso anche da attori istituzionali. Stereotipi, rappresentazioni false o fuorvianti, insulti, esclusione, linguaggio ostile e, ai livelli più gravi, discriminazioni e crimini di odio razziale. “Come Comitato 3 ottobre, dice Brhane, ogni giorno lavoriamo per costruire percorsi d’integrazione e di accoglienza. Dobbiamo sempre ricordarci che dietro ai numeri ci sono persone, che dietro ai titoli emergenziali dei media ci sono storie di uomini, donne e bambini che scappano da guerre, da abusi, in cerca di un luogo sicuro in cui poter vivere” E continua: “La guerra nella vicina Ucraina ci ha mostrato come – quando c’è la volontà politica – si riesca ad accogliere e a garantire, come è giusto che sia, protezione umanitaria a chi fugge. Come Comitato 3 ottobre chiediamo che a chi fugge dalla guerra, qualsiasi guerra, sia riconosciuta la protezione umanitaria. Occorre fare tutto il possibile per salvare vite umane e offrire sicurezza, a chiunque ne abbia bisogno,

indipendentemente dalla nazionalità. Non vogliamo che esistano rifugiati di “serie A e di serie B”, non vogliamo un sistema di asilo a due classi, perché lo riteniamo un sistema discriminatorio. Tutti, purtroppo, sappiamo che le guerre così come le bombe non fanno distinzione di colore di pelle, religione o nazionalità. Per questo motivo, come Comitato 3 ottobre abbiamo da poco lanciato una petizione: [BASTA GUERRE INVISIBILI! BASTA VITTIME SENZA NOME!](https://www.change.org/bastaguerreinvisibili) per chiedere all’Unione Europea di garantire protezione a chi è costretto a fuggire dall’Ucraina e dagli altri Paesi in guerra”.

La giornata si concluderà in serata con lo spettacolo “**Sotto lo Stesso Cielo**”, attività che si inserisce nel bando FAMI “L’arte dell’accoglienza”, che avrà luogo alle ore **21.00**presso il **Teatro Sperimentale di Pesaro**(Via Rossini). Una performance teatrale che vede nel ruolo di attori le giovani studentesse e studenti del Liceo G. Marconi di Pesaro. Lo spettacolo – con musiche di Emanuele Lepore, Bartolomeo Giunti, Felipe Solari e con il contributo di Davide Pascucci, Lorenzo Giagnolini, Matteo Benocci – è un racconto appassionato della tragedia del 3 ottobre 2013. **Marco De Carolis,**docente del Liceo Marconi di Pesaro afferma: “Siamo felici che lo spettacolo S*otto lo stesso cielo*, dopo le tappe di Lampedusa, Brescia e Madrid arrivi anche nella nostra città. Siamo convinti che le performance musicali siano uno dei modi con cui creare inclusione sociale. Questo spettacolo ha il merito di analizzare e affrontare una tematica sociale – come quella dell’immigrazione – in modo diretto e concreto, mettendo a nudo i lati oscuri di quella tragica vicenda che ha coinvolto tutti noi*”.*A fine spettacolo seguirà la testimonianza di **Vito Fiorino,**soccorritore del naufragio del 3 ottobre 2013 e **Tareke Brhane**, Presidente del **Comitato 3 ottobre**.


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# Porta d’Europa a Bruxelles? Il “no” del Comitato 3 ottobre

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# Porta d’Europa a Bruxelles? Il “no” del Comitato 3 ottobre

> Roma, 6 ottobre 2022 Il Comitato 3 ottobre esprime seria preoccupazione e al tempo...

**Roma, 6 ottobre 2022**

Il Comitato 3 ottobre esprime seria preoccupazione e al tempo stesso un sincero rammarico per le affermazioni che arrivano da alcuni esponenti politici di voler spostare a Bruxelles la Porta d’Europa.

Tale affermazione giunge proprio all’indomani della commemorazione in occasione della IX Giornata della Memoria e dell’Accoglienza, che ha visto a Lampedusa oltre cinquanta persone sopravvissute ai naufragi insieme a più di 350 studenti e studentesse italiane ed europee.

“Pensare di spostare la Porta d’Europa è un oltraggio alla memoria delle oltre 24.000 persone che solo negli ultimi nove anni hanno perso la vita nel Mar Mediterraneo. La Porta d’Europa è simbolo di memoria, ma anche di accoglienza per tutte quelle persone che giungono a Lampedusa nella speranza di una vita migliore” afferma *Tareke Brhan*e, presidente del Comitato 3 ottobre.

Continua *Brhane:*“Spero che tali affermazioni nascano solo dal desiderio di ottenere un po’ di visibilità e da un certo gusto per la provocazione. Noi, del Comitato 3 ottobre, ci impegneremo per far sì che il 3 ottobre diventi Giornata europea della Memoria e dell’Accoglienza e che la **Porta d’Europa possa diventare un monumento Patrimonio dell’Unesco**, quale esempio eccezionale dello spirito di accoglienza dell’isola di Lampedusa, specialmente ora che l’opera è divenuta vulnerabile per l’impatto degli agenti atmosferici”.

Conclude il presidente *Brhane*: “Se si dovesse decidere di mettere una copia della Porta d’Europa a Bruxelles, noi del Comitato 3 ottobre non saremo contrari. Da sempre, infatti, sosteniamo che la responsabilità del soccorso e dell’accoglienza delle persone migranti debba essere una responsabilità condivisa da tutti gli stati membri dell’Unione Europea e che debba essere una priorità nell’agenda delle Istituzioni europee”.


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# Porte d’Europa – il concorso per le studentesse e gli studenti europei

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# Porte d’Europa – il concorso per le studentesse e gli studenti europei

> Il concorso Porte d’Europa, promosso dal Ministero dell’istruzione in collaborazione...

Il concorso Porte d’Europa, promosso dal Ministero dell’istruzione in collaborazione con il “Comitato 3 ottobre” ha l’intento, dal primo momento in cui è stato bandito, di rafforzare nei giovani la consapevolezza e la conoscenza sui temi del fenomeno migratorio dei diritti umani dei rifugiati e dei richiedenti asilo attraverso confronti diretti e momenti formativi organizzati in luoghi simbolo degli attuali processi migratori.

Il concorso è da sempre rivolto agli studenti italiani, in collaborazione con i loro pari di altri Paesi europei, delle ultime tre classi delle scuole secondarie di secondo grado, invitati a svolgere percorsi laboratoriali e formativi (della durata di almeno 10 ore) mirati alla produzione di elaborati ed opere originali (testi, materiali audiovisivi, ecc).

Le tematiche oggetto delle opere dei ragazzi riguardano le migrazioni internazionali, le emergenze umanitarie, il sistema di accoglienza europeo, le politiche europee e nazionali sull’immigrazione, l’asilo, le cause delle migrazioni, il razzismo e la discriminazione, il ruolo della società civile e, in particolare, dei giovani per la difesa dei diritti umani.

Quest’anno a Lampedusa dal 30 settembre al 3 ottobre 2022, in occasione del progetto Welcome Europe, in occasione della Giornata della Memoria e dell’Accoglienza saranno presenti oltre 150 tra student* e docenti provenienti da 17 regioni italiane (Abruzzo, Basilicata, Campania, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Lombardia, Marche, Molise, Piemonte, Puglia, Sardegna, Sicilia, Umbria, Veneto) e da 11 paesi europei e non (Slovenia, Romania, Grecia, Francia, Belgio, Repubblica Ceca, Irlanda, Albania, Spagna, Germania, UK).

Dal 2014 ad oggi il Comitato 3 ottobre ha portato a Lampedusa oltre 1.000 studenti di 25 Paesi dell’Unione Europea per la commemorazione della Giornata della Memoria e dell’Accoglienza. L’iniziativa che si svolgerà quest’anno a Lampedusa prevede 4 giorni di attività con lo scopo di rafforzare la consapevolezza e la conoscenza dei giovani in età formativa sui temi del fenomeno migratorio, dell’interdipendenza globale e dei diritti umani, dell’inclusione e dell’accoglienza.

Parallelamente alle attività sull’isola, il Comitato 3 ottobre ha lanciato un progetto di disseminazione delle conoscenze acquisite dagli studenti che hanno visitato l’isola in occasione del 3 ottobre, un’attività itinerante che avviene durante tutto l’arco dell’anno nelle scuole italiane ed europee (“Semi di Lampedusa”). Dal 2014, le attivitàcon le scuole, in presenza e online, hanno coinvolto più di 73.000 studenti provenienti da 340 scuole di 25diversi Paesi dell’Unione Europea. “Semi di Lampedusa”, nel 2022, ha avuto il suo momento culmine il 31 maggio 2022 a Bruxelles, quando oltre 90 studenti da 15 paesi europei hanno fatto arrivare la propria voce airappresentanti delle massime istituzioni europee. Al Parlamento Europeo, hanno dato voce alla loro idea dimigrazione e accoglienza in Europa, frutto di un confronto che hanno avuto a partire dalle loro esperienzepersonali e dalla partecipazione alla Giornata della Memoria e dell’Accoglienza a Lampedusa.

“Il concorso “Porte d’Europa” – dichiara **Tareke Brhane**, presidente del Comitato ottobre – è un’occasione per promuovere nelle giovani generazioni una cultura dell’accoglienza e della solidarietà al fine di contrastare intolleranza, razzismo e discriminazione e favorire processi d’ inclusione e inserimento sociale delle persone migranti”.


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# Programma degli eventi di Bruxelles

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# Programma degli eventi di Bruxelles

> Il prossimo 5 e 6 marzo 2024, il progetto A Europe Of Rights del Comitato 3 ottobre...

Il prossimo 5 e 6 marzo 2024, il progetto A Europe Of Rights del Comitato 3 ottobre arriva a Bruxelles.

Oltre 300 studenti e studentesse da tutta europa saranno coinvolti in due giorni di eventi, workshop e attività, che culmineranno in un incontro con rappresentanti delle istituzioni europee all'interno del Parlamento Europeo.

**Nella giornata del 6 avrà anche luogo un flashmob in ricordo di tutte le vittime del Mar Mediterraneo e per sensibilizzare sull'importanza che vengano tutte identificate, di fronte all'ingresso principale del Parlamento Europeo a Bruxelles.**

**[download] – [PROGRAMMA 5 MARZO IN ITALIANO](https://www.comitatotreottobre.it/wp-content/uploads/2026/08/Locandine-FAMI-2024.pdf)**

**[download] – [PROGRAMME – MARCH 5 – ENGLISH](https://www.comitatotreottobre.it/wp-content/uploads/2026/08/5-march-ENG.pdf)**

**[download] – [CONCEPT NOTE](https://www.comitatotreottobre.it/wp-content/uploads/2026/08/Concept-Note.pdf)**

**[download] – [PROGRAMME – MARCH 6 – ENGLISH](https://www.comitatotreottobre.it/wp-content/uploads/2026/08/Program-6-March-Bruxelles.pdf)**

 ![Locandina dell’evento “aEUROPEofRIGHTS” al Parlamento Europeo, 6 marzo 2024, ore 18-20, sala 4Q2 Antall Building, con saluti e interventi elencati.](https://www.comitatotreottobre.it/wp-content/uploads/2024/02/schermata-2024-02-28-alle-10.34.21.png) ![Logo dell'Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai "Otto per Mille" con testo e simbolo dorato su sfondo chiaro.](https://www.comitatotreottobre.it/wp-content/uploads/2024/02/numerosi-incontri-con-le-scuole-parte-del-progetto-a-europe-of-rights-20232024-sono-realizzati-grazie-al-sostegno-dei-fondi-otto-per-mille-dellistituto-buddista-italiano-soka-gakkai.png)


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# Protect People Not Borders: la situazione nel Mediterraneo

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# Protect People Not Borders: la situazione nel Mediterraneo

> Proteggere le persone o difendere i confini?  La risposta per noi del Comitato 3...

#### Proteggere le persone o difendere i confini? 

La risposta per noi del Comitato 3 ottobre lascia poco spazio all’incertezza: da tempo – ed ora con crescente intensità – la politica migratoria dell’Italia, anche in sintonia con altri Paesi, vede prevalere la dimensione securitaria.

L’idea di fondo che sostiene questo approccio è che le migrazioni costituiscono soprattutto una emergenza di ordine pubblico da fronteggiare con strumenti di eccezione. Si tratta di una lettura semplificata della realtà che trascura – o peggio rimuove-  tanto la dimensione epocale del fenomeno che la molteplicità delle sue cause.  Si pensi ai flussi migratori che dall’Africa attraverso il mar Mediterraneo raggiungono l’Europa. Riesce davvero difficile ignorare la correlazione esistente tra tali flussi ed il primato che il continente a noi più vicino detiene in tema di conflitti armati, fragilità democratiche, crisi climatiche, povertà, ineguaglianze, deficit di nutrizione ed assistenza sanitaria. Ed è altrettanto ragionevole pensare che l’intervento su questi fattori endemici esige un enorme impegno: politiche lungimiranti di inclusione, rapporti equi tra nord e sud – ed ovest ed est – del mondo, strategie di breve, medio e lungo periodo.

Ma, se questa complessità viene accantonata e se della migrazione viene messo a fuoco unicamente l’arrivo – quasi sempre con modalità caotiche – di moltitudini di persone di cultura, lingua, religione, condizione sociale ed economica diverse, la difesa dei confini nazionali finisce per diventare una sorta di trincea: l’imperativo prioritario, è quello di opporsi al pericolo di “invasione”. I costi di questa risposta si rivelano già molto alti. Così si persegue l’obiettivo di trattenere le persone migranti al di fuori delle (e lontano dalle) frontiere dell’Unione europea, stipulando accordi con Paesi terzi di dubbia o nulla affidabilità. Senonché, oltre alla discutibile legittimità di tali accordi, è un fatto che la loro applicazione provoca conclamate e massicce violazioni del diritto alla vita, alla integrità fisica e morale, alla libertà ed alla dignità delle persone migranti.

Altrettanto preoccupante è la progressiva severità della disciplina riservata alle Ong che si dedicano alle operazioni di “search and rescue” nel Mediterraneo. Caricaturalmente descritte come taxi del mare, la loro azione viene non poco ridotta da vincoli di vario genere. Peraltro tanto il numero delle persone migranti che attraversano il mare come quello di coloro che vi muoiono continuano ad aumentare drammaticamente, trovando così smentita la facile rappresentazione delle Ong quale pull factor (fattore di attrazione) della migrazione. Rimane senza risposta la domanda di quante vite esse potrebbero salvare se fosse loro consentito di operare in una cornice normativa più attenta al destino delle persone.

### **LE ROTTE**

![Mappa delle rotte migratorie nel Mediterraneo centrale con punti di partenza e arrivo tra Libia, Tunisia, Malta, Sicilia, Crotonia, Roccella Ionica, Pantelleria, Lampedusa, Pozzallo, Tripoli, Alessandria d'Egitto e Turchia.](https://www.comitatotreottobre.it/wp-content/uploads/2024/07/immagine-ppnb-1.png)

❚ **Mediterraneo Centrale**

La rotta dal Nord Africa è il corridoio principale del Mediterraneo centrale, in direzione dell’Italia e, in misura minore, di Malta.

❚ **Mediterraneo Occidentale**

Tra Nord Africa e Spagna. Da Marocco e Algeria attraverso lo Stretto di Gibilterra e il Mare di Alborán o via terra dal Marocco alle città autonome spagnole di Ceuta e Melilla.

❚ **Mediterraneo Orientale**

Dalla Turchia verso Grecia e, in misura minore, Cipro e Bulgaria.

### **LE MISSIONI NEL MEDITERRANEO**

Nell’ottobre 2013, il governo italiano ha lanciato l’operazione Mare Nostrum, destinata al salvataggio in mare delle persone migranti che cercavano di attraversare il Canale di Sicilia salpando dalle coste libiche per raggiungere il territorio italiano e maltese.

Il 31 ottobre 2014, dopo 12 mesi, Mare Nostrum venne sostituita dall’operazione Triton, una vasta missione, questa volta a guida europea, che puntò sul controllo delle frontiere a guida di Frontex. Collaterale fu l’operazione Sophia, avviata nel 2015 fu prorogata sino al 2020 dai Paesi Ue. Il soccorso alle persone migranti non fu tra i suoi obiettivi prioritari. Si trattò di un’operazione ritenuta strategica per il controllo del Mediterraneo, e soprattutto per il monitoraggio dei traffici dalla Libia.

Nel 2017 iniziò l’operazione INDALO che riguardò il controllo e la sorveglianza delle frontiere marittime europee, in particolare di tutte le attività che si svolgono lungo la rotta del Mediterraneo occidentale. Rifinanziata con il nome INDALO 2022 A Triton subentrò nel 2018 una nuova missione di Frontex, Themis, che oltre all’attività di search and rescue pose un’attenzione “rafforzata” sugli aspetti più strettamente di polizia e d’intelligence. La novità fu quella di aver ribadito che le persone migranti sarebbero dovute sbarcare nel porto più vicino al punto di soccorso. Nel 2020 iniziò la missione IRINI erede della precedente missione Sophia, sempre a guida italiana che ebbe come obiettivo principale far rispettare l’embargo delle Nazioni Unite sull’invio di armi al Governo di alleanza nazionale di Tripoli (provenienti dalla Turchia) e alle truppe di Haftar a Bengasi (da Egitto ed Emirati).

### **I MURI IN EUROPA**

Il muro è una barriera, eretta per volontà di una sola parte, per tenere al di fuori gli altri. I muri che sono stati costruiti negli ultimi anni, non solo in Europa ma anche negli Stati Uniti o in altre parti del mondo, sono in prevalenza dei muri che sanciscono la divisione non tra Est e Ovest, bensì tra Nord e Sud del mondo, tra aree sviluppate e aree problematiche.

![Mappa delle barriere ai confini europei costruite o in progettazione, con paesi, lunghezze in chilometri e anni di realizzazione elencati.](https://www.comitatotreottobre.it/wp-content/uploads/2024/07/immagine-ppnb-2.png)

### **ESTERNALIZZAZIONE DELLE FRONTIERE**

Accordi, formali o informali, che “spostano”, “esternalizzano” le nostre frontiere allo scopo di bloccare lì le persone, affidando questo compito a Paesi “esterni”.

Sono numerosi gli accordi che nel corso degli ultimi anni sono stati stipulati anche se, nella maggior parte dei casi, è difficile avere conoscenza effettiva sia del numero preciso che del loro contenuto.

Simili pratiche riguardano non soltanto la rotta del Mediterraneo ma anche la rotta balcanica, attraversata da persone per la maggior parte provenienti da Siria, Afghanistan, Iraq, Iran, Pakistan e Bangladesh, che compiono il tentativo di raggiungere l’Europa via terra.

**L’accordo tra Unione europea e Turchia**

L’aumento del numero delle persone che nel 2015 cercavano di raggiungere l’Europa, e in particolare la Grecia, attraverso la Turchia, ha portato l’Unione europea a stipulare un accordo con questo Stato.

L’**accordo** del 18 marzo 2016 prevede principalmente che:

1. tutti i nuovi migranti irregolari che hanno compiuto la traversata dalla Turchia alle isole greche a decorrere dal 20 marzo 2016 saranno rimpatriati in Turchia. I migranti che non faranno domanda d'asilo o la cui domanda sia ritenuta infondata o non ammissibile ai sensi della suddetta direttiva saranno rimpatriati in Turchia;
2. per ogni siriano rimpatriato in Turchia dalle isole greche un altro siriano sarà reinsediato dalla Turchia all'UE. La priorità sarà accordata ai migranti che precedentemente non siano entrati o non abbiano tentato di entrare nell'UE in modo irregolare;
3. la Turchia adotterà qualsiasi misura necessaria per evitare nuove rotte marittime o terrestri di migrazione irregolare dalla Turchia all'UE e collaborerà con i Paesi vicini nonché con l'UE stessa a tale scopo.

#### **Accordo tra Italia e Libia**

L’anno successivo all’accordo UE-Turchia, il Governo italiano decide di stipulare un accordo con il Governo di Tripoli, denominato **Memorandum d’intesa**.

Nonostante il Governo italiano fosse pienamente a conoscenza delle gravi violazioni a cui erano sottoposti in Libia rifugiati e migranti, decide di siglare un nuovo accordo con il Paese, dopo il “Trattato di Amicizia” del 2008, dal valore di 5 miliardi di dollari.

Per cercare di contrastare la rotta del Mediterraneo, l’Italia rinnova i propri rapporti in tema di migrazioni, con un Paese, la Libia, che non ha mai sottoscritto la Convenzione di Ginevra sui rifugiati del 1951 e non ha, pertanto, una normativa a tutela di migranti, richiedenti asilo e rifugiati.

Con questo accordo, mascherato da intenti volti alla cooperazione allo sviluppo in Libia, l’Italia delega il Paese nord africano a contrastare e bloccare le partenze via mare sulle proprie coste.

Il Memorandum prevede vari **impegni per l’Italia**:

1. fornire supporto tecnico e tecnologico agli organismi libici incaricati della lotta contro l'immigrazione irregolare, in particolare alla guardia di frontiera e alla guardia costiera del Ministero della Difesa, e agli organi e dipartimenti competenti presso il Ministero dell'Interno;
2. finanziamento dei centri di accoglienza, che il Memorandum definisce tali, ma che sono solo e soltanto centri di detenzione per migranti;
3. formazione del personale libico all’interno dei centri di detenzione.

In altre parole, l’Italia si impegna a fornire mezzi e supporto tecnico (motovedette e altri strumenti tecnologici) alla guardia costiera libica, a finanziare i centri di detenzione per migranti (chiamati nel Memorandum “centri di accoglienza”), a formare il personale sia della guardia costiera che dei centri di detenzione.

#### **Gli accordi di riammissione stipulati dall’Italia**

- **Albania** 03/12/2008 (Implementazione di accordi europei)
- **Algeria** 22/07/2009 (Accordi di polizia)
- **Libia** 02/02/2017 (Memorandum d’intesa)
- **Marocco** 27/07/1998 (Accordo)
- **Tunisia** 09/02/2017 (Accordo quadro)
- **Egitto** Accordo di polizia firmato il 18/06/2000 ed entrato in vigore 09/01/2007
- **Turchia** 09/02/2001 (Accordi di polizia)
- **Ghana** 08/02/2010 (Memorandum d’intesa)
- **Niger** 09/02/2010 (Memorandum d’intesa)
- **Nigeria** 12/06/2011 (Memorandum d’intesa)
- **Senegal** 28/07/2010 (Memorandum d’intesa)
- **Sudan** 03/08/2016 (Memorandum d’intesa)
- **Gambia** 29/07/2010 (Accordi tra polizie)
- **India** 21/01/2000 (Accordi tra polizie)
- **Pakistan** 03/2000 (Accordo)
- **Filippine** 28/02/2004 (Accordo)

#### Gli accordi europei

Tra gli accordi europei (EURA: EU Readmission Agreements) si segnalano quello con l’**Albania** (1/5/2006), **Capo Verde** (1/12/2014), **Pakistan** (1/12/2010), **Turchia** (1/10/2014).

### **LE LEGGI**

**Legge Bossi-Fini**(Legge 189/2002)

La legge Bossi – Fini modifica in modo rilevante la Turco-Napolitano in senso restrittivo. Prolunga la permanenza nei Cpt (Centri di Permanenza Temporanea) da 30 a 60 giorni e prevede l’uso dei militari per il contrasto al traffico di migranti. L’identificazione all’arrivo avviene tramite impronte digitali ed è consentito l’ingresso solo a chi ha un contratto di lavoro. Chi lo perde e non ha, dunque, modo di rinnovare il titolo di soggiorno viene espulso”.

**Legge Minniti-Orlando**(2017)

Dà avvio a un periodo di diversi decreti legge emanati in via d’urgenza in materia di immigrazione e protezione internazionale. Vengono istituite presso i Tribunali di capoluogo 26 sezioni specializzate in materia d’immigrazione, viene eliminato un grado di appello in materia di asilo e previste procedure più snelle per il riconoscimento della protezione internazionale e dell’espulsione degli irregolari. Prevede l’aumento del numero dei CPR (Centri di permanenza e rimpatrio) su tutto il territorio nazionale. Le norme in questione, però, non si applicano ai minori non accompagnati, per i quali è stata approvata una distinta disciplina (legge n. 47 del 2017). Arriva nel 2017 il Memorandum Italia – Libia, accordo triennale (poi rinnovato) con il quale l’Italia s’impegna a fornire supporto tecnico, risorse e formazione alla Guardia costiera libica per bloccare l’immigrazione e al governo di Serraj per migliorare le condizioni di quelli che nell’accordo vengono definiti centri di accoglienza. I finanziamenti italiani si aggiungono a quelli europei. Nei mesi successivi viene imposto alle Ong che effettuano salvataggi in mare un Codice di condotta.

**Decreti Salvini**(2018-2019)

Arriva un’ulteriore stretta. I cosiddetti Decreti Sicurezza (decreti legge 113/2018 e 53/2019, convertiti nelle leggi 132/2018 e 77/2019) hanno l’obiettivo dichiarato di fermare l’immigrazione e riscrivere le norme per il rilascio del permesso di soggiorno. Il titolo per motivi umanitari viene sostituito con uno più restrittivo per “protezione speciale”, al quale si aggiungono permessi di breve durata e quasi tutti non convertibili: salute, calamità nel Paese di provenienza e atti di valore civile. Aumentano notevolmente i casi di procedure accelerate delle domande di asilo (introdotte con il decreto legge 142/2015) che vengono decise in pochi giorni. Ha introdotto il concetto di “paese di origine sicuro”.

Si ampliano poi i Centri di accoglienza straordinaria (Cas) affidati alle Prefetture, e confermata la volontà di ampliare il numero dei Cpr. Viene smantellato il sistema Sprar di seconda accoglienza sostituito con il Siproimi, destinato esclusivamente a rifugiati già riconosciuti e minori non accompagnati. I finanziamenti per l’accoglienza vengono tagliati di netto. Il decreto legge n. 53/2019 contiene invece disposizioni altrettanto restrittive in materia di contrasto all’immigrazione illegale e ordine pubblico, nonché di limitazioni alle navi delle ong che hanno effettuato operazioni di salvataggio in mare.

**Decreto Lamorgese**(2020)

I Decreti Salvini vengono almeno in parte smantellati. Il Decreto legge n 130/2020, convertito nella Legge n 173/2020, amplia la portata del permesso di soggiorno per “protezione speciale” sia nella durata che nella possibilità di conversione, che nel contenuto, introducendo il divieto di espulsione in caso di violazione del diritto alla vita privata o familiare della persona. Il testo aumenta anche la possibilità di conversione di permessi di soggiorno, trasforma il Siproimi in Sai (Sistema di accoglienza e integrazione) con servizi aggiuntivi finalizzati all’integrazione e possibilità di accoglienza anche dei richiedenti asilo. Limita, infine, le sanzioni amministrative per le Ong che soccorrono i migranti in mare.

**Decreto Meloni**(Decreto Legge 1/2023)

*Decreto legge 20/2023, convertito in legge n. 50/2023, emanato in Calabria a seguito del naufragio avvenuto sulle coste di Cutro.*Il Decreto Legge ha di fatto eliminato le modifiche apportate nel 2020 in materia di protezione speciale, sia in termini di durata che di conversione, eliminando le ipotesi di divieto di espulsione e, conseguentemente, le possibilità di rilascio del relativo permesso di soggiorno nei casi di violazione del diritto alla vita privata e familiare della persona. Ha aumentato le ipotesi di esame delle domande di protezione internazionale con la procedura accelerata e direttamente nei luoghi di frontiera. Ha introdotto un nuovo reato chiamato “morte o lesioni” come conseguenza di delitti in materia di immigrazione clandestina. Ha introdotto la possibilità di commissariare la gestione dei CPR (centri di permanenza per i rimpatri), realizzando un Cpr in ogni Regione.


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# Rapporto delle attività 2025

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# Rapporto delle attività 2025

> Il 2025 è stato un anno cruciale per il Comitato 3 Ottobre: un anno di lavoro intenso,...

Il 2025 è stato un anno cruciale per il Comitato 3 Ottobre: un anno di lavoro intenso, di sfide operative e politiche, ma anche di risultati concreti che hanno rafforzato la missione dell'organizzazione. Attraverso programmi educativi, attività forensi, advocacy normativa, eventi pubblici e internazionali, il Comitato ha consolidato il proprio ruolo nel panorama nazionale ed europeo, trasformando memoria e diritti in strumenti di cambiamento reale.

> Continueremo a cercare ogni nome perduto, perché nessuna vita è invisibile e nessuna storia merita silenzio
>
> Tareke Brhane, presidente Comitato 3 ottobre

### **–> [SCARICA IL RAPPORTO ANNUALE](https://www.comitatotreottobre.it/wp-content/uploads/2026/08/RAPPORTO-DELLE-ATTIVITA-2025-C3O.pdf) <–**

![Copertina del rapporto annuale 2025 del Comitato 3 Ottobre con foto di gruppi di persone in attività all'aperto e monumento sullo sfondo.](https://www.comitatotreottobre.it/wp-content/uploads/2025/12/screenshot-2025-12-31-at-11.23.56.png)


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# Sciacca e Caltagirone: sepolture dignitose e un nome ritrovato

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# Sciacca e Caltagirone: sepolture dignitose e un nome ritrovato

> A Sciacca 17 persone hanno ritrovato una sepoltura dignitosa. A Caltagirone la tomba di Weldu Robel ha di nuovo un nome.

Nel cimitero di Sciacca, in provincia di Agrigento, sono sepolte 17 persone morte nel Mar Mediterraneo.

Nel corso del 2021 le loro salme erano state dissepolte e spostate in un campo comune, senza che le famiglie o le associazioni fossero avvisate. Il Comitato 3 ottobre è intervenuto insieme all’amministrazione comunale: ad aprile 2022 le 17 persone hanno ritrovato una sepoltura dignitosa nel cimitero di Sciacca.

 ![Cimitero con lapidi commemorative allineate su base di pietra chiara, alcune con nomi e date di vittime del mare e persone scomparse, tra cui "Beral Gastone Cittadino di Sciacca" e "Petrucci Costantino".](https://www.comitatotreottobre.it/wp-content/uploads/2026/10/sciacca.jpeg)

Cimitero di Sciacca, Agrigento, dopo la sostituzione delle lapidi realizzata con il sostegno del Comitato 3 ottobre

Un nome ritrovato

## Weldu Robel

Nel cimitero di Caltagirone, in provincia di Catania, è sepolto Weldu Robel, eritreo, nato il 14 febbraio 1986 e morto a 27 anni nel naufragio di Lampedusa del 3 ottobre 2013. Era registrato con una sigla. Grazie ai campioni di DNA raccolti dai suoi familiari, è stato identificato.

 ![Persone in gruppo davanti a una tomba con cartelli che recitano "Non siamo numeri!", in un cimitero con fiori e bandiere.](https://www.comitatotreottobre.it/wp-content/uploads/2026/10/FIL04492-1-1-1-scaled.jpg)

Cerimonia per la Lapide di Weldu Robel, 7 maggio 2024, Caltagirone, Sicilia

 ![La lapide di Weldu Robel nel cimitero di Caltagirone](https://www.comitatotreottobre.it/wp-content/uploads/2026/10/FIL04518-1-scaled.jpg)

Il 7 maggio 2024, in una cerimonia pubblica, viene svelata la nuova lapide con nome di Weldu Robel a Caltagirone, Sicilia

Oggi sulla sua tomba ci sono il suo nome e la sua foto. Dopo oltre dieci anni, la sua famiglia sa dove è sepolto.

## Image Gallery

  [![](https://www.comitatotreottobre.it/wp-content/uploads/2026/10/FIL04603-1-scaled.jpg)](https://www.comitatotreottobre.it/wp-content/uploads/2026/10/FIL04603-1-scaled.jpg) ‹ ›   ![](https://www.comitatotreottobre.it/wp-content/uploads/2026/10/FIL04603-1-150x150.jpg) ![](https://www.comitatotreottobre.it/wp-content/uploads/2026/10/FIL04492-1-1-1-150x150.jpg) ![Lapide con il nome "Weldu Robel" e data "N.14-2-1986", circondata da fiori bianchi e gialli in un cimitero.](https://www.comitatotreottobre.it/wp-content/uploads/2026/10/FIL04518-1-150x150.jpg) ![](https://www.comitatotreottobre.it/wp-content/uploads/2026/10/FIL04509-1-1-150x150.jpg) ![](https://www.comitatotreottobre.it/wp-content/uploads/2026/10/FIL04568-1-150x150.jpg)

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     [### Il diritto al nome: l’impegno del Comitato 3 ottobre

Migliaia di vittime dei naufragi sono sepolte in Italia senza nome. Come lavora il Comitato 3 ottobre per identificarle e restituirle alle famiglie.](https://www.comitatotreottobre.it/il-diritto-al-nome/)   [### Una banca dati europea del DNA: cosa chiediamo

Le quattro richieste del Comitato 3 ottobre all’Unione europea per una banca dati del DNA comune tra gli Stati.](https://www.comitatotreottobre.it/articles/banca-dati-europea-dna/)   [### Le voci delle famiglie: la missione in Etiopia

Quattro familiari di vittime del naufragio del 3 ottobre 2013 raccontano la loro ricerca e danno il DNA per l’identificazione.](https://www.comitatotreottobre.it/articles/voci-famiglie-etiopia/)   [### Bompensiere: l’esumazione della vittima 186

A Bompensiere la prima esumazione in Italia fatta solo per identificare una vittima delle migrazioni.](https://www.comitatotreottobre.it/articles/bompensiere-vittima-186/)   [### Sepolture delle vittime dei naufragi in Italia

3.783 sepolture in 311 comuni: dove sono sepolte in Italia le persone morte nel Mediterraneo e perché è difficile identificarle.](https://www.comitatotreottobre.it/articles/censimento-sepolture/)   [### Dopo il naufragio: le storie dei testimoni

Dopo i naufragi del 3 e dell’11 ottobre 2013: dove vivono oggi i sopravvissuti e chi cerca ancora i propri cari.](https://www.comitatotreottobre.it/articles/sopravvissuti-oggi/)   [### senzaNome – Documentario

Anno: 2025 | Durata: 40’ | Paese: Italia | Lingua: italiano, arabo, inglese | Scritto e…](https://www.comitatotreottobre.it/articles/senza-nome-documentario/)


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# Scuole vincitrici del bando “Porte d’europa” che parteciperanno al progetto “Welcome Europe”

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# Scuole vincitrici del bando “Porte d’europa” che parteciperanno al progetto “Welcome Europe”

> A seguito della selezione svolta dal Dipartimento per il sistema educativo di...

![Welcome Europe poster](https://www.comitatotreottobre.it/wp-content/uploads/2022/08/34-scuole-11-paesi-scaled.png)

A seguito della selezione svolta dal Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e di formazione, Direzione Generale per lo Studente, l’Inclusione e l’Orientamento scolastico del Ministero dell'Istruzione, siamo lieti di comunicare le scuole vincitrici del bando di concorso "Porte d'Europa" per l'anno scolastico 2021/2022.

Di seguito è possibile consultare l'elenco delle scuole italiane vincitrici – con relativa scuola partner europea – che parteciperanno agli eventi di Lampedusa dal 30 settembre al 3 ottobre e ad altre attività ed incontri nei prossimi mesi.

[Scarica il documento](https://screens.wings.dev/ALLEGATO-A-1-ugqGGU4fI.pdf)


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# senzaNome &#8211; Documentario

URL: https://www.comitatotreottobre.it/articles/senza-nome-documentario/

# senzaNome &#8211; Documentario

> Anno: 2025 | Durata: 40’ | Paese: Italia | Lingua: italiano, arabo, inglese | Scritto e...

##### **Anno: 2025 | Durata: 40’ | Paese: Italia | Lingua: italiano, arabo, inglese | Scritto e diretto da Filippo Casini**

Per info e richiedere il documentario scrivere a: ***comunicazione@comitatotreottobre.it***

*Disponibile nelle versioni in italiano e inglese*

  ![](https://www.comitatotreottobre.it/wp-content/uploads/2025/10/youtube-KECN32gFeAQ.jpg) Play video

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### Sinossi

Il documentario *senzaNome* racconta il destino dei corpi mai identificati delle vittime delle migrazioni verso l’Europa e delle famiglie che non hanno mai smesso di cercarli. Dalla Grecia al Marocco, dall’Italia all’Uganda, un viaggio tra laboratori, cimiteri, ospedali e autorità, uniti dalla presenza di cadaveri senza nome che testimoniano la drammaticità di una tragedia che da decenni si consuma di fronte ai nostri occhi.

Il documentario intreccia le voci di familiari, di vittime e di esperti come Cristina Cattaneo (Labanof, Università di Milano), il procuratore Salvatore Vella e il medico legale Pavlos Pavlidis. *senzaNome* è il primo documentario che illumina una delle vicende più dolorose e nascoste d’Europa.

### Contesto

Tra il 2014 e il 2023 l’OIM ha registrato oltre 63.000 persone morte o scomparse lungo le rotte migratorie di tutto il mondo, di cui più di 27.000 nel Mar Mediterraneo. Più di due terzi delle vittime non sono mai state identificate (fonte: OIM, Missing Migrants Project). Dietro questi numeri ci sono migliaia di famiglie sospese in un limbo, senza sapere cosa sia accaduto ai propri cari. In molti cimiteri europei giacciono corpi senza nome, vittime di un sistema che ancora non prevede norme comuni per la raccolta dei dati e la creazione di una banca del DNA a livello europeo.

Da oltre dieci anni, il Comitato 3 Ottobre, insieme al LABANOF, lavora per restituire un’identità ai morti dei naufragi e per promuovere un sistema europeo di identificazione delle vittime. Parallelamente, il Comitato porta avanti campagne di sensibilizzazione per affermare il diritto delle famiglie a conoscere la sorte dei propri cari — dando voce e volto a chi troppo spesso resta invisibile.

### Produzione

*senzaNome*, scritto e diretto da Filippo Casini, è stato interamente prodotto dal Comitato 3 ottobre con lo scopo di sensibilizzare sull’importanza dell’identificazione dei morti delle rotte migratorie verso l’Europa. Realizzato – tra aprile 2024 e settembre 2025 – con il sostegno e la partecipazione di Tareke Brhane, con il supporto redazionale di Barbara Galmuzzi, la collaborazione di Giuseppe Chiantera e Luca Schilirò e le traduzioni di Giulia Incelli. Si ringrazia per aver fornito immagini d’archivio RAI Teche, il Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, la Guardia Costiera Italiana e la Procura della Repubblica di Agrigento, Open Arms e SOS Mediterranee.

### Contatti

**Barbara Galmuzzi** | Responsabile Ufficio Stampa Comitato 3 ottobre | comunicazione@comitatotreottobre.it

**Filippo Casini** | Autore documentario | casini.filippo91@gmail.com

 ![Persona con maglietta che recita "PROTECT PEOPLE NOT BORDERS" su sfondo scuro, seduta in posa ferma.](https://www.comitatotreottobre.it/wp-content/uploads/2025/10/Pic4-1-scaled.png)

## Il diritto al nome: continua a leggere

     [### Il diritto al nome: l’impegno del Comitato 3 ottobre

Migliaia di vittime dei naufragi sono sepolte in Italia senza nome. Come lavora il Comitato 3 ottobre per identificarle e restituirle alle famiglie.](https://www.comitatotreottobre.it/il-diritto-al-nome/)   [### Una banca dati europea del DNA: cosa chiediamo

Le quattro richieste del Comitato 3 ottobre all’Unione europea per una banca dati del DNA comune tra gli Stati.](https://www.comitatotreottobre.it/articles/banca-dati-europea-dna/)   [### Le voci delle famiglie: la missione in Etiopia

Quattro familiari di vittime del naufragio del 3 ottobre 2013 raccontano la loro ricerca e danno il DNA per l’identificazione.](https://www.comitatotreottobre.it/articles/voci-famiglie-etiopia/)   [### Sciacca e Caltagirone: sepolture dignitose e un nome ritrovato

A Sciacca 17 persone hanno ritrovato una sepoltura dignitosa. A Caltagirone la tomba di Weldu Robel ha di nuovo un nome.](https://www.comitatotreottobre.it/articles/caltagirone-weldu-robel/)   [### Bompensiere: l’esumazione della vittima 186

A Bompensiere la prima esumazione in Italia fatta solo per identificare una vittima delle migrazioni.](https://www.comitatotreottobre.it/articles/bompensiere-vittima-186/)   [### Sepolture delle vittime dei naufragi in Italia

3.783 sepolture in 311 comuni: dove sono sepolte in Italia le persone morte nel Mediterraneo e perché è difficile identificarle.](https://www.comitatotreottobre.it/articles/censimento-sepolture/)   [### Dopo il naufragio: le storie dei testimoni

Dopo i naufragi del 3 e dell’11 ottobre 2013: dove vivono oggi i sopravvissuti e chi cerca ancora i propri cari.](https://www.comitatotreottobre.it/articles/sopravvissuti-oggi/)


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# Sepolture delle vittime dei naufragi in Italia

URL: https://www.comitatotreottobre.it/articles/censimento-sepolture/

# Sepolture delle vittime dei naufragi in Italia

> 3.783 sepolture in 311 comuni: dove sono sepolte in Italia le persone morte nel Mediterraneo e perché è difficile identificarle.

Il Comitato 3 ottobre ha pubblicato il working paper *Sepolture, dati e governance post-mortem. Un’analisi delle vittime di naufragi in Italia (2013–2025)*. Il documento mostra dove sono sepolte le persone migranti morte nel Mediterraneo e perché è così difficile identificarle.

  [**SCARICA IL WORKING PAPER**](https://www.comitatotreottobre.it/wp-content/uploads/2026/10/Comitato3ottobre_Sepolture_dati_governance_2013-2025.pdf)   ![Mappa dei 311 comuni italiani con sepolture di persone migranti morte nei naufragi: la maggior parte si trova in Sicilia e Calabria](https://www.comitatotreottobre.it/wp-content/uploads/2026/10/mappa-sepolture-italia.jpg)

Cosa abbiamo trovato

## I numeri del censimento

3.783

sepolture in 316 cimiteri di 311 comuni, in 9 regioni

98,8%

delle sepolture si trova al Sud e nelle Isole

12,3%

dei cimiteri ospita una o due sepolture: i corpi sono molto dispersi

1,2%

delle sepolture è al Centro e al Nord, lontano dagli sbarchi

Le vittime del naufragio di Cutro, per esempio, sono sepolte anche a Bologna, Ferrara, Modena, Parma, Reggio Emilia e Padova. In media ogni cimitero ospita 12 sepolture; la metà ne ospita 8 o meno. Molti piccoli comuni usano ancora registri cartacei. I numeri sono probabilmente una stima per difetto: alcune sepolture non sono registrate o non sono collegate a un naufragio.

Come abbiamo lavorato

## Il metodo

Abbiamo raccolto i dati sulle sepolture in Italia di persone migranti morte nel Mediterraneo tra ottobre 2013 e dicembre 2025. Le fonti sono Prefetture, Comuni e uffici cimiteriali. Per ogni cimitero abbiamo registrato il numero di sepolture e, dove disponibili, informazioni sul naufragio o sulla rotta. I dati sono aggregati e non contengono nomi.

In Italia non esiste un registro nazionale delle sepolture di persone non identificate.

Perché è un problema

Dopo un naufragio con molti morti, la Prefettura chiede ai Comuni posti nei cimiteri. I corpi vengono distribuiti in molti luoghi, spesso lontani da dove sono morti. Le informazioni utili a identificarli restano in archivi diversi, spesso cartacei e non collegati tra loro: l’identità presunta, il luogo di sepoltura, i documenti medico-legali, i campioni biologici.

Le competenze sono divise tra Prefetture, Comuni, aziende sanitarie, uffici cimiteriali e autorità giudiziarie. Per questo identificare una persona anni dopo diventa molto difficile.

Il diritto internazionale riconosce il diritto delle famiglie di conoscere la sorte dei propri cari e il dovere degli Stati di conservare le informazioni utili a identificare i morti. Lo stabiliscono le Convenzioni di Ginevra, la Convenzione europea dei diritti dell’uomo e le linee guida del CICR.

Cosa proponiamo

## Le nostre raccomandazioni

### Misure tecniche

**1.** Standard nazionali per registrare i dati sulle sepolture di persone non identificate: identità presunta, luogo di sepoltura, documenti medico-legali, presenza di campioni biologici.

**2.** Una piattaforma nazionale che colleghi registri cimiteriali, archivi delle Prefetture e banche dati sanitarie e giudiziarie.

**3.** Supporto ai piccoli comuni per digitalizzare i registri.

**4.** Nei protocolli da seguire dopo ogni naufragio, regole per conservare i dati e i materiali utili all’identificazione.

### Scelte politiche

**1.** Riconoscere la gestione delle persone morte nelle migrazioni come un ambito di intervento pubblico, non solo come emergenza.

**2.** Creare un coordinamento nazionale unico.

**3.** Inserire il diritto all’identità nelle politiche migratorie e di protezione civile.

**4.** Avviare collaborazioni stabili con enti scientifici e umanitari.

## Continua a leggere

     [### Il diritto al nome: l’impegno del Comitato 3 ottobre

Migliaia di vittime dei naufragi sono sepolte in Italia senza nome. Come lavora il Comitato 3 ottobre per identificarle e restituirle alle famiglie.](https://www.comitatotreottobre.it/il-diritto-al-nome/)   [### Una banca dati europea del DNA: cosa chiediamo

Le quattro richieste del Comitato 3 ottobre all’Unione europea per una banca dati del DNA comune tra gli Stati.](https://www.comitatotreottobre.it/articles/banca-dati-europea-dna/)   [### Le voci delle famiglie: la missione in Etiopia

Quattro familiari di vittime del naufragio del 3 ottobre 2013 raccontano la loro ricerca e danno il DNA per l’identificazione.](https://www.comitatotreottobre.it/articles/voci-famiglie-etiopia/)   [### Sciacca e Caltagirone: sepolture dignitose e un nome ritrovato

A Sciacca 17 persone hanno ritrovato una sepoltura dignitosa. A Caltagirone la tomba di Weldu Robel ha di nuovo un nome.](https://www.comitatotreottobre.it/articles/caltagirone-weldu-robel/)   [### Bompensiere: l’esumazione della vittima 186

A Bompensiere la prima esumazione in Italia fatta solo per identificare una vittima delle migrazioni.](https://www.comitatotreottobre.it/articles/bompensiere-vittima-186/)   [### Dopo il naufragio: le storie dei testimoni

Dopo i naufragi del 3 e dell’11 ottobre 2013: dove vivono oggi i sopravvissuti e chi cerca ancora i propri cari.](https://www.comitatotreottobre.it/articles/sopravvissuti-oggi/)   [### senzaNome – Documentario

Anno: 2025 | Durata: 40’ | Paese: Italia | Lingua: italiano, arabo, inglese | Scritto e…](https://www.comitatotreottobre.it/articles/senza-nome-documentario/)


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# Sfruttamento lavorativo – Il toolkit del Comitato 3 ottobre

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# Sfruttamento lavorativo – Il toolkit del Comitato 3 ottobre

> Il nuovo Mini Toolkit didattico, a cura del Comitato 3 Ottobre e scaricabile...

Il **nuovo Mini Toolkit didattico**, a cura del Comitato 3 Ottobre e scaricabile liberamente sul Portale Scuole, affronta il tema **de “Lo sfruttamento lavorativo”**, fenomeno drammatico che coinvolge migliaia di persone nel nostro Paese, e non solo, che viene poco trattato dall’opinione pubblica. Abbiamo quindi cercato di analizzare questo fenomeno nelle sue sfaccettature con la volontà di offrire uno strumento di analisi semplice e accessibile a studenti e studentesse.

![illustrazione di un gruppo di migranti su una barca sovraffollata](https://www.comitatotreottobre.it/wp-content/uploads/2024/03/prueba01-comitato3o.jpg)

Il Mini Toolkit didattico si concentra, in particolare, sul tema dello sfruttamento lavorativo a danno di **uomini e donne migranti**, sia in considerazione della mission del Comitato 3 ottobre, che in virtù del fatto che nei confronti di queste persone, molto spesso portatrici di numerose vulnerabilità, lo sfruttamento è più aggressivo e intenso. Non soltanto, come potremmo facilmente pensare, nel settore agricolo ma in diversi settori del mercato: dall’abbigliamento al lavoro domestico e di assistenza, dal delivery ai grandi magazzini di smistamento merci, dalla ristorazione al settore alberghiero. Questi sono solo alcuni esempi degli ambiti in cui quotidianamente uomini, donne e minori vengono sfruttati, in condizioni che, a seconda dei casi, sono giustamente considerate nuove forme di schiavitù.

Nel Mini Toolkit abbiamo quindi cercato di fornire una panoramica semplice e sintetica – seppur non esaustiva. Il documento si articola in tre macro-sezioni. La prima parte introduttiva è un’area in cui vengono delineate le caratteristiche del fenomeno sotto la voce **“Lo sfruttamento lavorativo e le sue forme”**, quindi vengono descritti e analizzati gli elementi che lo caratterizzano (orari di lavoro oltre norma, retribuzione insufficiente, assenza di sicurezza, mansioni pericolose, condizioni igieniche inadeguate…).

![illustrazione di un gruppo di migranti su una barca sovraffollata](https://www.comitatotreottobre.it/wp-content/uploads/2024/03/prueba01-comitato3o.jpg)

## Lo sfruttamento lavorativo

Mini Toolkit

[Leggi e scarica il toolkit](https://www.scuolecomitatotreottobre.it/it/argomento-dettaglio.php?id_argomento=12)

Nella seconda macro-sezione si trattano i **“I fattori di rischio che possono creare situazioni di sfruttamento”**, quindi vengono analizzati tutti gli elementi che accentuano le vulnerabilità e lo stato di bisogno della vittima di sfruttamento nell’ambito lavorativo. A partire dalla barriera linguistica, che spesso impedisce la di comprendere i propri diritti e le condizioni in quanto lavoratore o lavoratrice; il permesso di soggiorno, che spesso può portare la persona ad accettare ogni tipo di condizione lavorativa pur di non vedersi rinnovato il documento quindi rimanere regolarmente all’interno del paese. Sempre in questa parte che si concentra sulle vulnerabilità viene affrontato anche il tema della sistemazione abitativa, del trasporto al luogo di lavoro e infine della necessità di ripagare debiti che spesso si sono contratti durante il viaggio dal Paese di origine.

La terza sezione, infine, presenta a titolo esemplificativo **“Alcuni settori dello sfruttamento lavorativo”**, e vengono raccontati alcuni ambiti dove si sono registrate le maggiori forme di sfruttamento lavorativo. A partire dal settore agroalimentare, che è il settore più problematico in tema della tutela dei diritti dei lavorator; poi il settore tessile e di abbigliamento, il settore domestico e di assistenza, infine il settore logistico.

La parte finale del Mini Toolkit si propone, in conclusione, un’**attività laboratoriale** e di ricerca sul tema, realizzata ad hoc per studenti e studentesse che potranno svolgerla nelle loro classi.

Il Mini Toolkit, a cura del Comitato 3 Ottobre, sul tema de “Lo sfruttamento lavorativo” è facilmente **scaricabile dal nostro sito**, nella sezione “Portale Scuole”.


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# Storie dei testimoni dei naufragi

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# Storie dei testimoni dei naufragi

> Le storie di chi è sopravvissuto ai naufragi del 3 e dell’11 ottobre 2013: chi ha perso i propri cari e la vita che hanno ricostruito dopo.

💡Wahid Yussed, siriano sessantunenne, già direttore del reparto di Pneumologia in un ospedale della Libia. Nel naufragio dell’11 ottobre ha perso quattro figlie: Randa, Sherihan, Nurhan, Christina di 10, 8, 5 e mezzo e quasi 2 anni. Bambine i cui corpi, dopo il naufragio non sono stati mai trovati. Dopo il naufragio è stato, per 7 anni, come rifugiato politico, in Svizzera. Da 2 anni, insieme alla moglie anch’essa sopravvissuta e con le due figlie nate successivamente, vive a Dussemburg in Germania dove studia il tedesco e spera di poter tornare a lavorare in reparto.  ![](https://www.comitatotreottobre.it/wp-content/uploads/2023/08/youtube-UDoG0cbu_Cc.jpg) Play video

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  💡Fanus è sopravvissuta al naufragio del 3 ottobre 2013. Aveva 16 anni il 3 ottobre ed è stata l’unica a riconoscere lo scafista e a denunciarlo. E’ rimasta 3 mesi, allora, all’interno dell’hotspot. Da Lampedusa è arrivata in Svezia dove è rimasta per 3 mesi in un centro di accoglienza. Oggi ha tre figli e spera di diventare cuoca e di lavorare nella ristorazione.💡Aster era la moglie di Yoannes morto nel naufragio del 3 ottobre 2013, il cui corpo mai identificato ufficialmente. Aster e Yoannes vivevano con i loro 3 figli in un campo profughi in Sudan. Venne a sapere da un trafficante che il marito era morto nel naufragio. Dal 2016 vive in Svezia con i figli ed è così riuscita a realizzare il sogno del marito. Dopo un primo anno in un centro d’accoglienza, ha imparato lo svedese ed ora lavora come operatrice socio sanitaria in una RSA. Ora, il suo desiderio è quello di dare una degna sepoltura al marito.💡Adal è stato il primo, il 3 ottobre del 2013, ad arrivare, da naufrago, a Lampedusa e a ricostruire tutti i nomi delle vittime. Ha perso suo fratello nella tragedia. Ora vive a Stoccolma.💡Siriano, sopravvissuto con la moglie Feryal e il figlio Anas al naufragio dell’11 ottobre 2013. Refaat ha perso nel naufragio due figli: Mohammad, 9 anni, e Ahmed, 13. Oggi vive ad Amburgo, dove per il momento non lavora. In Siria, a Damasco faceva il barbiere, ma non ha ancora aperto il suo negozio. Dopo quello che è accaduto non sta ancora bene psicologicamente e il governo tedesco gli permette di restare a riposo fino a quando non mi sarà ripreso dando alla famiglia un sussidio. Dal momento della tragedia cerca disperatamente i suoi figli. I loro corpi, ad oggi, non sono stati identificati. Ha fatto l’esame del Dna con il supporto del laboratorio Labanof di Milano, ma il loro DNA non corrisponde con nessun campione estratto dai corpi recuperati in mare. Mohammad e Ahmed potrebbero essere in uno dei cimiteri della Sicilia in cui negli anni sono stati sepolti i resti dei morti senza nome recuperati in mare.  ![](https://www.comitatotreottobre.it/wp-content/uploads/2023/08/youtube-AKIVxWohZ6U.jpg) Play video

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  💡ll 3 ottobre del 2013, Yosef è riuscito a restare a galla per cinque ore. Era a 800 chilometri dall’isola dei Conigli, a due chilometri dal porto di Lampedusa. Era partito dalla Libia e poche ore dopo è diventato uno dei pochissimi sopravvissuti alla più grave strage del Mediterraneo, quella in cui persero la vita 368 persone, in gran parte eritree, come lui. «Non so come ho fatto.», racconta, «Ricordo le voci, le grida, il rumore delle braccia che cercavano di spezzare l’acqua». Per Yosef è quasi impossibile raccontare. Ha 31 anni, è uno di quelli che è riuscito a ripartire da zero. Oggi vive in Svezia, si è sposato con la donna che amava, eritrea come lui, e insieme sono diventati genitori di due bambini  ![](https://www.comitatotreottobre.it/wp-content/uploads/2023/08/youtube-nSvqHSvWiLo.jpg) Play video

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PER APPROFONDIRE: ARTICOLI DEDICATI

[RAI](https://www.rainews.it/video/2022/10/reportage-dopo-il-naufragio-vite-di-superstiti-alla-grande-tragedia-del-3-ottobre-2013-a-lampedusa-8a753fe9-adcf-40f1-bc1d-b465acc9f7e8.html)

[Ansa](https://www.ansa.it/canale_lifestyle/notizie/societa_diritti/2022/10/02/a-lampedusa-tornano-i- sopravvissuti-dei-naufragi-del-2013-per-non-dimenticare_a6fba378-86a6-4454-b702-6e6ae6dcbedd.html)

[Repubblica](https://www.repubblica.it/cronaca/2016/10/01/news/ritorno_a_lampedusa-148853936/)

[Repubblica](https://www.repubblica.it/cronaca/2018/09/30/news/la_rinascita_di_solomon_a_5_anni_dall_orrore_in_s vezia_sono_libero_-300973445/)

[Il Fatto Quotidiano](https://www.ilfattoquotidiano.it/2019/10/11/naufragio-dei-bambini-refaat-ha-perso-due-figli-da-sei-anni- cerco-mohammad-e-ahmed-quel-giorno-litalia-ritardo-i-soccorsi-in-mare/5508557/)

[Agrigento notizie](https://www.agrigentonotizie.it/cronaca/naufragio-ottobre-2013-testimonianze-medico-siriano- sopravvissuto-figlie-morte-2022.html)

[Agrigento notizie](https://www.agrigentonotizie.it/cronaca/lampedusa-naufragio-3-ottobre-2013-solom-non-partite-barconi- provate-ad-arrivare-legalmente.html)

[Vativision](https://vativision.com/lampedusa-i-racconti-dei-sopravvissuti-ai-naufragi/)

[Tiscali](https://notizie.tiscali.it/cronaca/articoli/lampedusa-alla-Svezia-Solomon/)


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# Summer school “Welcome Europe”

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# Summer school “Welcome Europe”

> UN LABORATORIO PER IMPARARE L’ACCOGLIENZA Lancio del progetto, 4 settembre ore 21.00 in...

## UN LABORATORIO PER IMPARARE L’ACCOGLIENZA

## Lancio del progetto, 4 settembre ore 21.00 in Piazza del Popolo a Pesaro

A Pesaro, **dal 4 al 7 settembre 2022** avrà luogo una **Summer School** a cui parteciperanno circa 50 studentesse e studenti e professionisti del settore educativo e artistico per elaborare un docufilm che presenterà modalità didattiche per realizzare attività artistiche che possano comunicare ai giovani i valori dell’accoglienza e dell’integrazione. Durante le giornate saranno pertanto organizzati incontri, laboratori e lavori di gruppo che saranno filmati per creare un vademecum per docenti. L’evento è organizzato dal Liceo Scientifico, Coreutico e Musicale G. Marconi insieme al Comitato 3 ottobre.

Il **lancio del progetto avrà luogo** con un evento aperto alla cittadinanza **domenica 4 settembre in Piazza del Popolo alle ore 20.00** durante l’evento cittadino “La ½ notte bianca dei bambini” dove i ragazzi presenteranno musiche per bambini dei musical dell’America Latina (Coco ed Encanto) e canzoni dello spettacolo “Sotto lo stesso cielo”. Si continuerà **lunedì 5 settembre alle ore 21** in **Piazzale Europa** con lo spettacolo con **TAPPETO DI IQBAL**. Uno spettacolo per parlare di accoglienza e integrazione con i ragazzi del Gruppo di Barra (NAPOLI) che utilizzano le arti circensi per educare e integrare ragazzi che arrivano dai contesti più disparati della città. Lo spettacolo sarà aperto alla cittadinanza.

L’obiettivo è quello di creare un’esperienza di ricerca azione che possa diventare materiale utile per comunicare a docenti modalità altre per realizzare laboratori legati al tema dell’accoglienza con i linguaggi più consoni alle nuove generazioni. **Un gruppo di studenti della Summer School** **realizzerà lo spettacolo presso l’isola di Lampedusa il 30 settembre 2022 in occasione dell’evento Welcome Europe, organizzato in occasione della Giornata della Memoria e dell’Accoglienza**e al ritorno – secondo una modalità di “ambasciatori” – riporterà quanto vissuto nelle scuole della Provincia in momenti di restituzione che saranno predisposti nel mese di ottobre 2022. L’evento si inserisce nell’ambito del Progetto Porte d’Europa” 2020/2021 ed è realizzato dal Comitato 3 ottobre, dal Liceo Scientifico, Coreutico e Musicale G. Marconi di Pesaro, dall CPIA di Agrigento, dall’Istituto Omnicomprensivo L. Pirandello di Lampedusa e dall’Istituto Comprensivo “Anna Frank” di Agrigento.

L’evento si inserisce nell’ambito del Progetto Porte d’Europa” 2020/2021 ed è realizzato dal Comitato 3 ottobre, dal Liceo Scientifico, Coreutico e Musicale G. Marconi di Pesaro, dall CPIA di Agrigento, dall’Istituto Omnicomprensivo L. Pirandello di Lampedusa e dall’Istituto Comprensivo “Anna Frank” di Agrigento.

## Scopri gli ospiti

[Scopri](https://www.comitatotreottobre.it/wp-content/uploads/2022/09/SUMMER-SCHOOL.pdf)


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# Traguardo finale per il progetto “Siamo sulla stessa barca”

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# Traguardo finale per il progetto “Siamo sulla stessa barca”

> Aprile 4, 2022 Si concluderà il 30 aprile 2022 il progetto Siamo sulla stessa barca...

**Aprile 4, 2022**

Si concluderà il 30 aprile 2022 il progetto Siamo sulla stessa barca inserito nel Progetto Fami “Porte d’Europa 2020/2021”.

Il progetto è iniziato il 1 aprile 2021 ha visto coinvolti il Comitato 3 ottobre insieme all’Istituto Omnicomprensivo L. Pirandello di Lampedusa, il C.P.I.A. di Agrigento, il Liceo Scientifico – Musicale – Coreutico G. Marconi di Pesaro e l’istituto IPSCEOA – N. GALLO di Agrigento. L’obiettivo era quello di promuovere nelle giovani generazioni europee occasioni di apprendimento – nella prospettiva dell’educazione interculturale – per favorire una cultura dell’accoglienza e della solidarietà al fine di contrastare intolleranza, razzismo e discriminazione efavorire processi d’inclusione e inserimento sociale dei migranti.

Il progetto era finalizzato a rafforzare la consapevolezza e la conoscenza dei giovani in età formativa sui temi del fenomeno migratorio, dell’interdipendenza globale e dei diritti umani, dell’integrazione culturale e dell’accoglienza dei migranti, dei rifugiati e dei richiedenti asilo. Dodici mesi ricchi di iniziative ed eventi: incontri nelle scuole italiane ed europee, le giornate di approfondimento e studio a Lampedusa in occasione della Giornata della Memoria edell’Accoglienza. Molti e diversificati gli strumenti realizzati e utilizzati: un toolkit per i docenti, incontri in presenza e online, laboratori di approfondimento, un portale dedicato, video, interviste.

Nel periodo da novembre 2021 (a poco dall’inizio dell’anno scolastico) a marzo 2022 sono stati realizzati 32 incontri di approfondimento (25 online e 7 in presenza) in 26 istituti scolastici (23 in Italia e 3 fuori Italia) che hanno raggiunto un totale di quasi 3.000 studentesse e studenti italiani ed europei. E’ stato realizzato il 1 kit didattico “Siamo sulla stessa barca” uno strumento didattico utile a comprendere le migrazioni rivolto ai docenti delle scuole superiori di II° grado e scaricabile, in italiano e in inglese scaricabile dal [Portale Scuole del Comitato 3 ottobre](https://www.comitatotreottobre.it/accesso-portale-scuole/).

![Un auditorium pieno di pubblico che ascolta cinque persone su un palco](https://www.comitatotreottobre.it/wp-content/uploads/2022/04/whatsapp-image-2022-03-28-at-18.37.12.jpeg)![Un pubblico di oltre 100 persone su sedie che ascoltano e applaudono in una piazza fuori](https://www.comitatotreottobre.it/wp-content/uploads/2022/04/ale8763-scaled-1.jpeg)![foto di gruppo di decine di studenti che si fanno fotografare con qualcuno del Comitato Tre Ottobre](https://www.comitatotreottobre.it/wp-content/uploads/2022/04/img7750-2-scaled-1.jpeg)

Lo stesso portale scuole è in corso di ristrutturazione e ampliamento con sezioni di approfondimento dedicate alle scuole secondarie di II grado con l’aggiunta di una sezione dedicata agli elaborati delle studentesse e degli studenti.Un luogo i cui ragazze e ragazzi diventeranno protagonisti. Dal 30 settembre al 3 ottobre 2021 sempre gli studenti sono stati protagonisti delle iniziative che hanno avuto luogo a Lampedusa. In occasione dell’VIII Giornata della Memoria e dell’Accoglienza si è svolto il più grande evento europeo sul tema del fenomeno migratorio rivolto alle studentesse e agli studenti italiani ed europei.

L’iniziativa è stata insignita della Medaglia della Presidenza della Repubblica Italiana e ha goduto dell’Alto Patronato del Parlamento europeo. Sull’isola erano presenti fotografi di fama internazionale come Isabella Balena e Alessandro Penso. Autorità civili e religiose: l’Arcivescovo di Agrigento Mons. Alessandro Damiano e l’Imam di Catania, Kheit Abdelhafid.

Le serate hanno visto coinvolti in uno spettacolo inedito gli studenti del Liceo Scientifico, Musicale e Coreutico Marconi di Pesaro. E’ stato possibile assistere anche a un reading inedito di Gianmarco Saurino e Daniele Greco oltre una performance acustica di Willie Peyote e Lello Analfino con Tinturia.Numeri mai visti prima a Lampedusa. L’isola in quattro giorni ha accolto 360 studentesse e studenti, 98 docenti. 62 scuole europee ed extra Ue presenti. 17 associazioni, organizzazioni non governative e agenzie delle Nazioni Unite hanno animato dibattiti e laboratori di approfondimento. In totale hanno avuto luogo 34 laboratori, 2 tavole rotonde con la presenza di 40 relatori. Durante la loro permanenza sull’isola, studenti e insegnanti hanno avuto modo di partecipare a laboratori esperienziali, momenti formativi, proiezioni ed eventi artistici, incentrati sui seguenti temi: migrazioni – diritti umani – razzismo e discriminazione – diritti delle persone migranti e dei rifugiati (in particolare dei minorenni) – soccorso in mare – pratiche connesse all’accoglienza e all’istituto dell’asilo.

![un cantante e un chitarrista con microfoni](https://www.comitatotreottobre.it/wp-content/uploads/2022/04/7r20066-scaled-1.jpeg)![uno scolaro viene filmato e intervistato sulla costa rocciosa](https://www.comitatotreottobre.it/wp-content/uploads/2022/04/7r20241-scaled-1.jpeg)

In questi dodici mesi con il progetto SIAMO SULLA STESSA sono state raggiunte in totale quasi 20 milioni di persone attraverso la risonanza avuta sui media: carta stampata, radio, TV, giornali. Oltre 90 articoli sono stati pubblicati e andati in onda sia sulla stampa nazionale sia su quella internazionale. Numeri importanti anche per i social media: i contenuti social hanno generato su Facebook una copertura di oltre 2 milioni di utenti, oltre 100mila interazioni con i post, e 300 mila visualizzazioni dei contenuti video pubblicati. Su Instagram gli account raggiunti sono oltre 1.3 milioni, con oltre 28 mila interazioni con i post e 30 mila visite al profilo. L’hashtag #siamosullastessabarca è stato utilizzato in oltre 921 post su Instagram. Su Twitter i contenuti sono stati visualizzati oltre 60 mila volte. In totale i contenuti per il progetto “Siamo sulla stessa barca”, hanno registrato una copertura di oltre 3,3 milioni di account. Sono stati prodotti 36 video, 329 post sulle diverse piattaforme e 328 storie su Instagram e Facebook.

Durante il progetto sono stati prodotti 26 contenuti video per raccontare le attività degli studenti e dei professori. Il 15 marzo 2022 presso il CPIA Agrigento alla presenza delle autorità civili e religiose ha avuto luogo l’evento conclusivo del Progetto SIAMO SULLA STESSA BARCA.

![Un centinaio di persone che ascoltano le persone sul palco, con fotografi e video in primo piano](https://www.comitatotreottobre.it/wp-content/uploads/2022/04/7r29602-scaled-1.jpeg)


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# Un luogo, una memoria – L’Europa per il 3 ottobre

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# Un luogo, una memoria – L’Europa per il 3 ottobre

> Nel 2025, a dodici anni dal naufragio del 3 ottobre 2013, la Giornata della Memoria e...

Nel 2025, a dodici anni dal naufragio del 3 ottobre 2013, la **Giornata della Memoria e dell’Accoglienza** si concentra sul tema dell’**eredità**: un’eredità che non è solo simbolica, ma che si esprime come **diritto all’identità, alla memoria e alla giustizia**. Il Mediterraneo – oggi divenuto cimitero invisibile – ci chiede di non dimenticare. Di riconoscere, nominare, ricordare.

Per questo nasce l’azione **“Un luogo, una memoria”**, una proposta rivolta a tutte le scuole secondarie di primo e secondo grado, in Italia e in Europa, per costruire insieme una **mappa corale e visibile della memoria**.

💡Ogni scuola o classe o gruppo di studenti è invitato a **scegliere un luogo simbolico** della propria città (una piazza, un parco, una scuola, un monumento, un albero, una panchina, un murales…) e a “**collocare” simbolicamente lì la memoria del 3 ottobre**, realizzando **un cartello o uno striscione** con una frase significativa (una parola, una dedica, una domanda, una richiesta…) dedicata alla memoria delle persone migranti.

Insieme vogliamo creare una **mappa digitale della memoria e dell’accoglienza**, che sarà presentata a Lampedusa durante la commemorazione del 3 ottobre 2025.Un gesto semplice, collettivo e potente per dare visibilità a una memoria diffusa, **dal basso**, portata negli spazi quotidiani, e **collegare i territori** alla memoria del 3 ottobre e a Lampedusa, creando un ponte simbolico e collettivo.

### **Cosa chiediamo?**

1) Una **foto** dello striscione/cartello nel luogo scelto, con la presenza (facoltativa ma consigliata) degli studenti.

2) Il **nome della scuola e indicazione del luogo**;

3) Una **testimonianza scritta** (max 500 battute) o un **breve video** (max 30 sec) che racconti *perché è stato scelto quel luogo*, *cosa rappresenta il 3 ottobre* e *cosa significano per voi memoria e accoglienza*.

### **Come partecipare**

1) Realizzate il cartello o l’azione e scattate la foto nel luogo simbolico.

2) Compilate il form online e caricate i materiali entro il **20 settembre 2025**: 👉 [[**LINK AL FORM**](https://forms.gle/3QpVcqmLVKDWiKqHA)]

### **Una proposta educativa aperta**

L’iniziativa “Un luogo, una memoria” non è solo un gesto simbolico: è anche **un’occasione concreta per approfondire in classe** la storia del naufragio del 3 ottobre 2013, i tanti altri naufragi avvenuti nel Mediterraneo e le complesse tematiche legate alle migrazioni contemporanee. In allegato abbiamo inserito come spunto una scheda sintetica dei naufragi del 3 ottobre 2013 a Lampedusa, dell’11 ottobre 2013 a sud di Lampedusa (zona SAR maltese), del 18 aprile 2015 nel Canale di Sicilia.I docenti sono incoraggiati a costruire attorno a questa azione **un breve percorso di riflessione** storica, civica ed etica, per restituire pienamente il significato di ciò che verrà rappresentato e fotografato.

### **Cosa succede poi…**

I materiali raccolti (foto, nome della scuola e luogo scelto, eventuale video o breve testimonianza) andranno a comporre una **mappa digitale nazionale ed europea della memoria e dell’accoglienza.**Durante gli eventi della XII Giornata della Memoria e dell'Accoglienza a Lampedusa tra il 30 settembre e il 3 ottobre 2025 sarà presentato un momento collettivo in cui verrà mostrata la [**mappa interattiva**](https://www.google.com/maps/d/u/0/edit?mid=1UMMqzaeyCtZ0-h3p3KUgpkO0DQN-beQ&usp=sharing)**dei luoghi e delle voci**, **una memoria diffusa che sarà stata capace di unire tutta l’Europa a Lampedusa**.

     [#### Giornata della memoria e dell'accoglienza 2025

Memorie Attive Nel 2025, a dodici anni dal naufragio del 3 ottobre 2013, la Giornata…](https://www.comitatotreottobre.it/giornata-memoria-accoglienza-2025/)   [13 Giugno 2025

#### Lampedusa 2025: i protagonisti

A seguire gli ospiti delle attività organizzate dal Comitato 3 ottobre in occasione…](https://www.comitatotreottobre.it/articles/lampedusa-2025-i-protagonisti/)   [13 Giugno 2025

#### XII Giornata della Memoria e dell’Accoglienza – Memorie attive

Lettera di Tareke Brhane, presidente del Comitato 3 ottobre Carissime e…](https://www.comitatotreottobre.it/articles/xii-giornata-della-memoria-e-dellaccoglienza-memorie-attive/)

### **Schede Naufragi – Comitato 3 Ottobre**

#### **Naufragio del 3 ottobre 2013 – Lampedusa**

**Data**: 3 ottobre 2013

**Luogo**: A circa 800 metri dalla costa di Lampedusa, nei pressi dell'Isola dei Conigli

**Persone a bordo**: Circa 545, in gran parte di nazionalità eritrea e somala

**Vittime**: 368 accertate

**Sopravvissuti**: 155

**Cause**: Sovraffollamento; Incendio a bordo; Ritardo nei soccorsi

**Conseguenze**: Il governo italiano proclama il lutto nazionale; Nascita dell’Operazione Mare Nostrum; Istituzione della Giornata della Memoria e dell’Accoglienza su proposta del Comitato 3 ottobre (Legge 45/2016)

**Procedimenti penali**: Il capitano dell'imbarcazione, Khaled Ben-salam, è stato condannato a 18 anni per omicidio colposo plurimo. Il somalo Mouhamud Elmi Muhidin, uno degli organizzatori del viaggio, è stato condannato a 30 anni. Alcuni membri dell'equipaggio del peschereccio Aristeus sono stati condannati per omissione di soccorso.

#### **Naufragio dell’11 ottobre 2013 – a sud di Lampedusa (zona SAR maltese)**

**Data**: 11 ottobre 2013

**Luogo**: Circa 60 km a sud di Lampedusa, in zona SAR maltese

**Persone a bordo**: Circa 400, principalmente siriani e palestinesi

**Vittime**: Circa 268, tra cui oltre 60 bambini

**Sopravvissuti:** 212

**Cause**: Mancata risposta tempestiva da parte delle autorità italiane e maltesi; Ritardi nei soccorsi nonostante le numerose richieste di aiuto

**Conseguenze**: Il caso è oggetto di indagini giudiziarie e procedimenti presso la Corte Europea dei Diritti dell'Uomo; Denunce di inadempienza da parte degli Stati coinvolti

**Procedimenti penali**: Il Tribunale di Roma ha dichiarato il non doversi procedere per intervenuta prescrizione. La sentenza ha però riconosciuto l’astratta configurabilità dei reati contestati, indicando gravi responsabilità delle autorità italiane.

#### **Naufragio del 18 aprile 2015 – Canale di Sicilia**

**Data**: 18 aprile 2015

**Luogo**: A circa 96 km dalle coste libiche

**Persone a bordo**: Circa 1.100

**Vittime**: Oltre 1000

**Sopravvissuti:** 28

**Cause**: Sovraffollamento estremo; Spostamenti a bordo durante le operazioni di salvataggio; Condizioni meteorologiche e instabilità dell’imbarcazione

**Conseguenze**: Considerato il più grave naufragio nel Mediterraneo dalla Seconda Guerra Mondiale; Convocazione di un vertice straordinario UE; Nascita di EUNAVFOR MED – Operazione Sophia

**Procedimenti penali**: Mohammed Alì Malek, tunisino, è stato condannato a 18 anni. Mahmud Bikhit, siriano, a 5 anni per favoreggiamento dell'immigrazione clandestina.

Note: Il relitto è stato recuperato nel 2016 e collocato ad Augusta (Siracusa).

### **Nota importante sui procedimenti penali**

I procedimenti giudiziari citati si riferiscono a persone arrestate in seguito ai naufragi. Tuttavia, è importante ricordare che in molti casi i veri trafficanti restano **non identificati o impuniti**, mentre coloro che vengono arrestati e condannati sono spesso **persone costrette a collaborare durante il viaggio**, talvolta in cambio di uno “sconto” sul prezzo della traversata o spinte da necessità.

Queste condanne, pur legalmente fondate, **non sempre riflettono le reali responsabilità nella catena del traffico di esseri umani**, e vanno lette in un contesto più ampio, che tenga conto delle dinamiche migratorie e delle disuguaglianze di potere in gioco.


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# Una banca dati europea del DNA: cosa chiediamo

URL: https://www.comitatotreottobre.it/articles/banca-dati-europea-dna/

# Una banca dati europea del DNA: cosa chiediamo

> Le quattro richieste del Comitato 3 ottobre all’Unione europea per una banca dati del DNA comune tra gli Stati.

Oggi ogni Stato europeo raccoglie e conserva a modo suo i dati sulle persone migranti morte o scomparse. Esistono strumenti di cooperazione internazionale, come I-Familia di INTERPOL, che permette di confrontare il DNA dei familiari con quello di persone non identificate in altri paesi. Manca però un sistema europeo uniforme e obbligatorio dedicato alle vittime delle migrazioni, e senza regole comuni molti dati non vengono mai confrontati.

Il nostro lavoro scientifico e le missioni sul campo servono a colmare questo vuoto, ma non possono sostituire gli Stati. Per questo chiediamo al Parlamento europeo e alla Commissione europea di istituire una **banca dati europea del DNA** obbligatoria, sicura e condivisa.

Cosa chiediamo

## Le nostre quattro richieste

01

### Database nazionali con le stesse regole

Ogni Stato membro deve avere un database dei corpi senza nome e delle persone scomparse, costruito con gli stessi standard scientifici.

02

### Punti di raccolta sicuri

In ogni paese europeo e nei principali luoghi di transito deve esserci almeno un posto dove le famiglie possono essere intervistate da esperti forensi e dove i loro dati sono conservati in modo protetto.

03

### Un’autorità europea

Un ente unico deve avere il compito e il potere di confrontare i dati delle famiglie con quelli dei corpi raccolti nei diversi Stati.

04

### Condivisione obbligatoria

Lo scambio di dati genetici tra gli Stati non deve più essere volontario, ma un obbligo previsto dal diritto europeo.

**Obbligo per gli Stati, consenso per le famiglie.** Le nostre richieste riguardano gli Stati. Per i familiari il prelievo del DNA deve restare volontario, basato sul consenso informato e usato solo per identificare le persone scomparse.

Famiglie, campioni, fascicoli e sepolture si trovano in paesi diversi. Solo un sistema europeo può metterli in relazione.

## Petizione europea

Chiediamo all’Unione europea una banca dati del DNA per dare un nome alle vittime delle migrazioni.

[Firma la petizione](https://www.comitatotreottobre.it/petitions/database/)

## Continua a leggere

     [### Il diritto al nome: l’impegno del Comitato 3 ottobre

Migliaia di vittime dei naufragi sono sepolte in Italia senza nome. Come lavora il Comitato 3 ottobre per identificarle e restituirle alle famiglie.](https://www.comitatotreottobre.it/il-diritto-al-nome/)   [### Le voci delle famiglie: la missione in Etiopia

Quattro familiari di vittime del naufragio del 3 ottobre 2013 raccontano la loro ricerca e danno il DNA per l’identificazione.](https://www.comitatotreottobre.it/articles/voci-famiglie-etiopia/)   [### Sciacca e Caltagirone: sepolture dignitose e un nome ritrovato

A Sciacca 17 persone hanno ritrovato una sepoltura dignitosa. A Caltagirone la tomba di Weldu Robel ha di nuovo un nome.](https://www.comitatotreottobre.it/articles/caltagirone-weldu-robel/)   [### Bompensiere: l’esumazione della vittima 186

A Bompensiere la prima esumazione in Italia fatta solo per identificare una vittima delle migrazioni.](https://www.comitatotreottobre.it/articles/bompensiere-vittima-186/)   [### Sepolture delle vittime dei naufragi in Italia

3.783 sepolture in 311 comuni: dove sono sepolte in Italia le persone morte nel Mediterraneo e perché è difficile identificarle.](https://www.comitatotreottobre.it/articles/censimento-sepolture/)   [### Dopo il naufragio: le storie dei testimoni

Dopo i naufragi del 3 e dell’11 ottobre 2013: dove vivono oggi i sopravvissuti e chi cerca ancora i propri cari.](https://www.comitatotreottobre.it/articles/sopravvissuti-oggi/)   [### senzaNome – Documentario

Anno: 2025 | Durata: 40’ | Paese: Italia | Lingua: italiano, arabo, inglese | Scritto e…](https://www.comitatotreottobre.it/articles/senza-nome-documentario/)


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# Vivi o morti comunque discriminati

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# Vivi o morti comunque discriminati

> 21 marzo: giornata mondiale contro qualsiasi forma di razzismo e di discriminazione La...

### **21 marzo: giornata *mondiale***contro qualsiasi forma di *razzismo* e di discriminazione**

La giornata del 21 marzo è stata istituita dall’ONU in ricordo della strage di Sharpeville, in Sud Africa, quando il 21 marzo 1960 la polizia aprì il fuoco su una manifestazione pacifica contro il regime di apartheid. Una giornata che vuole reclamare il rispetto dei valori della nostra Costituzione, sanciti anche nella Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea, che stigmatizzano ogni forma di discriminazione e razzismo. L'articolo 3 della Costituzione italiana dichiara che tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.

#### **Ma è davvero così?**

Migliaia di individui fuggono dalle proprie terre natali in cerca di vita migliore, e si trovano di fronte a frontiere invalicabili e a politiche migratorie spietate. Nel tentativo disperato di raggiungere terre che promettono diritti umani fondamentali, vengono accolti con crudeltà e violenze ai confini dell'Europa, mentre il mondo assiste in silenzio o, peggio ancora, chiude gli occhi. Le tragedie che si consumano nelle rotte migratorie non sono solo statistiche, non contano “numeri”: sono vite spezzate, sogni infranti e famiglie distrutte. Il Mediterraneo, luogo di vita e civiltà, crocevia di culture e religioni, si è trasformato in un cimitero senza tombe e senza nomi.

Quando le persone migranti riescono a raggiungere l’*Europa dei diritti*, si trovano di fronte a un sistema che li classifica come cittadini di serie B, senza diritti senza dignità.

Mentre nel 2024 il Comune di Carmagnola utilizza l'analisi del DNA delle feci dei cani per multarne i proprietari, molte vite umane rimangono senza nome e senza giustizia. La discriminazione a cui sono sottoposte le persone migranti continua però anche da morti. La maggior parte di loro, deceduti durante i naufragi del Mediterraneo o lungo le tante frontiere che portano in Europa, verranno accolti – nella maggior parte dei casi – in un tumulo di terra con una lapide anonima o più frequentemente con un cartellino che riporta un numero identificativo. Il mancato riconoscimento dei cadaveri delle persone migranti non è soltanto un atto di discriminazione e di *dis-umanità,*ma lede un principio fondamentale della nostra cultura giuridica: **il rispetto della dignità dei defunti**. Siamo consapevoli che Il tema della tutela *post mortem*sia delicato dal punto di vista giuridico. Si dice, infatti, “i morti non hanno diritti”, poiché è noto che la capacità giuridica si acquista dal momento della nascita (art.1 Codice Civile), ma è innegabile che l’assenza di identificazione del corpo potrebbe ledere alcune volontà espresse dalle persone migranti in vita. Va ricordato, inoltre, che l’identificazione del cadavere è il presupposto per garantire il diritto a scegliere il luogo di sepoltura, secondo un determinato rito religioso (il cosiddetto “diritto al sepolcro primario”). A livello sovranazionale, inoltre il principio dell’identificazione e della degna sepoltura è sancito, dalla Convezione sui diritti umani e della biomedicina. Sul tema la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, ha affermato chiaramente che la Convenzione prevede il rispetto della «dignità, identità e integrità di

tutte le persone, siano esse vive o morte». A livello nazionale, l’obbligo di rispettare la dignità dei morti si evince dal Capo II del Titolo IV del Codice penale, significativamente intitolato “Dei delitti contro la pietas dei defunti”, che individua nella dignità dei morti, il bene giuridico oggetto di protezione. Da ultimo, non si può non richiamare la nostra Costituzione, la quale richiama la dignità in tre disposizioni (l’art. 3, l’art. 36 e l’art. 41). La tutela della dignità umana è dunque un ***obbligo***espresso in numerose norme del nostro ordinamento, anche di rango costituzionale, e certamente “non può spegnersi con la morte”. Se questo principio viene prontamente rispettato per noi cittadini europei, **per le persone migranti rimane – ad oggi – un’utopia.**

**In questo giorno di riflessione, chiediamo a tutti di unirsi alla lotta contro la discriminazione in tutte le sue forme.**

**Chiediamo ai governi di rispettare i diritti umani fondamentali e di adottare politiche migratorie più umane ed inclusive.**

## Firma la petizione

Restituiamo identità e dignità alle vittime dell’immigrazione in Europa!

[Firma ora](https://www.comitatotreottobre.it/petitions/database/)


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# Voci del Mediterraneo: la memoria che educa, la cittadinanza che unisce

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# Voci del Mediterraneo: la memoria che educa, la cittadinanza che unisce

> Il Comitato 3 ottobre promuove un percorso educativo e civile che unisce scuole,...

Il Comitato 3 ottobre promuove un percorso educativo e civile che unisce scuole, territori e istituzioni. Al suo fianco, ancora una volta, l’Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai.

Ci sono date che chiedono di essere ricordate e date che ci obbligano ad agire. Il 3 ottobre 2013 è entrambe le cose. Il naufragio avvenuto al largo di Lampedusa, in cui persero la vita 368 persone, ha segnato per sempre la coscienza europea. Da quella ferita è nato il Comitato 3 ottobre, con una scelta precisa: non lasciare che la memoria resti confinata alla commemorazione, ma trasformarla in educazione, responsabilità pubblica e difesa dei diritti umani. È in questa prospettiva che prende forma “Voci del Mediterraneo”, un percorso rivolto alle giovani generazioni, alle scuole e alle comunità. Un progetto capace di tenere insieme testimonianza e pensiero critico, dimensione locale e orizzonte europeo, ascolto delle persone e confronto con le istituzioni. L’obiettivo è offrire ai giovani strumenti per comprendere le migrazioni, riconoscere stereotipi e falsificazioni, scegliere parole rispettose e diventare protagonisti di una cittadinanza consapevole.

> Il sostegno dell’Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai non è per noi un sostegno occasionale, ma la conferma di un’alleanza fondata sulla dignità di ogni vita e sulla responsabilità di non restare indifferenti. Ringraziamo l’Istituto per essere, ancora una volta, al fianco del Comitato 3 ottobre con coerenza, sensibilità e concretezza. In un tempo in cui il dibattito pubblico rischia di dividere e disumanizzare, questa collaborazione ci permette di trasformare la memoria in educazione, l’ascolto in partecipazione e la solidarietà in cittadinanza attiva.
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> Tareke Brhane, presidente del Comitato 3 ottobre

**Un’alleanza fondata sui valori**

La collaborazione con l’Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai nasce da una convergenza profonda. Non riguarda soltanto la realizzazione delle attività: riguarda il modo in cui si guarda alla persona e alla società che vogliamo costruire. Il primo valore condiviso è la dignità della vita: assoluta, inviolabile, mai subordinata a un confine o a uno status giuridico. Rimettere la vita al centro significa riconoscere ogni persona nella sua storia. Il secondo è la cultura della pace e dell’educazione. La pace non è soltanto assenza di conflitto: è un lavoro quotidiano contro il pregiudizio, l’indifferenza e la violenza delle parole. Per questo il progetto investe nella scuola, nel dialogo e nella capacità di leggere la complessità senza cedere alla paura o alla polarizzazione. Il terzo è la cittadinanza globale: l’idea che le sfide del nostro tempo richiedano responsabilità condivise e comunità aperte, inclusive e giuste. In questa visione, la diversità non è un’emergenza da governare, ma una risorsa umana e civile da conoscere e valorizzare.

### **Dalle scuole a Lampedusa, fino all’Europa**

“Voci del Mediterraneo” si svilupperà tra il 2026 e il 2027 attraverso attività territoriali, nazionali ed europee. Il cuore educativo sarà rappresentato dai laboratori “Semi di Lampedusa”, fondati sulla didattica esperienziale, sulla co-progettazione e sulla memoria attiva. Studentesse e studenti lavoreranno sui dati e sulle rotte migratorie, analizzeranno il linguaggio dei media, impareranno a verificare le fonti e incontreranno persone sopravvissute ai naufragi, familiari delle vittime, rifugiati, attivisti, mediatori culturali e professionisti dell’informazione. Il percorso prevede laboratori scolastici, eventi pubblici di sensibilizzazione e il coinvolgimento di una rete di istituti italiani ed europei.

Ik momento centrale sarà la XIII Giornata della Memoria e dell’Accoglienza a Lampedusa: workshop, testimonianze, iniziative artistiche, la marcia verso la Porta d’Europa e la commemorazione in mare si uniranno a occasioni di confronto diretto tra giovani, organizzazioni umanitarie e rappresentanti istituzionali. Il cammino proseguirà fino a Bruxelles, dove le riflessioni e le proposte elaborate dagli studenti potranno entrare nel dialogo con il Parlamento europeo. È una scelta di metodo prima ancora che di programma: i giovani non saranno destinatari passivi, ma autori di domande, contenuti e raccomandazioni. Le persone con background migratorio non saranno chiamate soltanto a testimoniare, ma saranno coinvolte come protagoniste del percorso educativo.

### **Trasformare la memoria in futuro**

“Voci del Mediterraneo” sceglie di rispondere alle semplificazioni con la conoscenza, all’ostilità con l’incontro, all’indifferenza con una memoria capace di generare azione. Dare spazio alle voci significa restituire umanità alle storie, ma anche costruire strumenti per orientarsi nel presente e assumersi una responsabilità verso il futuro. Da Lampedusa a Bruxelles, il viaggio del progetto è geografico e insieme civile: comincia dall’ascolto, attraversa la scuola e arriva alla partecipazione democratica. Grazie all’impegno condiviso del Comitato 3 ottobre, dell’Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai, delle comunità educanti e delle nuove generazioni, la memoria continua così a essere ciò che deve essere: non uno sguardo rivolto soltanto al passato, ma una forza che cambia il presente.


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# Vuoi diventare un volontario del Comitato 3 ottobre?

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# Vuoi diventare un volontario del Comitato 3 ottobre?

> Ci avviciniamo alla Giornata della memoria e dell’accoglienza – 3 ottobre 2022 – e come...

Ci avviciniamo alla Giornata della memoria e dell’accoglienza – 3 ottobre 2022 – e come ogni anno vogliamo arrivarci al meglio, con un team di volontari motivati e disponibili a dare il proprio contributo per trasformare le giornate a Lampedusa in una grande opportunità di incontro e confronto sui temi legati alle migrazioni e per non dimenticare le migliaia di persone che continuano a perdere la vita nel tentativo di raggiungere l’Europa.

Se sei interessato alle nostre attività e vorresti fare un passo in avanti diventando parte del nostro team a Lampedusa e non solo, questa è l’opportunità per presentarti!

Compila il form che trovi sotto e dicci di più sui motivi che ti spingono a voler entrare nel nostro team e la disponibilità che hai.

[Invia la tua candidatura](https://docs.google.com/forms/d/e/1FAIpQLScUE8jLMPAbIP7bDJBUsO80kb65fNBgTxozK3ggTvUx8NCqYw/viewform)

Ogni anno, il Comitato 3 Ottobre organizza la “Giornata della Memoria e dell’Accoglienza”, volta a creare memoria e a sensibilizzare l’opinione pubblica sui fenomeni migratori e dell’accoglienza.

La “Giornata della Memoria e dell’Accoglienza” si celebra il 3 ottobre di ogni anno e coinvolge diversi attori: Comuni, comunità locali, istituzioni nazionali ed europei e, in particolare, numerose scuole proveniente da tutto il territorio nazionale ed europeo.

L’evento prevede 4 giorni di attività sull’isola (dal 29 settembre al 3 Ottobre) per rafforzare la consapevolezza e la conoscenza dei giovani in età formativa sui temi dell’immigrazione, dell’interdipendenza globale diritti umani, dell’inclusione e dell’accoglienza ma anche la partecipazione attiva dei rifugiati, sopravvissuti e parenti delle vittime del naufragio del 3 ottobre 2013 e di altre stragi in mare.


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# Welcome Europe: il racconto delle giornate a Lampedusa

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# Welcome Europe: il racconto delle giornate a Lampedusa

> 13 Ottobre 2022 In occasione della nona “Giornata della Memoria e dell’Accoglienza” il...

**13 Ottobre 2022**

In occasione della nona “Giornata della Memoria e dell’Accoglienza” il Comitato 3 ottobre ha portato a Lampedusa oltre 300 studenti e 75 professori da tutta Europa, nell’iniziativa “WELCOME EUROPE”, realizzata all’interno del Progetto Fami “Porte d’Europa 2020/2021”. Come ogni anno la commemorazione del 3 ottobre, “Giornata della Memoria e dell’Accoglienza”, è stata preceduta da intense giornate di tavole rotonde, eventi e momenti di formazioni legati al tema della migrazione, in tutte le sue sfaccettature.‌‌

Venerdì 30 settembre si è inaugurata l’apertura degli eventi con due workshop a cura di *Here to support – City Rights United* e *Obama Leaders Europe 2022*, con focus particolare sul tema del doppio standard e della narrazione mediatica sul tema della migrazione. Nel tardo pomeriggio, dopo un primo momento di saluti istituzionali seguito dall’incontro con insegnati e ragazz* provenienti dalle scuole italiane ed europee, la scena è passata interamente agli studenti. A partire dallo slideshow dei progetti vincitori del concorso “L’Europa inizia a Lampedusa” fino ad arrivare alla tavola rotonda “Siamo sulla stessa barca? Protezione e accoglienza”, la parola è passata ai giovan*, per discutere sul doppio standard attraverso il loro sguardo.

La serata del 30 settembre si è quindi conclusa con il musical “Sotto lo stesso cielo” a cura degli student* del Liceo Scientifico, musicale e coreutico G. Marconi di Pesaro. Una rappresentazione teatrale davvero emozionante, che, con grande sensibilità, mette in scena la tragedia della notte del 3 ottobre, attraverso il racconto e le parole di Vito Fiorino – una delle persone che quella notte salvò più di 40 migranti.

![ il musical “Sotto lo stesso cielo”](https://www.comitatotreottobre.it/wp-content/uploads/2022/10/ale6530.jpeg)

il musical “Sotto lo stesso cielo”

La giornata di Sabato 1° ottobre è partita dalla mattina con i laboratori svolti presso l’Istituto Omnicomprensivo “Luigi Pirandello”. Più di venti organizzazioni impegnate sul tema della migrazione, tra cui ONG e agenzie ONU, sono state invitate sull’Isola di Lampedusa, per dedicare dei momenti di formazione agli studenti e alle studentesse coinvolti dal Comitato 3 Ottobre. I temi affrontati sono stati molti: dalla cittadinanza al razzismo, dal flusso migratorio alle politiche europee, nel tentativo di offrire panoramiche e approfondimenti su un argomento così complesso come quello della migrazione.

![un laboratorio svoltosi presso l'Istituto All-inclusive “Luigi Pirandello”.](https://www.comitatotreottobre.it/wp-content/uploads/2022/10/ale6252.jpeg)

un laboratorio svoltosi presso l’Istituto All-inclusive “Luigi Pirandello”.

Nel pomeriggio di sabato si è svolta la seconda tavola rotonda in programma, con focus specifico sul tema dell’accoglienza a doppio standard. A partire dal segretario generale del Comitato 3 Ottobre Fernando Vasco Chironda, abbiamo avuto l’onore di ospitare la giornalista Nancy Porsia, Domenec Devesa della commissione per gli affari costituzionali del Parlamento europeo e Angela Caponnetto, giornalista per RaiNews24; moderati dalla docente del “Liceo Marconi di Pesaro Paola Fraternale Meloni.

![Evento in piazza durante la "Giornata della Memoria e dell’Accoglienza" a Lampedusa con persone sul palco e pubblico seduto.](https://www.comitatotreottobre.it/wp-content/uploads/2022/10/ale7536.jpeg)

Il momento finale della serata è stato preceduto dal racconto sul Museo della Fiducia e del dialogo per il Mediterraneo, a cura di Noemi Bellici del Comitato 3 Ottobre, che ha infine passato il microfono al cantante Lello Analfino con Tinturia e al sound del rapper Tommy Kuti.

Durante la mattinata di domenica 2 ottobre si sono svolte altre due sessioni di workshop: un turno sempre dedicato agli student*, divisi tra i vari laboratori presenti, e l’altro rivolto ai docenti, a cura del Comitato 3 Ottobre, e dedicato all’elaborazione e alla condivisione di buone pratiche in favore di comunità educative inclusive e multiculturali. Nel pomeriggio, in avvicinamento alla “Giornata della Memoria e dell’Accoglienza”, si è svolto l’incontro con le persone sopravvissute ai naufragi del 3 e dell’11 ottobre 2012.

> È stato un momento unico, un’occasione rara per uscire dalle narrazioni mediatiche e capire davvero cosa significa migrare e sopravvivere a un’odissea spesso fatale.

Un momento difficile ma anche molto prezioso poiché ha messo in dialogo student* con i sopravvissuti e parenti delle vittime, che hanno avuto la forza di condividere alcuni ricordi della notte del naufragio del 3 ottobre. È stato un momento unico, un’occasione rara per uscire dalle narrazioni mediatiche e capire davvero cosa significa migrare e sopravvivere a un’odissea spesso fatale.

Durante l’incontro la parola è passata anche ai pescatori Vito e Costantino, che nella mattina del 3 Ottobre 2013 erano in mare nei loro pescherecci. I due hanno raccontato agli student* alcune vicende di quella notte. Dalla complessità del salvataggio al mancato supporto da parte delle autorità, fino ad arrivare al legame indissolubile che, dopo quella notte, si è poi creato con i sopravvissuti.

![Una persona con maglietta nera e laccio al collo parla al microfono durante un evento all'aperto, con altre persone sedute e in piedi ad ascoltare.](https://www.comitatotreottobre.it/wp-content/uploads/2022/10/ale8485.jpeg)

Dopo un breve momento di pausa, necessario anche per elaborare la complessità e la densità dei temi che si stanno affrontati durante le giornate, nel tardo pomeriggio si è svolta l’ultima tavola rotonda in programma. Tra gli ospiti che abbiamo avuto il piacere di ospitare la vice rappresentante UNHCR Anna Leer, il vicepresidente della Commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni del Parlamento europeo Pietro Bartolo, la country coordinator di UNICEF in Italia Sarah Martelli, moderati dalla giornalista de Il Redattore Sociale Eleonora Camilli. Al centro del dibattito è stata portata avanti una riflessione critica sulle politiche europee e sulle conseguenti sfide dell’azione umanitaria.

La serata del 2 ottobre è stata aperta con lo slideshow dal titolo “Oltre quel confine è la mia casa”, a cura del giornalista e documentarista Shafiur Raman. Curatore dell’omonima mostra fotografica allestita nelle sale del Museo della Fiducia e del Dialogo per il Mediterraneo, Raman ha raccontato attraverso le immagini scattate da rifugiati in Bangladesh, le condizioni di abbandono ed esclusione che condizionano la vita dei Rohingya. Dopo di che si è passato il microfono agli artisti musicali con Malika Ayane – ospitata grazie alla collaborazione con Amnesty International. La serata si è conclusa con Sandro Joyeux, come da appuntamento annuale, che ha intrattenuto gli student* sulle travolgenti note della sua voce e chitarra.

![Sandro Joyeux, come da appuntamento annuale, che ha intrattenuto gli student* sulle travolgenti note della sua voce e chitarra.](https://www.comitatotreottobre.it/wp-content/uploads/2022/10/ale8960.jpeg)

Sandro Joyeux

Lunedì 3 ottobre si è celebrata la nona “Giornata della Memoria e dell’Accoglienza, alla presenza del Presidente della Camera dei Deputati Roberto Fico, con il direttore Generale, USR Sicilia, Giuseppe Pierro e il sindaco di Lampedusa e Linosa, Filippo Mannino. La marcia di quest’anno, da Piazza Castello alla Porta d’Europa, abbiamo voluto fosse guidata dalla frase “protect people not borders”; parole che riassumono i principi per cui il Comitato 3 Ottobre si batte da quasi dieci anni ormai.

Arrivati alla Porta d’Europa sono seguiti gli interventi delle figure istituzionali presenti, accompagnati da un momento di silenzio e di preghiera dell’imam di Catania e presidente della Comunità islamica di Sicilia Kheit Abdelhafid, e del Vicario Generale dell’Arcidiocesi di Agrigento don Giuseppe Cumbo. Dopo gli interventi di alcuni dei sopravvissuti al naufragio sono stati recitati i nomi delle vittime del 3 ottobre sulle note di “La cura” di Franco Battiato, cantata da uno studente del Liceo Marconi di Pesaro; un momento davvero denso di emozioni.

Dopo la marcia è seguita la cerimonia in mare, con la deposizione della corona di fiori, alla presenza delle Autorità e Istituzioni e con il supporto delle vedette della Guardia Costiera e Guardia di Finanza, e di alcune imbarcazioni di pescatori.

![Navi con persone in mare, alcune in abiti scuri, durante la "Giornata della Memoria e dell’Accoglienza" a Lampedusa.](https://www.comitatotreottobre.it/wp-content/uploads/2022/10/ale0569.jpeg)

Infine, nel tardo pomeriggio, presso il Santuario della Madonna di Porto Salvo. Promossa da Parrocchia di San Gerlando di Lampedusa, si è svolto un ultimo momento di commemorazione interreligiosa, promossa dalla Parrocchia di San Gerlando di Lampedusa e che ha visto coinvolte l’Arcidiocesi di Agrigento, l’Ufficio per l’ecumenismo e il dialogo interreligioso, la Federazione delle chiese evangeliche in Italia con la partecipazione della Chiesa Anglicana d’Inghilterra e delle Unione delle Comunità islamiche d’Italia.

Il 3 ottobre è stato, come ogni anno, un giorno di lutto e memoria collettiva. Sono passati nove anni dal naufragio del 3 ottobre 2013, dove 368 persone morirono, poco lontane dalla costa di Lampedusa. Ogni anno risulta ancora più importante commemorare e ricordare le vittime del naufragio e di tutte le persone che, nel silenzio delle istituzioni, continuano – ogni giorno – a perdere la vita nel mediterraneo. Dal 2013 ad oggi nel Mar Mediterraneo hanno perso la vita oltre 25.000 persone. Oltre 25.000 persone tra cui uomini, donne e bambini, con storie, legami, sogni. Per questo motivo è urgente, necessario e fondamentale ricordare: Protect people, not borders. Proteggiamo le persone, non i confini.

![Gruppo di persone radunate davanti al monumento di Lampedusa durante la "Giornata della Memoria e dell’Accoglienza".](https://www.comitatotreottobre.it/wp-content/uploads/2022/10/ale0356-1.jpeg)

## Leggi di più e unisciti a noi:

     [6 Ottobre 2022

### Porta d’Europa a Bruxelles? Il “no” del Comitato 3 ottobre

Roma, 6 ottobre 2022 Il Comitato 3 ottobre esprime seria preoccupazione e al tempo…](https://www.comitatotreottobre.it/articles/porta-deuropa-a-bruxelles-il-no-del-comitato-3-ottobre/)   [2 Ottobre 2022

### Comunicato stampa: Il 3 ottobre diventi “Giornata europea della Memoria e dell’Accoglienza”

Il 3 ottobre 2013 davanti all’isola di Lampedusa, morirono 368 persone tra uomini,…](https://www.comitatotreottobre.it/articles/comunicato-stampa-il-3-ottobre-diventi-giornata-europea-della-memoria-e-dellaccoglienza/)


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# X GIORNATA DELLA MEMORIA E ACCOGLIENZA  A EUROPE OF RIGHTS

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# X GIORNATA DELLA MEMORIA E ACCOGLIENZA  A EUROPE OF RIGHTS

> LAMPEDUSA | DAL 30 SETTEMBRE AL 3 OTTOBRE 2023 QUEST’ANNO DEDICATO AL TEMA...

#### LAMPEDUSA | DAL 30 SETTEMBRE AL 3 OTTOBRE 2023

#### QUEST’ANNO DEDICATO AL TEMA DELL’INDIFFERENZA E DEI DIRITTI NEGATI

“A EUROPE OF RIGHTS” ’evento organizzato dal Comitato 3 ottobre in collaborazione con il Comune di Lampedusa e Linosa avrà luogo a Lampedusa dal 30 settembre al 3 ottobre 2023 in occasione della X Giornata della Memoria e dell’Accoglienza per le vittime dell’immigrazione.

L’evento ha ricevuto l’alto Patrocinio del Parlamento Europeo, il patrocinio di: ALI – ALI Autonomie Locali Italiane – Lega delle Autonomie, con cui verrà firmato un protocollo d’intesa per la realizzazione di eventi di sensibilizzazione sul tema delle migrazioni e dell’accoglienza e di SIAE – Società Italiana degli Autori ed Editori, che da sempre sostiene la cultura in Italia anche attraverso iniziative di solidarietà. Rai per la Sostenibilità ESG e Rai Sicilia. Media partner dell’evento sono Avvenire e TGR Sicilia.

La storia di questi anni ultimi dieci anni (dal naufragio del 3 ottobre 2013) è stata testimone di un generalizzato atteggiamento di complice indifferenza #10annidindifferenza, se non di una vera e propria criminalizzazione di chi si mette in viaggio in cerca di una vita migliore e più sicura. Come Comitato 3 ottobre, abbiamo deciso di raccontare e offrire spunti di riflessione in merito a cosa è accaduto dal 3 ottobre 2013 fino ad oggi. Dieci anni in cui è successo di tutto e solo una cosa non è cambiata: che ogni giorno nel Mediterraneo qualcuno muore. Si cercherà di dare risposta a domande, che per troppo tempo, non hanno avuto risposta: “Perché le promesse di trovare una soluzione non emergenziale al fenomeno migratorio non sono mai state mantenute? Perché la commozione di dieci anni fa si è trasformata in indifferenza? Perché l’Operazione Mare Nostrum è stata archiviata sostituendola con missioni che avevano come principale obiettivo il controllo delle frontiere? Dalla cronaca alla politica, dalle arti alla musica, passando per i laboratori formativi la parola indifferenza, sarà al centro dell’evento. Dalla cronaca alla politica, dalle arti alla musica, passando per i laboratori formativi la parola indifferenza, sarà al centro dell’evento.

Ne parleranno insieme a Lampedusa nel primo weekend di ottobre tanti ospiti: il gruppo musicale Selton, i cantautori Sandro Joyeux e Gio Evan, Alessandro Ienzi con lo spettacolo Porta della Vita, le giornaliste Angela Caponnetto, Nancy Porsia, Eleonora Camilli, Annalisa Camilli, Alessandra Ziniti. I giornalisti Nello Scavo e Marco Tarquinio, Daniela Di Capua responsabile Ufficio "8xMille" presso Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai. E ancora la Rappresentante per l’Italia e la Santa Sede di UNHCR Chiara Cardoletti, il portavoce dell’OIM Flavio Di Giacomo, l’attivista per i diritti umani Milka Yemane, la Presidente di Emergency Rossella Miccio, la Presidente di Medici Senza Frontiere Italia Monica Minardi, il procuratore della Repubblica Aggiunto di Agrigento Salvatore Vella, il vice Presidente della Commissione LIBE Pietro Bartolo, il Presidente dell’Unione dei Federalisti Europei Domenc Devesa, i Sindaci di Agrigento Francesco Miccichè, di Lampedusa e Linosa Filippo Mannino, di Legnano Lorenzo Radice, di Bologna Matteo Lepore, e di Pesaro Matteo Ricci, Claudia Pratelli assessora alla scuola formazione e lavoro di Roma Capitale con delega del Sindaco di Roma, Assessore Miguel Gotor. Assessore alla Cultura di Roma Capitale, con delega alla Memoria. Il Prefetto di Agrigento Filippo Romano, l’Arcivescovo di Agrigento Monsignor Alessandro Damiano, l’Imam di Catania Kheit Abdelhafid.

Nella piazza principale di Lampedusa, Piazza Castello, avranno luogo i Dialoghi, gli incontri tra voci esperte sui temi fulcro dell’evento. L’Istituto Luigi Pirandello ospiterà le Domande per pensare, l’incontro con le persone sopravvissute ai naufragi insieme a Tareke Brhane, presidente del Comitato 3 ottobre e Vito Fiorino, mentre al Museo della Fiducia e del Dialogo per il Mediterraneo verrà inaugurata la mostra “Tra volti e sguardi”, a cura del Comitato 3 ottobre con immagini del fotografo Alessandro Viganò, che vede come protagonisti i volti delle persone sopravvissute al naufragio del 3 ottobre 2013. Presso le aule dell’Istituto Pirandello avranno luogo oltre 20 laboratori formativi didattici con le maggiori organizzazioni non governative e agenzie delle Nazioni Unite: Amnesty International, Associazione Nazionale Vittime Civili di Guerra, ASCS – Agenzia Scalabriniana per la Cooperazione allo Sviluppo, ASGI, Centro Astalli, CISOM, Centro studi e ricerche IDOS, Euromed Rights Istituto Labanof, Legambiente, Medici Senza Frontiere, Sant’Anna di Pisa, OIM, UNICEF, UNHCR, Save The Children, Refugees Welcome.

Il 3 ottobre, in mattinata, partirà da Piazza Castello la marcia per dire BASTA MORTI MARE #10ANNIDINDIFFERENZA con arrivo alla Porta d’Europa, dove avrà luogo una commemorazione interreligiosa, a cui parteciperà la Vice Presidente del Senato Maria Domenica Castellone. Seguirà seguirà la deposizione di una corona di fiori in mare nel luogo in cui, davanti all’Isola dei Conigli, dieci anni fa avvenne il naufragio che causò la morte di 368 persone. “A Europe of Rights” è un’iniziativa aperta a tutti, realizzata grazie al sostegno dei fondi otto per mille dell’Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai, che vede il coinvolgimento diretto delle studentesse e studenti italiani ed europei. All’evento prenderanno parte studentesse e studenti di 15 Regioni italiane e di 7 Paesi europei.

L’obiettivo è quello di promuovere nelle giovani generazioni europee occasioni di apprendimento – nella prospettiva dell’educazione interculturale – per favorire una cultura dell’accoglienza e della solidarietà al fine di contrastare intolleranza, razzismo e discriminazione e favorire processi d’ inclusione e inserimento sociale delle persone migranti. Le iniziative sono finalizzate a rafforzare la consapevolezza e la conoscenza dei giovani in età formativa sui temi del fenomeno migratorio, dell’interdipendenza globale e dei diritti umani, dell’integrazione culturale e dell’accoglienza delle persone migranti, dei rifugiati e dei richiedenti asilo.

Si può rimanere aggiornati su programma e ospiti al seguente link: https://www.comitatotreottobre.it/a-europe-of-rights-lampedusa-2023

![Logo dell'Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai "Otto per Mille" con testo e simbolo dorato su sfondo chiaro.](https://www.comitatotreottobre.it/wp-content/uploads/2024/02/numerosi-incontri-con-le-scuole-parte-del-progetto-a-europe-of-rights-20232024-sono-realizzati-grazie-al-sostegno-dei-fondi-otto-per-mille-dellistituto-buddista-italiano-soka-gakkai.png)


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# XII Giornata della Memoria e dell’Accoglienza – Memorie attive

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# XII Giornata della Memoria e dell’Accoglienza – Memorie attive

> Lettera di Tareke Brhane, presidente del Comitato 3 ottobre Carissime e...

*Lettera di Tareke Brhane, presidente del Comitato 3 ottobre*

Carissime e carissimi,

ogni anno, tornare a Lampedusa è come tornare a un nodo della memoria, un luogo che non è solo geografia, ma coscienza.

È qui che si sono incrociate, troppo spesso, le rotte della disperazione e del silenzio. Ed è da qui che vogliamo, ancora una volta, far partire una voce.

Dal 29 settembre al 3 ottobre 2025 celebreremo la XII Giornata della Memoria e dell’Accoglienza, e non sarà una semplice commemorazione. Sarà uno spazio vivo, collettivo, dove la memoria diventa azione, dove le storie si incontrano e si trasformano in consapevolezza.

Quest’anno più che mai sentiamo il bisogno di tornare a guardarci negli occhi, di creare legami veri. Perché solo attraverso l’incontro possiamo costruire un noi che non escluda. Solo mettendo a confronto le generazioni, le esperienze, le radici, possiamo imparare a custodire il passato e a prenderci cura del futuro.Lo faremo insieme a studenti e docenti, a familiari delle vittime dei naufragi, a testimoni, a soccorritori, a chi ogni giorno sceglie di stare dalla parte della dignità umana. Lo faremo con parole, con gesti, con silenzi carichi di significato. Perché la memoria non è un atto solitario, è un ponte.Non è facile, ogni anno, riaprire ferite. Ma è necessario. Perché se oggi possiamo raccontare, è perché qualcuno ieri ha scelto di non dimenticare. E perché vogliamo che domani nessuno sia costretto a morire nel silenzio.

Questa edizione assume un significato ancora più profondo: coincide con il decimo anniversario del naufragio del 18 aprile 2015, una delle tragedie più gravi avvenute nel Mediterraneo, che causò la morte di circa mille persone. Ricordare quel giorno significa riaffermare con forza il nostro impegno a non lasciar cadere nell’oblio nessuna vita spezzata.

Vi invito con il cuore a camminare con noi. A esserci. A portare con voi domande, idee, emozioni. Perché non ci può essere accoglienza e inclusione senza ascolto, e non ci può essere futuro senza memoria.

Con gratitudine e speranza,

Tareke BrhanePresidente – Comitato 3 Ottobre
